Oh ca**o!!!

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Mari'

Utente di lunga data
... non dimentichiamoci del caso Calvi ;)

Calvi tutti assolti

Tutti assolti i tre imputati al processo di appello, dunque chi ha ucciso Roberto Calvi? Ne parliamo con Gianluigi Nuzzi di Vaticano s.p.a. e Ferruccio Pinotti di Poteri Forti. In studio Emanuela Bonchino:

http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=19250

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La trasmissione condotta da Maurizio Torrealta RAINESW24

La trasmissione condotta da Maurizio Torrealta si occupa della tangente Enimont. Due i libri presentati. "Tre suicidi eccellenti" del Presidente del Tribunale di Civitavecchia Mario Almerighi e "Vaticano SPA" del giornalista di Libero Gianluigi Nuzzi. In studio ne discutono gli autori, la giornalista de La Repubblica Silvana Mazzocchi, lo sceneggiatore Graziano Diana, il Magistrato Otello.


(NON E' ERRORE MIO AVER MESSO/POSTATO PRIMA LA SECONDA PARTE E POI LA LA PRIMA :) E' ERRORE DI CHI LI HA PUBBLICATI IN YOUTUBE IN QUESTA MANIERA)


La vera Prima parte
http://www.youtube.com/watch?v=MUh3ph-Ijts
La vera Seconda parte
http://www.youtube.com/watch?v=ubMYAteq8f0


:mrgreen:
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Chissà perché non mi meraviglia ... :p
 

Mari'

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Mari'

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Bankitalia-Ior: un faro per 16 mesi, poi la stretta

Donatella Stasio 26 settembre 201

ROMA
Risale al 30 aprile 2009 la prima "informativa" della Banca d'Italia sullo Ior, per evidenziare le «criticità» di un conto corrente della banca vaticana presso una filiale UniCredit di Roma. Da allora è stato un susseguirsi di note, informative, circolari, in cui si ribadisce lo status di banca extracomunitaria dello Ior ai fini della normativa antiriciclaggio. Fino a quando, il 15 settembre scorso, l'Uif, l'Unità di informazione finanziaria di via Nazionale, ha «sospeso» due bonifici sul conto corrente Ior presso il Credito Artigiano, per complessivi 23 milioni di euro, poi sottoposti a sequestro preventivo dalla Procura di Roma. Non un fulmine a ciel sereno, dunque, ma un epilogo quasi annunciato dopo sedici mesi di attenzione sui rapporti dello Ior con gli istituti di credito italiani.
La bussola è stato il decreto legislativo 231 del 2007, di attuazione della direttiva Ue sull'antiriciclaggio, che, oltre a istituire l'Uif, impone obblighi di trasparenza - semplificati o rafforzati - stabilisce sanzioni per l'«omessa» comunicazione di informazioni su scopo e natura delle operazioni nonché sui soggetti per conto dei quali vengono disposte. Regole che lo Ior dice di voler rispettare, spiegando che se alle parole non sono ancora seguiti i fatti è solo a causa di «errori» ed «equivoci». «Da quando sono stato nominato dal santo padre allo Ior - ha detto ieri il presidente Ettore Gotti Tedeschi, indagato con il direttore generale Paolo Cipriani per omissione degli obblighi di trasparenza - ho cercato di attuare quelle stesse procedure e condizioni di gestione che oggi qualcuno mi accusa di aver violato». E ha aggiunto: «Sono 12 mesi che il santo padre, il segretario di stato e la santa sede sono oggetto di attenzioni a dir poco sorprendenti».
La cronologia dei fatti aiuta però a sgombrare il campo da qualche ombra. Il 30 aprile 2009, la bussola del decreto 231/2007 porta la Banca d'Italia a informare la Procura di Roma di un'ispezione effettuata su un c/c Ior presso la filiale romana di UniCredit, in via della Conciliazione. Emergono alcune «criticità», tra cui il «mancato rispetto degli obblighi di adeguata verifica della clientela», imposti dal decreto 231. «Di norma non sono stati individuati i titolari effettivi delle operazioni poste in essere dallo Ior - scrive l'Uif -; fino al 31 gennaio 2008 non risultano assolti gli obblighi di registrazione nell'archivio unico informatico delle operazioni di versamento di contante sul conto intestato allo Ior; in materia di negoziazione dei titoli di credito, è stata riscontrata una prassi tendente a escludere la tracciabilità dei fondi trasferiti oltre che violazioni alla legge sull'assegno».

Il 18 gennaio 2010, con la nota «Rapporti con l'Istituto Opere di religione», la Banca d'Italia comunica al Credito Valtellinese (che controlla il Credito artigiano) che lo stato Città del Vaticano è incluso nella lista dei paesi extracomunitari. Pertanto, nei rapporti con lo Ior si devono applicare gli obblighi «rafforzati» - e non semplificati - di adeguata verifica previsti decreto 231. Deve, cioè, essere «acquisito l'impegno formale della banca vaticana a identificare i clienti e ad assolvere gli obblighi di adeguata verifica». E a fornire un flusso informativo periodico che consenta di associare alla clientela la movimentazione di assegni, l'esecuzione di bonifici, le operazioni in contanti.
Il 4 marzo 2010, Bankitalia comunica alla Procura che lo Ior «è assimilabile a una banca» e il 9 settembre ribadisce che è una banca «extracomunitaria» per cui gli intermediari italiani devono applicare gli obblighi «rafforzati» di adeguata verifica. Nella stessa nota si segnala che «sono emerse difficoltà» nell'applicazione di quegli obblighi e si aggiunge che, in caso di mancato rispetto della normativa antiriciclaggio, le banche italiane devono astenersi o segnalare «operazioni sospette».
Intanto, il Credito Valtellinese e il Credito artigiano avviano con lo Ior un protocollo di adeguamento alle regole, ma poiché non si conclude entro i 90 giorni stabiliti, il 15 aprile comunicano a via Nazionale e allo Ior di aver bloccato l'operatività del conto dal 19 aprile. Otto giorni dopo ha luogo il primo di una serie di incontri, anche tecnici, tra vertici Ior e Credito artigiano per definire il protocollo, ma il 6 settembre la banca vaticana chiede di eseguire due bonifici (3 e 23 milioni di euro, rispettivamente, alla banca del Fucino e alla JP Morgan di Francoforte), omettendo le informazioni richieste. Il Credito artigiano scrive quindi all'Uif di non essere in grado di adempiere gli obblighi previsti dal decreto 231 e chiede di sospendere le operazioni richieste. Il resto è cronaca recente: il 15 settembre l'Uif congela i bonifici e il 21 il giudice ne ordina il sequestro preventivo per violazione della normativa antiriciclaggio. Ovvero, del decreto 231/2007. La bussola di tutta questa vicenda.

