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Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Forse parlavi di orsi che credevano che avrebbero potuto esserci.
Io parlavo di fiabe e raccontate senza intento manipolatorio.
Anch'io non avevo l'intenzione manipolatoria, ma l'ho fatto, come ho scoperto ora.

Ho indotto negli ascoltatori sentimenti che si hanno soltanto in determinate situazioni. Ho sfuttato l'ambiente (bosco, temporali, richiamo dei gufi, pipistrelli, farfalle notturne ecc) per creare il clima ideale della storia. Rimane l'essenza della storia, che è sempre vera. Non racconto storie senza un ingrediente vero. E' il mio filo.

Per quanto riguarda gli adulti, si lasciano impressionare molto di più se ci sono presenti bambini. E' infantile credere nelle storie, ma di fatto ci hanno creduto. E la prossima serata erano di nuovo lì ad ascoltarne una nuova.

Per loro era fantastico ascoltare, per me raccontare. Mi perdo nella storia, ma nel contempo conduco e do sicurezza e certezze. Nell'assurdo si trovavano protetti in casa, ma molto insicuri fuori. E questo era di allora inconsapevolmente voluto. Volevo che continuassero ad ascoltare e temessero di andare via. Ho usato intervalli, distrazioni, riconduzione, tutti i meccanismi evoluti che ora studio, comprendo, analizzo. Rivivo le mie storie per valutarle sotto una nuova luce.

Quando tornerò dal mio ultimo grande viaggio, mi sono già organizzato per fare quello che mi viene naturale: raccontare storie. Solo che di allora saprò fare molto meglio e rendere l'esperienza della favola indimenticabile anche per gli adulti. Garantito! :up:
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
mi saresti comodo come baby sitter per figli di alcuni amici:mrgreen:
Perfetto. Ma sarà per loro figli. Io torno a raccontare le storie quasi vere a settant'anni in poi ... prima devo ancora viaggiare un po' ... per una quindicina di anni se permetti :)
 

Abigail

Utente di lunga data
Anch'io non avevo l'intenzione manipolatoria, ma l'ho fatto, come ho scoperto ora.

Ho indotto negli ascoltatori sentimenti che si hanno soltanto in determinate situazioni. Ho sfuttato l'ambiente (bosco, temporali, richiamo dei gufi, pipistrelli, farfalle notturne ecc) per creare il clima ideale della storia. Rimane l'essenza della storia, che è sempre vera. Non racconto storie senza un ingrediente vero. E' il mio filo.

Per quanto riguarda gli adulti, si lasciano impressionare molto di più se ci sono presenti bambini. E' infantile credere nelle storie, ma di fatto ci hanno creduto. E la prossima serata erano di nuovo lì ad ascoltarne una nuova.

Per loro era fantastico ascoltare, per me raccontare. Mi perdo nella storia, ma nel contempo conduco e do sicurezza e certezze. Nell'assurdo si trovavano protetti in casa, ma molto insicuri fuori. E questo era di allora inconsapevolmente voluto. Volevo che continuassero ad ascoltare e temessero di andare via. Ho usato intervalli, distrazioni, riconduzione, tutti i meccanismi evoluti che ora studio, comprendo, analizzo. Rivivo le mie storie per valutarle sotto una nuova luce.

Quando tornerò dal mio ultimo grande viaggio, mi sono già organizzato per fare quello che mi viene naturale: raccontare storie. Solo che di allora saprò fare molto meglio e rendere l'esperienza della favola indimenticabile anche per gli adulti. Garantito! :up:
Hai un talento che vale proprio la pena sfruttare. Te lo invidio moltissimo.
Piaceva molto anche a me raccontare storie, oggi mi limito a divorarne grandi quantità leggendo di tutto .
Però ci sto provando.:)
 

Mari'

Utente di lunga data
Della serie le studiano tutte

MARKETING

Il chip nascosto nel detersivo
così il premio trova il consumatore


In Brasile l'idea promozionale della ditta che produce un detersivo. Inserire, in alcune confezioni, un dispositivo Gps che permette a un team dell'azienda di individuare la casa dell'acquirente. Per raggiungerlo, e consegnarli una videocamera in omaggio. Alti i rischi per la privacy. Molti siti parlando di "stalking commerciale"

di MARCO PASQUA
Il detersivo protagonista
dell'esperimento in Brasile

E' UN ingrediente mai inserito, prima d'oggi, in un detersivo: un dispositivo Gps, che si attiva nel momento stesso in cui la confezione viene ritirata dall'ignaro acquirente dallo scaffale del supermarket. E, come si conviene a un dispositivo del genere, è in grado di fornire le coordinate esatte della casa in cui verrà portato, e di girarle, in tempo reale, all'ufficio marketing dell'azienda produttrice. Chi troverà il chip con localizzatore incorporato, riceverà come premio una videocamera: gli arriverà direttamente sulla porta di casa, consegnata da un team di specialisti che si sarà messo sulle sue tracce seguendo il localizzatore. E che pubblicherà zona di residenza e foto del vincitore su un sito internet.

Quando il marketing si avvicina pericolosamente allo stalking, il risultato è l'iniziativa promozionale 1 lanciata in questi giorni in Brasile dalla multinazionale anglo-olandese Unilever, per presentare al mercato una nuova versione del detersivo Omo (presente già nell'80% delle case brasiliane). L'ispirazione sembra arrivare dal film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, in cui Mr. Wonka decide di inserire cinque biglietti d'oro in altrettante confezioni di cioccolato. L'obiettivo è quello di trovare un giovane dall'animo nobile, degno di succedergli alla guida della sua azienda: i cinque biglietti daranno la possibilità ai fortunati di visitare la fabbrica di cioccolato. L'idea, in entrambi i casi, è che sia il premio a trovare il consumatore, e non viceversa. La Unilever, che si è affidata all'agenzia di marketing Bullet, ha così distribuito 50 dispositivi Gps in altrettante confezioni di Omo, sparse per il Paese. Non appena il detersivo viene spostato dallo scaffale, il Gps entra in funzione.

