Perché solo all'inizio?

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Lettrice

Utente di lunga data
Certo.
Possibile che sia tanto difficile capirlo?
Riconoscere una cultura come tale non significa appartenervi, condividerla, approvarla.
Ma se si tratta di espressioni del modo di sentire di chi abbiamo accanto è segno di rispetto volerle conoscere e capire.
Altrimenti si dà il messaggio di non essere interessati e di rifiutare il modo di sentire dell'altro con un atteggiamento di pseudo superiorità che fa venir voglia di cercare comprensione altrove..

Infatti erano tutti convinti che io mi sarei trovata un amante.
Infatti... a me la Pausini fa cagare ... cio' non toglie che sia cultura popolare, nonche' uno dei maggiori rappresentanti della cosi'detta Musica Leggera Italiana
 

Fedifrago

Utente di lunga data
se un uomo è interessato a me intuisce da solo il perché di certi miei gusti , la sensibilità che c'è dietro...
e ,pur non condividendoli, li rispetta perchè fanno parte di quello che ama.
a me pare così semplice
Chiara, concisa... perfetta direi!
 

Mari'

Utente di lunga data
La Pausini è CULTURA popolare?



Per la musica o per i testi? Certo anche i film dei Vanzina sono cultura popolare...
... pensa che anche il famoso Mario Merola, re in assoluto della sceneggiata napoletana, fa parte del patrimonio di cultura popolare.
 

Lettrice

Utente di lunga data
O

Old giobbe

Guest
Il problema non è il fare e cosa fare (mi sembra che tu non sia certo il tipo superficiale che riduce il problema a questo) ma il significato che viene attribuito a quel che si fa o non si fa.
Tu attribuisci un grande valore al cibo, tua moglie forse non alla condivisioni degli interessi, ma alla condivisione dell'avere degli interessi ed essere apprezzati e non denigrati per questo.
Il tuo definire paccottiglia l'artigianato o modernariato (non ricordo bene) che interessa a tua moglie era non voler comprendere il suo modo di rapportarsi agli oggetti e vederne una storia dietro.

Faccio un esempio totalmente diverso. Se a me piace o piaceva un film o una canzone non è per il suo valore "artistico" nel senso di qualità, ma per quello che mi evoca. Il non aver mai voluto neanche chiedere o voler capire perché mi piacesse una canzone della Pausini, liquidandola e liquidandomi come canzone banale e commerciale l'ho sempre vissuto come un'incapacità di essere lui profondo e non certo come segno della mia superficialità e svalutazione di me della mia (in)competenza musicale.
Perché non cercavo di comprendere gli hobby di mia moglie, la denigravo e criticavo?
Perché avevo perso la stima in lei.
Perché lei non lavorava, era pigra e indolente.
Per me invece il lavoro è una cosa molto importante che valorizza e da un senso alla vita della persona.
Si può dire che mia moglie quasi fingeva di lavorare. Ogni tanto faceva qualcosina.
In tutta la sua vita ha solo lavoricchiato.
Lei è figlia unica e lavora per il padre che le ha sempre lasciato fare quello che voleva.
Il padre è una persona buona, ma è un traditore incallito.
Per metter a tacere la sua coscienza ha sempre accontentato in tutto e per tutto moglie e figlia.
Mio suocero ha abdicato al ruolo di padre, non ha sfidato la figlia a migliorarsi, a sforzarsi per raggiungere i suoi obiettivi.
Mia moglie è cresciuta viziata, circondata di affetto, di elogi e di cose materiali.
Ma è venuta su senza spina dorsale.
Perché l'ho sposata allora? Perché ne ero innamorato e non sapevo che lei fosse così.
Sinceramente io non pensavo che esistessero persone così.
Credevo che, a parte rarissime eccezioni, tutti lavorassero con amore e dedizione.
Mia moglie cambia di hobby quasi una volta al mese.
Passa dalla tessitura dei tappeti, ai lavori in legno, alla pittura, al tennis, al volontariato, alla palestra, alla decorazione di scatole in cartone ecc.
Ci mette 15 giorni ad informarsi e a comprare tutta l'attrezzatura. A volte l'attrezzatura rimane per sempre nuova e impacchettata in soffitta, altre volte la usa per una settimana o due, finché si stufa.
Un altro problema di mia moglie sono le crisi di tristezza da vittima sacrificale che le prendono ciclicamente ogni sei mesi.
Per sei mesi si lamenta del padre perché è un adultero. Poi per altri sei mesi passa a lamentarsi di un suo problema fisico. Poi passa ad intristirsi perché ha un problema all'utero e non può avere figli ecc.
Nei primi anni di matrimonio cercavo di spronarla con gentilezza.
Poi sono passato ad infastidirmi e ad arrabbiarmi con il suo comportamento.
A volte ci ho anche litigato e l'ho schernita e denigrata per vedere se migliorava qualcosa.
Comportandomi così l'ho fatta soffrire parecchio.
Negli ultimi tempi mi ero quasi rassegnato ad accettarla così com'era (anche se speravo sempre in un miracolo).
Qual'è il problema di mia moglie?
Io ho sempre pensato che fosse un problema esistenziale.
Lei non ha voglia di fare nulla perché non ha dato un senso alla sua vita.
È credente ma credo che la sua Fede sia molto tiepida. Il suo incontro con Dio è stato appena “di striscio”.
Non sa perché vive, non ha motivi per cui lottare.
Per questo non si importa con il lavoro. Per questo i suoi hobby sono fuochi di paglia.
Tutto questo la rende un'eterna infelice, un'insoddisfatta cronica.
E non riuscendo a realizzare nulla, la sua autostima cade sempre più in basso.
Come dice sempre Ninna, voglio precisare che mia moglie ha anche un sacco di virtù e non solo difetti e che nonostante il tradimento, io continuo a volergli bene.

