mia figlia

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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
può essere persa, ma da noi il risultato non è mai stato enfatizzato come oggetto primario della scuola pur, come è normale che sia, "gratificandola" quando il risultato è buono o il contrario quando non lo è. ma sempre senza porre l'accento su questo, ma sul carattere pedagogico, di apprendimento e di accrescimento della scuola...
E ti sembra poco pensare di fallire in questo?
 

Old Alex70

Utente di lunga data
Verissimo, spesso è anche complicato far capire loro la differenza tra un buono ed un distinto, e così via.... Per non parlare dell'aggettivazione utilizzata per formulare il giudizio.... Spesso si dà per scontato che i ragazzini siano capaci di dare l'esatto valore ai giudizi espressi per gli elaborati, per le prove pratiche e per le interrogazioni...
mia figlia la conosce benissimo la differenza, visto che "diversificava" i voti e ha enfatizzato di più i buoni rispetto ai discreti....la furbastra...

non so se preferisco che lei abbia lacune di apprendimento o sia così "preparata" da prenderci per i fondelli in questo modo....quando ci vedremo la prossima volta le farò percepire un immane delusione per il gesto e non per i risultati poco soddisfacenti...
 

Old Giusy

Utente di lunga data
può essere persa, ma da noi il risultato non è mai stato enfatizzato come oggetto primario della scuola pur, come è normale che sia, "gratificandola" quando il risultato è buono o il contrario quando non lo è. ma sempre senza porre l'accento su questo, ma sul carattere pedagogico, di apprendimento e di accrescimento della scuola...
Ale, ma il voto racchiude in sè ogni aspetto della valutazione, compreso il raggiungimento degli obiettivi non solo cognitivi (che riguardano le conoscenze), ma anche educativi e formativi.
Se una ragazzina sa quanto valore può avere un voto per i propri genitori, è ancor più normale che tenda a nascondere quello che, a suo parere, è un mancato raggiungimento di questi obiettivi.
In poche parole, ha avuto paura di avervi deluso anche da questo punto di vista.
 

Old Giusy

Utente di lunga data
mia figlia la conosce benissimo la differenza, visto che "diversificava" i voti e ha enfatizzato di più i buoni rispetto ai discreti....la furbastra...

non so se preferisco che lei abbia lacune di apprendimento o sia così "preparata" da prenderci per i fondelli in questo modo....quando ci vedremo la prossima volta le farò percepire un immane delusione per il gesto e non per i risultati poco soddisfacenti...
NO!
Devi capire perchè si è comportata così. Sospendi il giudizio.
 

Old Alex70

Utente di lunga data
Ale, ma il voto racchiude in sè ogni aspetto della valutazione, compreso il raggiungimento degli obiettivi non solo cognitivi (che riguardano le conoscenze), ma anche educativi e formativi.
Se una ragazzina sa quanto valore può avere un voto per i propri genitori, è ancor più normale che tenda a nascondere quello che, a suo parere, è un mancato raggiungimento di questi obiettivi.
In poche parole, ha avuto paura di avervi deluso anche da questo punto di vista.
ok, ma se lei ha problemi di svogliatezza e di estremo disinteresse per la scuola devo enfatizzare l'aspetto del "voto" oppure che la scuola serve ad altro che non a farla sentire gratificata se siamo contenti di un buon voto....certo che le ho spiegato che un buon voto è l'espressione di un obiettivo raggiunto e in maniera corrcorretta...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
assolutamente no. e mò non farmi sentire di m.... però...
No di certo.
Poi è tanto difficile fare i genitori e in ogni caso si sbaglia...credo l'importante sia far sentire di esserci.

Però (e sia chiaro che non mi riferisco a te, di cui in realtà non conosco neppure la storia) è imbarazzante/incoerente/ridicolo che adulti che hanno tradito e/o non sono riusciti a mantenere le loro promesse pretendano affidabilità, impegno, costanza e coerenza da dei ragazzini...
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
ieri ho avuto una notizia abbastanza inquietante....mia figlia nell'ultimo mese (11 anni e mezzo) è riuscita a falsificare la maggior parte dei voti che ha preso...sono ancora sbalordito e non so ancora bene come comportarmi...qualcuno ha avuto esperienze simili? E come ne è uscito?
se non vi va di raccontare la vs storia in chiaro, contattatemi in pvt...non sono disperato, ma stordito sì.....
Sorvola i fatti, e cerca di farti raccontare le ragioni ed emozioni direttamente dalla tua figlia.

