Monopolio dell'adulterio

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Escluso
Ecco un'altra perseguitata. No. Non è a prescindere. Ma se scrivi blablabla ad una che evidentmente è OLTRE quello che scrivi e che, chiaramente, NON HA LA FORZA DI TORNARE INDIETRO hai scritto un fesseria. Non è mica colpa mia, pure se la infiocchetti al meglio tale rimane.

"No future" lo cantavano pure i Sex Pistols, comunque.

In pratica hai scritto la stessa cosa che ha scritto Fantastica. vabbè.. ma che ti sto a scrivere?
 

Circe

Utente di lunga data
ma chi se ne frega di quello che dice di me alle altre e
Inoltre sono sicura che non sanno che esisto.

lo so che certi rapporti non funzionano...
ma se ogni volta che voglio lasciarlo mi piange e mi tempesta di belle parole e sms
non capisco.
vuoi il sesso, ok sono qui perché mi piaci fisicamente tanto ed anche sessualmente, ma nel momento in cui non ti ecciti più come prima,
perché cavolo insisti nel non volermi perdere!!???!!
perchè gli conviene no? invece io ti chiederei perchè cavolo insisti a volertelo tenere....le belle parole e gli sms si possono copiare tranquillamente da internet.
SEMBRA CHE TI HA LAVATO IL CERVELLO.
RIPRENDITI.
 

Lui

U SFRUCULIATURI
perchè gli conviene no? invece io ti chiederei perchè cavolo insisti a volertelo tenere....le belle parole e gli sms si possono copiare tranquillamente da internet.
SEMBRA CHE TI HA LAVATO IL CERVELLO.
RIPRENDITI.
circe, quanta forza per le altre.
 

Joey Blow

Escluso
In pratica hai scritto la stessa cosa che ha scritto Fantastica. vabbè.. ma che ti sto a scrivere?
Ultimo: Fantastica ha scritto di una fase che per la nostra amica Pleasure è ormai irraggiungibile. Come il miraggio di un'oasi per un morto di sete in mezzo al deserto. Cioè, Fantastica ha scritto che una che fa l'amante dovrebbe viversi il momento, godere dell'attimo, senza preoccupardi per un futuro che, per forza di cose non potrà mai essere e quant'altro. Tutto giusto, mica no. Il punto è che Pleasure quella fase che dice Fantastica l'ha passata da un PEZZO. E non è che può tornare indietro, non con quella persona della quale s'è, purtroppo per lei, innamorata. Per quello Fantastica ha scritto una fesseria. E' come se in un thread aperto dal famoso morto di sete qualcuno scrivesse che è bello farsi il bagno tre volte al giorno.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Ultimo: Fantastica ha scritto di una fase che per la nostra amica Pleasure è ormai irraggiungibile. Come il miraggio di un'oasi per un morto di sete in mezzo al deserto. Cioè, Fantastica ha scritto che una che fa l'amante dovrebbe viversi il momento, godere dell'attimo, senza preoccupardi per un futuro che, per forza di cose non potrà mai essere e quant'altro. Tutto giusto, mica no. Il punto è che Pleasure quella fase che dice Fantastica l'ha passata da un PEZZO. E non è che può tornare indietro, non con quella persona della quale s'è, purtroppo per lei, innamorata. Per quello Fantastica ha scritto una fesseria. E' come se in un thread aperto dal famoso morto di sete qualcuno scrivesse che è bello farsi il bagno tre volte al giorno.
Ora mi è più chiara la tua perplessità. Ma non è che la mente umana sia tagliata con l'accetta, eh.. è plastica, almeno finché si è giovani e non mi pare che qui stiamo tra vecchi (o no?)... richiamare a ciò che sta sopra le nostre beghe quotidiane (anche mie!) credo serva sempre. Se no, buttiamo a mare tutta la letteratura, la filosofia, l'arte, cioè quanto di meglio l'animale uomo abbia espresso. Tanto, non serve a nulla (e in effetti non serve, per questo è estremamente necessario).
 

Fantastica

Utente di lunga data
E aggiungo

... che saper godere dell'oggi non è proprio una cosa che si impara subito. Però si può! E questo non vuol dire le solite cose tipo osservare che è bella la pioggia che cade anche se devo uscire, è bella la pianta verde che ho davanti alla finestra dell'ufficio, è bello fare una passeggiata e simili amenità... non è la solita stra-rottura di palle del "pensa a te stesso, godi di quel che hai"... è un apprendimento che richiede arte. Ma si può.
 

Sbriciolata

Escluso
... che saper godere dell'oggi non è proprio una cosa che si impara subito. Però si può! E questo non vuol dire le solite cose tipo osservare che è bella la pioggia che cade anche se devo uscire, è bella la pianta verde che ho davanti alla finestra dell'ufficio, è bello fare una passeggiata e simili amenità... non è la solita stra-rottura di palle del "pensa a te stesso, godi di quel che hai"... è un apprendimento che richiede arte. Ma si può.
... o si deve, se non c'è alternativa.
 

