No ma tutto bene???

Brunetta

Utente di lunga data
Storicamente è un dato di fatto che il terrorismo è stato sempre "ben visto" e supportato da estrema destra ed estrema sinistra.
Le estreme lo tollerano tanto bene che in Italia abbiamo avuto le Brigate Rosse e le stragi neofasciste.
Quindi se oggi la sinistra "cavalca" Hamas non mi sorprende, come non mi sorprende che i fascisti disegnino svastiche nei cimiteri ebraici.
Che poi Bibi stia facendo grandi porcate è altrettanto indiscutibile.
Purtroppo l'attuale situazione internazionale (Trump e guerra in Ucraina) glielo consente e lui se ne sta approfittando, oltre ogni misura.
Ma come nelle relazioni marcie, la responsabilità non sta mai da una parte sola.
Sei stato posseduto?
Come si concilia questa frase con la tua affermazione che, se tua moglie ti tradisse, la lasceresti immediatamente? Il 50% dove andrebbe a finire?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Diciamolo: quello slogan presuppone la totale distruzione di Israele e lo sterminio del popolo ebraico, con la creazione di un unico stato palestinese dal Giordano al Mediterraneo.
Un antipasto di ciò che accadrebbe è stato servito il 7 ottobre.
Odio per gli ebrei precedente alla nascita di Israele. Infatti è ben documentata l’alleanza con Hitler.
Alleanza incauta, perché col cavolo che Hitler avrebbe mai potuto essere benevolo verso i musulmani e di etnia araba.
 

hammer

Utente di lunga data
Storicamente è un termine inadeguato per chi attribuisce arbitrariamente un atteggiamento alla parte avversa. Se poi chi esprime il giudizio non fa che parlare del legittimo uso di armi, la contraddizione è lampante.
Però tu tendi sempre a non recedere sulle tue posizioni, anche di fronte a osservazioni opportune.
Io personalmente tendo sempre a capire come si sono create le situazioni che portano ad azioni violente.
Potrei cadere nella contrapposizione citandoti le stragi e le azioni violente di cui è stata responsabile la destra in Italia.
Ma non mi interessa l‘algebra dei morti.
Ti ho citato le stragi neofasciste degli anni 70 ed i neonazisti che incidono svastiche sulle tombe nei cimiteri ebraici.
Non sono di destra ne di sinistra. Sono soltanto un liberale. Razza ormai in estinzione.
Non ho posizioni da difendere. Cerco di essere obiettivo.
Quale sarebbe mia posizione preconcetta? Dal tuo post non ho capito bene.
 

hammer

Utente di lunga data
Sei stato posseduto?
Come si concilia questa frase con la tua affermazione che, se tua moglie ti tradisse, la lasceresti immediatamente? Il 50% dove andrebbe a finire?
Quella tra me e mia moglie non è una relazione marcia.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ti ho citato le stragi neofasciste degli anni 70 ed i neonazisti che incidono svastiche sulle tombe nei cimiteri ebraici.
Non sono di destra ne di sinistra. Sono soltanto un liberale. Razza ormai in estinzione.
Non ho posizioni da difendere. Cerco di essere obiettivo.
Quale sarebbe mia posizione preconcetta? Dal tuo post non ho capito bene.
Che la sinistra, appoggi il terrorismo. Quale sinistra? Quando?
Non basta un post per definire un punto di vista.
Ma ne hai scritti tanti.
 

Nicky

Utente di lunga data
Guarda che i ghetti li abbiamo inventati noi in Italia, a Venezia per la precisione, ed erano chiusi dal tramonto all'alba, poi c'è quello di Roma, di Ancona e di Torino etc.
Servivano per la finanza ma erano trattati come un corpo estraneo alla società.
Certamente, ma non stavo andando così indietro, alle origini storiche dell'antisemitismo nel mondo.
Se vogliamo andare anche all'impero romano, ok.
Mi pare evidente che un motivo per il quale si è sostenuto Israele è anche perché sappiamo tutti bene cosa ha comportato vivere nella diaspora.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quella tra me e mia moglie non è una relazione marcia.
Lo sarebbe se ti tradisse, però.
E solo in quel caso non funzionerebbe il 50/50.
Ho contestato il 50/50.
Il tuo amico, di cui hai raccontato nei primi post, ha l’amante da anni è nel 50/50?
 