L'azienda può contare su 35 team distribuiti nelle principali città del brasile, pronti a scattare, con l'ausilio di localizzatori, proprio come in un'azione di polizia. "Si tratta di squadre che entreranno in azione al primo segnale - garantisce Fernando Figueiredo, presidente della Bullet, parlando con il portale Ad Age - A seconda di dove abiti il consumatore, possono raggiungerlo in poche ore o al massimo entro qualche giorno". La squadra che dovrà individuare l'acquirente di Omo, si servirà di sofisticate apparecchiature portatili. Anche nell'ipotesi in cui dovesse abitare in un condominio con molti appartamenti, non dovrebbe riuscire a sfuggire. Arrivati davanti alla porta giusta, bisognerà convincere il cliente a fidarsi di loro.

La stessa società di marketing è consapevole che, a fronte di un'alta percentuale di reati commessi nel Paese, alcune persone potrebbero anche decidere di non far entrare i loro rappresentanti - o di non aprire neanche la porta. In questo caso, gli uomini del marketing potranno iniziare a far suonare il dispositivo all'interno del detersivo. A quel punto, il cliente sarà praticamente costretto ad aprire la scatola e troverà al suo interno un biglietto in cui viene spiegato il senso di quella promozione. Per rendere il tutto più simile ad un concorso, piuttosto che ad una caccia all'uomo, si riceverà in dono una videocamera e una giornata di divertimento per tutta la famiglia a spese della Unilever.

Molti siti internet parlano già di "stalking commerciale" ed evidenziano che, in questo modo, si viola il diritto alla privacy del consumatore. Tra l'altro, la stessa azienda ha creato un sito internet sul quale sarà mostrato dove vivono indicativamente i vincitori. Ad ognuno sarà scattata una foto, che finirà sul sito, insieme alle fasi della "caccia" e della consegna del premio. La campagna, dal titolo "Prova qualcosa di nuovo con Omo", è costata circa un milione di dollari, soltanto dal punto di vista dell'acquisto delle apparecchiature. Per la Unilever è una scommessa: "Crediamo nell'utilizzo delle nuove tecnologie per il marketing promozionale - dicono dall'agenzia Bullet - Può accadere di tutto in questo caso. Dobbbiamo essere innovativi, ma non sappiamo quale sarà la reazione da parte dei consumatori".

Per David Vaile, esperto di privacy e membro della Australian Privacy Foundation, dati di questo tipo, ottenuti dai consumatori, "finiscono con l'essere venduti o condivisi. Forse finirà tutto con la consegna della videocamera omaggio. Mi chiedo però se non ci sia un modo meno invadente e più facile. La riposta è sì". Parlando con un sito di informazione australiano, Vaile evidenzia come il consumatore brasiliano, in questo caso, non sia stato interpellato preventivamente sulla volontà di essere localizzato: manca, di fatto, il consenso sul trattamenti dei propri dati. Se è vero che su Foursquare e Twitter, ad esempio, si forniscono le proprie coordinate, è l'utente stesso ad aver scelto di condividere quelle informazioni. Critico anche il sito Cnet, che titola: "Il detersivo che usa il Gps per fare stalking sui consumatori", ironizzando sui team che dovranno rintracciare gli acquirenti: "Dal momento in cui sarà attivato il Gps, diventeranno dei bersagli. Squadre di sorveglianza monitoreranno ogni passo del cliente. Fuori dal supermarket. Fino all'auto. In bagno. Oppure, chissà, fino alla casa del loro amante?"

L'agenzia di marketing Bullet ha già fatto parlare di sé due anni fa, quando decise di nascondere 10.000 iPod Shuffles in un gelato prodotto dalla Unilever. L'idea era venuta ai creativi dopo che questi avevano letto le istruzioni dei loro iPod, secondo le quali l'apparecchio poteva operare anche a temperature rigide. I gelati si presentavano identici agli originali, dall'esterno, e venivano congelati e stoccati con gli altri, ma all'interno avevano solo il lettore, confezionato in modo da tenerlo al sicuro.


(09 agosto 2010)
http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/09/news/detersivo_stalking-6174607/?ref=HRERO-1




CAPITO ADMIN? ;) ... oramai siamo fottuti, tutti! :mrgreen: :rotfl:
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
e cosa fai ancora sveglio anche tu?
io sono un'insonne cronica.. che iella..:(
Quando ho finito il corso di ipnosi ti insegno come dormire a sbafo :up: :mrgreen:
 

Irene

Utente di lunga data
Quando ho finito il corso di ipnosi ti insegno come dormire a sbafo :up: :mrgreen:
davvero mi insegni?? mi sta tormentando da un pò sta storia..:incazzato:
ma sono i pensieri che mi tengono sveglia..
si tolgono anche quelli con l'ipnosi?? :confused:
embè grazie in anticipo allora!!
ciao Admin Jon.. buona notte anche a te..
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
davvero mi insegni?? mi sta tormentando da un pò sta storia..:incazzato:
ma sono i pensieri che mi tengono sveglia..
si tolgono anche quelli con l'ipnosi?? :confused:
embè grazie in anticipo allora!!
ciao Admin Jon.. buona notte anche a te..
L'ipnosi è assai affascinante, ma ci vuole impegno per imparare e un mutamento comportamentale mentre si esercita. Non funziona con un linguaggio e comportamento rude. E' un modo di parlare molto gentilmente con determinazione a te stesso. Infatti, puoi farlo da solo, non c'è bisogno che qualcuno ti guidi.

Ti aiuta di trovare un punto fermo nella tua vita, dove trovi la ricarica delle tue pile e che ti dona reale benessere. Al risveglio ti trovi rafforzato, gentile, energetico, e solo questo, mi sa, fa scomparire problemi dove non ci sono, e ti aiuta a comprendere quali siano i prossimi passi per migliorare la qualità di vita.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Ipnosi

Eccoci qui con la seconda parte dello studio, dove le cose cominciano farsi interessate - e molto impegnative. Via via che procedo, aggiungerò le mie esperienze e spiegazioni.

http://www.tradimento.net/forum/group.php?groupid=10

Ci vorrà un po' di tempo, perché la materia è molto lunga e richiede molta pratica ... chi si offre cavia? :rotfl:
 

Irene

Utente di lunga data
Eccoci qui con la seconda parte dello studio, dove le cose cominciano farsi interessate - e molto impegnative. Via via che procedo, aggiungerò le mie esperienze e spiegazioni.