Io mi auguro che il tradimento sia un'occasione di riscatto per mia moglie.
Forse il cadere tanto in basso la obbligherà a guardare dentro se stessa e ad interrogarsi sulla propria vita.
Non credo che le sofferenze vengano “gratis”: c'è sempre una conquista nascosta dietro l'angolo di ogni sofferenza.
Io sono il prossimo più prossimo di mia moglie, ho il dovere di aiutarla ad incontrare la sua vita.
Se non lo faccio io, chi lo farà?
Non certo i genitori o le amiche che sono ancora più persi di lei.
E nemmeno quella testa vuota dell'amante che la sta solo usando.
Per ironia del destino, o per grazia di Dio, io adesso mi trovo nelle stesse condizioni di mia moglie.
Il tradimento è stata una bella botta e mi son sentito mancare la terra sotto i piedi.
Pur essendo sereno e non soffrendo più ho perso gran parte dell'interesse per il lavoro (forse adesso rendo 1/10 di quello che rendevo prima) e nulla riesce a darmi una soddisfazione piena.
Ho perso una gran parte dei motivi per cui vivere, per questo posso capire bene in che triste stato mia moglie abbia passato tutta la sua vita.


P.S. Ninna quel che mi ha fatto perdere la stima di mia moglie è stata la sua pigrizia, la sua indolenza.
Tu devi capire qual'è la tua caratteristica che non va proprio giù a tuo marito.
Quando avrai individuato questa cosa, sarai vicina alla soluzione dei problemi.
 