hammer

Utente di lunga data
Che la sinistra, appoggi il terrorismo. Quale sinistra? Quando?
Non basta un post per definire un punto di vista.
Ma ne hai scritti tanti.
Sostenere, anche indirettamente, Hamas significa sostenere il terrorismo.
Non vedo un fronte compatto a sinistra contro l’antisemitismo.
Da anni, buona parte della sinistra appoggia la causa palestinese senza considerare gli atti terroristici compiuti da Hamas, come il lancio di missili contro civili israeliani.
Questo sostegno incondizionato danneggia la causa palestinese stessa, perché impedisce all’opinione pubblica di valutare correttamente le responsabilità di Israele, che ci sono state e continuano a esserci.
Quando si difende e si rappresenta il “cattivo”, l’opinione pubblica tende naturalmente a schierarsi con chi appare il “buono”, anche se il presunto “buono” non è del tutto innocente.
 

hammer

Utente di lunga data
Lo sarebbe se ti tradisse, però.
E solo in quel caso non funzionerebbe il 50/50.
Ho contestato il 50/50.
Il tuo amico, di cui hai raccontato nei primi post, ha l’amante da anni è nel 50/50?
Non devi confondere il "tradimento" con una relazione cotta, tossica ed in disfacimento.
Mi sorprende che tu non colga la differenza.
 

hammer

Utente di lunga data
Lo sarebbe se ti tradisse, però.
E solo in quel caso non funzionerebbe il 50/50.
Ho contestato il 50/50.
Il tuo amico, di cui hai raccontato nei primi post, ha l’amante da anni è nel 50/50?
Direi di si visto che ha poi scoperto che la moglie lo tradiva da tempo. 😄
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sostenere, anche indirettamente, Hamas significa sostenere il terrorismo.
Non vedo un fronte compatto a sinistra contro l’antisemitismo.
Da anni, buona parte della sinistra appoggia la causa palestinese senza considerare gli atti terroristici compiuti da Hamas, come il lancio di missili contro civili israeliani.
Questo sostegno incondizionato danneggia la causa palestinese stessa, perché impedisce all’opinione pubblica di valutare correttamente le responsabilità di Israele, che ci sono state e continuano a esserci.
Quando si difende e si rappresenta il “cattivo”, l’opinione pubblica tende naturalmente a schierarsi con chi appare il “buono”, anche se il presunto “buono” non è del tutto innocente.
Secondo me commetti l’errore che commetto sempre sempre io e che solo recentemente ho cercato di correggere.
Pensi che i giovani, ventenni o meno, sappiano quello che sai tu.
Ma non lo sanno.
Magari lo sanno i tuoi figli, se li hai “massacrati“, come ho fatto io, dí informazioni sul passato.
Ma nella maggior parte delle famiglie questo non si fa.
Le ragioni, se ci interessa, potremmo cercarle insieme in un altro thread. Io ci ho provato qualche volta, ma non sono venute fuori cose buone.
I giovani non sanno nulla, non fanno altro che informarsi sui social.
E sui social si vedono solo immagini dei poveri palestinesi. “Poveri” non è sarcastico eh.
E attraverso quelle immagini vedono solo case distrutte, famiglie distrutte e morti.
Chiedi ai tuoi figli cosa sanno della strage di Monaco 72 o della bomba di Piazza Fontana.
Non sanno niente.
E questi giovani, mossi da solidarietà per il dolore attuale che vedono, non riescono a ricordare loro stessi dieci anni fa, figuriamoci i pregressi di un conflitto.
Cercano il cattivo e basta.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Non devi confondere il "tradimento" con una relazione cotta, tossica ed in disfacimento.
Mi sorprende che tu non colga la differenza.
Comunque la soluzione è a disposizione: separazione/divorzio.
Tradisce solo che non vuole restare a terra e cerca una liana.
 

The Reverend

Utente di lunga data
Che brutto modo di rispondere.
È davvero sgradevole che, quando si è in disaccordo, come può normalmente capitare, si usino toni così.
Quando si scrivono stupidità bisogna avere anche il coraggio di ammetterlo se si ha una coscienza.
Sgradevole semmai è cercare di rigirare la frittata su chi risponde invece di semplicemente ammettere "ho sbagliato".
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Quelli che danno, da anni, migliaia di ebrei perbene, così come palestinesi. Riconoscere gli errori e lavorare per una soluzione, esattamente così, con la cartina in mano.
Si tratta di superare pregiudizi consolidati da decine di anni
Due semplici esempi, vissuti in prima persona.