http://www.tradimento.net/forum/group.php?groupid=10

Ci vorrà un po' di tempo, perché la materia è molto lunga e richiede molta pratica ... chi si offre cavia? :rotfl:
ho letto con interesse quanto hai scritto.. però aspetto le altre spiegazioni per chiederti qualcosa in merito.
ehm..ti serve proprio la cavia ?? :confused::confused:
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
ho letto con interesse quanto hai scritto.. però aspetto le altre spiegazioni per chiederti qualcosa in merito.
ehm..ti serve proprio la cavia ?? :confused::confused:
nooo ... stavo scherzando ... qui ho tutti i miei amici, colleghi e vicini pronti a dormire sogni profondi :)
 

Sabina

Utente di lunga data
Eccoci qui con la seconda parte dello studio, dove le cose cominciano farsi interessate - e molto impegnative. Via via che procedo, aggiungerò le mie esperienze e spiegazioni.

http://www.tradimento.net/forum/group.php?groupid=10

Ci vorrà un po' di tempo, perché la materia è molto lunga e richiede molta pratica ... chi si offre cavia? :rotfl:
Ho degli amici ipnoterapeuti che mi hanno aiutato a partorire con l'autoipnosi. Come psicologa mi e' capitato di usarla con alcuni pazienti, ma non a livello profondo.
C'è chi sostiene che attraverso essa si riesce a risalire alle nostre vite passate....
 

messalina

Utente di lunga data
L'ipnosi è assai affascinante, ma ci vuole impegno per imparare e un mutamento comportamentale mentre si esercita. Non funziona con un linguaggio e comportamento rude. E' un modo di parlare molto gentilmente con determinazione a te stesso. Infatti, puoi farlo da solo, non c'è bisogno che qualcuno ti guidi.

Ti aiuta di trovare un punto fermo nella tua vita, dove trovi la ricarica delle tue pile e che ti dona reale benessere. Al risveglio ti trovi rafforzato, gentile, energetico, e solo questo, mi sa, fa scomparire problemi dove non ci sono, e ti aiuta a comprendere quali siano i prossimi passi per migliorare la qualità di vita.
Ma l'autoipnosi ericksoniana intendi?
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Ma l'autoipnosi ericksoniana intendi?
Nnnnnnnnnno. O forse sì. :)

Parlo della moderna ipnosi che è stata sviluppata negli anni 70, di cui è stato precedessore Erickson. Intendo la pratica gentile dove non si ricorre a comandare ma a guidare le persone (e quindi anche se stesso) in sintonia verso la meta desiderata.

Ci sono molti studiosi che hanno proseguito sul percorso di Erickson con eccellenti risultati, soprattutto perché non si inganna la persona guidata - è tutto chiaro e si lascia la facoltà di proseguire o di terminare la sessione. La cosa bella è che al risveglio rimane la sensazione e a volte la piena consapevolezza degli eventi, e quando si verifica la situazione che fa scattare un insegnamento ipnotico (trigger), si è pienamente cosciente di quello che si fa. Ma al contrario di altre forme di ipnosi, si prosegue volentieri.

La forma dove si più comanda che guida, genera un'esperienza del tutto diversa. Al trigger si fa quel che si ha imparato e ci si rende conto dopo, con un certo dispiacere.

Conosco entrambe le forme di ipnosi, e preferisco alla gran lunga la piena consapevolezza e coscienza, alla cieca obbedienza.

La ipnosi gentile ha tuttavia un prezzo abbastanza alto: ci vuole molto tempo per guadagnarsi la fiducia e per scendere molto in profondità. In cambio però si ottiene una sensazione di di una forma di amore sconosciuta. Non saprei classificare in parole cosa si prova, ma è un incentivo molto forte e sicuro per riprovare ancora e ancora ...
 

Anna A

Utente di lunga data
Nnnnnnnnnno. O forse sì. :)

Parlo della moderna ipnosi che è stata sviluppata negli anni 70, di cui è stato precedessore Erickson. Intendo la pratica gentile dove non si ricorre a comandare ma a guidare le persone (e quindi anche se stesso) in sintonia verso la meta desiderata.

Ci sono molti studiosi che hanno proseguito sul percorso di Erickson con eccellenti risultati, soprattutto perché non si inganna la persona guidata - è tutto chiaro e si lascia la facoltà di proseguire o di terminare la sessione. La cosa bella è che al risveglio rimane la sensazione e a volte la piena consapevolezza degli eventi, e quando si verifica la situazione che fa scattare un insegnamento ipnotico (trigger), si è pienamente cosciente di quello che si fa. Ma al contrario di altre forme di ipnosi, si prosegue volentieri.

La forma dove si più comanda che guida, genera un'esperienza del tutto diversa. Al trigger si fa quel che si ha imparato e ci si rende conto dopo, con un certo dispiacere.

Conosco entrambe le forme di ipnosi, e preferisco alla gran lunga la piena consapevolezza e coscienza, alla cieca obbedienza.

La ipnosi gentile ha tuttavia un prezzo abbastanza alto: ci vuole molto tempo per guadagnarsi la fiducia e per scendere molto in profondità. In cambio però si ottiene una sensazione di di una forma di amore sconosciuta. Non saprei classificare in parole cosa si prova, ma è un incentivo molto forte e sicuro per riprovare ancora e ancora ...

capisco bene cosa intendi ...
volevo chiederti: hai mai fatto rebirthing?
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen

Mari'

Utente di lunga data
Paolo Barnard : Il più grande crimine

Paolo Barnard : Il più grande crimine

Paolo Barnard ripercorre gli ultimi decenni di storia per descrivere quello che definisce "Il più grande crimine". Molti spunti e riflessioni interessanti, soprattutto quando in Italia siamo in piena fase "ribaltone"...


(parte 1)
http://www.youtube.com/watch?v=Rj0WGIwMGaw

(parte 2)
http://www.youtube.com/watch?v=dm9vs_DKpAM

(parte 3)
http://www.youtube.com/watch?v=JzVT5-6P1kI

(parte 4)
http://www.youtube.com/watch?v=Ve3RTs2kSjQ

(parte 5)
http://www.youtube.com/watch?v=RceiFdCDrYo

(parte 6)
http://www.youtube.com/watch?v=GxZob6OWVDU


http://www.duffysblog.com/2010/10/paolo-barnard-il-piu-grande-crimine.html
 

Mari'

Utente di lunga data
evvvai, oggi si sciala, c'e' anche un docum. molto interessante

Psywar: the real battlefield is the mind
(Psywar: il vero campo di battaglia è la mente)

Propaganda. Psywar. Psyops. Gran documentario.

http://www.youtube.com/watch?v=z4Fjadh6S1g

Prodotto da Metanoia-Films. Qui le fonti del documentario.


http://www.duffysblog.com/2010/09/psywar-real-battlefield-is-mind.html


Il film esplora l'evoluzione dei rapporti di propaganda e di pubblico negli Stati Uniti, con l'accento sulla "teoria elitaria della democrazia" e il rapporto tra guerra, la propaganda e la classe. Include interviste originale con un certo numero di studiosi dissidenti tra cui Noam Chomsky, Howard Zinn, Michael Parenti, Peter Phillips ("Project Censored"), John Stauber ("PR Watch"), Christopher Simpson ("La scienza della coercizione") e altri.

