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margherita

Utente di lunga data
ma a me non passa. il ricordo è sempre vivo, la rabbia, il dolore e tutto il resto. sono passati due anni ma le mie emozioni si sono bloccate a quell'evento. Esternamente non trapela nulla, ma dentro sono così.
Lo detesto, detesto e non accetto quello che ha fatto. Ho perso l'interesse per qualsiasi cosa, fingo di vivere, soprattutto per mio figlio, fingo interesse per le gite, per gli avvenimenti, ma non provo nessuna emozione, se non l'odio. Non ho voglia di niente, se non di vederlo soffrire come ho sofferto io. ma non faccio niente per farlo soffrire. in realtà non mi importa più niente. sono paralizzata nei sentimenti e nelle emozioni. eppure lavoro, parlo, mi muovo, faccio l'amore, accudisco il figlio, lui, la casa.
Mi sono pentita di averlo subito ripreso in casa, dovevo prendermi del tempo. così non so cosa voglio, se lo voglio ancora o non lo voglio più, mi sento in trappola. perchè diavolo non se ne è andato con quella grassona dentuta che amava tanto? perchè dopo un giorno che l'ho sbattuto fuori è tornato? come si fa a condividere la vita con una persona che ti ha umiliato e fatto del male? neanche la preghiera mi aiuta, neanche lo psichiatra mi è servito a qualcosa. il perdono fa star bene solo chi viene perdonato, che dorme sonni tranquilli e si gode la vita. e poi la parola perdono non la trovo attinente agli eventi. Cristo ha perdonato Giuda, ma poi se ne è andato, mica ci ha condiviso il resto della vita. scusate lo sfogo, ma ho bisogno di aiuto. non so cosa fare
 

Simy

WWF
ma a me non passa. il ricordo è sempre vivo, la rabbia, il dolore e tutto il resto. sono passati due anni ma le mie emozioni si sono bloccate a quell'evento. Esternamente non trapela nulla, ma dentro sono così.
Lo detesto, detesto e non accetto quello che ha fatto. Ho perso l'interesse per qualsiasi cosa, fingo di vivere, soprattutto per mio figlio, fingo interesse per le gite, per gli avvenimenti, ma non provo nessuna emozione, se non l'odio. Non ho voglia di niente, se non di vederlo soffrire come ho sofferto io. ma non faccio niente per farlo soffrire. in realtà non mi importa più niente. sono paralizzata nei sentimenti e nelle emozioni. eppure lavoro, parlo, mi muovo, faccio l'amore, accudisco il figlio, lui, la casa.
Mi sono pentita di averlo subito ripreso in casa, dovevo prendermi del tempo. così non so cosa voglio, se lo voglio ancora o non lo voglio più, mi sento in trappola. perchè diavolo non se ne è andato con quella grassona dentuta che amava tanto? perchè dopo un giorno che l'ho sbattuto fuori è tornato? come si fa a condividere la vita con una persona che ti ha umiliato e fatto del male? neanche la preghiera mi aiuta, neanche lo psichiatra mi è servito a qualcosa. il perdono fa star bene solo chi viene perdonato, che dorme sonni tranquilli e si gode la vita. e poi la parola perdono non la trovo attinente agli eventi. Cristo ha perdonato Giuda, ma poi se ne è andato, mica ci ha condiviso il resto della vita. scusate lo sfogo, ma ho bisogno di aiuto. non so cosa fare
ciao e benvenuta:)
sfogati tranquilla...noi siamo qui! :)
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Cara, divorzio con addebito, si chiama in questo modo l'unica scappatoia per te. Non è sopportabile per nulla la condizione che si è andata a creare, forse è meglio che ti rivolgi ad un avvocato. Scusa se ti dico così, ma o si riesce perdonare, ma se in due anni non ci riesci non c'è metodo per fartelo fare.
 