A 11-12 anni i bambini hanno bisogno di emozioni forti e subiscono i primi cambiamenti ormonali. Vogliono vivere da grandi ma ancora non possono. Però sono furbi, e il fatto che ha falsificato i voti, mostra un'intelligenza superiore e male applicata.

Cercherei mettere in chiaro che i voti non contano quanto la dimostrazione del proprio coraggio e delle capacità, ma che siano un mezzo di classifica della società. Credo che possono comprendere il significato e le differenze fra società e famiglia.

Se il tuo valore di famiglia sono i valori della società, allora contano solo i voti, e ciò che vogliono e possono i tuoi figli non conta. Il gesto di tua figlia è nato da una questione di società e di un conflitto suo. La società è troppo piccola per lei, e ha mostrato che è manipolabile.

Io credo che il problema si ripete (in un modo o nell'altro) finché non sei in grado di dare un valore alla famiglia, e trasmetterlo ai tuoi figli. Se vuoi che i tuoi figli crescano, devi dare l'esplicito permesso di sviluppare le proprie risorse, e devi essere disponibile quando si presentano i problemi, per ascoltare e discutere, non per convincere. Insomma, essere genitore e non carota e frusta.
 

Old Alex70

Utente di lunga data
NO!
Devi capire perchè si è comportata così. Sospendi il giudizio.
si, ma non posso nemmeno far finta di niente...se non riuscissimo a capire per molto tempo le motivazioni, non DEVE passare il concetto che quello che ha fatto è una cosa che può passare inosservata o comunque di minor gravità rispetto a quella che è
 

Old Giusy

Utente di lunga data
ok, ma se lei ha problemi di svogliatezza e di estremo disinteresse per la scuola devo enfatizzare l'aspetto del "voto" oppure che la scuola serve ad altro che non a farla sentire gratificata se siamo contenti di un buon voto....certo che le ho spiegato che un buon voto è l'espressione di un obiettivo raggiunto e in maniera corrcorretta...
Oddio Alex, qui si potrebbe aprire un dibattito sviluppato in innumerevoli manuali...
Io credo che sia soprattutto compito della scuola stimolare l'interesse in chi questo interesse non ha, e ci sono varie tecniche per farlo.
Compito della famiglia è puntare a gratificare le capacità del ragazzino, e a non tarpargli mai le ali.
In concreto, se un ragazzino è bravo in matematica e non in storia, i genitori possono aiutarlo sottolineando come questo non sia un problema, ma una naturale inclinazione, ma che con l'impegno e la buona volontà (e lo stimolo dell'interesse) una mancata predisposizione possa essere colmata.
Ed il voto o il giudizio non va interpretato solo come valutazione di quanto si è preparati o competenti, ma di come si sia riusciti a superare un'iniziale lacuna.
In questo senso, vanno gratificati i progressi, laddove ce ne siano, e i ragazzini vanno gradualmente stimolati a fare sempre meglio.
Ora, per tornare a tua figlia, non va messo da parte il rimprovero (che ci sta), ma vanno comprese le motivazioni per poi attuare la giusta strategia di recupero.
 

Lettrice

Utente di lunga data
mia figlia la conosce benissimo la differenza, visto che "diversificava" i voti e ha enfatizzato di più i buoni rispetto ai discreti....la furbastra...

non so se preferisco che lei abbia lacune di apprendimento o sia così "preparata" da prenderci per i fondelli in questo modo....quando ci vedremo la prossima volta le farò percepire un immane delusione per il gesto e non per i risultati poco soddisfacenti...
Segretamente pero' a me farebbe piacere scoprire l'ingegno di mia figlia...
 

Old Alex70

Utente di lunga data
No di certo.
Poi è tanto difficile fare i genitori e in ogni caso si sbaglia...credo l'importante sia far sentire di esserci.

Però (e sia chiaro che non mi riferisco a te, di cui in realtà non conosco neppure la storia) è imbarazzante/incoerente/ridicolo che adulti che hanno tradito e/o non sono riusciti a mantenere le loro promesse pretendano affidabilità, impegno, costanza e coerenza da dei ragazzini...
su questo ci penserò....ma per quanto riguarda me ho sempre mantenuto, e se non sono riuscito a farlo ho sempre fatto autocritica e spiegato anche a lei (sempre cercando di tenere in conto la sua età, mai trattata da adulta e dato responsabilità che non le competevano) esattamente come stavano le cose....certo che, ad onore di verità e non per voler sembrare "perfetto", ma la mia ex moglie qualche promessa importante non è riuscita a mantenerla con lei.
 