"Un profondo studio riccamente illustrato la natura e la storia della propaganda, con alcuni dei critici più acuti del mondo". - Mark Achbar, regista cinematografico; 'Fabbrica del consenso', 'The Corporation' "Psywar espone il sistema di propaganda, fornendo sfondo cruciale e comprensione il controllo dell'informazione e del pensiero." - Kim Petersen, Dissident Voice ", un lavoro importante" - Russ Baker, giornalista, scrittore "Family of Secrets", "Must See" - Tom Feeley, Information Clearing House "Enciclopedico e affascinante" - Stephen Marshall, Guerrilla News Network "Veramente eccellente" - William Blum, giornalista, autore di 'Killing Hope' "Uno studio lucido e penetrante della manipolazione della coscienza pubblica ... State attenti". - Michael Yates, Associate Editor, Monthly Review "Se è il vostro desiderio di capire come siamo manipolati a credere le cose che facciamo -.. Vedere il film Ogni americano dovrebbe vedere ... per il bene del nostro futuro" - Timothy Gatto, Presidente di FMR, Partito liberale d'America
 

Mari'

Utente di lunga data
Tecniche di Manipolazione Mentale

Tecniche di Manipolazione Mentale



Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.
Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.


Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo
Johann Wolfgang von Goethe.​
Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia, elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione.


La manipolazione è essenziale e strutturale nella vita quotidiana del mondo in cui viviamo, e se non ci credete leggete fino alla fine. In un siffatto scenario, dove libertà e consapevolezza sono sempre più minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano. Solo conoscendo possiamo difenderci.







L’importanza dell’informazione
L’importanza dell’informazione è fuori da ogni discussione. Informare, lo dice il nome stesso che deriva da “in-formare”, cioè dare forma. Ma dare forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze delle persone.
Oggi la maggior parte della comunicazione mira non ad informare oggettivamente, ma a influire nella psiche, sui gusti, sulle decisioni delle persone, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori, ecc.
La totalità delle persone, educata dalla tivù alla passività e pigrizia mentale sin dall’infanzia, non sviluppa la capacità di mantenere l’attenzione autonomamente, se non è emotivamente coinvolta. I manipolatori questo lo sanno bene e per veicolare le loro informazioni (commerciali, politiche, economiche, ecc.), mantengono viva l’attenzione della gente, agendo direttamente nell’emotività. Questo si chiama intrattenimento.
Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta: informa (a modo loro) attraverso l’intrattenimento.
L’importanza dei mezzi di comunicazione, come detto prima, è enorme. Ai fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul consenso, è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare l’informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso.
L’informazione proprio per questi motivi, è controllata in modo strettissimo: pochissime agenzia di stampa, di proprietà rigorosamente privata e bancaria, forniscono le informazioni alla quasi totalità dei media (giornali, telegiornali, radio e internet).



Rilassamento e distrazione per meglio controllare
Il rilassamento è la più semplice tra le condizioni mentali che aumentano la suggestionabilità. Tale stato si può indurre facendo in modo che le persone si stanchino fisicamente e mentalmente, oppure tediandole con compiti e discorsi ripetitivi o distraendole con stimoli erotici e/o sessuali (donne bellissime seminude che presentano un programma o vendono un prodotto, ecc.). Anche la musica ha la sua importanza, perché può essere molto dolce per cullare o al contrario usare frastuoni per stordire letteralmente le persone.
Se ad un pubblico rilassato (davanti alla tivù) si somministra una storia con determinati contenuti (la classica storia che si vede nei programmi d’intrattenimento), si ottiene l’induzione di una trance, nelle quale è facile poi operare suggestioni e impianti mentali.
La distrazione è indubbiamente la strategia principe messa in atto dai mezzi di comunicazione di massa.

Tecnicamente il distrarre l’attenzione cosciente (quindi l’azione dell’emisfero cerebrale dominante) di una persona assorbendola in qualche attività o distraendola con notizie e informazioni assolutamente inutili, lascia il subconscio (o l’emisfero non dominante) sguarnito del suo presidio critico, rendendo possibile l’instillazione di suggestioni, immagini, storie, ecc.
Tutto quello che viene veicolato media (tivù, giornali, telegiornali e radio) in virtù del controllo capillare che esiste, è totale distrazione di massa.
Le telecamere e le luci dei riflettori vengono indirizzate su problematiche del tutto inutili per noi (la casa del partito di governo, i rom, gli stupri, delinquenza, l’assassinio in famiglia, ecc.), ma estremamente funzionali per il Sistema, che in questa maniera non fornisce le Vere informazioni e notizie. Riempiono, per così dire, il palinsesto mediatico, per riempire il nostro cervello con spazzatura, idiozie, gossip, e altre stupidità amene. Una volta raggiunto il limite non c’è più spazio per le cose importanti.



Obbedienza al Sistema
Ogni establishment che si rispetti, ha il suo arsenale di mezzi di dominazione, il cui fine ultimo è quello di produrre compliance, cioè obbedienza, conformazione da parte delle persone. Dominare gli altri significa ottenere la loro compliance, più o meno volontaria. Naturalmente è meglio se volontaria, cioè ottenuta con la manipolazione (illusione, persuasione, intidimidazione o condizionamento), anziché imposta con la forza (dittature, colpi di stato).



La scuola
La scuola è il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale. Impadronirsi dei bambini per formarli e condizionarli è nell’agenda di ogni Stato, totalitario o liberale e democratico che sia. Abituare i bambini, attraverso l’esecuzione ripetuta per anni degli ordini degli insegnanti, a seguire gli ordini delle autorità; abituarli alla sistematica gratificazione, all’assenza di regole e di confronti con la realtà, sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente dipendenti e incapaci di organizzarsi. Bambini siffatti, saranno adulti corrotti e dipendenti dall’esterno, quindi più facilmente manipolabili.