O

Old alesera

Guest
Perché non cercavo di comprendere gli hobby di mia moglie, la denigravo e criticavo?
Perché avevo perso la stima in lei.
Perché lei non lavorava, era pigra e indolente.
Per me invece il lavoro è una cosa molto importante che valorizza e da un senso alla vita della persona.
Si può dire che mia moglie quasi fingeva di lavorare. Ogni tanto faceva qualcosina.
In tutta la sua vita ha solo lavoricchiato.
Lei è figlia unica e lavora per il padre che le ha sempre lasciato fare quello che voleva.
Il padre è una persona buona, ma è un traditore incallito.
Per metter a tacere la sua coscienza ha sempre accontentato in tutto e per tutto moglie e figlia.
Mio suocero ha abdicato al ruolo di padre, non ha sfidato la figlia a migliorarsi, a sforzarsi per raggiungere i suoi obiettivi.
Mia moglie è cresciuta viziata, circondata di affetto, di elogi e di cose materiali.
Ma è venuta su senza spina dorsale.
Perché l'ho sposata allora? Perché ne ero innamorato e non sapevo che lei fosse così.
Sinceramente io non pensavo che esistessero persone così.
Credevo che, a parte rarissime eccezioni, tutti lavorassero con amore e dedizione.
Mia moglie cambia di hobby quasi una volta al mese.
Passa dalla tessitura dei tappeti, ai lavori in legno, alla pittura, al tennis, al volontariato, alla palestra, alla decorazione di scatole in cartone ecc.
Ci mette 15 giorni ad informarsi e a comprare tutta l'attrezzatura. A volte l'attrezzatura rimane per sempre nuova e impacchettata in soffitta, altre volte la usa per una settimana o due, finché si stufa.
Un altro problema di mia moglie sono le crisi di tristezza da vittima sacrificale che le prendono ciclicamente ogni sei mesi.
Per sei mesi si lamenta del padre perché è un adultero. Poi per altri sei mesi passa a lamentarsi di un suo problema fisico. Poi passa ad intristirsi perché ha un problema all'utero e non può avere figli ecc.
Nei primi anni di matrimonio cercavo di spronarla con gentilezza.
Poi sono passato ad infastidirmi e ad arrabbiarmi con il suo comportamento.
A volte ci ho anche litigato e l'ho schernita e denigrata per vedere se migliorava qualcosa.
Comportandomi così l'ho fatta soffrire parecchio.
Negli ultimi tempi mi ero quasi rassegnato ad accettarla così com'era (anche se speravo sempre in un miracolo).
Qual'è il problema di mia moglie?
Io ho sempre pensato che fosse un problema esistenziale.
Lei non ha voglia di fare nulla perché non ha dato un senso alla sua vita.
È credente ma credo che la sua Fede sia molto tiepida. Il suo incontro con Dio è stato appena “di striscio”.
Non sa perché vive, non ha motivi per cui lottare.
Per questo non si importa con il lavoro. Per questo i suoi hobby sono fuochi di paglia.
Tutto questo la rende un'eterna infelice, un'insoddisfatta cronica.
E non riuscendo a realizzare nulla, la sua autostima cade sempre più in basso.
Come dice sempre Ninna, voglio precisare che mia moglie ha anche un sacco di virtù e non solo difetti e che nonostante il tradimento, io continuo a volergli bene.

Io mi auguro che il tradimento sia un'occasione di riscatto per mia moglie.
Forse il cadere tanto in basso la obbligherà a guardare dentro se stessa e ad interrogarsi sulla propria vita.
Non credo che le sofferenze vengano “gratis”: c'è sempre una conquista nascosta dietro l'angolo di ogni sofferenza.
Io sono il prossimo più prossimo di mia moglie, ho il dovere di aiutarla ad incontrare la sua vita.
Se non lo faccio io, chi lo farà?
Non certo i genitori o le amiche che sono ancora più persi di lei.
E nemmeno quella testa vuota dell'amante che la sta solo usando.
Per ironia del destino, o per grazia di Dio, io adesso mi trovo nelle stesse condizioni di mia moglie.
Il tradimento è stata una bella botta e mi son sentito mancare la terra sotto i piedi.
Pur essendo sereno e non soffrendo più ho perso gran parte dell'interesse per il lavoro (forse adesso rendo 1/10 di quello che rendevo prima) e nulla riesce a darmi una soddisfazione piena.
Ho perso una gran parte dei motivi per cui vivere, per questo posso capire bene in che triste stato mia moglie abbia passato tutta la sua vita.


P.S. Ninna quel che mi ha fatto perdere la stima di mia moglie è stata la sua pigrizia, la sua indolenza.
Tu devi capire qual'è la tua caratteristica che non va proprio giù a tuo marito.
Quando avrai individuato questa cosa, sarai vicina alla soluzione dei problemi.
Giobbe sei sempre un grande!
 

