Lo Ior e quei conti con i soldi della mafia
pubblicato il
28 ottobre 2010 alle
09:37
Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ce lo racconta: denaro delle cosche è transitato presso la banca del Vaticano. Complice un prete, parente di mafiosi.
Antonio Bonaccorsi, fratello di un
boss condannato con sentenza definitiva, sarebbe stato in grado di
riciclare almeno 300mila euro di soldi sporchi. Attraverso la banca del
Vaticano. La storia, scabrosa, la racconta
Fiorenza Sarzanini sul
Corriere della Sera:
“Soldi delle cosche riciclati attraverso un sacerdote presso lo Ior”, è l’incipit del suo pezzo, che è tutto un programma.
PRETE IN FAMIGLIA – Fortuna per i Bonaccorsi: fa sempre comodo avere un
prete in famiglia. E’ infatti stato
Orazio, sacerdote e rampollo della dinastia, a consegnare le
chiavi del conto Ior,
“dal quale accedeva tramite computer”, scrive il Corriere.
“L’analisi della movimentazione dimostra che altri hanno ottenuto i codici d’accesso e utilizzato quello stesso conto corrente per spostare migliaia e migliaia di euro”, continuano da Via Solferino. E chi mai avrebbe avuto interesse a questi transiti allegri di denaro? E’ da
verificare: scattano dunque,
“dopo i sequestri” dei fondi provenienti dai conti del Credito Artigiano, altre
verifiche sulla banca del Vaticano: gli inquirenti ci vogliono vedere chiaro, perchè l’ipotesi, a questo punto, sarebbe
riciclaggio di denaro sporco – e non solo violazione degli obblighi di legge sulla trasparenza bancaria.
APPALTI – Tutto parte da un
appalto vinto dai Bonaccorsi presso la
Regione Sicilia: ovviamente c’è di mezzo un giro di fatture false, ma quello che interessa agli inquirenti è che fine facciano i soldi che i Bonaccorsi percepiscono, che iniziano a fare il giro dei conti correnti,
“attraverso numerose banche, per giungere all’istituto che ha permesso il riciclaggio”. E si arriva così dentro le mura della città
Leonina. I soldi accreditati dalla regione Sicilia finiscono sul conto di
Orazio Bonaccorsi, appunto il prete di famiglia, che, con assegno a se stesso, lo gira sul conto
Ior della Banca di Roma: i magistrati hanno messo tutto per iscritto. Arrivati in Vaticano, i soldi
tornano in Sicilia:
“Nove bonifici verso la banca di Novara, filiale di Catania: per un importo complessivo di 225mila di euro“. Stante il fatto che tutti questi traffici sono stati effettuati dal
computer, con metodo
home banking, sarebbe vitale a questo punto per la procura riuscire a capire chi altri abbia la disponibilità dei
codici di accesso a questi conti. Il
Vaticano, interrogato in merito, nicchia:
“Sono vicende passate, oggi non sarebbe più possibile”.
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http://www.giornalettismo.com/archives/91504/ior-quei-conti-soldi-della-mafia/
28-10-10
IOR: GOTTI TEDESCHI, ACCUSA RICICLAGGIO DA SEMPLICE EQUIVOCO
(ASCA) - Roma, 28 ott - ''Lo Stato italiano, la Banca d'Italia e la Procura di Roma hanno fatto il loro dovere. Mi amareggia solo che l'infortunio sia avvenuto proprio mentre io e il direttore generale Paolo Cipriani, un professionista di esemplari capacita', siamo impegnati, con le autorita' preposte, al conseguimento della massima trasparenza in ottemperanza a quanto disposto dalla Segreteria di stato''.
Cosi' parla Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell'Istituto per le opere di religione, indagato per presunte omissioni legate alla normativa antiriciclaggio.
''E comunque lo Ior non e' una banca'' aggiunge Gotti Tedeschi in un'intervista al settimanale ''Panorama'' edicola domani. ''Definirlo cosi' e' un errore concettuale. Che fa una banca? Raccolta e impiego. Lo Ior non eroga crediti, non ha azionisti che attendono la remunerazione, non e' quotato e non deve produrre a tutti i costi una redditivita' minima del capitale. Il suo risultato e' il servizio che offre a diocesi, congregazioni ed enti religiosi''.
La Santa sede, riconosce il banchiere, era rimasta fuori dagli accordi internazionali sulla trasparenza e contro il ricilaggio: ''Ma ultimamente ci siamo resi conto che era prioritario superare questo ostacolo. Abbiamo incaricato la piu' grande societa' di revisione al mondo, Deloitte, di rivedere tutte le procedure; abbiamo lavorato con Bankitalia, in assoluta e totale cooperazione a tutti i livelli; abbiamo avviato contatti a Parigi con l'Ocse e con il Gruppo di azione finanziaria contro il riciclaggio di denaro. In pochi mesi s'e' trovata un'intesa con cinque banche italiane.
Purtroppo agli inizi di settembre una serie sfortunata di coincidenze ha creato un equivoco su un'operazione'', che secondo il banchiere ''e' stato un trasferimento da conto Ior a conto Ior, una semplice operazione di tesoreria. Quanto di piu' lontano da un sospetto di riciclaggio''.
com-gc/mcc/bra
http://www.asca.it/news-IOR__GOTTI_...CLAGGIO_DA_SEMPLICE_EQUIVOCO-961150-ORA-.html
