La soluzione

Brunetta

Utente di lunga data
Belle ricette.
 

Nonècomecredi

Utente di lunga data
Il problema è che oggi si cerca sempre la novità (sperimentare). Anche l'idea dell'amante è l'idea della novità (sperimentare il sesso con una nuova persona). Penso poi che l'età faccia il resto, il fatto che in un prossimo futuro non ci potrebbero essere più occasioni per sperimentare novità, che poi in gran parte dei casi lasciano il tempo che trovano, e ci si ritrova con più dubbi di prima. In buona sostanza scegliere la fedeltà significa escludere tutte le altre "numerose" opportunità di sperimentare. La quantità meglio della qualità.
Del resto nella società contemporanea siamo tutti raggiunti da una quantità di stimoli esorbitante in tutti gli ambiti della vita, e quindi anche nel sesso. Ho visto gente lamentarsi del posto fisso perché non dava adeguate prospettiva di crescita di carriera; al supermercato il carrello è sempre pieno di cose che non avevamo intenzione di comprare quando ci siamo entrati, però erano occasioni imperdibili; e poi: l'ultima moda, i vestiti, le vacanze, un nuovo sport ecc...; cose che non avremmo mai pensato di fare, e che dopo aver fatto non faremo mai più, ma la logica è sempre quella: sperimentare (prima che sia troppo tardi, o prima di perdere l'occasione che non capiterà mai più)!
 

Nicky

Utente di lunga data
Dipende da che valori vuoi trasmettere ai tuoi figli.
La mia idea di insegnare l' amore è comprensiva di fine.
Inizia e finisce.
Può succedere con la fidanzatina.
Può succedere con la futura moglie.
Può succedere a mamma e a papà.
Che non smettono di essere mamma e papà.
Se finisce il loro amore, non finisce mica verso di loro.
Il resto per me è una bella illusione. Ma le illusioni sono menzogne.
Io a mio figlio non voglio insegnare un finto amore.
Su questo sono d'accordo e spero, anzi, che via via diventi più chiaro che possono finire certi aspetti del sentimento, ma senza che ci si debba odiare o perdere del tutto una famiglia o una collaborazione e un sostegno come dovrebbe esserci tra chi si è voluto bene.
Però, prima del discorso della coppia, c'è un discorso con sé stessi. Se si sceglie di investire in un rapporto, l'impegno che ci si prende non è quello di amarsi, ma di continuare ad investire e quindi mettersi in discussione se ci si accorge che sia sta entrando in una fase potenzialmente critica, per me.
Poi, si fa nei limiti di ciò che si riesce, chiaramente, ma lo si fa per sè stessi, in primo luogo.
Io ritengo di averlo fatto. Poi, a un certo punto non ho più voluto e so che non vorrò più discutere il rapporto con mio marito, ma è una cosa che ho accantonato dopo avere esaminato per anni le cose.
Non mi sono separata perché, a dispetto di tutto, a me mio marito interessa e mi interessa ciò che abbiamo a livello familiare.
 

Warlock

Utente di lunga data
Boh se come dice @Nonècomecredi si tradisce per sperimentare, io mi tengo SS e al massimo sperimento i funghetti magici o l'MDMA
Almeno con quelli so di non restare deluso 😁
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Io un pensiero ce l'ho.

La vera fatica di tante persone è più semplice di tanti giri di parole: ammettere di aver sbagliato.

E per sbagliato intendo pensare che ci si debba fermare. Per il nome della famiglia, della relazione, della persona che abbiamo accanto. Pensare che le cose non cambino. Che dopo una firma è finito tutto li, che dopo un figlio il piano è sistemato, che una volta definito per sempre quello sia eterno.

Il dovere però non è voglia. E la voglia è mutabile tanto quanto è forte. Le persone possono cambiare. I sentimenti possono mutare, la voglia è un fuoco, non un dovere.

Se tu non metti legna, quello si consuma.

E non intendo legna solo nelle responsabilità.

Se uno inizia a mettere e l'altro no, si affatica. E piano piano lo sforzo lo porterà ad allontanarsi.