I PASSAGGI

Da Palazzo Koch alla Procura
Dopo la sospensione da parte dell'Ufficio di informazione finanziaria della Banca d'Italia, la Procura di Roma ha ottenuto il sequestro preventivo di 23 milioni di euro dello Ior depositati su un conto presso il Credito artigiano, per sospetta violazione delle norme antiriciclaggio. Indagati i vertici della banca vaticana.

http://www.ilsole24ore.com/art/noti...-faro-mesi-stretta-080003.shtml?uuid=AYN83mTC
 

Mari'

Utente di lunga data
14:17 cronache

L'economista ha presentato al Pontefice il libro «Denaro e paradiso»

Il Vaticano e l'inchiesta sullo Ior
Benedetto XVI riceve Gotti Tedeschi


Il Papa ha ribadito la sua fiducia al presidente della banca della Santa Sede, indagato per riciclaggio




Benedetto XVI durante l'Angelus
a castel Gandolfo


ROMA - Benedetto XVI ha ricevuto dopo la preghiera dell'Angelus a Castel Gandolfo, il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, indagato per riciclaggio dalla Procura capitolina. L'economista era accompagnato dalla moglie, la signora Francesca, e ha presentato al Pontefice il libro Denaro e paradiso. I cattolici e l'economia globale, da lui scritto con Rino Cammilleri per le edizioni Lindau e che porta una prefazione del segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone. L'incontro di domenica con il Papa fa seguito alla solidarietà e alla stima espressa nei giorni scorsi dalla Santa Sede al presidente dello Ior. TRITACARNE» - «In tutta la mia vita - ha detto sabato Gotti Tedeschi a margine di una tavola rotonda organizzata all'Opera Pia Alberoni a Piacenza - ho cercato di essere coerente, ma la Santa sede è oggetto di attenzioni a dir poco sorprendenti». Se dapprima il presidente della Banca Vaticana non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulle indagini che la Procura di Roma sta compiendo sul suo conto per violazione di norme antiriciclaggio, Gotti Tedeschi ha poi confidato ad una televisione locale il suo disappunto. «In tutta la mia vita ho cercato di essere coerente e tenere l'unità di vita- ha spiegato l'economista - nel momento in cui sono stato nominato dal Santo Padre allo Ior ho cercato di attuare quelle stesse procedure e condizioni di gestione che oggi qualcuno mi accusa di aver violato». E poi, alla domanda se questo possa essere interpretato come un attacco al Vaticano, Gotti Tedeschi ha risposto: «Viviamo di continue deduzioni e considerazioni. Le considerazioni non sono state ancora fatte e non spetta me a farle, ma le deduzioni sono logiche, insomma, sono 12 mesi che il Santo Padre, il segretario di Stato e la Santa sede sono oggetto di attenzioni a dir poco sorprendenti». Dopo l'intervista, Gotti Tedeschi ha anche confidato ad alcuni relatori di essere «rammaricato per essere finito in questo tritacarne».


NOTIZIE CORRELATE


Redazione online
26 settembre 2010

http://www.corriere.it/cronache/10_...hi_60bacdee-c964-11df-9f01-00144f02aabe.shtml
 

aristocat

Utente iperlogica
Ahahaha per questa discussione è molto azzeccato:
"Gesù disse: Amate; la Chiesa disse: pagate!" - Victor Hugo :nuke:
 

Mari'

Utente di lunga data
27/09/2010, 05:30

La stima del Papa
per Gotti Tedeschi



Un banchiere indagato,ma che coniuga economia ed etica. La fiducia della Santa Sede. Incontro al baciamano: il presidente dello Ior ricevuto a Castel Gandolfo.


Il Presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, è stato incontrato da Benedetto XVI, alla fine dell'Angelus, a Castel Gandolfo. In Vaticano, questo gesto viene interpretato come un attestato di stima e fiducia da parte del Papa. Dopo la notifica di un provvedimento a suo carico da parte della Procura di Roma, Gotti Tedeschi aveva dichiarato di sentirsi «profondamente umiliato» e aveva anche parlato di dimissioni. L'incontro con Mons. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, aveva riconfermato la fiducia del Papa nei confronti del Presidente dello Ior. Ora la fiducia viene manifestata con un gesto di particolare forza simbolica e che non lascia adito a dubbi o perplessità: il Papa è con Gotti Tedeschi. Si tratta dell'incontro al baciamano, davanti a molti testimoni - con il banchiere accompagnato dalla moglie e con in mano il libro-intervista, «Denaro e Paradiso», scritto insieme a Camilleri e ristampato dalla Lindau, con prefazione di Bertone - : il problema non esiste per la Santa Sede. Gotti Tedeschi si è dichiarato disponibile ad andare in Procura a dire la verità sull'errore per il quale è stato fatto oggetto di provvedimento giudiziario. Una normale operazione di tesoreria da parte dello Ior verso altri conti dello Ior medesimo non è riciclaggio. Comunque, quanto dovrà essere accertato e chiarito, sarà accertato e chiarito. Alcune riflessioni su questa vicenda, che si inscrive in una sorta di disegno provvidenziale.



