Perchè non sono riuscito a fermarmi?

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Nobody

Utente di lunga data
Non è una stronzata, infatti. Il punto è, a mio modesto avviso, che sono loro che si sono fatti zerbini perché sono loro che non si sono perdonati. Il mettersi in una posizione subordinata lo sceglie il perdonato.
Poi, io non lo so come funziona esattamente, ma è probabile che sia un processo graduale, una sorta di cammino, che forse si dovrebbe fare insieme, un po' come lo descriveva Kid nel suo 3d, con alti e bassi, ci si arriva insieme al perdono, ci si ricostruisce insieme; non può essere che io mi sveglio una mattina e ti perdono, azzero tutto e amici come prima.

Ci sono ladri e ladri, come ci sono traditori e traditori e come ci sono traditi e traditi: molto dipende dalle reazioni di ognuno, dal suo carattere e da quanto si era costruito prima del tradimento, com'era il rapporto prima del tradimento.

:)



Da quello che ho sempre letto, nessuna delle due ha mai veramente perdonato il marito: la prima porta dentro un rancore tale che mi preoccuperei per la sua salute fisica, la seconda si è distaccata emotivamente, è come se vivesse su due piani diversi, il prima e il dopo.

:)
:up::up::up:
 

lolapal

Utente reloaded
Sul primo capoverso: e che aveva detto di diverso tubarao?
Sul secondo:
Erano stati chiesto esempi e io li ho portati.
Ma infatti ieri ho detto al tuba "parlaim e non se capaim"... :D
Mettiamo insieme quello che dice tuba e quello che dice busco e abbiamo tutta la gamma...

Seriamente: la questione sta nella parola "perdono". Come dice sienne è un valore e quindi non posso perdonare per vendicarmi, non lo concepisco se per me è un valore, non lo faccio per mettere in una posizione di subalterità l'altro che ho perdonato. Sta qui lo stridìo che, credo, sente anche Sbri...

Gli esempi erano calzanti, ma anche qui viene fuori il fatto che quello non è il perdono vero, come lo concepisco io, almeno...


:smile:
 

sienne

lucida-confusa
Parlo arabo anch'io, a quanto pare.

:)

Ciao Chiara,


nel focus stanno due cose: il perdono e un certo comportamento da parte del tradito.
Loro non hanno perdonato. Non sussiste una correlazione in questi due casi ...

Così l'ho capito. E non mi viene in mente, chi abbia perdonato e poi trattato da zerbino ...


sienne
 

danny

Utente di lunga data
Io non ho mai perdonato mia moglie.
Di che devo perdonarla?
Di avere avuto una storia con un altro oppure di avermi fatto male quando l'ho scoperta?

Io l'ho capita.
Ho compreso le sue ragioni, il perché sia successo.
Non l'ho giustificata: per me è stata egoista, stronza, menefreghista.
Lo è stata in quel momento e conservo ancora in me il ricordo di come si è comportata.
E il mio giudizio negativo.
Ma avrei potuto essere io al suo posto, non siamo molto diversi noi due.
Per cui mi son detto: è successo, andiamo avanti senza troppo rancore, e miglioriamo le nostre vite.
Siamo felici, o perlomeno cerchiamo di non essere infelici troppo a lungo.
Tutta questa menata sul perdonare presuppone una superiorità morale, vera o presunta, di una persona rispetto ad un altra, ma io non mi sento superiore a nessuno, e non vorrei mai esserlo.
In una coppia preferisco essere pari. Uguale.
 

Tubarao

Escluso
Il condannato a morte che riceve la grazia, oltre a pensare che culo che ho avuto, credo che sia anche molto grato e riconoscente verso colui che l'ha concessa.
 

danny

Utente di lunga data
Il condannato a morte che riceve la grazia, oltre a pensare che culo che ho avuto, credo che sia anche molto grato e riconoscente verso colui che l'ha concessa.

Però quello che citi è un esempio in cui vi è un rapporto subordinato.
In una coppia l'equilibrio è dato dalla parità dei due elementi che la compongono.
La gratitudine può avere una sua ragion d'essere, ma sarà sempre limitata nel tempo.
Per quanto si voglia e si pretenda, se vi erano problemi prima del tradimento, ci saranno anche successivamente.
E il perdono in questo non rappresenta una soluzione.
 

Nobody

Utente di lunga data
Io non ho mai perdonato mia moglie.
Di che devo perdonarla?
Di avere avuto una storia con un altro oppure di avermi fatto male quando l'ho scoperta?

Io l'ho capita.
Ho compreso le sue ragioni, il perché sia successo.
Non l'ho giustificata: per me è stata egoista, stronza, menefreghista.
Lo è stata in quel momento e conservo ancora in me il ricordo di come si è comportata.
E il mio giudizio negativo.
Ma avrei potuto essere io al suo posto, non siamo molto diversi noi due.
Per cui mi son detto: è successo, andiamo avanti senza troppo rancore, e miglioriamo le nostre vite.
Siamo felici, o perlomeno cerchiamo di non essere infelici troppo a lungo.
Tutta questa menata sul perdonare presuppone una superiorità morale, vera o presunta, di una persona rispetto ad un altra, ma io non mi sento superiore a nessuno, e non vorrei mai esserlo.
In una coppia preferisco essere pari. Uguale.
non è vero... anzi spesso chi perdona riesce a farlo proprio perchè si sente vicino all'altro e non certo superiore. Quello di cui parli tu è un falso perdono, solo un atto d'orgoglio. E penso anche che chi perdona davvero perdona molto raramente.
 