Uno pensa e spera all' inizio che non ci sia una fine.

In realtà poi si vive il matrimonio, al famiglia, il ruolo di marito e di moglie come un punto.

Ma ci si pensa, in due, nel mentre?

Perché è il durante ciò che ha davvero valore.

E se la smettessimo di darci sempre giustificazioni e motivazioni potremmo arrivare a capire che semplicemente le emozioni evolvono. Cambiano, prendono fuoco, si spengono. Perché qualcosa cambia dentro chi abbiamo accanto o in noi stessi. Ma è talmente difficile da accettare che ci si ritrova improvvisamente "vivi" con qualcun altro perché dire che oltre al bene per la persona vicino non c è più nulla è impensabile. E si può volere bene anche ad un cane.

Non è la stessa cosa.

Io non lo so se mi sposerò, chi lo sa.

Ma non sposerò una persona per la definizione di ruolo, ma per la voglia di fare con lei il progetto più entusiasmante della mia vita. E se dovessi smettere di mettere legna, o sentissi questo dall' altra parte, dopo aver fatto la conta di quanto legnetti ancora si ha voglia di mettere insieme, quindi parlando, eliminando silenzi come pioggia, proteggendo la fiamma, se il fuoco è finito, è finito. Non ho intenzione di insistere a mantenere vivo qualcosa che non mi dà vita cercando questa vita fuori o forzandola su me stessa. Sarebbe la violenza più grande e mi voglio troppo bene, prima di volere bene, per permettere questo.

Si cambia.

La vita è evoluzione continua.

E noi con lei.

Quando questo succede, bisogna prenderne atto. Che sugli specchi si scivola e basta.
Mi piace questa visione.

Però funziona solo tra persone di valore. E non è un dettaglio, è proprio il biglietto d’ingresso.

Perché per parlare di fuoco, legna, durante, progetto entusiasmante e compagnia cantante, bisogna prima sapere una cosa molto meno romantica: quanto vale quello che stai portando al tavolo.

Se tu sai di valere, riesci anche a capire quando stai costruendo e quando stai facendo il fornitore ufficiale di pellet emotivo per uno che manco accende il camino. Metti legna, guardi se prende, valuti il calore, controlli se dall’altra parte arriva qualcosa o se stai solo scaldando una statua col cappotto.

Se invece parti con l’autostima bassa, il conto lo falsi subito. Dai troppo, chiedi poco, ti commuovi per una briciola, chiami “amore” quello che spesso è solo cattiva contrattazione sentimentale. Poi dopo dieci anni ti svegli col rancore addosso e dici: “ho dato tutto”.

Eh, amore mio, sì. Ma magari lo hai dato a uno che già al primo appuntamento sembrava un posacenere spento.

La coppia non è solo fuoco. È anche scelta del camino.

Quindi sì, bellissima l’idea di non sposare un ruolo, ma un progetto vivo. Bellissima anche la cosa del non restare per inerzia, per fotografia sul mobile, per parenti, per mutuo, per paura di ammettere che il presepe ha preso umidità.

Però attenzione: amare significa anche accorgersi quando dall’altra parte non stanno mettendo legna e fare il punto senza paura di sembrare scassacazzi oppure troppo esigenti.