Joey Blow

Escluso
Ora mi è più chiara la tua perplessità. Ma non è che la mente umana sia tagliata con l'accetta, eh.. è plastica, almeno finché si è giovani e non mi pare che qui stiamo tra vecchi (o no?)... richiamare a ciò che sta sopra le nostre beghe quotidiane (anche mie!) credo serva sempre. Se no, buttiamo a mare tutta la letteratura, la filosofia, l'arte, cioè quanto di meglio l'animale uomo abbia espresso. Tanto, non serve a nulla (e in effetti non serve, per questo è estremamente necessario).
... che saper godere dell'oggi non è proprio una cosa che si impara subito. Però si può! E questo non vuol dire le solite cose tipo osservare che è bella la pioggia che cade anche se devo uscire, è bella la pianta verde che ho davanti alla finestra dell'ufficio, è bello fare una passeggiata e simili amenità... non è la solita stra-rottura di palle del "pensa a te stesso, godi di quel che hai"... è un apprendimento che richiede arte. Ma si può.
Sì, ma a) qui non stiamo a far letteratura e se il tuo scopo è quello magari hai sbagliato luogo (o sicuramente thread) e b) per carte cose purtroppo non si torna indietro. La mente è elastica, non plastica. Vuol dire che quando si deforma troppo si rompe e non torna più alla posizione originaria, che poi è il caso della nostra amica. Il discorso che fai può valere per principio e per alcuni, ma non è attinente alla situazione di Pleasure, non più, quantomeno.
 

feather

Utente tardo
Tanti libri! Ma io partirei da Seneca. Tutto quello che trovi: "La tranquillità dell'animo", le "Lettera a Lucilio", "La vita felice", per dire...
Ho letto diversi testi di buddismo zen, in varie salse e mi hanno sempre dato una certa serenità e giusta prospettiva.
Ma proverò anche la filosofia occidentale...

Grazie per il suggerimento.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Sì, ma a) qui non stiamo a far letteratura e se il tuo scopo è quello magari hai sbagliato luogo (o sicuramente thread) e b) per carte cose purtroppo non si torna indietro. La mente è elastica, non plastica. Vuol dire che quando si deforma troppo si rompe e non torna più alla posizione originaria, che poi è il caso della nostra amica. Il discorso che fai può valere per principio e per alcuni, ma non è attinente alla situazione di Pleasure, non più, quantomeno.
No, no, la mente è PLASTICA. Devi trovare la forma. E sono infinite. Così come il mondo è molto più largo dei confini della nostra stanza, e le persone sono innumerevoli e innumerevoli le possibilità. Però dobbiamo sapere cosa NON ci piace nel momento in cui accade e lì, subito, reagire. Non stare a farsi seghe mentali: reagire a ciò che ci fa male come la rana di Volta. Da animali, proprio.
 

Joey Blow

Escluso
No, no, la mente è PLASTICA. Devi trovare la forma. E sono infinite. Così come il mondo è molto più largo dei confini della nostra stanza, e le persone sono innumerevoli e innumerevoli le possibilità. Però dobbiamo sapere cosa NON ci piace nel momento in cui accade e lì, subito, reagire. Non stare a farsi seghe mentali: reagire a ciò che ci fa male come la rana di Volta. Da animali, proprio.
No. La mente è ELASTICA. Punto. Non ci sono infinite forme che può assumere. C'è la forma che hai ipso facto e che modifichi conscientemente (a volte) o inconsapevolmente (molto più spesso). Se poi capita che ti fai male NON TORNI INDIETRO. Non è che Pleasure possa tornare indietro.
 

Sbriciolata

Escluso
Tanti libri! Ma io partirei da Seneca. Tutto quello che trovi: "La tranquillità dell'animo", le "Lettera a Lucilio", "La vita felice", per dire...
Ah Seneca. Quello che, dopo essersi tagliato le vene, prese la cicuta e si immerse in una vasca di acqua calda dove morì di soffocamento. Mi ricordo di aver tradotto la descrizione della sua morte scritta da Tacito. Forse presi anche la sufficenza.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Ah Seneca. Quello che, dopo essersi tagliato le vene, prese la cicuta e si immerse in una vasca di acqua calda dove morì di soffocamento. Mi ricordo di aver tradotto la descrizione della sua morte scritta da Tacito. Forse presi anche la sufficenza.
Ahahahah! Quello che attese la morte circondato dagli amici. Che morì di soffocamento te l'avranno detto una profe di latino cattolica e benpensante.
 

Fantastica

Utente di lunga data
No. La mente è ELASTICA. Punto. Non ci sono infinite forme che può assumere. C'è la forma che hai ipso facto e che modifichi conscientemente (a volte) o inconsapevolmente (molto più spesso). Se poi capita che ti fai male NON TORNI INDIETRO. Non è che Pleasure possa tornare indietro.
E vabbè. Allora, col tuo ragionamento, dal momento che qui dentro abbiamo il limite di non poter entrare davvero nella vita di chi scrive come se fossimo lì, mi dici che differenza c'è tra il generalizzare per esperienza personale e il generalizzare per auctoritates? Nel concreto della cara Pleasure, cosa vedi di così specifico da poterle dire qualcosa di specifico, personale, individualizzato? Sei così bionico da avere i superpoteri? E le catene del passato sono così pesanti da non poter mai essere spezzate? Non darsi mai la possibilità di SGANCIARSI, no? Eh? No?
 