Allora, il Papa va nel Regno Unito ed ottiene il successo che ottiene. I giornaloni laicisti italiani sono ammutoliti, mentre la stampa anglosassone è folgorata da questo Papa tanto umile quanto forte nella fede e nel pensiero. Appena rientrato a Roma, ecco il provvedimento nei confronti del banchiere di fiducia della Santa Sede, uomo di fede e vasta esperienza internazionale. Una figura di primo piano, che aveva già operato molto bene al Banco di Santander. Non solo. Un uomo che ha in testa un'idea della crisi del nostro tempo. Non una crisi finanziaria, ma legata alla duplice morsa del nichilismo dominante e del modello antisociale e antieconomico - spiega Gotti in varie sedi, tra cui L'Osservatore Romano - della denatalità. Si fanno pochi figli e non esiste sistema socioeconomico in grado di riprendersi con una base sociale e antropologica così fragile. Leggere la crisi e la società in questi termini equivale ad avere un pensiero a tutto tondo, in grado di sparigliare le carte false dei soloni senza idee oppure - peggio - dalle mortifere idee. Solo la Chiesa dispone di una mens di questo calibro e Gotti Tedeschi interpreta questo imprinting generativo della Chiesa, così palpabile nel Papa delle giornate londinesi, con una sua voce singolare. Così, si diventa scomodi.
Tutto secondo quanto affermato da Gesù nel Vangelo - «hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» - dunque occorre tenere botta e andare avanti. La verità si fa strada da sola. Sempre. Ma vi è di più. Papa Ratzinger è stato dipinto dalla stampa italiana come un Pontefice distante dalla realtà sociale, culturale e politica, tutto scienza e niente «link» con la «materia» dell'economia e della faticosa gestione delle questioni politiche. Anche questo luogo comune, con il caso Gotti Tedeschi, viene sfatato. Il Papa non solo si è immediatamente accorto della nuova possibile ondata di attacchi alla Chiesa, stavolta dal versante Ior, ma ha anche preso le misure del caso, ricevendo Gotti Tedeschi in maniera ufficiale e pubblica. E in occasione della presentazione di un libro come «Denaro e Paradiso», una summa del pensiero ratzingeriano sull'economia, la società e il buon uso del denaro. Attraverso Gotti Tedeschi, il Papa vuole salvare l'idea cattolica sulla società, sull'economia e sull'uomo. Un'operazione in grande stile, che tiene insieme politica ecclesiale, cultura e rilancio delle figure chiave di questa politica culturale della Chiesa. Ecco i segni provvidenziali. Il provvedimento giudiziario nei confronti di Gotti Tedeschi ha rappresentato una sorta - per dirla con Sant'Agostino - di «felix culpa», in grado, da un lato, di far venire alla luce le forze anticristiane, e, dall'altro, di salvaguardare la missione culturale sin qui elaborata e comunicata anche al mondo agnostico e non cattolico. Dio scrive dritto sulle righe storte.


Raffaele Iannuzzi
27/09/2010
http://www.iltempo.it/interni_esteri/2010/09/27/1204466-stima_papa.shtml
 

Mari'

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Il retroscena| Un segnale rivolto a chi fa resistenza al nuovo corso

Lo Ior e l'operazione trasparenza:
la chiusura dei 13 conti laici


Non si sa a chi siano intestati. E c'è chi preferisce parlare di «riduzione» anziché «abolizione»



Ettore Gotti Tedeschi (Ansa)


CITTÀ DEL VATICANO
- Sia la Segreteria di Stato sia il portavoce della Santa Sede avevano già chiarito la totale «fiducia» e «stima» nei confronti del banchiere che un anno fa il cardinale Tarcisio Bertone, ovvero il più stretto collaboratore del Papa, ha scelto per avviare l'operazione trasparenza nello Ior, la banca vaticana che ancora sconta opacità e cattiva fama dell'era Marcinkus. Ed è lecito ritenere che il segnale di ieri, la stima a Gotti Tedeschi mostrata dallo stesso Benedetto XVI, fosse rivolto più dentro che fuori le Mura vaticane.

Le resistenze interne non sono mancate, in questi mesi. L'operazione trasparenza, di là dagli slogan, è scandita da una serie di propositi, alcuni già attuati e altri in via di definizione. Tra questi ultimi, il più significativo (e temuto) riguarda i conti correnti cifrati intestati in realtà a laici, nel senso di non ecclesiastici. Fonti ai più alti livelli della Santa Sede parlano di tredici conti «laici» che il nuovo corso vorrebbe, semplicemente, chiudere: cancellando inoltre la possibilità che altri laici possano mai aprirne in futuro. Se ne è parlato ma non è accaduto ancora nulla. E il fatto stesso che Oltretevere ci sia chi scelga il termine «riduzione» anziché «abolizione» la dice lunga.

Non si sa a chi siano intestati o a che cosa siano serviti. Nei mesi scorsi si è parlato della possibilità che uno facesse capo ad Angelo Balducci, il «gentiluomo di Sua Santità» finito in carcere per l'inchiesta sul G8. Di certo gli intestatari, e magari i prelati che hanno permesso loro di aprirli, potrebbero non essere entusiasti.