Comunque @Rebecca89 una di queste sere ti invito a cena, così mi spieghi bene sta storia dei legnetti :LOL:
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Un giorno mi trovai ad ascoltare da un'amica questo suo racconto.
Lei ha un bimbo piccolo, non è più attratta dal marito per ragioni che non sono facilmente definibili.
"E' successo pian piano".
Ha cominciato a usare la presenza del bimbo come giustificazione per diradare i rapporti, ma tutto sommato ricorda come in quel periodo lei credeva di aver perso interesse nel sesso...
Il marito riteneva valida la motivazione per i frequenti rifiuti, d'altronde la stanchezza aveva coinvolto entrambi.
Fino a quando non ha conosciuto un tipo e ha provato quella sensazione dimenticata negli anni che potremmo sintetizzare con un solo termine: "voglia".
Ha accettato di buon grado il flirt, fatto dei soliti messaggi, foto e promesse dai quali siamo passati tutti nell'era moderna del corteggiamento.
Promesse che sono però rimaste tali, perché il problema è che essendo entrambi impegnati non riuscivano a far coincidere gli orari per incontrarsi praticamente mai.
E la relazione virtuale è rimasta tale, alimentando per mesi una speranza inutile. Lui poi si sentiva in colpa, era animato da troppi dubbi.
Ciò che lei aveva però scoperto da questa situazione, era che, se il desiderio per il marito era morto, quello verso altre persone era rimasto vivo.
Lei non voleva separarsi, perché in realtà tutto il resto della sua vita coniugale era perfettamente soddisfacente.
E allo stesso tempo continuava a usare la "chimica" come parametro valutativo per eventuali nuovi partner, che proprio per questo... non c'erano.
Per me lei era me di qualche anno fa allo specchio: attratta da persone alla fine inconcludenti e assolutamente incompatibili con gli orari.
Ciò ovviamente non bastò a far sì che noi avessimo una relazione, l'interesse per entrambi non c'era.
Ma mi confermò che l'amantato non è una soluzione facile per alcuni, consistendo di un'insieme di casualità che si innestano su una disponibilità necessaria, di tempo e di propensione al tradimento, che non è affatto scontata.
Certe storie di amantato nemmeno partono, e non perché manchi l’attrazione.
A volte ci sono centinaia di chilometri di distanza, vite incompatibili, tempi impossibili da incastrare o semplicemente poca voglia di complicarsi la vita.
Ma, come nel caso della tua amica, ci si riscopre vivi.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Secondo me se je partivi, un giro di giostra al momento giusto, te l’avrebbe concesso.

Poi magari, due giorni dopo, si sarebbe raccontata che la chimica non c’era. Che mancava qualcosa. Che bello sì, però. Che forse non era quello. Tutta la solita fuffa per non dire una cosa molto più semplice: le piace il gioco più dei giocatori.

Che peraltro è normalissimo.
Sono d'accordo, nel senso che @danny avrebbe probabilmente colto i frutti dell'ormone a palla che aveva innescato qualcun altro, dando per scontata l'esclusione del marito da questa possibile dinamica.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sono d'accordo, nel senso che @danny avrebbe probabilmente colto i frutti dell'ormone a palla che aveva innescato qualcun altro.
Più che qualcun altro direi che lei era molto predisposta a scoparsi lo storytelling piuttosto che Danny o chiunque altro
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Più che qualcun altro direi che lei era molto predisposta a scoparsi lo storytelling piuttosto che Danny o chiunque altro
Danny o comunque qualcuno che qualcosa le diceva, se chi accende davvero certe corde è rraggiungibile o impossibile da vivere, allora l’energia finisce su qualcuno che piace comunque, ma che almeno è disponibile.
Escluso ovviamente il marito.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Danny o comunque qualcuno che qualcosa le diceva, se chi accende davvero certe corde è rraggiungibile o impossibile da vivere, allora l’energia finisce su qualcuno che piace comunque, ma che almeno è disponibile.
Escluso ovviamente il marito.
Io ci sono stato insieme con una donna, sicuramente una delle scopate migliori della mia vita, che scopava con la situazione invece che con me. Da sexy mucco performante alla zingara sono diventato un ottimo party planner.
Ma mentirei se dicessi che non mi sono divertito un mondo.
L'unico modo per sedurre il mondo è lasciarsi sedurre dal mondo.
Rimanerci male perché una donna non ti ha mentito dicendoti che non sei speciale prima ancora che tu ti sia reso speciale è una stronzata.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Io ci sono stato insieme con una donna, sicuramente una delle scopate migliori della mia vita, che scopava con la situazione invece che con me. Da sexy mucco performante alla zingara sono diventato un ottimo party planner.
Ma mentirei se dicessi che non mi sono divertito un mondo.
L'unico modo per sedurre il mondo è lasciarsi sedurre dal mondo.
Rimanerci male perché una donna non ti ha mentito dicendoti che non sei speciale prima ancora che tu ti sia reso speciale è una stronzata.
Credo di essere quasi sempre stato considerato un interesse reale. Forse solo in un caso no, ma lì si parlava di una seriale, e i seriali spesso sono più interessati alla dinamica della seduzione che alla persona. Anche se, a dirla tutta, dopo tempo si è rifatta viva.