Nelle scuole, da una parte l’insegnamento delle materie fondamentali è concepito in modo di prevenire proprio il formarsi di una visione d’insieme (storia e scienza sono due banali esempi), dall’altro si cerca che le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere sia democratico e legittimo.
A tal proposito, il linguista statunitense Noam Chomsky scrive: “siccome nelle scuole non insegnano la verità circa il mondo, le scuole devono ricorrere a inculcare negli studenti propaganda circa la democrazia. Se fossero realmente democratiche, non vi sarebbe bisogno di bombardarli con banalità circa la democrazia

La conformazione e indottrinamento del popolo statunitense è l’esempio perfetto. Il giorno a stelle e strisce inizia con l’alzabandiera, prosegue con il canto dell’inno nazionale, le preghiere collettive e le esaltazioni patriottiche. Tutta questa “democrazia” e “libertà” del popolo fanno degli USA, non a caso, il paese più guerrafondaio del pianeta!
Viene da sé che nelle scuola non possono insegnare la verità, perché la Verità renderebbe gli uomini liberi!
Non stupisce quindi trovare scritto negli attuali sussidiari scolastici, commenti sulle straordinarie proprietà degli alimenti transgenici (OGM), e come risolveranno per esempio la fame nel mondo. Questa è la più becera e deleteria propaganda di Regime: facendo crescere i bambini di oggi con simili falsità (facilmente dimostrabili), sarà molto più facile da adulti condizionarli, e questo è solo un banale esempio.
Mentre la nostra società deve comporsi non di uomini liberi, ma di una massa di lavoratori-consumatori-elettori alla base, e un piccolissimo gruppo o strato superiore, di dirigenti, figli di imprenditori, politici e banchieri. Solo questi ultimi vengono portati ad un livello di conoscenza privilegiato che consentirà loro di continuare a dirigere la società e mantenere il potere stabilito.



La neuroscienza
Per fare luce sulla manipolazione mentale e come questa viene messa in atto ogni giorno è necessario avere delle nozioni sulle funzioni primarie del nostro cervello.
Il cervello è formato da due emisferi: destro e sinistro. Entrambi processano e analizzano gli stessi dati, la differenza sta nel fatto che l’emisfero di sinistra processa in maniera lineare o sequenziale, quello di destra invece processa i dati simultaneamente. Non solo il destro essendo muto (il centro del linguaggio è a sinistra) deve affidarsi all’emisfero sinistro perché gli fornisca spiegazioni plausibili, ragionate, in vista delle decisioni da prendere sulla base del materiale (immagini, suoni, ecc.) processato a ogni istante. In pratica tutto deve passare per il sinistro.
Siamo cresciuti con la credenza che nasciamo con un certo numero di neuroni e che questi lentamente muoiono senza ricrescere. Le ultimissime scoperte della neuroscienza dicono invece che i neuroni incessantemente formano nuove sinapsi e sciolgono sinapsi vecchie, e in modesta misura, nel cervello si generano nuovi neuroni, soprattutto in determinate parti del cervello.

Questo fatto importante si traduce così: l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità, schemi comportamentali, (per esempio apprendere una poesia a memoria, suonare il pianoforte, ecc.) si attua mediante la formazione di nuovi circuiti e lo sviluppo vero e proprio nel cervello delle aree relative. Quindi imparare cose nuove non solo allena il cervello ma anche crea e sviluppa delle zone cerebrali. Viceversa, trascurando queste facoltà, si produce la loro decrescita.
Il nostro cervello è in grado di elaborare una mole incredibile di informazioni: oltre 400 miliardi di bits ogni secondo, ma siamo consapevoli di soli 200 bits. In pratica siamo consapevoli di mezzo miliardesimo di ciò che avviene e giunge al nostro cervello!
Da questo punto di vista, possiamo, con un certo sforzo e impegno, esercitare e coltivare la capacità intrinseca di essere consapevoli in ogni momento della vita, oppure pigramente lasciarci andare facendoci coccolare e atrofizzare l’encefalo.

Tutta l’industria dello spettacolo e del divertimento (discoteche, alcol, droga, ecc.) lavorano intensamente per rendere piacevole proprio questa lenta ma insesorabile atrofizzazione; dall’altra parte la politica scolastica mira a renderle legittime agli occhi dei più giovani.
Il tutto perché una popolazione di persone etero-dirette (atrofizzate nel cervello e nella coscienza) è molto più gestibile di una popolazione di persone auto-dirette.
L’altra cosa importante necessaria per comprendere il quadro generale è che la maggior parte delle cose che facciamo nella nostra vita, da mattina fino a sera, le eseguiamo inconsciamente. Nel farle, non solo non siamo coscienti di essere coscienti, ma non siamo nemmeno coscienti di farle. Questo processo incredibile sarà chiarito con l’esempio degli acquisti nei supermercati.
Ricapitolando il nostro inconscio registra ed elabora molti più dati di quelli di cui siamo consapevoli: il processo di elaborazione verbale, di ragionamento, di coordinamento sensori-motorio, mentre parliamo (scriviamo o guidiamo l’auto o suoniamo il pianoforte o giochiamo a calcio) è non solo interamente, o quasi interamente, subconscio, ma è anche immensamente più veloce della coscienza.
Se è vero, come è vero, che il novanta per cento di quello che facciamo viene gestito inconsciamente, mettere le “mani” in questa parte oscura della nostra mente, significherebbe avere un potere enorme di controllo…



Il senso di impotenza
Un'altra strategia, strettamente interconnessa con il tema del controllo, è la gigantesca campagna mediatica che inculca il senso di impotenza. Un vera e propria operazione pianificata che sta facendo da una parte assuefare a sentirsi impotenti, e dall’altra desensibilizzando alla violenza, spegnendo ogni reattività emotiva.
Come viene attuato tutto ciò? Bombardando di immagini e notizie violente (assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) senza che avvenga alcun intervento e/o cambiamento per porvi fine. Perché lo fanno? Assuefacendoci ad accettare l’illegalità, il degrado, il furto, il crimine, l’insicurezza del territorio, le bande, l’immigrazione selvaggia, ecc. come cose inevitabili e irrisolvibili, e contemporaneamente non lasciando il tempo di pensare e riflettere, subissandoci di infiniti, incalzanti, estenuanti adempimenti: fisco, contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc., non è possibile per noi capire cosa sta realmente accadendo, e soprattutto non è possibile organizzarci di conseguenza.
Il senso di impotenza, grazie ai mezzi di comunicazione di massa sta contagiando la società occidentale in maniera capillare, le persone oramai sono completamente apatiche e prive di volontà di cambiamento. Per quale motivo dovremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, se non vediamo la luce, se le aspettative sono assolutamente nere? Questo però blocca e paralizza le coscienze di milioni di persone totalmente in balia del Sistema.