Per definire ciò che è accaduto, d'altra parte, Ettore Gotti Tedeschi ha scelto un termine neutro, «equivoco», e lo stesso padre Federico Lombardi in una lettera al Financial Times ha parlato di un «misunderstanding in via di approfondimento» tra «lo Ior e la Banca che aveva ricevuto l'ordine di trasferimento».
Problema: come è stata possibile una simile «incomprensione» che ha portato all'accusa di violare le norme antiriciclaggio? Che dallo Ior si sia cercato di «forzare» dei conti al Credito Artigiano nel frattempo bloccati? «Dirigenti che hanno passato un'intera vita in banca, avrebbero operato su quei conti se avessero avuto consapevolezza che erano bloccati?», ha risposto Gotti Tedeschi. Se le cose stanno così, se nei vertici non c'era «consapevolezza», tutto sta nel capire chi lo sapesse.

In Vaticano qualcuno ha cercato di puntare il dito all'esterno e fatto filtrare sospetti su trame ostili di Bankitalia. Ma è significativo che proprio Gotti Tedeschi abbia insistito a ripetere che no, «non c'è stata nessuna incomprensione, i rapporti con la Banca d'Italia sono pressoché perfetti e continui e anzi sono stati loro a darci i suggerimenti più importanti». Tutte le procedure di ingresso nella «White List», e quindi l'adesione della Santa Sede alle normative europee antiriciclaggio. E ancora, poiché la Banca d'Italia non vigila quella vaticana, le procedure con le banche italiane secondo le direttive. E infine le nuove regole di controllo e autorizzazione dentro lo Ior: vedi i conti correnti.

A tutto questo si aggiunge l'organizzazione interna alla Santa Sede: la commissione affidata al cardinale Attilio Nicora per adeguarsi alle esigenze della «White List»; e un organo di vigilanza che in prospettiva dovrà controllare tutte le finanze vaticane, guidato dallo stesso Nicora: il cardinale diventerà una sorta di banchiere centrale vaticano, come Draghi in Italia. Il proposito è di voltare pagina. Ma il timore è che dentro le Mura, sospirano Oltretevere, «ci sia chi non vuole fare pulizia».

Gian Guido Vecchi
27 settembre 2010
http://www.corriere.it/cronache/10_...ci_1d8c605e-c9fb-11df-9db5-00144f02aabe.shtml
 

Mari'

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29/9/2010

IOR, manca "impegno formale"
MARCO TOSATTI


Un alto funzionario bancario europeo ha commentato l'affermazione secondo cui lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) abbia preso un impegno pieno rispetto alle nuove normative europee contro il riciclaggio di denaro sporco.


Un alto funzionario bancario europeo ha commentato l’affermazione secondo cui lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) abbia preso un impegno pieno rispetto alle nuove normative europee contro il riciclaggio di denaro sporco. Jeffrey Owens, che dirige la politica fiscale per l'organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo economico (OCSE), ha detto che la Banca del Vaticano deve ancora fare "un impegno formale agli standard di trasparenza e allo scambio di informazioni a fini fiscali." Dirigenti dello IOR hanno parlato con i funzionari OCSE dei loro piani per essere in piena conformità con le norme europee, ha confermato Owens. Ma il processo è incompleto. "La velocità dei negoziati dipende molto da loro," ha detto Owens. Ettore Gotti Tedeschi, il capo della IOR, ha detto che la Banca del Vaticano sta lavorando verso l'inclusione nella "white list" delle Nazioni che applicano pienamente le normative europee. Ma in questo momento, ha detto Owens, il Vaticano non ha ancora adottato i passaggi necessari per l'inclusione nella "lista grigia" delle giurisdizioni che sono in conformità parziale con le norme europee. Gli sforzi per rendere completamente trasparente nei suoi rapporti finanziari IOR riferito hanno incontrato qualche opposizione da all'interno del Vaticano. La Banca del Vaticano ospita ancora conti bancari numerati registrati per clienti che non sono membri del clero. Gotti Tedeschi sta cercando di quei conti, ha detto il Corriere della Sera, come parte della sua campagna per portare lo IOR nel rispetto delle nuove norme bancarie di trasparenza.

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/t...blog=196&ID_articolo=963&ID_sezione=&sezione=



:rolleyes:
 

Mari'

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la banca vaticana e l'inchiesta

Ior, il presidente sentito dai pm
«Ho agito secondo le regole»


Gotti Tedeschi e le presunte omissioni legate alle norme anti-riciclaggio: «C'è stato un equivoco»



Ettore Gotti Tedeschi (La Presse)


ROMA - È durato alcune ore l'interrogatorio, nella Procura capitolina, di Ettore Gotti Tedeschi. Il presidente dello ior è stato ascoltato assieme a paolo Cipriani, direttore generale della banca vaticana, nell'ambito dell'inchiesta su presunte omissioni legate alle norme antiriciclaggio. «Non abbiamo nulla da nascondere. Abbiamo chiesto noi di essere interrogati, tutto è stato fatto secondo le regole» ha detto Gotti Tedeschi.