Amoremio

Utente di lunga data
ma a me non passa. il ricordo è sempre vivo, la rabbia, il dolore e tutto il resto. sono passati due anni ma le mie emozioni si sono bloccate a quell'evento. Esternamente non trapela nulla, ma dentro sono così.
Lo detesto, detesto e non accetto quello che ha fatto. Ho perso l'interesse per qualsiasi cosa, fingo di vivere, soprattutto per mio figlio, fingo interesse per le gite, per gli avvenimenti, ma non provo nessuna emozione, se non l'odio. Non ho voglia di niente, se non di vederlo soffrire come ho sofferto io. ma non faccio niente per farlo soffrire. in realtà non mi importa più niente. sono paralizzata nei sentimenti e nelle emozioni. eppure lavoro, parlo, mi muovo, faccio l'amore, accudisco il figlio, lui, la casa.
Mi sono pentita di averlo subito ripreso in casa, dovevo prendermi del tempo. così non so cosa voglio, se lo voglio ancora o non lo voglio più, mi sento in trappola. perchè diavolo non se ne è andato con quella grassona dentuta che amava tanto? perchè dopo un giorno che l'ho sbattuto fuori è tornato? come si fa a condividere la vita con una persona che ti ha umiliato e fatto del male? neanche la preghiera mi aiuta, neanche lo psichiatra mi è servito a qualcosa. il perdono fa star bene solo chi viene perdonato, che dorme sonni tranquilli e si gode la vita. e poi la parola perdono non la trovo attinente agli eventi. Cristo ha perdonato Giuda, ma poi se ne è andato, mica ci ha condiviso il resto della vita. scusate lo sfogo, ma ho bisogno di aiuto. non so cosa fare
cosa ti spinge a restare se hai la consapevolezza che dici?
 

Amoremio

Utente di lunga data
Cara, divorzio con addebito, si chiama in questo modo l'unica scappatoia per te. Non è sopportabile per nulla la condizione che si è andata a creare, forse è meglio che ti rivolgi ad un avvocato. Scusa se ti dico così, ma o si riesce perdonare, ma se in due anni non ci riesci non c'è metodo per fartelo fare.
dan
a parte che per l'addebito si deve andare in giudiziale e costa un botto
dopo 2 anni la giustizia valuta che il perdono c'è stato, la convivenza è continuata di comune accordo

ciò non toglie che se lei prova quel che dice possa chiedere la separazione perchè la convivenza le è insopportabile
 

Simy

WWF
Cara, divorzio con addebito, si chiama in questo modo l'unica scappatoia per te. Non è sopportabile per nulla la condizione che si è andata a creare, forse è meglio che ti rivolgi ad un avvocato. Scusa se ti dico così, ma o si riesce perdonare, ma se in due anni non ci riesci non c'è metodo per fartelo fare.
hai ragione Daniele...2 anni sono abbastanza per lasciarsi alle spalle la cosa...se ancora sta cosi male non lo perdonerà mai..
 

Amoremio

Utente di lunga data
hai ragione Daniele...2 anni sono abbastanza per lasciarsi alle spalle la cosa...se ancora sta cosi male non lo perdonerà mai..
2 anni spesso non sono sufficienti per lsciarsi la vicenda alle spalle
ma almeno bisogna essere incamminati

nel suo caso
mi pare abbia preo un'altra strada
 

Simy

WWF
2 anni spesso non sono sufficienti per lsciarsi la vicenda alle spalle
ma almeno bisogna essere incamminati

nel suo caso
mi pare abbia preo un'altra strada
SI SI non intendevo lasciarsela definitivamente alle spalle! ma almeno essere a buon punto! cosi la vedo davvero dura per lei
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
dan
a parte che per l'addebito si deve andare in giudiziale e costa un botto
dopo 2 anni la giustizia valuta che il perdono c'è stato, la convivenza è continuata di comune accordo

ciò non toglie che se lei prova quel che dice possa chiedere la separazione perchè la convivenza le è insopportabile
Lo so, ma è un dato di fatto, lui ha l'addebito della rottura del matromonio, non c'è nulla di consensuale, ha fatto lui un casino bestiale e la giustizia non può e non deve sentienziare sui tempi di un perdono che anche i preti sanno essere un cammino e non un fatto puntiforme. Una persona scopre se ha perdonato solo dopo alcuni anni, non subito, perchè si prova e si riprova sempre a salvare la famiglia, anzi questo va dato come esemplarità di Margherita.
Provare costa un sacco di soldi, ma se si mettono daccordo con lui che sgancia una miriade di soldoni credo che si possa fare la consensuale.
 