Ultima modifica:

Tubarao

Escluso
Però quello che citi è un esempio in cui vi è un rapporto subordinato.
In una coppia l'equilibrio è dato dalla parità dei due elementi che la compongono.
La gratitudine può avere una sua ragion d'essere, ma sarà sempre limitata nel tempo.
Per quanto si voglia e si pretenda, se vi erano problemi prima del tradimento, ci saranno anche successivamente.
E il perdono in questo non rappresenta una soluzione.
Dal momento che vieni beccato con le dita nella marmellata, o qualcos'altro fra le gambe di una che non è tua moglie, a meno che tu non sia Lothar, un minimo di colpevolezza la senti, e gioco forza diventa un rapporto subordinato.
 
è subordinato solo se tu provi qualcosa per chi tradisci, altrimenti è il contrario
Dal momento che vieni beccato con le dita nella marmellata, o qualcos'altro fra le gambe di una che non è tua moglie, a meno che tu non sia Lothar, un minimo di colpevolezza la senti, e gioco forza diventa un rapporto subordinato.
 

danny

Utente di lunga data
non è vero... anzi spesso chi perdona riesce a farlo prorpio perchè si sente vicino all'altro e non certo superiore. Quello di cui parli tu è un falso perdono, solo un atto d'orgoglio.
E di quello si stava parlando, infatti.
Io ho visto assimilare anche il concetto di perdono a quello di clemenza.
Il che presuppone un colpevole e una vittima all'interno di una coppia.
Ma sappiamo quante variabili ha la natura umana, e quanto comunque accentuare i ruoli che ho citato porti ugualmente a una disparità all'interno di una coppia e quindi a un suo disequilibrio.
Il perdono è la rinuncia al rancore e alla vendetta, ma io non ho notato questa cosa in molte argomentazioni.
Anzi mi viene assimilato il perdono come miglior vendetta.
Insomma, io non credo che molti qui abbiano perdonato veramente.
Io non l'ho fatto.
 

danny

Utente di lunga data
Dal momento che vieni beccato con le dita nella marmellata, o qualcos'altro fra le gambe di una che non è tua moglie, a meno che tu non sia Lothar, un minimo di colpevolezza la senti, e gioco forza diventa un rapporto subordinato.

Quindi la colpevolezza è solo conseguente al fatto di essere beccato?
Un ladro è tale solo se viene arrestato?
 

Nobody

Utente di lunga data
E di quello si stava parlando, infatti.
Io ho visto assimilare anche il concetto di perdono a quello di clemenza.
Il che presuppone un colpevole e una vittima all'interno di una coppia.
Ma sappiamo quante variabili ha la natura umana, e quanto comunque accentuare i ruoli che ho citato porti ugualmente a una disparità all'interno di una coppia e quindi a un suo disequilibrio.
Il perdono è la rinuncia al rancore e alla vendetta, ma io non ho notato questa cosa in molte argomentazioni.
Anzi mi viene assimilato il perdono come miglior vendetta.
Insomma, io non credo che molti qui abbiano perdonato veramente.
Io non l'ho fatto.
si, ha infinite variabili, sono d'accordo... ogni caso è a sè. Non so quanti possano aver perdonato davvero, sicuramente non è una cosa facile.
 

Tubarao

Escluso
Aridaje. Giuro che è l'ultima volta che lo scrivo perché a questo punto credo che m'avete messo su scherzi a parte e fra poco esce qualcuno con la telecamera.

Io non ho detto che colui che perdona, agisce con lo scopo di vendicarsi.

Ho detto che l'azione che compie, perdonare o chiamatelo quello che stracazzo vi pare, mette il perdonato in una posizione quantomeno di riconoscenza e gratitudine verso l'altro, per i più disparati motivi.

Ho dato a questa cosa la definizione di Sublime Vendetta.
 

lothar57

Utente di lunga data
Dal momento che vieni beccato con le dita nella marmellata, o qualcos'altro fra le gambe di una che non è tua moglie, a meno che tu non sia Lothar, un minimo di colpevolezza la senti, e gioco forza diventa un rapporto subordinato.
Tuba ma i traditori sono tutti cosi',dovresti saperlo bene no???non solo Lothar...
 

zanna

Utente di lunga data
Aridaje. Giuro che è l'ultima volta che lo scrivo perché a questo punto credo che m'avete messo su scherzi a parte e fra poco esce qualcuno con la telecamera.

Io non ho detto che colui che perdona, agisce con lo scopo di vendicarsi.

Ho detto che l'azione che compie, perdonare o chiamatelo quello che stracazzo vi pare, mette il perdonato in una posizione quantomeno di riconoscenza e gratitudine verso l'altro, per i più disparati motivi.

Ho dato a questa cosa la definizione di Sublime Vendetta.
Per il primo neretto :tv::popcorn: ... già sai :mrgreen:
Per il secondo state dicendo la stessa cosa, sempre se il traditore sente ancora qualcosa e stà li porgendo la pargoletta mano, ma vi divertite troppo con i distinguo :p
 

Sbriciolata

Escluso

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Il marito di Diletta non mi par proprio, Chiara. Almeno, da quello che ho letto... altro che zerbino.
Non so. Diletta Continua a ripetere che deve rigar dritto altrimenti sa cosa gli aspetta.
:)
Tu come la Vei sta cosa?

Ps. Che poi lei sia in grado di mettere in atto le minacce è un'altra faccenda.
 
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