«EQUIVOCO» - «C’è stato un equivoco, speriamo che tutto questo venga chiarito» ha aggiunto Gotti Tedeschi. L’atto istruttorio che ha riguardato Gotti Tedeschi e Cipriani è durato complessivamente circa 4 ore. I due dirigenti sono accusati di aver commesso delle omissioni rispetto alla normativa antiriclaggio in merito alla gestione di un conto corrente. La scorsa settimana è stato disposto il sequestro di depositi per 23 milioni di euro.

http://www.corriere.it/cronache/10_...io_88eeaa00-cc8a-11df-b9cd-00144f02aabe.shtml



Gotti Tedeschi ai pm: "Ho agito secondo le regole"

Il presidente della Banca vaticana è indagato per violazione della normativa antiriciclaggio

A
ll'Istituto per le opere di religione tutto è stato fatto secondo le regole. Ad assicurarlo ai pm di piazzale Clodio è il presidente della Banca vaticana Ettore Gotti Tedeschi. Al termine dell'interrogatorio, lasciando la procura romana, il numero uno dello Ior ha ribadito ai cronisti la sua estraneità alle accuse: "Abbiamo chiesto noi di essere interrogati. Tutto è stato fatto secondo le regole. C'è stato un equivoco, speriamo che tutto questo venga chiarito". Il "noi" include anche il direttore generale dell'istituto, Paolo Cipriani, indagato insieme a Gotti Tedeschi per violazione delle norme antiriciclaggio. L’interrogatorio è durato complessivamente circa 4 ore.

I due dirigenti sono accusati di aver commesso delle omissioni rispetto alla normativa antiriclaggio in merito alla gestione di un conto corrente. La scorsa settimana è stato disposto il sequestro di depositi per 23 milioni di euro.


30/09/2010
http://libero-news.it/news/499989/Ior__Gotti_Tedeschi_ai_pm___Ho_agito_secondo_le_regole_.html


In poche parole: Piglia, incarta e, porta a casa :mad:
 

Mari'

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Aggiornamenti

Ior, nuove verifiche dei magistrati
Accertamenti su 2 operazioni sospette


Il tribunale del Riesame ha confermato oggi il sequestro preventivo dei 23 milioni di euro depositati su un conto del Credito Artigiano



ROMA - Altre presunte operazioni sospette dello Ior sono finite nel mirino della magistratura romana, titolare degli accertamenti sui 23 milioni di euro 1 depositati su un conto del Credito Artigiano e per i quali il tribunale del Riesame ha confermato oggi il sequestro preventivo.

Le operazioni sospette in questione risalgono rispettivamente al novembre 2009 ed all'ottobre dello stesso anno e riguardano assegni per 300 mila euro incassati su un conto dello Ior presso un'agenzia Unicredit e un prelievo di 600 mila euro da un conto aperto in Intesa San Paolo e intestato a un sacerdote.

Delle operazioni si parla nei documenti consegnati la scorsa settimana al tribunale del Riesame dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Stefano Rocco Fava, in vista della discussione del ricorso dello Ior. Gli inquirenti ritengono che la documentazione possa dimostrare che la Banca Vaticana abbia un 'modus operandi' che viola da tempo la normativa vigente in materia di antiriciclaggio.

In particolare, dai documenti emerge che il quadro accusatorio attribuito al presidente Ettore Gotti Tedeschi e al direttore generale Paolo Cipriani è più complicato di quello che si pensava in un primo momento. Anche in questi casi, a segnalare le anomalie alla procura è stata l'unità informazioni finanziarie (Uif) della Banca d'Italia.

L'operazione relativa ai 300mila euro incassati dallo Ior su un conto Unicredit sono stati negoziati con una persona che si è presentata come Maria Rossi, e che è stata indicata dalla banca come la madre di un reverendo, titolare del conto. Dalle indagini è tuttavia emerso che quei soldi provengono da fondi di una banca di San Marino e che quello di Maria Rossi è un nome fittizio.

Un mese prima, a ottobre del 2009, presso una filiale di Intesa SanPaolo sarebbe avvenuto un prelievo di 600mila euro in contanti senza che lo Ior ne avesse indicato la destinazione. Alla richiesta di delucidazioni da parte della banca, lo Ior avrebbe replicato che i soldi servivano per missioni religiose senza fare riferimento alla natura e allo scopo dell'operazione.

La Uif ha comunicato alla procura che, nel solo 2009, sul conto aperto presso Intesa SanPaolo sono stati movimentati 140 milioni di euro in contanti. Tra i beneficiari dei bonifici c'è anche don Evaldo Biasini, economo della congregazione dei missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù, già coinvolto nell'inchiesta della procura di Perugia sui lavori per il G8 della Maddalena e sugli altri eventi affidati alla Protezione Civile. Secondo i pm perugini, don Evaldo era il custode dei fondi neri dell'imprenditore Diego Anemone.



(20 ottobre 2010)
http://www.repubblica.it/cronaca/20...su_2_operazioni_sospette-8260004/?ref=HRER2-1
 

Mari'

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Ior, violate norme anticiclaggio
"Ignorati obblighi trasparenza e tracciabilità"


Depositate le motivazioni del provvedimento con il quale il tribunale del Riesame di Roma ha confermato il sequestro di 23 milioni di euro. "L'istituto è da considerarsi una banca estera extracomunitaria", non applicabile pertanto il regime semplificato


Il procuratore aggiunto Nello Rossi


ROMA - Lo Ior ha violato gli obblighi delle norme antiriclaggio, a cominciare dai criteri di trasparenza delle operazioni bancarie. E' quanto emerge dalle motivazioni, depositate oggi, con le quali il tribunale del Riesame di Roma due giorni fa ha confermato il sequestro di 23 milioni di euro dello Ior 1. "Pur richiesto dall'interlocutore bancario, l'istituto vaticano non ha comunicato per chi (per sè o per eventuali terzi, di cui comunicare le generalità) intendesse eseguire le due operazioni, nè natura e scopo delle stesse. E' dunque documentalmente dimostrata la violazione degli obblighi penalmente sanzionati dalle norme" antiriciclaggio, si legge nel documento.

