odio.

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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Grazie per leggere qualcosa che a semplice vista può sembrare banale... anche io in principio non sapevo se ridere o scappare, mi sono trattenuto, ho tentato di farlo sentire comodo e che si aprisse il più possibile... due giorni dopo gli ho dato un biglietto con due numeri telefonici, uno di una specie di studioso del paranormale, l'altro di un psicologo... a lui la scelta, mi sa che va dal primo, e poi questo lo indirizzerà dal secondo... parlarne a sua moglie non lo penso nemmeno, conosco il carattere... le darà una badilata in testa e lui perderà la fiducia in me... (non è che me ne freghi più di tanto, ma non vorrei ripescare la badilata...) e tutto resterà in mano al primo soggetto... sempre che davvero sia interessato al suo cliente... mah, staremo a vedere... se ci sono novità vi manterò informati. Grazie di nuovo per i consigli-
Lele
Se il primo è uno studioso serio lo saprà aiutare.
Neanch'io ne avrei parlato con la moglie, visto, soprattutto, che non sei in un rapporto di amicizia con lei.
 
Grazie per leggere qualcosa che a semplice vista può sembrare banale... anche io in principio non sapevo se ridere o scappare, mi sono trattenuto, ho tentato di farlo sentire comodo e che si aprisse il più possibile... due giorni dopo gli ho dato un biglietto con due numeri telefonici, uno di una specie di studioso del paranormale, l'altro di un psicologo... a lui la scelta, mi sa che va dal primo, e poi questo lo indirizzerà dal secondo... parlarne a sua moglie non lo penso nemmeno, conosco il carattere... le darà una badilata in testa e lui perderà la fiducia in me... (non è che me ne freghi più di tanto, ma non vorrei ripescare la badilata...) e tutto resterà in mano al primo soggetto... sempre che davvero sia interessato al suo cliente... mah, staremo a vedere... se ci sono novità vi manterò informati. Grazie di nuovo per i consigli-
Lele
è probabile che lui non vada proprio da nessuna parte, lele.
per questo l'unica maniera razionale di aiutarlo è parlare con chi ce lo può portare .se ritieni la moglie non idonea un fratello ...o chi per esso.
oppure sì, passa la palla al prossimo.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Il problema è il principio di libertà che viene (giustamente) riconosciuto ai malati mentali che non può comportare né cura né ricovero coatto se non si verificano situazioni di evidente pericolo per sè e per gli altri.
Difficile immaginare una soluzione senza intaccare il principio e consegnare a un'autorità medica e/o familiare o giudiziale l'obbligo di cura.
Vero è che chi ha gravi disagi e chiede aiuto a volte non trovi un luogo di accoglienza e questo è il caso di inadempienza politica e sociale.
Su quel "giustamente" qualcosa da ridire ci potrebbe essere a mio avviso...e non poco!

Perchè quel "giustamente", che tu condizioni al pericolo manifesto per se od altri, è meno giusto DOPO che si è manifestato, magari attraverso aggressioni o autolesionismo, spesso gravi.

Chi ha gravi disagi ben difficilmente si rende conto di averli e quindi ben difficilmente chiede aiuto alle strutture (che ci sono, anche se, ormai, quasi solo private) nè tantomeno a chi è loro vicino. Questi ultimi vengon spesso visti solo come "sfogo" quando svalvolano, obbligati a subirli, ai loro occhi, dal "dovere di solidarietà" (quasi sempre son familiari).

Quando vi è quella richiesta di aiuto, in qualche momento di maggior lucidità (quasi sempre successiva all'esser arrivati al limite o anche oltre con autolesionismo o per quegli sfoghi di cui sopra), si sottopongono alle cure il tempo minimo necessario a sentirsi "meglio"....peccato che quel loro "meglio" sia spesso ancor lontano anni luce da un reale minimo equilibrio, ma visto che non esiste metodo coercitivo si rimette in circolazione un'arma ancora carica a cui si è solo abbassato il cane ma non tolto il dito dal grilletto.
Questo per chi è giusto?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Su quel "giustamente" qualcosa da ridire ci potrebbe essere a mio avviso...e non poco!

Perchè quel "giustamente", che tu condizioni al pericolo manifesto per se od altri, è meno giusto DOPO che si è manifestato, magari attraverso aggressioni o autolesionismo, spesso gravi.

Chi ha gravi disagi ben difficilmente si rende conto di averli e quindi ben difficilmente chiede aiuto alle strutture (che ci sono, anche se, ormai, quasi solo private) nè tantomeno a chi è loro vicino. Questi ultimi vengon spesso visti solo come "sfogo" quando svalvolano, obbligati a subirli, ai loro occhi, dal "dovere di solidarietà" (quasi sempre son familiari).

Quando vi è quella richiesta di aiuto, in qualche momento di maggior lucidità (quasi sempre successiva all'esser arrivati al limite o anche oltre con autolesionismo o per quegli sfoghi di cui sopra), si sottopongono alle cure il tempo minimo necessario a sentirsi "meglio"....peccato che quel loro "meglio" sia spesso ancor lontano anni luce da un reale minimo equilibrio, ma visto che non esiste metodo coercitivo si rimette in circolazione un'arma ancora carica a cui si è solo abbassato il cane ma non tolto il dito dal grilletto.
Questo per chi è giusto?
Concordo con quel che dici.
Però non hai letto bene quel che dicevo.
Il giustamente è riferito al riconoscere a tutti il diritto di essere persona a tutti gli effetti.
La cura obbligatoria comporta l'interdizione.
L'interdizione è un provvedimento grave che giustamente deve essere preso con molta cautela e tutte le garanzie di legge.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Concordo con quel che dici.
Però non hai letto bene quel che dicevo.
Il giustamente è riferito al riconoscere a tutti il diritto di essere persona a tutti gli effetti.
La cura obbligatoria comporta l'interdizione.
L'interdizione è un provvedimento grave che giustamente deve essere preso con molta cautela e tutte le garanzie di legge.
L'avevo inteso legato al principio di libertà dell'individuo (non al suo esser persona), che in questi casi è spesso libertà a fare/farsi del male.

D'accordissimo sulla cautela nei processi interditivi, ma anche che vi dovrebbero essere anche ante e non solo post (e quasi sempre anche post non vi sono se non per periodi limitatissimi).
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
L'avevo inteso legato al principio di libertà dell'individuo (non al suo esser persona), che in questi casi è spesso libertà a fare/farsi del male.

D'accordissimo sulla cautela nei processi interditivi, ma anche che vi dovrebbero essere anche ante e non solo post (e quasi sempre anche post non vi sono se non per periodi limitatissimi).
Certo poi c'è il problema di assumersi la responsabilità di chiedere gli accertamenti e il procedimento che è difficile.
Una società tanto più è ricca più può permettersi di fare carico alla collettività delle esigenze dei membri più deboli, ma aumenta sempre più l'insofferenza per questo carico e questo lascia soli malati e famiglie.
 
Stato
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