E comunque le situazioni sono per forza di cose diverse e comunque apprezzabili, fossero anche la scopata di una sola notte, come quella che è capitata a te, che ancora te la ricordi.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Credo di essere quasi sempre stato considerato un interesse reale. Forse solo in un caso no, ma lì si parlava di una seriale, e i seriali spesso sono più interessati alla dinamica della seduzione che alla persona. Anche se, a dirla tutta, dopo tempo si è rifatta viva.

E comunque le situazioni sono per forza di cose diverse e comunque apprezzabili, fossero anche la scopata di una sola notte, come quella che è capitata a te, che ancora te la ricordi.
Ma la situazione è bella in quanto tale. Ed ha una sua nobiltà. Se vado in viaggio a Varanasi a vedere il Burning Ghat e conosco una ragazza in trip con l'India va bene una notte sotto le stelle.
Io mi ricorderò le ombre sulla sua schiena pure quando sarà una vecchia con le pelli a penzoloni. E lei si ricorderà il posto, la situazione e i suoi orgasmi.
È una cosa diversa.
Se ho una relazione di tre anni e lei non è in grado di disegnare a memoria la mappa delle vene del mio migliore amico mi incazzo, per dire.
Li sono sprazzi di sensazioni. Tutto mischiato e forte, ma confuso. Ma bello nello stesso modo e mai di fretta o di straforo.
Mai rubato.
Ti ricordi quando qua sopra quei coglioni dei salici piangenti dicevano che il piacere che provi nel tradimento è assimilabile al furto? :LOL:
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Il cambiamento e' sempre in atto, costantemente, a volte ce ne rendiamo conto nel percorso e a volte quando tutto e' già' cambiato.
A volte non ce ne rendiamo proprio conto: ne' del nostro, ne' di chi ci sta attorno e questo ci viene a presentare il conto comunque, perché' prima o poi il cambiamento bussa alla porta.

Io penso che, all'interno di una relazione, l'unica domanda che abbia senso farsi e' cosa farne di questo cambiamento.
Una relazione lunga e davvero felice penso sia quella che si e' riuscita a cambiare ogni volta che c'e' stato il cambiamento dei due che la compongono.
Pero' come dicono giustamente in tanti bisogna volerlo in due e anche essere in grado attivamente di farlo, un allineamento notevole degli astri!

La scelta alla fine e' tra cambiare partner o cambiare insieme al partner che si ha scelto, e questa scelta ci viene riproposta in continuazione.

La strada per un rapporto di valore non e' cambiare compulsivamente partner alla prima incomprensione ma neanche scadere nell'accanimento terapeutico di mantenere in vita una relazione vegetale.

Nel caso specifico dell'amica di @danny penso che adesso che il cambiamento sta bussando alla porta sotto forma della mancanza di voglia, lei debba scegliere se vuole re-investire nel rapporto con suo marito e cercare un modo per capire come far ritornare questa voglia oppure se aspettare che questo cambiamento porti comunque a una separazione: o perche' i flirt vengono scoperti, o perche' diventano tradimenti che vengono scoperti, o perche' il marito inizia a cercare altrove e muoversi verso un'uscita dalla coppia.

Solitamente la scelta piu comune e' non fare nulla, seguire gli eventi e aspettare che questi scelgano per te.
La vera domanda e': come scegliamo quando vogliamo continuare a investire e quando e' ora di uscire? E' davvero una scelta o piuttosto una sensazione sottopelle?
 

