Avete capito perché questa storia è finita cosi?
Perché ognuno dei protagonisti e dei personaggi che si sono trovati coinvolti aveva qualcosa da nascondere.
Ognuno, dalla madre di Sempio fino ad addirittura la stessa Chiara fino ai personaggi coinvolti nelle indagini.
Un lato nascosto che ha incasinato ogni cosa.
Per alcuni cose banali, molto comuni, come le foto pornografiche sul computer di Stasi, insieme a foto di gattini e altre amenità che qualcuno giudica strane, ma che hanno tutti. Qualsiasi maschio aveva e ha foto porno sul computer, sono le cartelle per masturbarsi quando si ha voglia. Oppure le strane conversazioni di Chiara riguardo agli intrallazzi. Di che e con chi?
Ma quanti di noi parlando con le amiche o anche qui fanno discorsi di questo tipo?
O le registrazioni nell'auto di Sempio, i vocali in cui lui appare un... morto di figa, diciamolo.
Ognuno dei protagonisti, comprese le figure istituzionali che si trombavano le romene nei privè di zona, aveva una sua vita nascosta, che in una paese di provincia non corrispondeva a quella pubblica, un ruolo che non doveva emergere in questa indagine, in cui la soluzione del caso era secondaria rispetto alla difesa della propria vita.
Tutto quindi appare grottesco, in un andirivieni di vicini pettegoli, che vedono biciclette o luci accese, sentono tonfi nei fossetti dietro casa della nonna di Chiara dopo che è entrata una Cappa.
Forse nessuno di noi immagina come quella desolata zona sia piena di luoghi dove buttare qualsiasi cosa senza che venga mai ritrovata per cui una testimonianza come questa è assurda.
E quindi è tutto un fiorire di tentativi di rendere tutto apparentemente e moralmente normale, quando non lo può essere in alcun modo.
Tutte brave persone, all'apparenza.