Old Alex70

Utente di lunga data
Segretamente pero' a me farebbe piacere scoprire l'ingegno di mia figlia...
cosa vuol dire? in fondo in fondo, crogiolarsi nel pensiero che lei è così intelligente dal pensare, mettere in atto e soprattutto riuscire in una "truffa" a tuo danno?
forse hai ragione, l'impoirtante è non dare a vedere la "soddisfazione"
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non dimentichiamo...

I ragazzi dicono la verità anche quando dicono bugie...
e agiscono i disagi...incapaci, spesso, di verbalizzarli.

Se ha detto che l'ha fatto per paura (e per quale altro motivo se no?:carneval
perché non crederle?
Può non aver chiaro di cosa avesse paura...ma che avesse paura è sicuro.
Ha senso creare paura a chi ne ha già?

In ogni caso ti fa pensare a lei...vi fa parlare di lei...ti fa occupare di qualcosa (la scuola) che nella quotidianeità non segui...


Consiglio sempre "Il bambino è competente" ed. Feltrinelli
 

Old Alex70

Utente di lunga data
Oddio Alex, qui si potrebbe aprire un dibattito sviluppato in innumerevoli manuali...
Io credo che sia soprattutto compito della scuola stimolare l'interesse in chi questo interesse non ha, e ci sono varie tecniche per farlo.
Compito della famiglia è puntare a gratificare le capacità del ragazzino, e a non tarpargli mai le ali.
In concreto, se un ragazzino è bravo in matematica e non in storia, i genitori possono aiutarlo sottolineando come questo non sia un problema, ma una naturale inclinazione, ma che con l'impegno e la buona volontà (e lo stimolo dell'interesse) una mancata predisposizione possa essere colmata.
Ed il voto o il giudizio non va interpretato solo come valutazione di quanto si è preparati o competenti, ma di come si sia riusciti a superare un'iniziale lacuna.
In questo senso, vanno gratificati i progressi, laddove ce ne siano, e i ragazzini vanno gradualmente stimolati a fare sempre meglio.
Ora, per tornare a tua figlia, non va messo da parte il rimprovero (che ci sta), ma vanno comprese le motivazioni per poi attuare la giusta strategia di recupero.
ti garantisco che io ho sempre fatto o cercato (come tutti posso sbagliare e non avendo avuto un modello, a mio parere, da seguire devo anche un pò barcamenarmi con le mie capacità) di fare tutto quello che hai scritto. E ovviamente cercherò in tutti i modi di capirne le motivazioni, ma sei così sicura che sia una cosa semplice e anche sempilice farlo in tempi relativamente brevi per riuscire a metterci una pezza? a me i dubbi vengono....
come dicevo, sono stato anche io un furbastro impenitente ma comunque "da solo", per foruna o per mia inclinazione già da piccolo, avevo elaborato cosa fosse la scuola e mi sono sempre impegnato con ottimi risultati pur non avendo dietro di me genitori da quel punto di vista presenti o comunque che si sono più di tanto impegnati a seguirmi. E avrei avuto tutti i miei buoni motivi per cercare di attirare l'attenzione su di me per averla....già da piccolo prendevo quello che mi si dava, se non c'era altro non ho mai cercato di prendermelo in altro modo. E qui si ritorna sempre allo stesso punto e, per semplificare, bisogna avere solo una gran dose di c..o con i figli...qualunque cosa fai puoi sbagliare....fare un terno al lotto, forse, è meno complicato....
 

MariLea

Utente di lunga data
ti garantisco che io ho sempre fatto o cercato (come tutti posso sbagliare e non avendo avuto un modello, a mio parere, da seguire devo anche un pò barcamenarmi con le mie capacità) di fare tutto quello che hai scritto. E ovviamente cercherò in tutti i modi di capirne le motivazioni, ma sei così sicura che sia una cosa semplice e anche sempilice farlo in tempi relativamente brevi per riuscire a metterci una pezza? a me i dubbi vengono....
come dicevo, sono stato anche io un furbastro impenitente ma comunque "da solo", per foruna o per mia inclinazione già da piccolo, avevo elaborato cosa fosse la scuola e mi sono sempre impegnato con ottimi risultati pur non avendo dietro di me genitori da quel punto di vista presenti o comunque che si sono più di tanto impegnati a seguirmi. E avrei avuto tutti i miei buoni motivi per cercare di attirare l'attenzione su di me per averla....già da piccolo prendevo quello che mi si dava, se non c'era altro non ho mai cercato di prendermelo in altro modo. E qui si ritorna sempre allo stesso punto e, per semplificare, bisogna avere solo una gran dose di c..o con i figli...qualunque cosa fai puoi sbagliare....fare un terno al lotto, forse, è meno complicato....
Concordo con la tua ultima considerazione... chi non pretende la perfezione dai figli, comincia col pretenderla da sé stesso... ma sbagliamo tutti e non ci sono regole fisse né valide per tutti... penso che già il fatto di non avere certezze e "porsi il problema" di volta in volta sia il giusto modo di affrontare le situazioni...
Sono convinta che se avessi 10 figli che hanno fatto la stessa bravata... ci sarebbero 10 modi giusti per intervenire... uno per ognuno... determinati dalla conoscenza e crescita genitore&figlio...
 

