Messaggiare con un EX

Klavier

Utente di lunga data
Quando prendi delle bastonate tali che arrivi a convincerti che non puoi evitarle, ogni volta che ti si presentano delle red flag che ormai hai capito che presagiscono l'inchiappettata, sei talmente convinto che non puoi fare niente per evitarla da considerarla naturale che non fai niente per evitarla, quando magari basta fare un passettino di lato per scamparla. Questo in estrema sintesi
E credi che questa sia la condizione del nostro amico e magari pensi anche ala mia?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
E credi che questa sia la condizione del nostro amico e magari pensi anche ala mia?
Non saprei, però raccontata come l'ho letta mi ha ricordato proprio quella situazione, dove l'"impotenza appresa" non è proprio un "non faccio niente", ma sembra diventata un "cambio le regole del mio sistema di valori così non soffro più". Invece di dire "non voglio più soffrire ancora e non so come difendermi", la mente produce un dogma filosofico: "Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva. Il "passettino di lato" che io menzionavo richiede un pensiero capace di dire, per esempio: "Questa persona mi sta mandando delle red flag, è potenzialmente "pericolosa", ma io posso andarmene ed eventualmente cercare qualcuno di meglio". L'impotenza cognitiva, invece, ha già chiuso la partita: "Inutile fare il passettino, tanto anche la prossima sarà uguale e prima o poi capiterà".
 

Jim Cain

Utente di lunga data
No, però se uno è ex, magari sbaglio, ma lo vedo come qualcosa di "archiviato", comunque non una minaccia. Invece uno nuovo, sconosciuto, che comincia a messaggiare quotidianamente con compagna/moglie, e poi decidono pure di vedersi di nascosto dalla moglie di lui... io non sono un tipo da scenate, però quando torna a casa non so se trova la stessa serratura, se la casa è intestata a me.
Sono d'accordo con te ma perché tu ragioni così, ed è anch'io ragiono così.
Nel senso che per me è un ex è un ex e il pericolo posso vederlo sicuramente in un nuovo arrivo e non in un qualcuno che è stato già archiviato (per dire, non sono mai stato minimamente geloso dell'ex marito della mia ex moglie, anche perché lei l'aveva lasciato per me).

Però non tutti funzionano allo stesso modo, magari ci sono ex coi quali certe questioni non si sono mai risolte del tutto.

Un ex è tale quando riesci a trattarlo con spontanea e naturale freddezza, in presenza di irrisolti di qualsiasi tipo non sarà mai del tutto un ex.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
"Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva.
Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché qualcuno mi ha tradito, ma quel qualcuno per una serie di motivi non lo posso lasciare.
Raccontarsela, insomma.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Non si ha paura del passato, secondo me, ma del presente.
Una persona che è stata, secondo le parole di Warlock, in passato pluritraditrice e anaffettiva, quando dichiara di avere intenzione di rivedere l'ex, sicuramente cornificato all'epoca, apre una ferita nuova.
E' una contraddizione rispetto ai 26 anni trascorsi, in cui lei aveva abbandonato quella parte di sè che aveva mostrato all'inizio per essere una donna fedele. E' come se dicesse "quella parte di me promiscua non è mai morta, è lì, dentro me, e fa parte di me, e la sto ricercando".
Che questo produca inquietudine mi sembra ovvio.
Mi ha colpito il grassetto!

Non credo che la promiscuità sessuale sia qualcosa che si “spegne” per rendere possibile la fedeltà.
Questa è una lettura troppo semplificata, anche crudele per certi versi e richiama certi vecchi modi di dire fra l'altro; come se una persona dovesse cancellare una parte di sé per diventare affidabile dentro una relazione.

Ma la fedeltà non nasce dalla soppressione di ciò che si è, né dall’assenza di desideri o possibilità interne.
Anzi. Nasce proprio dalla fedeltà a chi si è, profondamente.

Fra l'altro, una relazione a due non è mai solo tra due individui “puliti” o monolitici.
È sempre già una relazione tra due mondi psichici complessi, due folle interne fatte di memorie, immaginari, desideri, esperienze precedenti, fantasie.

Dentro questa complessità, anche la dimensione sessuale non è qualcosa che si accende o si spegne: è parte del funzionamento del desiderio, che può essere riconosciuto, trasformato, orientato, ma non semplicemente cancellato.

La differenza non sta quindi nell’assenza di promiscuità, ma in come questa viene integrata dentro il legame.

La fedeltà è la scelta di restare presenti, integralmente e non a frammenti, dentro un mondo relazionale che si costruisce insieme, senza ridurre se stessi per renderlo più rassicurante e senza chiederlo all'altro di farlo per esser rassicurati.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Lo hai spiegato perfettamente👌🏻
Il problema però è che questa situazione lascia strascichi, lasciando uno stato d allerta acceso senza sapere come si spegne.
Intendi che ti ha lasciato uno stato di allerta a priori?
Attivo a prescindere?
 

The Reverend

Utente di lunga data
Mi ha colpito il grassetto!

Non credo che la promiscuità sessuale sia qualcosa che si “spegne” per rendere possibile la fedeltà.
Questa è una lettura troppo semplificata, anche crudele per certi versi e richiama certi vecchi modi di dire fra l'altro; come se una persona dovesse cancellare una parte di sé per diventare affidabile dentro una relazione.

Ma la fedeltà non nasce dalla soppressione di ciò che si è, né dall’assenza di desideri o possibilità interne.
Anzi. Nasce proprio dalla fedeltà a chi si è, profondamente.