Bruja

Utente di lunga data
........

se un uomo è interessato a me intuisce da solo il perché di certi miei gusti , la sensibilità che c'è dietro...
e ,pur non condividendoli, li rispetta perchè fanno parte di quello che ama.
a me pare così semplice
Quoto totalmente...
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Perché non cercavo di comprendere gli hobby di mia moglie, la denigravo e criticavo?
Perché avevo perso la stima in lei.
Perché lei non lavorava, era pigra e indolente.
Per me invece il lavoro è una cosa molto importante che valorizza e da un senso alla vita della persona.
(...)
Io mi auguro che il tradimento sia un'occasione di riscatto per mia moglie.
Forse il cadere tanto in basso la obbligherà a guardare dentro se stessa e ad interrogarsi sulla propria vita.
Non credo che le sofferenze vengano “gratis”: c'è sempre una conquista nascosta dietro l'angolo di ogni sofferenza.
Io sono il prossimo più prossimo di mia moglie, ho il dovere di aiutarla ad incontrare la sua vita.
Se non lo faccio io, chi lo farà?
Non certo i genitori o le amiche che sono ancora più persi di lei.
E nemmeno quella testa vuota dell'amante che la sta solo usando.
Per ironia del destino, o per grazia di Dio, io adesso mi trovo nelle stesse condizioni di mia moglie.
Il tradimento è stata una bella botta e mi son sentito mancare la terra sotto i piedi.
Pur essendo sereno e non soffrendo più ho perso gran parte dell'interesse per il lavoro (forse adesso rendo 1/10 di quello che rendevo prima) e nulla riesce a darmi una soddisfazione piena.
Ho perso una gran parte dei motivi per cui vivere, per questo posso capire bene in che triste stato mia moglie abbia passato tutta la sua vita.


P.S. Ninna quel che mi ha fatto perdere la stima di mia moglie è stata la sua pigrizia, la sua indolenza.
Tu devi capire qual'è la tua caratteristica che non va proprio giù a tuo marito.
Quando avrai individuato questa cosa, sarai vicina alla soluzione dei problemi.
Io capisco il tuo punto di vista che ti porta a essere comprensivo nei confronti di tutti, ma il consiglio a Ninna che viene insultata e deve impegnarsi per non esserlo più mi sembra un po' azzardato.

Per quanto riguarda il tuo rappportarti a tua moglie, mi sembra che tu mantenga comunque un atteggiamento di superiorità davvero irritante.
I traditi, al pari dei traditori, devono rielaborare l'accaduto, ma non credo che tu l'abbia ancora fatto.
 

Verena67

Utente di lunga data
Giobbe, trovo toccante la tua testimonianza, ma qui dovremmo sentire anche l'altra campana.

Io non penso - mi riferisco al tuo consiglio a Ninna - che uno sia "sbagliato" per l'altro, e quindi il rapporto si raffreddi.

Ribadisco il mio pensiero che le crisi nascono sempre IN NOI, e che è sbagliato che il "tradito" (o il meno "considerato" dei due coniugi) si ammazzi di sensi di colpa ed esamoni di coscienza DA SOLO...!
 
O

Old giobbe

Guest
Io capisco il tuo punto di vista che ti porta a essere comprensivo nei confronti di tutti, ma il consiglio a Ninna che viene insultata e deve impegnarsi per non esserlo più mi sembra un po' azzardato.

Per quanto riguarda il tuo rappportarti a tua moglie, mi sembra che tu mantenga comunque un atteggiamento di superiorità davvero irritante.
I traditi, al pari dei traditori, devono rielaborare l'accaduto, ma non credo che tu l'abbia ancora fatto.