Blondiee

Utente di lunga data
ma a me non passa. il ricordo è sempre vivo, la rabbia, il dolore e tutto il resto. sono passati due anni ma le mie emozioni si sono bloccate a quell'evento. Esternamente non trapela nulla, ma dentro sono così.
Lo detesto, detesto e non accetto quello che ha fatto. Ho perso l'interesse per qualsiasi cosa, fingo di vivere, soprattutto per mio figlio, fingo interesse per le gite, per gli avvenimenti, ma non provo nessuna emozione, se non l'odio. Non ho voglia di niente, se non di vederlo soffrire come ho sofferto io. ma non faccio niente per farlo soffrire. in realtà non mi importa più niente. sono paralizzata nei sentimenti e nelle emozioni. eppure lavoro, parlo, mi muovo, faccio l'amore, accudisco il figlio, lui, la casa.
Mi sono pentita di averlo subito ripreso in casa, dovevo prendermi del tempo. così non so cosa voglio, se lo voglio ancora o non lo voglio più, mi sento in trappola. perchè diavolo non se ne è andato con quella grassona dentuta che amava tanto? perchè dopo un giorno che l'ho sbattuto fuori è tornato? come si fa a condividere la vita con una persona che ti ha umiliato e fatto del male? neanche la preghiera mi aiuta, neanche lo psichiatra mi è servito a qualcosa. il perdono fa star bene solo chi viene perdonato, che dorme sonni tranquilli e si gode la vita. e poi la parola perdono non la trovo attinente agli eventi. Cristo ha perdonato Giuda, ma poi se ne è andato, mica ci ha condiviso il resto della vita. scusate lo sfogo, ma ho bisogno di aiuto. non so cosa fare
Tu non l'hai perdonato. Mi sono letta la tua storia nei tuoi primi post e posso capire perchè in cuor tuo non l'hai fatto.
E' stato il classico e vigliacco traditore, che premeva per andare dalla sua amante ma non aveva il coraggio di dire che era lui che non andava. Ha scaricato colpe su di te per dirti: "per colpa tua me ne vado".
E magari sei stata sempre lì a domandarti quotidianamente:
"ma cosa gli ho fatto di male", dando la colpa al tuo eventuale "brutto carattere" (una delle accuse più frequenti).
Tutto questo tu l'hai subito, sofferto e accusato e credo che se a distanza di tempo, ancora lo odi e provi rabbia, forse non è il caso che continui a rovinare l'esistenza dei tuoi giorni così.
Se puoi separarti, fallo.
Continuare a fingere fa male alla salute. Alla lunga le conseguenze le pagate tutti, anche tu e tuo figlio. Da soli si può stare bene, e non hai davanti, tutti i giorni, la persona per cui ormai provi solo sentimenti devastanti.
Fallo per te e tuo figlio. Una mamma felice è tutt'altra cosa!
 