Cognizione e comportamento
Abbiamo visto prima che la scuola è strutturata per condizionare culturalmente e socialmente i bambini. Bisogna sapere che già nella prima infanzia ci creiamo falsi sistemi di convincimenti circa la realtà che ci circonda, gli aspetti che più ci toccano (rapporti con i genitori, le figure di potere da cui dipendiamo). Dal punto di vista psicologico, questi sono sistemi falsi, censurati, distorti non conformi alla realtà stessa, al fine adattativo di evitarci angosce e conflitti con certi aspetti della realtà, facendoci vivere in una realtà soggettiva modificata, resa compatibile con i bisogni e le difese della nostra psiche e con l’esigenza di mantenerci in accordo con le persone da cui dipendiamo.
Certe pratiche di manipolazione, si agganciano (se ovviamente ben congegnate) proprio a questi meccanismi, alle distorsioni e rimozioni che sono i loro prodotti e che interessano soprattutto il campo della paura, aggressività e sesso.
I manipolatori (che possono essere religioni, sette, marketing e politica) costruiscono su di essi l’adepto, il cittadino, il consumatore, il lavoratore.
Alle figure di potere genitoriali subentrano o si associano, quelle politiche, governative, giudiziarie, ma anche testimonial della reclame!



Pubblicità
La pubblicità commerciale nasce negli Stati Uniti negli anni ’20 per produrre, dirigere, sostenere la domanda di beni e servizi prodotti in massa dagli impianti manifatturieri. In seguito, dalla metà degli anni ’50, la produzione, l’offerta di beni, superò di molto la domanda, per cui la pubblicità iniziò a indurre la gente a massificare i consumi, creando veri e propri bisogni. Il tutto per vendere prodotti.
In seguito si è arrivati in cui la produzione supera il potere di acquisto, il reddito. Questa situazione è socialmente ed economicamente gravissima, perché gli investimenti attuati per la produzione sono a rischio perché la produzione non sarà comperata. Da qui il rischio di un crollo sistematico e da qui la nascita delle forme di ampliamento del potere di acquisto, ampliando l’accesso al credito: carte di credito e di debito!

Negli anni ’90 il marketing diventa “one-to-one”: la personalizzazione dei prodotti e dei servizi, permessa dall’informatica e l’elettronica, consente di tracciare il singolo cliente in modo tale dal lanciargli gli stimoli personali e mirati. Stiamo parlando di pubblicità personalizzata, ben rappresentata nel film di fantascienza “Minority Report”.Il marketing pubblicitario, che sia di un farmaco o un cibo, è indubbiamente il più spietato e certamente scientifico sistema di condizionamento mentale. Il loro scopo è quello di convincerci a comprare un prodotto. Per l’analisi delle reazioni e lo studio della psiche, oltre ai test verbali, il marketing di oggi possiede un ricco arsenale di strumenti biofisici (frequenza e ampiezza delle onde corticali, frequenza respiratoria e cardiaca, consumo di ossigeno, resistenza cutanea, tono muscolare, vasocostrizione periferica, ecc.) in gradi di misurare il livello di eccitazione e attenzione del soggetto.
La neuroscienza, che in questo ambito potremo chiamare neuromarketing, ha descritto che l’area encefalica rilevante ai fini della decisione (di acquisto) è la corteccia prefrontale mediana.
E’ comune pensare allo spot pubblicitario in tivù o su un giornale, come alla classica pubblicità di una azienda. Niente di più sbagliato. Ogni parola, colore, carattere, frase, immagine, logo, soggetto usato, ai nostri occhi inesperti potrà sembra casuale, ma non per i neuroscienziati che stanno dietro. Questi esperti (psicologi, psichiatri, sociologi, neuropsichiatri, ecc.) pagati profumatamente, non creano solo pubblicità, ma veri e propri condizionamenti tali da produrre determinate associazioni o stati d’animo nella mente dei destinatari, cioè noi consumatori.
Frequentemente nelle immagini pubblicitarie o propagandistiche vengono inseriti “embeds”, cioè parole o immagini evocative nascoste, non manifeste, non coglibili dalla mente conscia, ma ritenute coglibili dall’inconscio.

Spesso e volentieri queste parole o immagini nascoste sono stimoli sessuali: parole come “sesso”, “sex”, o immagini di organi sessuali, donne nude, orge associate al prodotto reclamizzato. Il tutto, da una parte, per facilitare le scelte di acquisto, e dall’altra, per deviare e quindi meglio controllare le masse. Interferire nella sessualità delle persone (come avviene in molti culti religiosi) è un mezzo sicuro ed efficace per agire sugli strati profondi della psiche!
Se ciò sembra impossibile, le parole del dottor Lechner in merito a quello che fanno alcuni psicologi e psichiatri nell’ambito dell’alcolismo, potranno sembrare fantascienza. Con la scusa di aiutarli a liberarsi dalla dipendenza dall’alcol, raccolgono informazioni su incubi e allucinazioni che i loro pazienti sperimentano soprattutto quando sospendono l’assunzione dell’alcol, e le usano per congegnare pubblicità di alcolici, col presupposto quanto criminoso scopo di evocare, tramite immagini angoscianti, il bisogno di assumere alcol!