Rebecca89

Sentire libera
Solitamente la scelta piu comune e' non fare nulla, seguire gli eventi e aspettare che questi scelgano per te.
La vera domanda e': come scegliamo quando vogliamo continuare a investire e quando e' ora di uscire? E' davvero una scelta o piuttosto una sensazione sottopelle?
Prendi una stanza.
Siediti al centro della stanza.
C è disordine, manca colore.
Dalle finestre entra luce ma sono chiuse.
Magari c è lo stesso profumo.
Ma la realtà è che l' aria non cambia.
Cosa fai?
Ti alzi, apri le finestre, inizi a sistemare, cambi colore alle pareti?
Io farei questo. Ho sempre fatto questo.
Ma a tante altre persone basta che ne arrivi un'altra. Che si metta al centro con loro e le veda, nonostante il disordine.
Oppure c è ordine.
Un ordine asfissiante come quell'aria che non passa dalle finestra e alla lunga rende tutto apatico, spento.
Succede. Che a volte si investe tanto che quel pensiero dell' alzarsi, di cambiare qualcosa, stanca. O spaventa.
Alcuni dicono che è comodo, ma il giudizio è relativo.
Scelte. Siamo fatti di scelte.
Scegliamo che vita dare alle sensazioni sottopelle.
Ognuno ha il suo "ne vale la pena".
Che sia quello di restare o quello di andare.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Il cambiamento e' sempre in atto, costantemente, a volte ce ne rendiamo conto nel percorso e a volte quando tutto e' già' cambiato.
A volte non ce ne rendiamo proprio conto: ne' del nostro, ne' di chi ci sta attorno e questo ci viene a presentare il conto comunque, perché' prima o poi il cambiamento bussa alla porta.

Io penso che, all'interno di una relazione, l'unica domanda che abbia senso farsi e' cosa farne di questo cambiamento.
Una relazione lunga e davvero felice penso sia quella che si e' riuscita a cambiare ogni volta che c'e' stato il cambiamento dei due che la compongono.
Pero' come dicono giustamente in tanti bisogna volerlo in due e anche essere in grado attivamente di farlo, un allineamento notevole degli astri!

La scelta alla fine e' tra cambiare partner o cambiare insieme al partner che si ha scelto, e questa scelta ci viene riproposta in continuazione.

La strada per un rapporto di valore non e' cambiare compulsivamente partner alla prima incomprensione ma neanche scadere nell'accanimento terapeutico di mantenere in vita una relazione vegetale.

Nel caso specifico dell'amica di @danny penso che adesso che il cambiamento sta bussando alla porta sotto forma della mancanza di voglia, lei debba scegliere se vuole re-investire nel rapporto con suo marito e cercare un modo per capire come far ritornare questa voglia oppure se aspettare che questo cambiamento porti comunque a una separazione: o perche' i flirt vengono scoperti, o perche' diventano tradimenti che vengono scoperti, o perche' il marito inizia a cercare altrove e muoversi verso un'uscita dalla coppia.

Solitamente la scelta piu comune e' non fare nulla, seguire gli eventi e aspettare che questi scelgano per te.
La vera domanda e': come scegliamo quando vogliamo continuare a investire e quando e' ora di uscire? E' davvero una scelta o piuttosto una sensazione sottopelle?
È una valutazione soggettiva, chi viene tradito se scopre ha un forte disagio a stare ancora in coppia e molti non riescono a superarlo nonostante il partner si sia reso conto del danno fatto. C'è chi resta perché crede ancora nella famiglia chi non riesce.
Chi tradisce spesso non prende minimamente in considerazione di fare saltare la famiglia. Una fuga che non dovrebbe avere conseguenze, facendo attenzione a non essere scoperti.
Come dicevo "spesso" ,poi il casi dove il partner agisce senza scrupoli è evidente che ha già scelto di uscire.
Non esiste sotto pelle, sì è consapevoli di ciò che si vuole.
Meno delle conseguenze
 

danny

Utente di lunga data
Certe storie di amantato nemmeno partono, e non perché manchi l’attrazione.
A volte ci sono centinaia di chilometri di distanza, vite incompatibili, tempi impossibili da incastrare o semplicemente poca voglia di complicarsi la vita.
Ma, come nel caso della tua amica, ci si riscopre vivi.
È esattamente quello che intendevo dire.
 
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