In particolare lo Ior, secondo i giudici, ordinando con un fax il 6 settembre scorso al Credito Artigiano di trasferire 20 milioni di euro alla Jp Morgan di Francoforte e altri 3 alla Banca del Fucino, "non si è uniformato ai criteri di trasparenza e tracciabilità delle operazioni compiute con banche italiane, imposti dalla normativa antiriciclaggio, anche con sanzioni penali, per impedire la circolazione di capitali illeciti".

Nel ricorso al tribunale del Riesame, presieduto da Claudio Carini, i difensori di Gotti Tedeschi e Cipriani avevano sollecitato la revoca del sequestro preventivo sostenendo che le operazioni sospette finite al vaglio del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Stefano Rocco Fava non costituiscono bonifici a favore di terzi, ma "operazioni di girofondi o giroconti" per ragioni di cassa.

"Pur richiesto dall'interlocutore bancario, l'istituto Vaticano non ha comunicato per chi (per sè o per eventuali terzi, di cui comunicare le generalità) intendesse eseguire le due operazioni, nè natura e scopo delle stesse", prosegue il tribunale del riesame di Roma (presidente Claudio Carini).

Il collegio, nel provvedimento, ricorda che lo Ior "deve considerarsi a tutti gli effetti una Banca estera extracomunitaria, appartenente ad un ordinamento non incluso nella lista dei paesi extracomunitari con 'regime antiriciclaggio equivalente' agli standard vigenti degli Stati dell'Unione Europea" e che "gli intermediari italiani nei rapporti con l'istituto Vaticano non possono applicare gli obblighi semplificati di adeguata verifica previsti dalla normativa ma devono conformarsi, per ogni singola operazione, agli obblighi rafforzati di adeguata verifica".

E quindi, nel caso specifico, "è documentalmente dimostrata la violazione degli obblighi penalmente sanzionati dalle norme di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 55 del decreto legislativo 231/07".



(22 ottobre 2010)
http://www.repubblica.it/cronaca/20...ighi_norme_anticiclaggio-8335629/?ref=HRER1-1
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Eh sì, non se lo aspettavano. Ora grideranno e si lamenteranno della "persecuzione" della Chiesa ... e poi insabbieranno, come sempre ;)
 

Mari'

Utente di lunga data
Eh sì, non se lo aspettavano. Ora grideranno e si lamenteranno della "persecuzione" della Chiesa ... e poi insabbieranno, come sempre ;)

Non possiamo fare altro che "aspettare" ;)
 

Mari'

Utente di lunga data
Lo Ior e quei conti con i soldi della mafia

pubblicato il 28 ottobre 2010 alle 09:37



Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ce lo racconta: denaro delle cosche è transitato presso la banca del Vaticano. Complice un prete, parente di mafiosi.

Antonio Bonaccorsi, fratello di un boss condannato con sentenza definitiva, sarebbe stato in grado di riciclare almeno 300mila euro di soldi sporchi. Attraverso la banca del Vaticano. La storia, scabrosa, la racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: “Soldi delle cosche riciclati attraverso un sacerdote presso lo Ior”, è l’incipit del suo pezzo, che è tutto un programma.

PRETE IN FAMIGLIA – Fortuna per i Bonaccorsi: fa sempre comodo avere un prete in famiglia. E’ infatti stato Orazio, sacerdote e rampollo della dinastia, a consegnare le chiavi del conto Ior, “dal quale accedeva tramite computer”, scrive il Corriere. “L’analisi della movimentazione dimostra che altri hanno ottenuto i codici d’accesso e utilizzato quello stesso conto corrente per spostare migliaia e migliaia di euro”, continuano da Via Solferino. E chi mai avrebbe avuto interesse a questi transiti allegri di denaro? E’ da verificare: scattano dunque, “dopo i sequestri” dei fondi provenienti dai conti del Credito Artigiano, altre verifiche sulla banca del Vaticano: gli inquirenti ci vogliono vedere chiaro, perchè l’ipotesi, a questo punto, sarebbe riciclaggio di denaro sporco – e non solo violazione degli obblighi di legge sulla trasparenza bancaria.


APPALTI – Tutto parte da un appalto vinto dai Bonaccorsi presso la Regione Sicilia: ovviamente c’è di mezzo un giro di fatture false, ma quello che interessa agli inquirenti è che fine facciano i soldi che i Bonaccorsi percepiscono, che iniziano a fare il giro dei conti correnti, “attraverso numerose banche, per giungere all’istituto che ha permesso il riciclaggio”. E si arriva così dentro le mura della città Leonina. I soldi accreditati dalla regione Sicilia finiscono sul conto di Orazio Bonaccorsi, appunto il prete di famiglia, che, con assegno a se stesso, lo gira sul conto Ior della Banca di Roma: i magistrati hanno messo tutto per iscritto. Arrivati in Vaticano, i soldi tornano in Sicilia: “Nove bonifici verso la banca di Novara, filiale di Catania: per un importo complessivo di 225mila di euro“. Stante il fatto che tutti questi traffici sono stati effettuati dal computer, con metodo home banking, sarebbe vitale a questo punto per la procura riuscire a capire chi altri abbia la disponibilità dei codici di accesso a questi conti. Il Vaticano, interrogato in merito, nicchia: “Sono vicende passate, oggi non sarebbe più possibile”.





