Della serie le studiano tutte
MARKETING
Il chip nascosto nel detersivo
così il premio trova il consumatore
In Brasile l'idea promozionale della ditta che produce un detersivo. Inserire, in alcune confezioni, un dispositivo Gps che permette a un team dell'azienda di individuare la casa dell'acquirente. Per raggiungerlo, e consegnarli una videocamera in omaggio. Alti i rischi per la privacy. Molti siti parlando di "stalking commerciale"
di MARCO PASQUA
Il detersivo protagonista
dell'esperimento in Brasile
E' UN ingrediente mai inserito, prima d'oggi, in un detersivo: un dispositivo Gps, che si attiva nel momento stesso in cui la confezione viene ritirata dall'ignaro acquirente dallo scaffale del supermarket. E, come si conviene a un dispositivo del genere, è in grado di fornire le coordinate esatte della casa in cui verrà portato, e di girarle, in tempo reale, all'ufficio marketing dell'azienda produttrice. Chi troverà il chip con localizzatore incorporato, riceverà come premio una videocamera: gli arriverà direttamente sulla porta di casa, consegnata da un team di specialisti che si sarà messo sulle sue tracce seguendo il localizzatore. E che pubblicherà zona di residenza e foto del vincitore su un sito internet.
Quando il marketing si avvicina pericolosamente allo stalking, il risultato è
l'iniziativa promozionale 1 lanciata in questi giorni in Brasile dalla multinazionale anglo-olandese Unilever, per presentare al mercato una nuova versione del detersivo Omo (presente già nell'80% delle case brasiliane). L'ispirazione sembra arrivare dal film
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, in cui Mr. Wonka decide di inserire cinque biglietti d'oro in altrettante confezioni di cioccolato. L'obiettivo è quello di trovare un giovane dall'animo nobile, degno di succedergli alla guida della sua azienda: i cinque biglietti daranno la possibilità ai fortunati di visitare la fabbrica di cioccolato. L'idea, in entrambi i casi, è che sia il premio a trovare il consumatore, e non viceversa. La Unilever, che si è affidata all'agenzia di marketing Bullet, ha così distribuito 50 dispositivi Gps in altrettante confezioni di Omo, sparse per il Paese. Non appena il detersivo viene spostato dallo scaffale, il Gps entra in funzione.
L'azienda può contare su 35 team distribuiti nelle principali città del brasile, pronti a scattare, con l'ausilio di localizzatori, proprio come in un'azione di polizia. "Si tratta di squadre che entreranno in azione al primo segnale - garantisce Fernando Figueiredo, presidente della Bullet, parlando con il portale Ad Age - A seconda di dove abiti il consumatore, possono raggiungerlo in poche ore o al massimo entro qualche giorno". La squadra che dovrà individuare l'acquirente di Omo, si servirà di sofisticate apparecchiature portatili. Anche nell'ipotesi in cui dovesse abitare in un condominio con molti appartamenti, non dovrebbe riuscire a sfuggire. Arrivati davanti alla porta giusta, bisognerà convincere il cliente a fidarsi di loro.
La stessa società di marketing è consapevole che, a fronte di un'alta percentuale di reati commessi nel Paese, alcune persone potrebbero anche decidere di non far entrare i loro rappresentanti - o di non aprire neanche la porta. In questo caso, gli uomini del marketing potranno iniziare a far suonare il dispositivo all'interno del detersivo. A quel punto, il cliente sarà praticamente costretto ad aprire la scatola e troverà al suo interno un biglietto in cui viene spiegato il senso di quella promozione. Per rendere il tutto più simile ad un concorso, piuttosto che ad una caccia all'uomo, si riceverà in dono una videocamera e una giornata di divertimento per tutta la famiglia a spese della Unilever.
Molti siti internet parlano già di "stalking commerciale" ed evidenziano che, in questo modo, si viola il diritto alla privacy del consumatore. Tra l'altro, la stessa azienda ha creato un sito internet sul quale sarà mostrato dove vivono indicativamente i vincitori. Ad ognuno sarà scattata una foto, che finirà sul sito, insieme alle fasi della "caccia" e della consegna del premio. La campagna, dal titolo "Prova qualcosa di nuovo con Omo", è costata circa un milione di dollari, soltanto dal punto di vista dell'acquisto delle apparecchiature. Per la Unilever è una scommessa: "Crediamo nell'utilizzo delle nuove tecnologie per il marketing promozionale - dicono dall'agenzia Bullet - Può accadere di tutto in questo caso. Dobbbiamo essere innovativi, ma non sappiamo quale sarà la reazione da parte dei consumatori".
Per David Vaile, esperto di privacy e membro della Australian Privacy Foundation, dati di questo tipo, ottenuti dai consumatori, "finiscono con l'essere venduti o condivisi. Forse finirà tutto con la consegna della videocamera omaggio. Mi chiedo però se non ci sia un modo meno invadente e più facile. La riposta è sì". Parlando con un sito di informazione australiano, Vaile evidenzia come il consumatore brasiliano, in questo caso, non sia stato interpellato preventivamente sulla volontà di essere localizzato: manca, di fatto, il consenso sul trattamenti dei propri dati. Se è vero che su Foursquare e Twitter, ad esempio, si forniscono le proprie coordinate, è l'utente stesso ad aver scelto di condividere quelle informazioni. Critico anche il sito Cnet, che titola: "Il detersivo che usa il Gps per fare stalking sui consumatori", ironizzando sui team che dovranno rintracciare gli acquirenti: "Dal momento in cui sarà attivato il Gps, diventeranno dei bersagli. Squadre di sorveglianza monitoreranno ogni passo del cliente. Fuori dal supermarket. Fino all'auto. In bagno. Oppure, chissà, fino alla casa del loro amante?"
L'agenzia di marketing Bullet ha già fatto parlare di sé due anni fa, quando decise di nascondere 10.000 iPod Shuffles in un gelato prodotto dalla Unilever. L'idea era venuta ai creativi dopo che questi avevano letto le istruzioni dei loro iPod, secondo le quali l'apparecchio poteva operare anche a temperature rigide. I gelati si presentavano identici agli originali, dall'esterno, e venivano congelati e stoccati con gli altri, ma all'interno avevano solo il lettore, confezionato in modo da tenerlo al sicuro.
(09 agosto 2010)
http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/09/news/detersivo_stalking-6174607/?ref=HRERO-1
CAPITO ADMIN?

... oramai siamo fottuti, tutti! :mrgreen: :rotfl: