Mia moglie ha un'avventura: consigli?

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tutte le coppie che conosco si sono separate quando alla prima difficoltà, al primo sbandamento si è messo in mezzo l'orgoglio, il principio, il mancato rispetto, la colpa, la minaccia, la rabbia verso l'altro, il rancore.
Tutte.
Per questo non sono convito che funzioni sempre con tutti il solito approccio (aut-aut).
Lei ha cercato e trovato uno.
Perché?
Se rifiuto di pormi questa domanda, e pretendo da lei solo e soltanto l'adesione al vincolo matrimoniale, il rispetto verso il marito, la fedeltà per imposizione, rendo il matrimonio la sua prigione.
E da una prigione chiunque ha voglia di scappare, non di restare.
Il mio sembra un approccio molle, ma ci vuole in realtà molta più forza e determinazione per gestire questa cosa, e difatti sono qui a scaricare le energie che reprimo, per non scaricarle su di lei a casa, per non renderle più giustificabile una fuga, non dall'impegno preso, che da qualunque impegno si può recedere, ma da me.
Siamo sull'orlo di un baratro: lei non o vede, io sì.
Io sto cercando di farglielo vedere, di fargli capire cosa lascia - e qui devo dare il meglio - e cosa trova, e qui confido sul fatto che tutti gli uomini sono imperfetti.
In questo momento sto guardando quello che ho, non quello che mi manca.
E io ho ancora tutto.
ciao...questo intendevo per parlare di te. e non di lei. :)

Io sono in una coppia che ha scelto di non promettersi "per sempre" e "per sempre fedele".

Partendo dal presupposto che nessuno dei due potrà sempre soddisfare i bisogni dell'altro, e dandosi la libertà di scegliere se soddisfarli in altro modo o meno.

E non solo bisogni sessuali, che sono il meno, ma di bisogni di percorso di crescita personale, per avere due Io da far incontrare in un Noi, declinato su di Noi.

Partendo dal presupposto che siamo due mondi, che si sono incontrati ad un certo punto della vita ed in determinate situazioni, e che i mondi cambiano.

L'unico impegno è tenere quotidianamente presente il cambiamento, ognuno il suo, e dirselo, quando è chiaro e mano a mano che accade, per quanto possibile.

L'idea di fondo è che nessuno dei due, per quanto possa aver fatto o fare male all'altro, abbia programmato di farlo. Questa è la nostra fiducia l'uno nell'altro. L'unica. Quella della comprensione del percorso che ha portato a...

Questo significa darsi la libertà di fare e sperimentare, assumendosene la responsabilità, che nei fatti significa assumersi il rischio di non trovare l'altro al ritorno a casa.

Per questo motivo, la fiducia nella non belligeranza dell'altro ma l'impegno a comprendere il percorso (che non significa giustificare), io non esporrei se non con persone di grande fiducia i comportamenti del compagno, e quando è stato il tempo così ho fatto...con una maggiore cura di quella messa nell'esporre i miei, perchè di quelli posso rispondere direttamente e anche le bastonate possono tornare utili.
Ma solo se le prendo io, non se le prendo per interposta persona.

E da lui pretendo, e so di avere, la stessa identica cura.

Ho scelto con cura il con chi urlare, perchè sapevo che finito di urlare sarei dovuta tornare da lui e avrei voluto farlo avendo comunque avuto cura.
E non per lui.
Per me.
Perchè urlare con la persona sbagliata avrebbe potuto implicare o il non poterlo dire, o il doverlo dire chiedendo scusa.
Per non cadere in meccanismi tali per cui la mia lucidità sarebbe stata sporcata dalla consapevolezza di averlo esposto necessariamente anche in cose che riguardavano la sua storia e la sua intimità, di averlo anche io tradito sul punto che è fondamentale per noi: la fiducia nella comprensione dei vissuti che portano alle azioni.
Per non dover rimpiangere di avere re-agito con la rabbia.

Per tenere comunque presente che lui non è mio, e io non sono sua, e nessuno dei due deve rendere conto all'altro ma semmai ha il dovere di raccontare di sè all'altro, assumendosi il carico delle azioni di rimando.

Questi i motivi dei miei post precedenti.

Hai tutto il diritto di urlare, di te.
Ma cerca di aver cura nella scelta del con chi urli e del cosa urli, perchè non penso che una o più stronzate possano cancellare un percorso che vi ha visti crescere insieme, faticare insieme, proteggervi reciprocamente.
Essere l'uno il riparo dell'altro.
Il presente non cancella il passato. Ma costruisce il futuro.

E il futuro costruito sul tradimento dell'intimità dell'altro, dal mio punto di vista, è un futuro che non vorrei e che non accetterei. Io ovviamente.



Tu che coppia vorresti con lei ora? In cosa ti stai sentendo tradito davvero? In cosa ti senti umiliato e non protetto da lei? Di cosa hai bisogno per te?

Io se fossi in te, ragionerei su questo. Per poter andare da lei e ascoltare avendo chiari i paletti entro cui muoverti per appropriarti del tuo stare male, e non viverlo solo come una conseguenza delle azioni di lei.
Per poter vedere se questa donna che sta diventando è ancora la tua donna o non lo è più. O perlomeno per aprire dentro di te lo spazio per poterlo capire poi.
 

erab

Utente di lunga data
Dignità, amor proprio... le solite parole.
Tutti quanti quando vengono traditi si sentono offesi, e reagiscono di conseguenza, pretendendo che
l'altro li capisca in questa loro richiesta, che si adegui prontamente ai dictat della promessa matrimoniale. Ma all'altro non gliene frega niente della dignità vostra, della dignità mia, all'altro preme divertirsi con l'amante, questa cosa prima di tutto.
Che si fa allora? Per orgoglio ferito si butta via l'acqua con tutta la pentola.
Io so solo una cosa: non voglio arrivare a una separazione, che sia ufficiale, che sia in casa come fanno tanti.
Questa è probabilmente una sbandata, una coda adolescenziale...
Quello che mi preme è che mia moglie ci arrivi da sola a capire la cazzata che sta facendo, non che sia io a impedirgli di farlo. Non è mia figlia a cui posso dire "non fare questo". E' una persona adulta che deve gestire in autonomia la propria vita assumendosi le responsabilità di ciò che fa.
Vuole avere una storiella perché cerca dei brividi adolescenziali? Vuole solo questo? Bene, che ce l'abbia: mi cambia qualcosa se poi mi trovo a casa una moglie più attiva sessualmente, meno rompicoglioni (che se gliela proibissi), con qualche senso di colpa che non guasta, magari riconoscente nei miei confronti?
Sì, mi cambia, ma in meglio.

Glielo proibisco? Beh, lì sono sicuro che lei alla prossima occasione si farà più furba e mi nasconderà meglio le cose. Perché se vuole fuggire dalla prigione ora o domani lo farà, non sarò io a poterglielo impedire, in qualsiasi maniera.
Scusa ma a questo punto devi spiegarmi perché sei qui.

Non si tratta di orgoglio ferito ma di amor proprio, come ho già scritto (ma è personale) non condividerei mai
la vita con una persona che si lascia umiliare senza reagire.
Non si tratta di dictat ma di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Il punto è che più scrivi e più mi sembra che non rispetti tua moglie.
La tratti come una ragazzina capricciosa, non ragioni con lei ma cerchi di indirizzarla, stai gestendo la situazione
come un manipolatore esterno e non come parte attiva della vicenda.
 

danny

Utente di lunga data
o. Se vuoi che tua moglie rimanga con te perchè avrà sempre il tuo permesso di fare tutto quello che le pare, allora va bene, t.
Ma il problema non è il mio permesso, ma il fatto che lei venga a chiedermelo.
Quando lei mi ha chiesto di uscire con lui, il problema era già sorto, qualunque decisione prendessi io.
Per questo sto cercando di andare ab ovo della questione.
Non devo gestirla semplicemente de imperio.
Lei mi ha chiesto di uscire con un altro.
Qualunque sia la mia risposta, il problema è solo quello.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Scusa ma a questo punto devi spiegarmi perché sei qui.

Non si tratta di orgoglio ferito ma di amor proprio, come ho già scritto (ma è personale) non condividerei mai
la vita con una persona che si lascia umiliare senza reagire.
Non si tratta di dictat ma di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Il punto è che più scrivi e più mi sembra che non rispetti tua moglie.
La tratti come una ragazzina capricciosa, non ragioni con lei ma cerchi di indirizzarla, stai gestendo la situazione
come un manipolatore esterno
e non come parte attiva della vicenda.
Condivido.
Sembra che alla fine della storia a Danny prema solo che sua moglie non lo lasci e di non dover ricominciare tutto da capo. Qualunque mossa (anche autolesiva) è lecita pur di non correre questo rischio.
Mah.
 

danny

Utente di lunga data
c

Tu che coppia vorresti con lei ora? In cosa ti stai sentendo tradito davvero? In cosa ti senti umiliato e non protetto da lei? Di cosa hai bisogno per te?

Io se fossi in te, ragionerei su questo. Per poter andare da lei e ascoltare avendo chiari i paletti entro cui muoverti per appropriarti del tuo stare male, e non viverlo solo come una conseguenza delle azioni di lei.
Per poter vedere se questa donna che sta diventando è ancora la tua donna o non lo è più. O perlomeno per aprire dentro di te lo spazio per poterlo capire poi.

Ip credo che vorrei semplicemente una coppia sincera. Due persone che sanno capirsi e si dicono tutto e hanno comunque bisogno l'uno dell'altra qualsiasi cosa succeda.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Ma il problema non è il mio permesso, ma il fatto che lei venga a chiedermelo.
Quando lei mi ha chiesto di uscire con lui, il problema era già sorto, qualunque decisione prendessi io.
Per questo sto cercando di andare ab ovo della questione.
Non devo gestirla semplicemente de imperio.
Lei mi ha chiesto di uscire con un altro.
Qualunque sia la mia risposta, il problema è solo quello.

Ma niente affatto.
Il problema è SOLO che tu non sai nemmeno cosa desideri dal tuo matrimonio e da tua moglie.
 

lothar57

Utente di lunga data
Ma il problema non è il mio permesso, ma il fatto che lei venga a chiedermelo.
Quando lei mi ha chiesto di uscire con lui, il problema era già sorto, qualunque decisione prendessi io.
Per questo sto cercando di andare ab ovo della questione.
Non devo gestirla semplicemente de imperio.
Lei mi ha chiesto di uscire con un altro.
Qualunque sia la mia risposta, il problema è solo quello.
Ma cosa hai nelle vene..l'acqua??Sai gia'che il tipo viene per infilzarla,da tutte le parti,se gia'non l'ha fatto..e tu che fai?porgi la tua donna su un piatto d'argento....e magari ,che fai l'aspetti sulla poltrona??...aahahahha..immagino la scena''allora amore scopato bene''?ehm ehm prima di baciarla,ocio....sara'talmente piena che.....
 

Sbriciolata

Escluso
Credo però che dovrei cazziarti duramente :D
:eek:
Scusa ma a questo punto devi spiegarmi perché sei qui.

Non si tratta di orgoglio ferito ma di amor proprio, come ho già scritto (ma è personale) non condividerei mai
la vita con una persona che si lascia umiliare senza reagire.
Non si tratta di dictat ma di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Il punto è che più scrivi e più mi sembra che non rispetti tua moglie.
La tratti come una ragazzina capricciosa, non ragioni con lei ma cerchi di indirizzarla, stai gestendo la situazione
come un manipolatore esterno e non come parte attiva della vicenda.
ma secondo me Danny è in preda alla paura di perderla, di perdere la sua famiglia.
E' così tanta quella paura che non vede in rischio di poter perdere ben altro.
Ed io lo capisco... ma..
Un amore può finire... e per quanto sia stato grande e per quanto sia doloroso prenderne atto... si va avanti.
Ma quando si perde il rispetto per sè stessi, che nulla ha a che vedere con l'orgoglio, ci si ritrova davvero con il culo per terra.
Diventa poi difficile anche solo rimettersi in piedi... e le cose cambiano il loro sapore.
Inoltre è una grande verità il fatto che nessuno ti rispetta se tu per primo manchi di rispetto a te stesso.
 

morfeo78

Utente di lunga data
Il problema sta tutto nel carattere di mia moglie, che ha una sua rigidità.
E' una vita che per decidere qualcosa con lei, e indurla a farlo assecondando anche i miei gusti, devo evitare confronti diretti ma utilizzare l'astuzia facendo il giro del mondo per arrivare alla partenza.
Se ci si imbatte in un confronto diretto di solito la risposta è una chiusura a riccio.
Ora, con lei l'aut aut è l'inizio della fine, qualunque conseguenza iniziale comporti.
Che lei lasci subito l'altro o meno, tutta la vita mi troverò a gestire il fatto che sia io ad averglielo fatto fare.
Ora, a me tocca lavorare perché sia lei a volerlo fare.
Il succo della questione è questo.
Quello che secondo me è la condizione di causa ed effetto.
Io non ti tengo legata, non ti impedisco nulla. Sei una donna libera di fare quello che vuoi.....e pagarne le conseguenze.
A forza di mostrarti tutto d'un pezzo pronto a farti frustare senza battere ciglio ho l'impressione che non percepisca il tuo dolore. È normale che ci sia. È l'effetto del suo comportamento. Dovrebbe sentirsi una merda per il dolore che provoca. Penso che se una sua azione facesse male a vostra figlia non esiterebbe a fermarsi.
Ora da qui al 15 devi cambiare tu e riconquistarla, poi lei farà quello che sente di dover fare. Ma deve essere consapevole che la sua scelta sarà determinante per il tuo futuro, il suo e quello di vostra figlia e se ne deve assumere la responsabilità.
Magari una valutazione insieme di come gestire una eventuale rottura potrebbe essere utile.... possibilmente che non sia un separati in casa come hanno fatto i vostri amici.

Ps: telefonate sue all'amante davanti a te??? Aaaaaaaaah! Come fa a non scatenare nulla???
 

danny

Utente di lunga data
ciao...questo intendevo per parlare di te. e non di lei. :)

Io sono in una coppia che ha scelto di non promettersi "per sempre" e "per sempre fedele".

Partendo dal presupposto che nessuno dei due potrà sempre soddisfare i bisogni dell'altro, e dandosi la libertà di scegliere se soddisfarli in altro modo o meno.

E non solo bisogni sessuali, che sono il meno, ma di bisogni di percorso di crescita personale, per avere due Io da far incontrare in un Noi, declinato su di Noi.

Partendo dal presupposto che siamo due mondi, che si sono incontrati ad un certo punto della vita ed in determinate situazioni, e che i mondi cambiano.

L'unico impegno è tenere quotidianamente presente il cambiamento, ognuno il suo, e dirselo, quando è chiaro e mano a mano che accade, per quanto possibile.

L'idea di fondo è che nessuno dei due, per quanto possa aver fatto o fare male all'altro, abbia programmato di farlo. Questa è la nostra fiducia l'uno nell'altro. L'unica. Quella della comprensione del percorso che ha portato a...

Questo significa darsi la libertà di fare e sperimentare, assumendosene la responsabilità, che nei fatti significa assumersi il rischio di non trovare l'altro al ritorno a casa.

Per questo motivo, la fiducia nella non belligeranza dell'altro ma l'impegno a comprendere il percorso (che non significa giustificare), io non esporrei se non con persone di grande fiducia i comportamenti del compagno, e quando è stato il tempo così ho fatto...con una maggiore cura di quella messa nell'esporre i miei, perchè di quelli posso rispondere direttamente e anche le bastonate possono tornare utili.
Ma solo se le prendo io, non se le prendo per interposta persona.

E da lui pretendo, e so di avere, la stessa identica cura.

Ho scelto con cura il con chi urlare, perchè sapevo che finito di urlare sarei dovuta tornare da lui e avrei voluto farlo avendo comunque avuto cura.
E non per lui.
Per me.
Perchè urlare con la persona sbagliata avrebbe potuto implicare o il non poterlo dire, o il doverlo dire chiedendo scusa.
Per non cadere in meccanismi tali per cui la mia lucidità sarebbe stata sporcata dalla consapevolezza di averlo esposto necessariamente anche in cose che riguardavano la sua storia e la sua intimità, di averlo anche io tradito sul punto che è fondamentale per noi: la fiducia nella comprensione dei vissuti che portano alle azioni.
Per non dover rimpiangere di avere re-agito con la rabbia.

Per tenere comunque presente che lui non è mio, e io non sono sua, e nessuno dei due deve rendere conto all'altro ma semmai ha il dovere di raccontare di sè all'altro, assumendosi il carico delle azioni di rimando.

Questi i motivi dei miei post precedenti.

Hai tutto il diritto di urlare, di te.
Ma cerca di aver cura nella scelta del con chi urli e del cosa urli, perchè non penso che una o più stronzate possano cancellare un percorso che vi ha visti crescere insieme, faticare insieme, proteggervi reciprocamente.
Essere l'uno il riparo dell'altro.
Il presente non cancella il passato. Ma costruisce il futuro.

E il futuro costruito sul tradimento dell'intimità dell'altro, dal mio punto di vista, è un futuro che non vorrei e che non accetterei. Io ovviamente.



Tu che coppia vorresti con lei ora? In cosa ti stai sentendo tradito davvero? In cosa ti senti umiliato e non protetto da lei? Di cosa hai bisogno per te?

Io se fossi in te, ragionerei su questo. Per poter andare da lei e ascoltare avendo chiari i paletti entro cui muoverti per appropriarti del tuo stare male, e non viverlo solo come una conseguenza delle azioni di lei.
Per poter vedere se questa donna che sta diventando è ancora la tua donna o non lo è più. O perlomeno per aprire dentro di te lo spazio per poterlo capire poi.

Molto interessante.
Credo sia il percorso di crescita che sto intraprendendo con lei.
Grazie.
 
Ultima modifica:

Calipso

Utente Eclettica
Scusa ma a questo punto devi spiegarmi perché sei qui.

Non si tratta di orgoglio ferito ma di amor proprio, come ho già scritto (ma è personale) non condividerei mai
la vita con una persona che si lascia umiliare senza reagire.
Non si tratta di dictat ma di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Il punto è che più scrivi e più mi sembra che non rispetti tua moglie.
La tratti come una ragazzina capricciosa, non ragioni con lei ma cerchi di indirizzarla, stai gestendo la situazione
come un manipolatore esterno e non come parte attiva della vicenda.
Ciao Erab....
Io trovo che lui stia facendo tutto meno che farsi umiliare senza reagire.
Lui cosa fa: ha riconosciuto il problema e piano piano lo sta sminuendo agli occhi di sua moglie.
La conosce e sa che, da quello che ho capito io, è un bastian contrario. Detto questo sta semplicemente giocando di astuzia e razionalità comportandosi all'esatto opposto di come farebbe buona parte della popolazione...
Se per lei è un capriccio e un diversivo... ha ragione lui nell'agire come sta facendo...
Non la prende di punta, semplicemente "sgonfia" l'attraenza dell'altro. Nel momento in cui lui ha scoperto, il giochetto è diventato molto meno stuzzicante...

L'ultimo neretto è una contraddizioni in termini... Tu non manipoli dall'esterno... Tu una situazione la manipoli proprio quando sei all'interno.
Se lui le avesse detto: devi lasciar perdere tutto!! te lo impongo... Allora si che sarebbe stato tagliato fuori.

Questo a mio modesto parere...
 

danny

Utente di lunga data
Ciao Erab....
Io trovo che lui stia facendo tutto meno che farsi umiliare senza reagire.
Lui cosa fa: ha riconosciuto il problema e piano piano lo sta sminuendo agli occhi di sua moglie.
La conosce e sa che, da quello che ho capito io, è un bastian contrario. Detto questo sta semplicemente giocando di astuzia e razionalità comportandosi all'esatto opposto di come farebbe buona parte della popolazione...
Se per lei è un capriccio e un diversivo... ha ragione lui nell'agire come sta facendo...
Non la prende di punta, semplicemente "sgonfia" l'attraenza dell'altro. Nel momento in cui lui ha scoperto, il giochetto è diventato molto meno stuzzicante...

L'ultimo neretto è una contraddizioni in termini... Tu non manipoli dall'esterno... Tu una situazione la manipoli proprio quando sei all'interno.
Se lui le avesse detto: devi lasciar perdere tutto!! te lo impongo... Allora si che sarebbe stato tagliato fuori.

Questo a mio modesto parere...

Mi hai compreso perfettamente. Grazie della spiegazione!
 

Calipso

Utente Eclettica

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ip credo che vorrei semplicemente una coppia sincera. Due persone che sanno capirsi e si dicono tutto e hanno comunque bisogno l'uno dell'altra qualsiasi cosa succeda.
E cosa ci metti in quel tutto?

Cosa significa?...a volte neanche si riesce a dire tutto a se stessi...

Che è anche un po' chiedersi, cosa sei disposto a tollerare avendo cura di te stesso in primis?
Cosa puoi ascoltare senza morirci dentro?
Senza perdere ciò che ti rende vitale in te per te? ( e questo è importante secondo me, sennò cosa scambi con lei...)

E quanto sei disposto ad accettare di non poter capire, ma accettare comunque?

E cosa vuol dire "aver bisogno"?

Quanto sei, e solo poi, siete disposti a tollerare pur di continuare ad aver bisogno?

Sul qualsiasi cosa...ecco, io ci andrei cauta:) (se prima non è ben chiaro il significato di "qualsiasi" dentro di te).

E che donna vuoi accanto in questo? una che si lascia dire da te quello che è più giusto per lei, o una che ti sa dire ciò di cui ha bisogno? E che di conseguenza ti sa dire "ho sbagliato, per questo e quest'altro motivo".

Sono idee...perchè, scusami, mi dai la sensazione di essere avvitato sul fare in modo di non perdere il controllo di una situazione di cui hai già in realtà perso il controllo...hai perso il controllo Danny, accettalo. E riparti da qui e da te. davvero.

Non cercare di controllare lei, che tanto non puoi, lei è fuori controllo in questo momento, fuori dal suo e fuori dal tuo...riprendi in mano te stesso.
Poi forse vi potrete incontrare, se anche lei sarà riuscita a fare altrettanto...ma tutti questi permessi "improvvisati", non costruiti su una riflessione di coppia intorno al discorso fedeltà, alla sincerità, alle proprie tolleranze del dolore che può dare l'altro...a mio parere vi portano solo fuori strada.

Mica che ci si promette fedeltà eterna, anche fisica, e poi d'amblè cade la fedeltà fisica, un pilastro per voi, mi sembra di capire..e questo non porta nessun dolore.

Ne sta portando tanto, è una rivoluzione...quanto dolore sei disposto a tollerare da tua moglie? e quanto è disposta a tollerarne lei?
 

morfeo78

Utente di lunga data
Ma il problema non è il mio permesso, ma il fatto che lei venga a chiedermelo.
Quando lei mi ha chiesto di uscire con lui, il problema era già sorto, qualunque decisione prendessi io.
Per questo sto cercando di andare ab ovo della questione.
Non devo gestirla semplicemente de imperio.
Lei mi ha chiesto di uscire con un altro.
Qualunque sia la mia risposta, il problema è solo quello.
Infatti. Non sei tu che devi autorizzare o non autorizzare. Gli deve bastare che se va fa del male a te in modo magari anche irreversibile sui tuoi sentimenti. La scelta deve farla lei. Ed essere responsabile delle sue azioni
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Ip credo che vorrei semplicemente una coppia sincera. Due persone che sanno capirsi e si dicono tutto e hanno comunque bisogno l'uno dell'altra qualsiasi cosa succeda.
Molto interessante.
Credo sia il percorso di crescita che sto intraprendendo con lei.
Grazie.

Dimmi se ho capito giusto: se per ipotesi tu non riuscissi a far desistere tua moglie dal proposito di vedere il lumacone a cena il 15, se lei ci andasse e cominciassero una relazione, a te interesserebbe solo che continuaste a parlarvi e a dirvi tutto e che rimaneste insieme, solo non più col vincolo di essere fedeli?
 

Leda

utente Olimpi(c)a
E cosa ci metti in quel tutto?

Cosa significa?...a volte neanche si riesce a dire tutto a se stessi...

Che è anche un po' chiedersi, cosa sei disposto a tollerare avendo cura di te stesso in primis?
Cosa puoi ascoltare senza morirci dentro?
Senza perdere ciò che ti rende vitale in te per te? ( e questo è importante secondo me, sennò cosa scambi con lei...)

E quanto sei disposto ad accettare di non poter capire, ma accettare comunque?

E cosa vuol dire "aver bisogno"?

Quanto sei, e solo poi, siete disposti a tollerare pur di continuare ad aver bisogno?

Sul qualsiasi cosa...ecco, io ci andrei cauta:) (se prima non è ben chiaro il significato di "qualsiasi" dentro di te).

E che donna vuoi accanto in questo? una che si lascia dire da te quello che è più giusto per lei, o una che ti sa dire ciò di cui ha bisogno? E che di conseguenza ti sa dire "ho sbagliato, per questo e quest'altro motivo".

Sono idee...perchè, scusami, mi dai la sensazione di essere avvitato sul fare in modo di non perdere il controllo di una situazione di cui hai già in realtà perso il controllo...hai perso il controllo Danny, accettalo. E riparti da qui e da te. davvero.

Non cercare di controllare lei, che tanto non puoi, lei è fuori controllo in questo momento, fuori dal suo e fuori dal tuo...riprendi in mano te stesso.
Poi forse vi potrete incontrare, se anche lei sarà riuscita a fare altrettanto...ma tutti questi permessi "improvvisati", non costruiti su una riflessione di coppia intorno al discorso fedeltà, alla sincerità, alle proprie tolleranze del dolore che può dare l'altro
...a mio parere vi portano solo fuori strada.

Mica che ci si promette fedeltà eterna, anche fisica, e poi d'amblè cade la fedeltà fisica, un pilastro per voi, mi sembra di capire..e questo non porta nessun dolore.

Ne sta portando tanto, è una rivoluzione...quanto dolore sei disposto a tollerare da tua moglie? e quanto è disposta a tollerarne lei?

Grande Ipazia, era esattamente quello che intendevo suggerire anch'io, ma tu hai argomentato ottimamente :up:
 
Stato
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