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28-10-10

IOR: GOTTI TEDESCHI, ACCUSA RICICLAGGIO DA SEMPLICE EQUIVOCO


(ASCA) - Roma, 28 ott - ''Lo Stato italiano, la Banca d'Italia e la Procura di Roma hanno fatto il loro dovere. Mi amareggia solo che l'infortunio sia avvenuto proprio mentre io e il direttore generale Paolo Cipriani, un professionista di esemplari capacita', siamo impegnati, con le autorita' preposte, al conseguimento della massima trasparenza in ottemperanza a quanto disposto dalla Segreteria di stato''.

Cosi' parla Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell'Istituto per le opere di religione, indagato per presunte omissioni legate alla normativa antiriciclaggio.

''E comunque lo Ior non e' una banca'' aggiunge Gotti Tedeschi in un'intervista al settimanale ''Panorama'' edicola domani. ''Definirlo cosi' e' un errore concettuale. Che fa una banca? Raccolta e impiego. Lo Ior non eroga crediti, non ha azionisti che attendono la remunerazione, non e' quotato e non deve produrre a tutti i costi una redditivita' minima del capitale. Il suo risultato e' il servizio che offre a diocesi, congregazioni ed enti religiosi''.

La Santa sede, riconosce il banchiere, era rimasta fuori dagli accordi internazionali sulla trasparenza e contro il ricilaggio: ''Ma ultimamente ci siamo resi conto che era prioritario superare questo ostacolo. Abbiamo incaricato la piu' grande societa' di revisione al mondo, Deloitte, di rivedere tutte le procedure; abbiamo lavorato con Bankitalia, in assoluta e totale cooperazione a tutti i livelli; abbiamo avviato contatti a Parigi con l'Ocse e con il Gruppo di azione finanziaria contro il riciclaggio di denaro. In pochi mesi s'e' trovata un'intesa con cinque banche italiane.

Purtroppo agli inizi di settembre una serie sfortunata di coincidenze ha creato un equivoco su un'operazione'', che secondo il banchiere ''e' stato un trasferimento da conto Ior a conto Ior, una semplice operazione di tesoreria. Quanto di piu' lontano da un sospetto di riciclaggio''.

com-gc/mcc/bra

http://www.asca.it/news-IOR__GOTTI_...CLAGGIO_DA_SEMPLICE_EQUIVOCO-961150-ORA-.html


;)
 

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
L’ombra di Sodano dietro il riciclaggio dello Ior

pubblicato il 15 novembre 2010 alle 10:30

L’ex segretario di Stato tirato in ballo anche nell’affaire che oggi coinvolge Gotti Tedeschi. Da un insospettabile.



Si sa, il denaro è lo sterco del demonio, ma può servire ad arare i campi del Signore. E nessuno ha mai dimostrato di saperlo meglio rispetto ad Angelo Sodano, cardinale che nella storia della Chiesa verrà ricordato per aver chiesto durante il conclave come volesse essere chiamato, da Papa, l’appena eletto Joseph Ratzinger. E anche per aver presentato le dimissioni da segretario di Stato un annetto dopo, per “sopraggiunti limiti di età”.
UNA STORIA FAMOSA – Verrà ricordato meno, invece, per altre imprese che gli vengono ogni tanto attribuite. L’ultima, quella di aver avuto un ruolo nelle questioni dello Ior per la questione dell’antiriciclaggio. Proprio quella che viene ricordata oggi a proposito dell’avviso di garanzia ricevuto dall’attuale presidente, Ettore Gotti Tedeschi, e dal direttore generale dell’Istituto per le Opere di Religione, Angelo Cipriani, e del sequestro di 23 milioni di euro ancora oggi bloccati su un conto di una filiale romana del Credito Artigiano. La storia è ormai famosa: di mezzo c’è la movimentazione di 23 milioni di euro, depositati su un conto dello Ior presso il Credito e destinati alla J.P. Morgan Frankfurt (20 milioni) e alla Banca del Fucino (3 milioni). Dal Credito chiedono la destinazione e il rispetto della normativa antiriciclaggio, dal Vaticano non rispondono neppure e allora la banca italiana fa partire la segnalazione alla Banca d’Italia, da cui parte l’indagine per riciclaggio in cui oggi i vertici operativi dell’istituto vaticano sono coinvolti.
…CON UN RISVOLTO IGNOTO – Meno famosa è invece la curiosa circostanza che vuole che il Credito Valtellinese, la banca che possiede il Credito Artigiano da cui è partita la segnalazione a Bankitalia che ha fatto nascere l’inchiesta per riciclaggio, abbia come presidente un membro del consiglio di sovraintendenza dello Ior, uno dei due organismi che, insieme alla Commissione cardinalizia di Vigilanza (dove ci sono Tarcisio Bertone, Telesphore Placidus Toppo, Odilo Pedro Scherer, Jean Louis Tauran e Attilio Nicora), ovvero Giovanni De Censi, che condivide il posto nel Consiglio di sovrintendenza, con Ronald Schmitz, Carl Anderson e Manuel Soto Serrano; Massimo Tulli è il vice di Cipriani.
TEDESCHI PASSAVA PER CASO – Così come meno nota è la circostanza che vuole Gotti Tedeschi pronto a precisare ai pm che non è sua una delle due firme presenti sui fax con cui venne ordinato di fare i bonifici e che l’altra è sicuramente di Cipriani. Nel verbale il presidente dello Ior ipotizza che l’altra firma possa essere del vice-direttore Tulli. Quindi aggiunge di avere saputo delle operazioni dal Sole 24 Ore: “Io leggo su ‘Ventiquattr’ore’ di questa inadempienza, chiamo immediatamente Cipriani e tutto quello che da questo momento io so me lo ha detto Cipriani, d’accordo?”. Gotti Tedeschi invita piu’ volte i magistrati a rivolgere le domande tecniche sul funzionamento dello Ior al dg. “Se a me mancasse la confidenza e la fiducia in Cipriani, non saprei più a chi darla – sottolinea a un certo punto - In dieci mesi io non ho avuto il tempo di valutare anche la qualita’ delle persone, ho dovuto identificarmi dando fiducia a qualcuno, senno’ come fa un presidente a orientare le scelte strategiche di un’istituzione di cui nessuno sa niente, unica al mondo. Non si studia a scuola che cosa e’ lo Ior”.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Questo articolo è brillantissimo ... una bellissima presa in giro di chi si è trovato con le mani nel sacco e divertente per noi lettori, se non si trattasse di uno scandalo senza paragoni.