Volevo dire che Ninna deve mettersi nei panni del marito per capire cos'è che lo fa irritare così facilmente. Poi la responsabilità di tutto ciò potrebbe essere di Ninna come del marito.
Posso sbagliarmi completamente, ma, leggendo tra le righe, credo che il problema possa essere l'atteggiamento poco “sottomesso” di Ninna. Se realmente fosse così la colpa sarebbe del marito e non certo di Ninna.
Questa è un'analisi della situazione in cui si è sviluppato il tradimento.
Avrei potuto descriverla con le stesse parole anche prima di sapere di essere tradito, non credo che sia influenzata dalla mancata elaborazione del tradimento.
All'inizio del matrimonio pensavo fosse solo un po' di pigrizia, un periodo transitorio legato ad una preoccupazione che la affliggeva particolarmente. Sparita la preoccupazione sarebbe ritornata la normalità.
Poi col tempo ho visto che ad una preoccupazione ne subentrava un'altra e che quella era la normalità. A quel punto ho intuito che il problema di mia moglie era di natura esistenziale.
Sto analizzando e giudicando unilateralmente il comportamento di mia moglie: sto facendo le domande e dando le risposte. È quasi inevitabile che traspara un irritante atteggiamento di superiorità.
 
Ultima modifica:
O

Old giobbe

Guest
Giobbe, trovo toccante la tua testimonianza, ma qui dovremmo sentire anche l'altra campana.

Io non penso - mi riferisco al tuo consiglio a Ninna - che uno sia "sbagliato" per l'altro, e quindi il rapporto si raffreddi.

Ribadisco il mio pensiero che le crisi nascono sempre IN NOI, e che è sbagliato che il "tradito" (o il meno "considerato" dei due coniugi) si ammazzi di sensi di colpa ed esamoni di coscienza DA SOLO...!

Lo so che andrebbero analizzati in due, ma se lei non vuole, come cavolo faccio?


Avevamo iniziato qualche mese fa ad analizzare insieme i problemi.
Lei mi aveva chiesto perdono, aveva detto che mi amava e che voleva ritornare insieme a me.
Le ho detto che avrebbe dovuto buttare la scheda del cellulare e cancellare gli account vecchi di Skype e MSN. Si è offesa e l'ha presa come una mancanza di fiducia nei suoi confronti.
Percepivo con chiarezza l'ambivalenza nei suoi atteggiamenti.
I rapporti si sono raffreddati e credo che lei sia ritornata a frequentare l'amante.
Son qua che aspetto che la situazione migliori.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Volevo dire che Ninna deve mettersi nei panni del marito per capire cos'è che lo fa irritare così facilmente. Poi la responsabilità di tutto ciò potrebbe essere di Ninna come del marito.
Posso sbagliarmi completamente, ma, leggendo tra le righe, credo che il problema possa essere l'atteggiamento poco “sottomesso” di Ninna. Se realmente fosse così la colpa sarebbe del marito e non certo di Ninna.
Questa è un'analisi della situazione in cui si è sviluppato il tradimento.
Avrei potuto descriverla con le stesse parole anche prima di sapere di essere tradito, non credo che sia influenzata dalla mancata elaborazione del tradimento.
All'inizio del matrimonio pensavo fosse solo un po' di pigrizia, un periodo transitorio legato ad una preoccupazione che la affliggeva particolarmente. Sparita la preoccupazione sarebbe ritornata la normalità.
Poi col tempo ho visto che ad una preoccupazione ne subentrava un'altra e che quella era la normalità. A quel punto ho intuito che il problema di mia moglie era di natura esistenziale.
Sto analizzando e giudicando unilateralmente il comportamento di mia moglie: sto facendo le domande e dando le risposte. È quasi inevitabile che traspara un irritante atteggiamento di superiorità.
Elaborare il tradimento è un processo complesso (si può anche interrompersi, non riuscirci o ...decidere di non farlo) ma comprende anche comprendere cosa non funzionava nel rapporto.
Ma quel che non funzionava non può essere lei (o lui ...comunque chi ha tradito) era sbagliato e io non ho saputo "aggiustarlo", ma ora lo saprei fare se si impegna a diventare giusto/a...
Non si può se si vuole ricostruire.
Tu dovresti vederla come una donna nuova, di cui scopri ora la personalità e la vuoi con la sua personalità e non con una diversa.
Altrimenti tutto questo dolore, perdono e pazienza sono inutili.
Ognuno di noi ha dei difetti, ma chi ami lo ami con i suoi difetti che non vedi neppure tali, ma se vuoi che si corregga ...non lo ami.
 