Sterminator

Utente di lunga data
ma a me non passa. il ricordo è sempre vivo, la rabbia, il dolore e tutto il resto. sono passati due anni ma le mie emozioni si sono bloccate a quell'evento. Esternamente non trapela nulla, ma dentro sono così.
Lo detesto, detesto e non accetto quello che ha fatto. Ho perso l'interesse per qualsiasi cosa, fingo di vivere, soprattutto per mio figlio, fingo interesse per le gite, per gli avvenimenti, ma non provo nessuna emozione, se non l'odio. Non ho voglia di niente, se non di vederlo soffrire come ho sofferto io. ma non faccio niente per farlo soffrire. in realtà non mi importa più niente. sono paralizzata nei sentimenti e nelle emozioni. eppure lavoro, parlo, mi muovo, faccio l'amore, accudisco il figlio, lui, la casa.
Mi sono pentita di averlo subito ripreso in casa, dovevo prendermi del tempo. così non so cosa voglio, se lo voglio ancora o non lo voglio più, mi sento in trappola. perchè diavolo non se ne è andato con quella grassona dentuta che amava tanto? perchè dopo un giorno che l'ho sbattuto fuori è tornato? come si fa a condividere la vita con una persona che ti ha umiliato e fatto del male? neanche la preghiera mi aiuta, neanche lo psichiatra mi è servito a qualcosa. il perdono fa star bene solo chi viene perdonato, che dorme sonni tranquilli e si gode la vita. e poi la parola perdono non la trovo attinente agli eventi. Cristo ha perdonato Giuda, ma poi se ne è andato, mica ci ha condiviso il resto della vita. scusate lo sfogo, ma ho bisogno di aiuto. non so cosa fare
Per carita'...

ti rincoglionisci e basta...

lassa perde...non ci fare stare in pensiero...
 
ma a me non passa. il ricordo è sempre vivo, la rabbia, il dolore e tutto il resto. sono passati due anni ma le mie emozioni si sono bloccate a quell'evento. Esternamente non trapela nulla, ma dentro sono così.
Lo detesto, detesto e non accetto quello che ha fatto. Ho perso l'interesse per qualsiasi cosa, fingo di vivere, soprattutto per mio figlio, fingo interesse per le gite, per gli avvenimenti, ma non provo nessuna emozione, se non l'odio. Non ho voglia di niente, se non di vederlo soffrire come ho sofferto io. ma non faccio niente per farlo soffrire. in realtà non mi importa più niente. sono paralizzata nei sentimenti e nelle emozioni. eppure lavoro, parlo, mi muovo, faccio l'amore, accudisco il figlio, lui, la casa.
Mi sono pentita di averlo subito ripreso in casa, dovevo prendermi del tempo. così non so cosa voglio, se lo voglio ancora o non lo voglio più, mi sento in trappola. perchè diavolo non se ne è andato con quella grassona dentuta che amava tanto? perchè dopo un giorno che l'ho sbattuto fuori è tornato? come si fa a condividere la vita con una persona che ti ha umiliato e fatto del male? neanche la preghiera mi aiuta, neanche lo psichiatra mi è servito a qualcosa. il perdono fa star bene solo chi viene perdonato, che dorme sonni tranquilli e si gode la vita. e poi la parola perdono non la trovo attinente agli eventi. Cristo ha perdonato Giuda, ma poi se ne è andato, mica ci ha condiviso il resto della vita. scusate lo sfogo, ma ho bisogno di aiuto. non so cosa fare
ma la tua è sofferenza o rancore ?
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
ma la tua è sofferenza o rancore ?
Minerva, sofferenza è rancore e rancore è sofferenza, molto spesso uno è legato all'altro e viceversa.
Per me lei ci soffre e questo le porta del rancore che la fa soffrire ancor di più e quindi ancor più rancore, in un circolo rinforzativo che può solo portare ad una cosa. Non c'è possibilità dopo 2 anni di recupero per me, meglio che viva felice senza quel uomo che lei odia.
 