Un’altra tecnica “dolce” di conquista seduttiva, consiste nell’indurre la convinzione che la nostra libertà sia in pericolo e che si debba prendere quanto prima una decisione. “Ti stai accontentando? Passa a Quattro Salti in Padella di Findus”, dice la pubblicità televisiva. Tradotto: “stai accettando una limitazione alle tue aspirazioni a mangiar bene? Sei uno sciocco a farlo, perché puoi soddisfarle, liberandoti dai limiti, passando a Quattro salti in padella! Lo spot non vuole certo aumentare la nostra libertà, ma all’opposto restringerla, inducendoci a comprare quel prodotto specifico. Far credere al soggetto che la decisione deve essere sua e solo sua, è un trucco efficace per predisporlo a decidere come si vuole che decida, lasciandogli però l’illusione della libertà.
Il filone centrale della psicologia del marketing sono i fattori decisionali: Motivational Research, ricerca motivazionale.
La neuroscienza sa che gli uomini non sono consci del perché fanno buona parte di ciò che fanno. Ecco perché le persone, illudendosi del contrario, rispondono allo stimolo condizionato del simbolo e non alla qualità reale.
La pubblicità, la tecnica motivazionale si concentra proprio sulla manipolazione dei simboli.
I consumatori vengono conquistati mediante suggestioni illogiche, non mediante la qualità o efficacia del prodotto, e questa è la logica delle griffes (prodotti spesso mediocri ma venduti a prezzi alti in virtù di una etichetta-simbolo, quindi esclusivi e per pochi).

Il senso di colpa collegato al piacere di consumi voluttari come tabacco, alcol, dolciumi, inibisce i consumi, quindi va contrastato associandolo per esempio a valori positivi (come il medico che fuma, i nomi alcolici di protesta politica “Fidel”, “Cuba Libre”, calore di famiglia, quindi etica, per i dolci ecc.).
Rispetto al prodotto artigianale, il bene di produzione di massa viene spettacolarizzato per trasformarlo in un simbolo. I supermercati, non a caso, sono luoghi in cui si concentra un potere enorme di emanazione simbolica, quindi un enorme potere condizionante sulla mente.
I due terzi degli acquisti eseguiti nei supermercati sono voluttuari e decisi sul posto, sotto l’effetto di stimoli locali, in uno stato psicofisiologico alterato. Lo ha accertato una ricerca nel 1954 della DuPont Corporation. Infatti nel supermercato la persona è alquanto indifesa rispetto alla manipolazione e si trova in una specie di trappola psicologica, che può essere perfezionata con l’aggiunta di stimoli musicali e olfattivi.
Tra tutte le categorie di consumatori, la più indifesa è quella dei fanciulli, nei quali è facile imprimere bisogni, affiliazioni e abitudini. Inoltre i bambini sono molto più vogliosi di cose nuove e meno capaci a resistere agli impulsi. Sono il punto cedevole della famiglia e infatti il marketing punta proprio su di loro per indurre i genitori a sborsare quattrini.
Con i bambini è più facile suscitare ondate di moda o voghe, che inducono consumi a valanga di tutto un collegato di prodotti sussidiari e con funzioni diverse.
La pubblicità mira a modificare il panorama cognitivo, la visione del mondo, dei valori, dei pericoli o stile di vita, in praticala pubblicità è l’industria della creazione dei bisogni immaginari e di mode!



Messaggi subliminali
Sono messaggi che vanno ad agire sotto la soglia della coscienza, quindi non sono percepibili.
La visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa è presente almeno in 12 fotogrammi. La Coca-Cola per prima inserì delle sequenze di fotogrammi più brevi, con contenuto pubblicitario, in alcune pellicole cinematografiche. Risultato: gli spettatori esposti a tale pubblicità consumarono il 39% in più di Coca-Cola.
Nel 1978 in molti supermercati americani si diffondevano tramite gli altoparlanti, a un livello sonoro impercettibile alla parte conscia, messaggi esortanti a non rubare. Risultato: il taccheggio si ridusse del 36%.

Il presidente Gianni Agnelli in una sua lettera agli azionisti della Fiat parlava di messaggi subliminali con i quali “sonorizzare” e strani profumi con i quali “aromatizzare” i propri stabilimenti al fine di aumentare la produttività e migliorare il rapporto (sottomissione) lavoratori-azienda.
Anche la frequenza specifica ha la sua importanza. Si è scoperto che le parole di alcuni telepredicatori sono abbinate ad una frequenza di 7 Hz. La frequenza del vibrato sembra avere un effetto suggestionante e alterante sul livello di coscienza e capacità critica. Un’altra frequenza critica è quella intorno ai 3,5 Hz, cioè la frequenza di risonanza del cranio umano.
Negli anni ’70 si è scoperto che la musica può indurre la secrezione di sostanze oppioidi (encefaline, beta-endorfina, ecc.) che hanno una spiccata azione sulla psiche, euforizzate e anestetica. Quindi la musica induce decognizione.
Anche la televisione stimola la secrezione delle medesime sostanze.



Associazione e ripetizione
Una iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una legge, una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli una denominazione falsa ma semanticamente “buona”, accettabile (lotta al terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva, ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza.
La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato, anche se non lo sono (“le armi di distruzione di massa di Saddam”, “le torri gemelle e Bin Laden”, ecc.).

Analogamente applicando denominazioni odiose, repulsive (antisemita, negazionista, revisionista, antisionista, terrorista, stato canaglia, ecc.) si può ottenere l’effetto contrario, al fine di colpire, delegittimare, screditare, criminalizzare le iniziative, le persone, le idee non gradite.
Il principio è sempre lo stesso: gli input - se si insiste adeguatamente - tendono a formare schemi inconsci nelle persone.
Questo spiega perché i bambini vengono educati e acculturati in questo modo. Attraverso la ripetizione ossessiva e sistematica di apposite suggestioni, attività, esperienze a un modo ben preciso e voluto di concepire la realtà, la nazione, la storia, l’identità, ecc,
Crescere ripetendo e sentendosi ripetere decine di migliaia di volte quei messaggi, certamente va a incidere a livello emotivo, cognitivo, identitario sulla costruzione stessa di quello che poi si sentirà “reale”, “provato”.
Pensiamo alla nostra società, in cui ogni canale televisivo ha un suo serial popolare, tanto per fare un esempio di indottrinamento, nel quale la polizia, la magistratura svolgono un’azione efficace, incorruttibile a tutela de cittadino, mentre la realtà vede la criminalità sempre più fuori controllo e le istituzioni sempre più inefficienti. Propaganda allo stato puro.