Fra l'altro, una relazione a due non è mai solo tra due individui “puliti” o monolitici.
È sempre già una relazione tra due mondi psichici complessi, due folle interne fatte di memorie, immaginari, desideri, esperienze precedenti, fantasie.

Dentro questa complessità, anche la dimensione sessuale non è qualcosa che si accende o si spegne: è parte del funzionamento del desiderio, che può essere riconosciuto, trasformato, orientato, ma non semplicemente cancellato.

La differenza non sta quindi nell’assenza di promiscuità, ma in come questa viene integrata dentro il legame.

La fedeltà è la scelta di restare presenti, integralmente e non a frammenti, dentro un mondo relazionale che si costruisce insieme, senza ridurre se stessi per renderlo più rassicurante e senza chiederlo all'altro di farlo per esser rassicurati.
Al di là della semplicità (non riesco a scrivere così bene come te qui) ma credo che la fedeltà ci sia se c'è l'amore.
Almeno per me è così.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Al di là della semplicità (non riesco a scrivere così bene come te qui) ma credo che la fedeltà ci sia se c'è l'amore.
Almeno per me è così.
Se per amore intendi "io e te stiamo creando insieme il mondo in cui stiamo abitando ed entrambi sappiamo di starlo facendo" sono d'accordo.

Non sono brava ad usare i sentimenti come riferimenti.
E l'amore, in particolare, ha una storia di oppressione talmente violenta, cruenta e drammatica che se posso evitarlo come riferimento, lo faccio volentieri 😀
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Però è così.
Posso non accettarlo, ma devo mettere in conto che nella vita ci sono cose belle come cose brutte.
E quel che conta per me almeno è che le prime siano in misura adeguata a sostenere le seconde.
Appunto.
Non tutti sono pronti a tradire.
 

Klavier

Utente di lunga data
Non saprei, però raccontata come l'ho letta mi ha ricordato proprio quella situazione, dove l'"impotenza appresa" non è proprio un "non faccio niente", ma sembra diventata un "cambio le regole del mio sistema di valori così non soffro più". Invece di dire "non voglio più soffrire ancora e non so come difendermi", la mente produce un dogma filosofico: "Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva. Il "passettino di lato" che io menzionavo richiede un pensiero capace di dire, per esempio: "Questa persona mi sta mandando delle red flag, è potenzialmente "pericolosa", ma io posso andarmene ed eventualmente cercare qualcuno di meglio". L'impotenza cognitiva, invece, ha già chiuso la partita: "Inutile fare il passettino, tanto anche la prossima sarà uguale e prima o poi capiterà".
Sei stato chiaro. Chi elimina il problema della fedeltà dove lo collocheresti? Potrebbe stare in entrambe le ipotesi. Una partner può essere problematica anche senza tenere in conto la fedeltà. Comunque Danny ha sempre detto che ha scelto la moglie e affettivamente pare sereno. L' unica cosa che manca e non solo a lui ahimè è il contatto fisico.
 

danny

Utente di lunga data
Io credo che sia giusto cercare ciò che si desidera in un rapporto, se per alcuni è la fedeltà, anche quella. Non credo che rinunciare a sé stessi, ai propri desideri, sia qualcosa che allontana le delusioni. Forse rischia di allontanarci ancora di più da ciò che vogliamo. Anche se poi la vita è fatta di realtà e della capacità di negoziare con la realtà e con gli altri, occorre sempre partire da sé.
Da sposato, non posso volere la fedeltà come valore condiviso di un'altra relazione.
E da sposato ho capito che nemmeno dipende da me.

Cioè, lei ti diceva quando incontrava l'amante?🤔
Per le repliche delle precedenti puntate, attendere la programmazione mattutina di agosto.

Non saprei, però raccontata come l'ho letta mi ha ricordato proprio quella situazione, dove l'"impotenza appresa" non è proprio un "non faccio niente", ma sembra diventata un "cambio le regole del mio sistema di valori così non soffro più". Invece di dire "non voglio più soffrire ancora e non so come difendermi", la mente produce un dogma filosofico: "Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva. Il "passettino di lato" che io menzionavo richiede un pensiero capace di dire, per esempio: "Questa persona mi sta mandando delle red flag, è potenzialmente "pericolosa", ma io posso andarmene ed eventualmente cercare qualcuno di meglio". L'impotenza cognitiva, invece, ha già chiuso la partita: "Inutile fare il passettino, tanto anche la prossima sarà uguale e prima o poi capiterà".
In realtà secondo me è come tornare a guidare dopo un brutto incidente.
Sai benissimo che ti può ricapitare ancora, ma il valore di spostarsi in auto resta superiore al rischio e lo metti in conto.

Appunto.
Non tutti sono pronti a tradire.
Me ne sono accorto.
Ho ricevuto almeno tre due di picche in questi anni.
Sono in attesa del quarto.
Perché non c'è tre senza quattro e senza mezze stagioni.
Sono costantemente in bilico tra addizioni e sottrazioni.




Il bello è che riesco a scrivere queste cose senza bere.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Ho sempre pensato che ci fossero delle ragioni, anche quando sentivo raccontare degli altri. E' un fatto umano, ha per forza delle ragioni.
E come ogni fatto, si affronta se e quando accade, cercando di trarne un significato, di dare una collocazione a quanto accaduto.
Tirati fuori.
Le ragioni spesso stanno nel fatto che le persone sono cialtroni incapaci di essere fedeli a se stessi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io no, essendo stato sia tradito che traditore riesco ad avere un un atteggiamento sicuramente più imparziale di altri.
Non sono sarcastico, lo penso davvero.
Non ho voluto evidenziare eccezioni. Ma è vero.
 
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