Old Giusy

Utente di lunga data
ti garantisco che io ho sempre fatto o cercato (come tutti posso sbagliare e non avendo avuto un modello, a mio parere, da seguire devo anche un pò barcamenarmi con le mie capacità) di fare tutto quello che hai scritto. E ovviamente cercherò in tutti i modi di capirne le motivazioni, ma sei così sicura che sia una cosa semplice e anche sempilice farlo in tempi relativamente brevi per riuscire a metterci una pezza? a me i dubbi vengono....
come dicevo, sono stato anche io un furbastro impenitente ma comunque "da solo", per foruna o per mia inclinazione già da piccolo, avevo elaborato cosa fosse la scuola e mi sono sempre impegnato con ottimi risultati pur non avendo dietro di me genitori da quel punto di vista presenti o comunque che si sono più di tanto impegnati a seguirmi. E avrei avuto tutti i miei buoni motivi per cercare di attirare l'attenzione su di me per averla....già da piccolo prendevo quello che mi si dava, se non c'era altro non ho mai cercato di prendermelo in altro modo. E qui si ritorna sempre allo stesso punto e, per semplificare, bisogna avere solo una gran dose di c..o con i figli...qualunque cosa fai puoi sbagliare....fare un terno al lotto, forse, è meno complicato....
Ale caro, no, non è affatto semplice nè risolvibile a breve, e non dovrai neanche metterci una pezza, anzi!
Dovrai capire cosa l'ha spinta a fare ciò che ha fatto e lavorare poi su quello.
Non è affatto grave, a quell'età è quasi normale nascondere qualcosa ai propri genitori, soprattutto per timore di deluderli o di farli arrabbiare.
E non c'è una formula che fa un genitore "perfetto", credo che volta per volta si impari....
Un bacio!
 

Old Alex70

Utente di lunga data
Ho appena sentito la mia ex, che mi ha detto che è stata tranquilla. Ho voluto parlare con lei solo qualche secondo e chiederle come stava, per farle capire che sono presente, anche se non ho voluto parlarle di niente altro. in questo momento in cui non ho le idee chiare nè sui reali motivi, nè su come intervenire, preferisco essere un pò più duro. Nel dubbio meglio eccedere in severità che in lassismo...
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Io sono sempre stata pronta - se strettamente necessario - ad alzare le mani.

Mi spiace, ma il genitore OGNI TANTO deve menare.

Dire "avevo paura che mi picchiasse" secondo me significa "Ma si tanto in fondo lo so che non mi piacchiate...di me non ve ne fotte niente"


Invece il genitore vecchio stile, che punisce e sa anche dare il ceffone, c'è.

E' presente.

E questo me l'hanno confermato persone venute su in contesti veramente disastrati, che si sono tirati fuori da droga e altre pericolose tentazioni grazie ad una figura autorevole (uno zio, un nonno, una nonna, in caso di assenza di genitori....) che sapeva ANCHE essere severo, anziché assente o magnanimo.

Perché non c'è altro modo. Tutto il resto viene interpretato come lassismo e indifferenza dai figli, che sono giudici crudelissimi.

Il genitore non è un amico. Deve essere anche E SOPRATTUTTO (in questa fase) autorità.

Il che non vuol dire brutalizzzare un figlio, ci mancherebbe, ma un sano ceffone una volta all'anno vale piu' di mille filosofie...


So che è un opinione controversa ma francamente ne sono convinta.

Bacio!


vere, mi spiace..ma per quanto la mano anche a me scappi ogni tanto..non trovo affatto significante la lezione con le botte. lo schiaffone arriva quando le parole non sono capaci ed autorevoli, quando l'ascolto non lo è...quando la presenza manca ( ti sembrano pochi 250 km? per quanto l'assenza puo' esserci anche anche da due metri )

Sta ragazza ha bisogno di presenza, di ascolto capace, di pazienza, di fiato sul collo costante..se lo deve sentire che ci sono entrambi.

li ha presi in giro...è vero...il suo disagio lo ha espresso cosi.

andiamo a capire dunque quale sia la ragione di questo disagio, di questa bugia.
 
Stato
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