Un mio cliente storico, ricco ingegnere saudita con studi svolti negli USA e nel UK, una ventina di anni fa, trova da acquistare un bellissimo attico su via Panama, che segna in Roma la parte meridionale della zona Parioli e costeggia il grande parco di Villa Ada (ex Villa Savoia). Andiamo a visitare l' interno dell' appartamento con il suo architetto di fiducia (italiano) per una possibile ristrutturazione e, affacciati dal grande terrazzo dell' appartamento, l' architetto indica un pezzo di giardino, con un bar, un' area giochi per bambini, lungo la Via Panama, e dice: quello è il Parco Yitzahak Rabin. Al che, il saudita dice: con quell'indirizzo non lo posso comprare. E la trattativa finisce così.

Qualche anno dopo mi trovo in viaggio in Giordania, con la mia compagna. Eravamo di ritorno da una escursione nel Deserto Orientale (a est del fiume Giordano, verso la Siria) fatta in un pickup Toyota a noleggio con conducente. Eravamo seduti nel cassone del pickup con un'altra coppia, per vedere il paesaggio, e ci eravamo coperti la faccia per proteggerci dal sole e dalla sabbia. Io con una kefiah araba, completa di cordoncino nero (che serve per tenerla fissata alla testa), occhiali da sole scuri. Lo faccio da sempre.
Sono di carnagione olivastra (specie dopo due giorni di abbronzatura) e in Medio Oriente vengo spessissimo scambiato per arabo (mi fermano regolarmente ai posti di blocco israeliani per controllare i miei documenti, ma è capitato anche all' aeroporto di Heathrow, spesso). Si prendono il passaporto italiano per controllarlo, per intenderci, pensando che possa essere falso.
Siamo scesi a vedere la riva Giordana del fiume, che in quel tratto era largo neanche 6 metri. Un fiumiciattolo, una vera delusione.
Dall' altro versante del fiume c' era un gruppo di turisti ebrei americani, accompagnati da scorta armata, che stavano bagnando i piedi nell' acqua sporca del fiume, sporgendosi da una scala di legno. Qualcuno immergeva delle bottiglie per prendersi l' acqua del fiume come souvenir.
Mi metto a fare delle foto con il cellulare alla mia compagna, alta 1,80, chioma bionda e con carnagione bianchissima (nord-europea), con alle spalle il fiumiciattolo. La tocco per metterla in posa. Tenevo in testa la kefiah, come copricapo.
Succede il finimondo.
Gli ebrei americani si mettono a gridare, pensando che fossi un arabaccio che insidiava una donna occidentale, quelli della loro scorta (guardie israeliane) puntano i mitra verso di me (ad una distanza di una decina di metri)... Alzo le mani e grido in inglese di stare calmi.
La mia compagna ha dovuto gridare in inglese che ero suo marito e per di più italiano.
Con un bel sorriso li saluto: okey, all is okay, fanculo, fanculo, okay ...

Per dire la diffidenza che c'è.
 

Nicky

Utente di lunga data
Quando si scrivono stupidità bisogna avere anche il coraggio di ammetterlo se si ha una coscienza.
Sgradevole semmai è cercare di rigirare la frittata su chi risponde invece di semplicemente ammettere "ho sbagliato".
Sinceramente le risposte su un forum si articolano in poche righe, in cui non sempre si riesce a esprimere compiutamente un pensiero, soprattutto se articolato.
La mia risposta era circoscritta a un periodo meno ampio e a un paragone tra l'antisemitismo in Italia e in altri paesi europei, dove era più intenso e radicato anche per la maggiore presenza di comunità ebraiche. Il mio paragone era con paesi in cui avvenivano regolarmente i pogrom.
Bastava, semplicemente, farmi un'obiezione, perché io potessi correggere eventuali errori integrare la mia risposta.
Scegliere, invece, di dirmi che dico stupidate senza la coscienza di correggermi, non è me che squalifica.
 

Nicky

Utente di lunga data
Si tratta di superare pregiudizi consolidati da decine di anni
Due semplici esempi, vissuti in prima persona.