Bruja

Utente di lunga data
Giobbe

Scusa se taglio corto, ma giusto per collocare bene le caselle del mosaico del tuo matrimonio..... abbiamo letto quello che tua moglie non é, o meglio che colpevolmente non sa essere.... tuttavia sarei curiosa di sapere le qualità che hai detto che avrebbe (parafrasando Ninna)....
La valanga di incapacità che hai descritto lascia poco spazio ad una sua immagine che riscatti qualcosa della vostra unione.
Lo chiedo solo perché non vorrei che tu avessi già ben chiaro il quadro di come era, e nel tempo, non riuscendo più a sopportare la reiterazione delle sue "doti negative" ti fossi reso conto che su quelle "positive" non si poteva far sufficientemente conto per tenere la bilancia decentemente in asse.
Bruja
 
O

Old giobbe

Guest
Elaborare il tradimento è un processo complesso (si può anche interrompersi, non riuscirci o ...decidere di non farlo) ma comprende anche comprendere cosa non funzionava nel rapporto.
Ma quel che non funzionava non può essere lei (o lui ...comunque chi ha tradito) era sbagliato e io non ho saputo "aggiustarlo", ma ora lo saprei fare se si impegna a diventare giusto/a...
Non si può se si vuole ricostruire.
Tu dovresti vederla come una donna nuova, di cui scopri ora la personalità e la vuoi con la sua personalità e non con una diversa.
Altrimenti tutto questo dolore, perdono e pazienza sono inutili.
Ognuno di noi ha dei difetti, ma chi ami lo ami con i suoi difetti che non vedi neppure tali, ma se vuoi che si corregga ...non lo ami.
Nell'ultimo periodo di matrimonio avevo quasi perso ogni speranza che mia moglie si “aggiustasse”. Mi ero rassegnato ad accettarla così com'era anche se segretamente speravo in un “miracolo”.
Poi ho capito che era così tanto distante e apatica perché c'era “l'altro”.
Io credo che quando tornerò insieme a mia moglie per prima cosa risolveremo il problema dei differenti linguaggi dell'amore.
I “difetti”, le ferite della vita le cureremo strada facendo. A volte non è sufficiente la vita intera per curare queste ferite.
Il rincontro, come dice Verena, sarà un riscegliersi pur consapevoli dei difetti dell'altro.
È verissimo che amare significa accettare l'altro con i suoi difetti, ma se per esempio mia moglie fosse un'alcolizzata, oltre ad accettarla, sarebbe mio dovere aiutarla a liberarsi di questo vizio.
Ti spiego come vedo le cose io.
Col matrimonio io e mia moglie siamo diventati una cosa sola.
Il matrimonio è un cammino di santificazione che si percorre in due, invece che da soli.
Io sono corresponsabile della salvezza di mia moglie e viceversa.
È chiaro che la salvezza è individuale, ma mia moglie è il mio prossimo più prossimo.
La coppia è una sorta di luogo di elezione dove uno può mostrare, senza paura, le sue ferite all'altro.
L'intimità del matrimonio permette il confronto aperto e questo lascia emergere le ferite di entrambi.
I problemi di mia moglie e i miei derivano in gran parte dalla nostra infanzia.
La coppia è il luogo giusto per curare queste ferite.
Il matrimonio è come se fosse un ospedale che permette la cura delle ferite che la vita ci ha inferto.
La vita a due è così: è un cammino verso la maggior conoscenza di se stesso e dell'altro. E se oltre a conoscersi, si riesce pure a curare le proprie ferite, ancora meglio.
Mia moglie è cosciente di essere sempre infelice, di avere problemi esistenziali da risolvere.
Anch'io sono cosciente dei miei difetti, ne abbiamo già parlato.
Adesso sono io che devo aver pazienza nei confronti di mia moglie, ma il futuro nessuno lo conosce.
Fra cinque anni i ruoli potrebbero essere invertiti. Non esiste solo il tradimento, per esempio io potrei ammalarmi gravemente e lei potrebbe accudirmi e a farmi quasi da madre.
Dalla mia esperienza ho imparato che la sofferenza non è una cosa sterile, prima o poi dà sempre frutti positivi.
Per esempio LdS ha sofferto parecchio a causa dei genitori egoisti, ma questo gli fatto sviluppare una grande sensibilità nei confronti dei bambini. Probabilmente sarà un ottimo padre.
Non ho la certezza che mia moglie risolverà, a causa del tradimento, i suoi problemi esistenziali, è solo una cosa che io mi auguro. Soltanto offrirei volentieri la mia sofferenza per questa causa.
 