Forse, qualcuno si chiederà gli origini della mafia di oggi. Conviene approfondire e smontare questa organizzazione che si nasconde abilmente, ma non troppo, all'ombra della Chiesa. Che purtroppo non è estranea e/o inconsapevole.
 

Mari'

Utente di lunga data
Questo articolo è brillantissimo ... una bellissima presa in giro di chi si è trovato con le mani nel sacco e divertente per noi lettori, se non si trattasse di uno scandalo senza paragoni.

Forse, qualcuno si chiederà gli origini della mafia di oggi.
Conviene approfondire e smontare questa organizzazione che si nasconde abilmente, ma non troppo, all'ombra della Chiesa. Che purtroppo non è estranea e/o inconsapevole.
C'e' un libro che doremmo leggere tutti:



Osso, Mastrosso e Carcagnosso: all’origine della mafia

By Docmafie – 23 agosto 2010Posted in:
'Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra, Libri, Lombardia, Mafia pugliese





Le immagini di Enzo Patti, lo scritto di Enzo Ciconte, le parole di un magistrato antimafia come Vincenzo Macrì, il telaio sul quale è stato posto con dovizia di particolari e quasi a sintesi di decennali conoscenze dall’ex presidente delle commissioni antimafia regionale e nazionale, Francesco Forgione. Tutto questo per raccontare una leggenda che tanto leggenda pare non sia, ed è quella della nascita delle tre più pericolose organizzazioni mafiose del nostro Paese, mafia, ‘ndrangheta e camorra, su quello che all’epoca era un isolotto, nel mare delle Egadi a Favignana. Si parla di riti, ma anche di realtà criminale, forte, marcata, negli accenti, nelle violenze e oggi nelle infiltrazioni.
Osso, Mastrosso e Carcagnosso i “fondatori”, che in comune con i mafiosi di oggi hanno anche il verbo e il comportamento, che come i moderni mafiosi insistono nel ritrovare tra le pagine delle sacre scritture, della bibbia, mafiosi che chiudono lettere in cui ordinano vendette sanguinose salutandosi in nome di Madonne e Santi. Mafiosi come il capo mafia di Mazara, Andrea Manciaracina, ma non solo lui, avrebbero usato la bibbia, sottolineandone alcuni passaggi per fare passare all’esterno alcuni messaggi. Mafiosi come il latitante di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro, che nel giorno dell’anniversario della morte del padre, il “campiere” capo mafia, il “padrino” Francesco Messina Denaro, fece pubblicare un necrologio citando versetti del vangelo di San Matteo.
Leggenda? Mica tanto. Nicola Calipari l’uomo dei servizi morto in Iraq salvando dal sequestro la giornalista Giuliana Sgrena, in Australia addirittura andò a trovare uno dei codici della ‘ndragheta. Osso, Matrosso e Carcagnosso erano tre cavalieri di Toledo che nel 1400 ripararono a Favignana dopo che col sangue avevano lavato l’onore violato della sorella, a Favignana restarono in cella per 30 anni. I segni della dominazione spagnola restano ancora ben visibili in una parte dell’isola dove è stato trovato, grazie anche alle ricerche di un sacerdote, un trono, e anche delle stanze, alcune adibite a celle e a luoghi di tortura. Da quella detenzione la leggenda racconta che i tre uscirono con saperi diversi ma con un comune denominatore, Osso restò in Sicilia spargendo il sapere mafioso di Cosa Nostra, Carcagnosso, andò a Napoli fondando lì la camorra, Mastrosso, si fermò in Calabria a fondare la ‘ndrangheta, forse quella riuscita meglio perché per secoli è rimasta la meno vista, la più sommersa, delle organizzazioni criminali.Tutta leggenda? A leggere le poche righe di don Pietro Ulloa, procuratore generale di Trapani del 1838. ”Non vi è impiegato in Sicilia che non si sia prostrato al cenno di un prepotente e che non abbia pensato di trarre profitto dal suo ufficio. Questa generale corruzione ha fatto ricorrere il popolo a rimedi oltremodo strani e pericolosi. Vi ha in molti paesi delle Fratellanze, specie di sette che diconsi partiti, senza riunione, senz’altro legame che quello della dipendenza da un capo, che qui è un possidente, là unt arciprete. Una cassa comune sovviene ai bisogni, ora di far esonerare un funzionario, ora di conquistarlo, ora di proteggere un funzionario, ora di incolpare un innocente…al centro di tale stato di dissoluzione evvi una capitale …città nella quale vivono 40 mila proletari, la cui sussistenza dipende dal lusso e dal capriccio dei grandi. In questo umbelico di Sicilia si vendono gli uffici pubblici, si corrompe la giustizia, si fomenta l’ignoranza”.Era il 1838, ma potrebbe ancora essere il 2010.


Da Libera informazione

http://www.docmafie.it/2010/08/23/ndrangheta/osso-mastrosso-carcagnosso-origine-mafia/



 
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