Un mio cliente storico, ricco ingegnere saudita con studi svolti negli USA e nel UK, una ventina di anni fa, trova da acquistare un bellissimo attico su via Panama, che segna in Roma la parte meridionale della zona Parioli e costeggia il grande parco di Villa Ada (ex Villa Savoia). Andiamo a visitare l' interno dell' appartamento con il suo architetto di fiducia (italiano) per una possibile ristrutturazione e, affacciati dal grande terrazzo dell' appartamento, l' architetto indica un pezzo di giardino, con un bar, un' area giochi per bambini, lungo la Via Panama, e dice: quello è il Parco Yitzahak Rabin. Al che, il saudita dice: con quell'indirizzo non lo posso comprare. E la trattativa finisce così.

Qualche anno dopo mi trovo in viaggio in Giordania, con la mia compagna. Eravamo di ritorno da una escursione nel Deserto Orientale (a est del fiume Giordano, verso la Siria) fatta in un pickup Toyota a noleggio con conducente. Eravamo seduti nel cassone del pickup con un'altra coppia, per vedere il paesaggio, e ci eravamo coperti la faccia per proteggerci dal sole e dalla sabbia. Io con una kefiah araba, completa di cordoncino nero (che serve per tenerla fissata alla testa), occhiali da sole scuri. Lo faccio da sempre.
Sono di carnagione olivastra (specie dopo due giorni di abbronzatura) e in Medio Oriente vengo spessissimo scambiato per arabo (mi fermano regolarmente ai posti di blocco israeliani per controllare i miei documenti, ma è capitato anche all' aeroporto di Heathrow, spesso). Si prendono il passaporto italiano per controllarlo, per intenderci, pensando che possa essere falso.
Siamo scesi a vedere la riva Giordana del fiume, che in quel tratto era largo neanche 6 metri. Un fiumiciattolo, una vera delusione.
Dall' altro versante del fiume c' era un gruppo di turisti ebrei americani, accompagnati da scorta armata, che stavano bagnando i piedi nell' acqua sporca del fiume, sporgendosi da una scala di legno. Qualcuno immergeva delle bottiglie per prendersi l' acqua del fiume come souvenir.
Mi metto a fare delle foto con il cellulare alla mia compagna, alta 1,80, chioma bionda e con carnagione bianchissima (nord-europea), con alle spalle il fiumiciattolo. La tocco per metterla in posa. Tenevo in testa la kefiah, come copricapo.
Succede il finimondo.
Gli ebrei americani si mettono a gridare, pensando che fossi un arabaccio che insidiava una donna occidentale, quelli della loro scorta (guardie israeliane) puntano i mitra verso di me (ad una distanza di una decina di metri)... Alzo le mani e grido in inglese di stare calmi.
La mia compagna ha dovuto gridare in inglese che ero suo marito e per di più italiano.
Con un bel sorriso li saluto: okey, all is okay, fanculo, fanculo, okay ...

Per dire la diffidenza che c'è.
Si immagino, è difficilissimo.
Allora ho fatto bene a non andare sul Giordano. Avevo avuto dei dubbi a suo tempo.
 

The Reverend

Utente di lunga data
Sinceramente le risposte su un forum si articolano in poche righe, in cui non sempre si riesce a esprimere compiutamente un pensiero, soprattutto se articolato.
La mia risposta era circoscritta a un periodo meno ampio e a un paragone tra l'antisemitismo in Italia e in altri paesi europei, dove era più intenso e radicato anche per la maggiore presenza di comunità ebraiche. Il mio paragone era con paesi in cui avvenivano regolarmente i pogrom.
Bastava, semplicemente, farmi un'obiezione, perché io potessi correggere eventuali errori integrare la mia risposta.
Scegliere, invece, di dirmi che dico stupidate senza la coscienza di correggermi, non è me che squalifica.
Difatti spleen ti aveva risposto dandoti modo di riflettere su quanto hai scritto e sostenuto.
Vedo cmq che sei ferma sulla tua posizione che ritengo da ignorante (basterebbe leggere un libro sulla storia degli ebrei in Italia per capire che ciò che scrivi non sta in piedi) e che alla fine rigiri la frittata su di me.
Fai pure se questo è mentalmente più agevole per te. Sopravvivrò lo stesso
 
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