Restrizioni linguistiche
Consiste nell’imporre con diversi mezzi (insegnamento, televisione, ecc.) di non usare locuzioni o concetti, e di usarne altre in sostituzione, solitamente più vaghi, imprecisi. “Cieco”, “negro”, “invalido”, “spazzino“ non vanno bene, molto meglio “non vedente”, “nero”, “diversamente abile”, “operatore ecologico”. Ma perché tutto questo? L’inibizione del’uso linguistico e concettuale, alla formulazione di determinati dubbi (Resistenza, shoà, responsabili dell’11 settembre, ecc.) è idoneo per impiantare nei giovanissimi un senso di divieto, di colpa in relazione al pensare certe cose, quindi educa ad un’autolimitazione del pensiero. Infine un impoverimento espressivo comporta un impoverimento concettuale!



Modificare le certezze
Chiunque voglia manipolare una persona, per indurla a comprare qualcosa o per piegare la sua resistenza a un’azione qualsiasi di persuasione, ha la necessità di somministrare molti stimoli nuovi e interessanti, in modo tale che la corteccia prefrontale lavori e si affatichi. Dopodiché deve sommergerla di dati, dogmi, slogan, ecc. (proprio come lavora la tivù) per stremarla ancor di più, in questa maniera la corteccia prefrontale lascia le redini del cervello ai circuiti limbici, più primitivi ed emotivi, pertanto più suggestionabili e indifesi.
La corteccia prefrontale è influenzata da sostanze chimiche tossiche che possono danneggiarla, come le droghe, l’alcol, le tossine alimentari, ma anche da forti emozioni, privazione del sonno, stress cronico e una dieta ricca di grassi animali possono rendere le persone più esposte alle manipolazioni esterne.
Per assurdo, concedendo alle persone totale libertà di condurre una vita sregolata, innaturale, ci si agevola il compito di annullare la loro libertà più profondamente di quanto sarebbe possibile senza quella concessione.



Shock and awe doctrine”
La cosiddetta “dottrina dello shock e sgomento” viene oggi applicata su scala globale. Mettendo singole persone o intere popolazioni sotto shock, si può produrre il loro consenso a un cambiamento, riforma, legge, restrizione di libertà, guerra, ecc. L’esempio delle Torri Gemelle e delle leggi repressive e guerre avvenute dopo, è lapalissiano.
Sfruttano l’effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e resistenze.
Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali (epidemie, terremoti, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici (recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici (guerre, colpi di stato, ecc.).
Un esempio sono le domeniche a targhe alterne per meri fini di risparmio energetico. Questa imposizione dall’alto, generando nelle persone, allarme e preoccupazione di non poter usare la propria auto, di perderne l’importante risorsa, crea totale disponibilità ad accettare fortissimi e ingiustificati rincari dei carburanti, pur di conservarla!
Un altro esempio della dottrina dello “shock anche awe” potrebbe essere i black-out che hanno interessato il territorio nazionale qualche anno fa, la cui risoluzione sarebbero le centrali nucleari. Questo caso rientra anche nella cosiddetta strategia del “problema-reazione-soluzione”. Avendo in mano la Soluzione (centrali), si crea il Problema (black-out) e si attende Reazione (quasi sempre emotiva) delle masse, che accetterà di buon grado ogni soluzione prospettata pur di evitare il disagio.



Debunking
Il debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste teorie e informazioni.
La campagna “Mani Pulite” è stata, tra le altre cose, una grande operazione proprio di debunking, finalizzata cioè a salvare la credibilità del sistema politico-giudiziario.
Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici, discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con “ganci” diretti all’inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e l’autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni “appestanti” coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti, antisemiti, antisionisti, ecc.
L’approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l’opinione pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e tutti. Si giunge all’egoismo più radicale e disumanizzante.



Chi trova un nemico trova un tesoro
La frustrazione genera tensione e aggressività; e l’aggressività può scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale tipo di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è propizio per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il nemico.
Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione (create ad hoc) c’è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).



Dipendenze chimiche
Nella nostra società la diffusione dell’uso di sostanze psicotrope è enorme. Un’altissima percentuale di persone fa uso stabile e ha sviluppato qualche forma di dipendenza da droghe, alcol o psicofarmaci. Decine di milioni sono i minori letteralmente drogati con psicofarmaci.
Gli effetti di tali sostanze psicoattive convergono tutti nel diminuire la libertà di giudizio, di resistenza e di azione delle persone e ovviamente nell’aumentare la loro condizionabilità e suggestionabilità. In pratica la persona dipendente, da alcol o droghe o psicofarmaci o barbiturici è molto più controllabile e plasmabile dal Sistema, lo stesso che veicola e vende tali sostanze. Coloro che si aiutano e si abituano all’aiuto chimico, perdono la capacità di autodeterminazione. Una società così siffatta non è una società libera.
I farmaci psicoattivi o psicofarmaci vengono veicolati, con la compiacenza della psichiatria, dalle case farmaceutiche; il mercato immenso delle droghe e dell’alcol, è gestito dalla grande finanza internazionale e il flusso di narcodollari, per il 60% avviene negli Stati Uniti, collegato a quello del traffico di armi.



Cinema e televisione
Il mussoliniano “cinema l’arma più forte” ha fatto il suo tempo o anche oggi l’intrattenimento cinematografico ha la sua importanza nel condizionare le masse?
I film di propaganda seppero produrre nel passato veri e propri capolavori (“Il grande dittatore”, “Il trionfo della volontà” solo per citarne un paio), ma anche oggi la forza dell’arma del cinema non è minimamente spuntata: Hollywood docet.
Il cinema ha funzione d’avanguardia per veicolare un certo tipo di messaggio, per poi sondarlo e una volta passato, trasferirlo nel piccolo schermo: la televisione!
In pratica il cinema prepara il terreno, predispone l’intero organismo al virus, che poi sarà iniettato nelle masse dai media come i giornali, radio e soprattutto dalla televisione. Senza che ce ne accorgiamo il grande schermo fa filtrare nelle pieghe delle sceneggiature e regia il modo di pensare di domani, e la sua enorme forza di penetrazione sta proprio nel silenzio e attenzione. Mentre la tivù deconcentra (anche questo molto utile per certi aspetti), nella buia sala regna il silenzio totale e si è da soli, con la massima attenzione.





Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni
da Disinformazione.it - Marcello Pamio
Fonte: Eliotropo

http://freeondarevolution.blogspot.com/2010/11/tecniche-di-manipolazione-mentale.html#more
 
Sono sempre stato sconvolto da quel film...
Matrix...
L'eletto eheheheeheheh
 
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