margherita

Utente di lunga data
sono in uno stato che non capisco niente, non capisco i miei sentimenti. prima che accadesse gli volevo bene, non è che con il tradimento si spegne l'interruttore dei sentimenti che provavi prima. dopo essere stato scoperto, lui è tornato come una volta, dice che ha fatto un errore, stop, e io altaleno fra il volergli bene come una volta, ma quando mi rendo conto di quello che è successo, è come se guardassi dentro un baratro, una voragine e mi gira la testa, e mi dico " ma che bene, mi fai schifo, vattene, imbroglione". ogni giorno così, sempre presa fra sentimenti contrastanti che mi sbattono il cervello come fra due muri di cemento armato. cosa voglio? cosa provo? un gran casino. niente riesce a distrarmi, non provo voglia di niente, solo di silenzio dentro il cuore e nel cervello e intorno a me. vorrei essere morta, così non si soffre più. ma ho la responsabilità di un figlio e di una madre anziana
 

passante

Utente di lunga data
sono in uno stato che non capisco niente, non capisco i miei sentimenti. prima che accadesse gli volevo bene, non è che con il tradimento si spegne l'interruttore dei sentimenti che provavi prima. dopo essere stato scoperto, lui è tornato come una volta, dice che ha fatto un errore, stop, e io altaleno fra il volergli bene come una volta, ma quando mi rendo conto di quello che è successo, è come se guardassi dentro un baratro, una voragine e mi gira la testa, e mi dico " ma che bene, mi fai schifo, vattene, imbroglione". ogni giorno così, sempre presa fra sentimenti contrastanti che mi sbattono il cervello come fra due muri di cemento armato. cosa voglio? cosa provo? un gran casino. niente riesce a distrarmi, non provo voglia di niente, solo di silenzio dentro il cuore e nel cervello e intorno a me. vorrei essere morta, così non si soffre più. ma ho la responsabilità di un figlio e di una madre anziana
ho riletto qualche tuo post precedente, è una storia dolorosa. ma lui si rende conto di qualcosa di quello che stai provando? o magari gliene hai parlato? (non è un consiglio, eh, non so niente di queste situazioni, è solo una domanda).
 

Amoremio

Utente di lunga data
sono in uno stato che non capisco niente, non capisco i miei sentimenti. prima che accadesse gli volevo bene, non è che con il tradimento si spegne l'interruttore dei sentimenti che provavi prima. dopo essere stato scoperto, lui è tornato come una volta, dice che ha fatto un errore, stop, e io altaleno fra il volergli bene come una volta, ma quando mi rendo conto di quello che è successo, è come se guardassi dentro un baratro, una voragine e mi gira la testa, e mi dico " ma che bene, mi fai schifo, vattene, imbroglione". ogni giorno così, sempre presa fra sentimenti contrastanti che mi sbattono il cervello come fra due muri di cemento armato. cosa voglio? cosa provo? un gran casino. niente riesce a distrarmi, non provo voglia di niente, solo di silenzio dentro il cuore e nel cervello e intorno a me. vorrei essere morta, così non si soffre più. ma ho la responsabilità di un figlio e di una madre anziana
tra la tua situazione attuale e la morte ci son diverse alternative :cool:
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
sono in uno stato che non capisco niente, non capisco i miei sentimenti. prima che accadesse gli volevo bene, non è che con il tradimento si spegne l'interruttore dei sentimenti che provavi prima. dopo essere stato scoperto, lui è tornato come una volta, dice che ha fatto un errore, stop, e io altaleno fra il volergli bene come una volta, ma quando mi rendo conto di quello che è successo, è come se guardassi dentro un baratro, una voragine e mi gira la testa, e mi dico " ma che bene, mi fai schifo, vattene, imbroglione". ogni giorno così, sempre presa fra sentimenti contrastanti che mi sbattono il cervello come fra due muri di cemento armato. cosa voglio? cosa provo? un gran casino. niente riesce a distrarmi, non provo voglia di niente, solo di silenzio dentro il cuore e nel cervello e intorno a me. vorrei essere morta, così non si soffre più. ma ho la responsabilità di un figlio e di una madre anziana
ne hai parlato con lui??? Gli hai detto questo???
 