Sbriciolata

Escluso
Ahahahah! Quello che attese la morte circondato dagli amici. Che morì di soffocamento te l'avranno detto una profe di latino cattolica e benpensante.
Dagli annali di Tacito:
LXII. Seneca, impavido, chiese che gli portassero le tavole del testamento e, poiché il centurione rifiutò, si volse agli amici dichiarando che, dal momento che gli si impediva di dimostrare la sua gratitudine, lasciava a loro la sola cosa che possedeva e la più bella, l'esempio della sua vita. Se avessero di questa conservato ricordo, avrebbero conseguito la gloria della virtù come compenso di amicizia fedele. Frenava, intanto, le lacrime dei presenti, ora col semplice ragionamento, ora parlando con maggiore energia e, richiamando gli amici alla fortezza dell'animo, chiedeva loro dove fossero i precetti della saggezza, e dove quelle meditazioni che la ragione aveva dettato per tanti anni contro le fatalità della sorte. A chi mai, infatti, era stata ignota la ferocia di Nerone? Non gli rimaneva ormai più, dopo aver ucciso madre e fratello, che aggiungere l'assassinio del suo educatore e maestro. LXIII. Come ebbe rivolto a tutti queste parole ed altre dello stesso tenore, abbracciò la moglie e, un po' commosso dinanzi alla sorte che in quel momento si compiva, la pregò e la scongiurò di placare il suo dolore e di non lasciarsi per l'avvenire abbattere da esso, ma di trovare nel ricordo della sua vita virtuosa dignitoso aiuto a sopportare l'accorato rimpianto del marito perduto. La moglie dichiarò, invece, che anche a lei era destinata la morte, e chiese la mano del carnefice. Allora Seneca, sia che non volesse opporsi alla gloria della moglie, sia che fosse mosso dal timore di lasciare esposta alle offese di Nerone colei che era unicamente diletta al suo cuore: "Io ti avevo mostrato", disse "come alleviare il dolore della tua vita, tu, invece, hai preferito l'onore della morte: non sarò io a distoglierti dall'offrire un tale esempio. Il coraggio di questa fine intrepida sarà uguale per me e per te, ma lo splendore della fama sarà maggiore nella tua morte". Dette queste parole, da un solo colpo ebbero recise le vene del braccio. Seneca, poiché il suo corpo vecchio ed indebolito dal poco cibo offriva una lenta uscita al sangue, si recise anche le vene delle gambe e delle ginocchia, ed abbattuto da crudeli sofferenze, per non fiaccare il coraggio della moglie, e per non essere trascinato egli stesso a cedere di fronte ai tormenti di lei, la indusse a passare in un'altra stanza. Anche negli estremi momenti, non essendogli venuta meno l'eloquenza, chiamati gli scrivani, dettò molte pagine, che testualmente divulgate tralascio di riferire con altre parole.

...

Seneca intanto, protraendosi la vita in un lento avvicinarsi della morte, prega Anneo Stazio, da tempo suo amico provato e competente nell’arte medica, di somministrargli quel veleno, già pronto da molto, con cui si facevano morire ad Atene le persone condannate da sentenza popolare. Avutolo, lo bevve, ma senza effetto, per essere già fredde le membra e insensibile il corpo all’azione del veleno. Da ultimo, entrò in una vasca d’acqua calda, ne asperse gli schiavi più vicini e aggiunse che, con quel liquido, libava a Giove liberatore. Portato poi in un bagno caldissimo, spirò a causa del vapore e venne cremato senza cerimonia alcuna. Così aveva già indicato nel suo testamento, quando, nel pieno della ricchezza e del potere, volgeva il pensiero al momento della fine.


Sono vecchia, ma non avevo Tacito tra i prof del Liceo
 

Sbriciolata

Escluso
@Sbri :)

Adorabile Sbri, non si parla di atroci sofferenze... Grazie per questo mirabile referto.:smile:
Oh beh, sai... tagliare le vene fa un male porco, non per caso, ma perchè uno si renda conto che se ti tagli lì è una roba pericolosa, sia i polsi che le caviglie sono zone fortemente innervate e protette da tendini. Inoltre all'epoca non avevano bisturi. La cicuta non è propriamente una camomilla, provoca paralisi ascendente, ma non incoscienza. Dato che era vecchio ed era stato malato per tutta la vita, aveva la pressione bassa e a morire dissanguato ci ha messo un botto, la cicuta in effetti è probabilmente stata un errore. Per quello l'acqua calda, per velocizzare l'emorragia. Ha fatto una morte orribile. Ma Seneca era uno stoico, mica pizza e fichi.
 
Stato
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