sono in uno stato che non capisco niente, non capisco i miei sentimenti. prima che accadesse gli volevo bene, non è che con il tradimento si spegne l'interruttore dei sentimenti che provavi prima. dopo essere stato scoperto, lui è tornato come una volta, dice che ha fatto un errore, stop, e io altaleno fra il volergli bene come una volta, ma quando mi rendo conto di quello che è successo, è come se guardassi dentro un baratro, una voragine e mi gira la testa, e mi dico " ma che bene, mi fai schifo, vattene, imbroglione". ogni giorno così, sempre presa fra sentimenti contrastanti che mi sbattono il cervello come fra due muri di cemento armato. cosa voglio? cosa provo? un gran casino. niente riesce a distrarmi, non provo voglia di niente, solo di silenzio dentro il cuore e nel cervello e intorno a me. vorrei essere morta, così non si soffre più. ma ho la responsabilità di un figlio e di una madre anziana
Allora digli ogni giorno mi fai schifo e vattene imbroglione, così ti sfoghi. E poi digli per tua fortuna ho queste responsabilità.
La preghiera aiuta.
Su Giuda, se leggi i vangeli...Cristo dice...Guai a colui per le cui mani...meglio per lui non essere mai nato.
Giuda è un codardo, non ha neppure le palle per chiedere scusa.
Chi viene perdonato è San Pietro.
Pietro fa lo sborone e dice, ti difenderò fino alla morte, quando arrivano i soldati Pietro sguaina la spada e mozza un orecchio ad un servo del soldato. Cristo gli dice...rimetti la tua spada nel fodero e riattacca sto orecchio.
Cristo gli dice pure...prima che il gallo canti...tu mi avrai rinnegato tre volte.
Quando Pietro si accorge che le cose vanno come dice Cristo...pianse amaramente.

Tutto sto discorso per dirti...che si perdona...si può perdonare..ma solo a chi si pente e chiede scusa...e fa di tutto per riparare il danno.
Ci vuole la parolina magica: pentimento.
Finchè chi offende non capisce o realizza il dolore e la sofferenza che ha arrecato, non si pente.
 

margherita

Utente di lunga data
sì, a volte gliene parlo, ma non capisce, dice che devo superare la vicenda perchè lui non se la ricorda neanche più, è stato un errore, ha sbagliato, mettiamoci una pietra sopra. a volte si spazientisce, si rompe le balle che io tiri fuori sempre questa cosa, che con il tempo mi passerà.
a questo punto ho deciso di non parlagliene più, non serve a niente. non mi è d'aiuto. mi sento in trappola, non so cosa voglio fare. lui invece sta bene, sta bene in casa, con gli amici, ecc. non capisce perchè io continuo a stare male.
io ho perso qualsiasi desiderio, se non quello di fargliela pagare, di distruggerlo
 

Sterminator

Utente di lunga data
Allora digli ogni giorno mi fai schifo e vattene imbroglione, così ti sfoghi. E poi digli per tua fortuna ho queste responsabilità.
La preghiera aiuta.
Su Giuda, se leggi i vangeli...Cristo dice...Guai a colui per le cui mani...meglio per lui non essere mai nato.
Giuda è un codardo, non ha neppure le palle per chiedere scusa.
Chi viene perdonato è San Pietro.
Pietro fa lo sborone e dice, ti difenderò fino alla morte, quando arrivano i soldati Pietro sguaina la spada e mozza un orecchio ad un servo del soldato. Cristo gli dice...rimetti la tua spada nel fodero e riattacca sto orecchio.
Cristo gli dice pure...prima che il gallo canti...tu mi avrai rinnegato tre volte.
Quando Pietro si accorge che le cose vanno come dice Cristo...pianse amaramente.

Tutto sto discorso per dirti...che si perdona...si può perdonare..ma solo a chi si pente e chiede scusa...e fa di tutto per riparare il danno.
Ci vuole la parolina magica: pentimento.
Finchè chi offende non capisce o realizza il dolore e la sofferenza che ha arrecato, non si pente.
Scusa chi e' che diceva che erano tutte stronzate?

Cazzo mi sfugge...:mrgreen:

Ma una linearita' di pensiero, non di condotta, ce l'hai?

:rotfl::rotfl::rotfl:
 
Stato
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