O

Old giobbe

Guest
Scusa se taglio corto, ma giusto per collocare bene le caselle del mosaico del tuo matrimonio..... abbiamo letto quello che tua moglie non é, o meglio che colpevolmente non sa essere.... tuttavia sarei curiosa di sapere le qualità che hai detto che avrebbe (parafrasando Ninna)....
La valanga di incapacità che hai descritto lascia poco spazio ad una sua immagine che riscatti qualcosa della vostra unione.
Lo chiedo solo perché non vorrei che tu avessi già ben chiaro il quadro di come era, e nel tempo, non riuscendo più a sopportare la reiterazione delle sue "doti negative" ti fossi reso conto che su quelle "positive" non si poteva far sufficientemente conto per tenere la bilancia decentemente in asse.
Bruja

Quando non sapevo del tradimento non mi è mai passato per la testa di separarmi da mia moglie perché lei era pigra.
Non la considero una cosa grave. Non credo nemmeno che sia completamente responsabile di questo, io imputo ai suoi genitori e al destino una grossa fetta di “colpa”.
È più una ferita che un difetto.
Io credo di poterci convivere tranquillamente per il resto della mia vita con questo suo “difetto”.
Sono tutte cose che non mi spaventano, che sono superabili.
Ogni tanto cadrò perché nessuno è perfetto, ma poi chiederò perdono e mi rialzerò.
Lo so che non dovrei perdere la stima di mia moglie per questo motivo ma sono debole e sbaglio.
Quando la sento dire ad un'amica che sta lavorando molto, le parole mi escono dalla bocca senza passare per il cervello.
Due persone riescono vivere assieme senza ferirsi reciprocamente solo quando sono sepolte nello stesso tumulo.
Quello che più mi dà fastidio è l'accidia, quella mezza-depressione che le rovina la vita.
D'altra parte se uno non fa niente durante tutto il giorno, non può essere contento, realizzato.
È naturale che la sua autostima precipiti.
Sarà una cazzata, ma è vero che il lavoro nobilita l'uomo.
Mia moglie non lavora semplicemente perché è pigra, in verità non ha obiettivi, non sa qual è il suo ruolo nella vita. Il suo è sicuramente un problema esistenziale.
Anche il fatto di avere un problema all'utero e non poter aver figli sicuramente ha influito.
Per completare la misura lei non percepiva il mio amore perché io:
  1. lavoravo troppo e la mettevo in secondo piano rispetto al lavoro;
  2. non la elogiavo (anzi, la criticavo e schernivo);
  3. non l'abbracciavo e non la baciavo;
  4. non ero romantico, confidente e complice.
Moltissime persone hanno problemi esistenziali che rimangono sopiti per la maggior parte della vita.
Forse il fatto che in mia moglie si siano manifestati questi problemi è anche una fortuna, chi lo sa. Riuscire ad individuare la malattia è metà della cura.

Mia moglie come persona mi ricorda molto Ninna.
È una donna con i piedi per terra, “che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale che calcola il giusto, la vita e che sa stare in piedi, per quanto colpita.”
È una donna solare, molto simpatica che conquista l'interlocutore in pochi secondi.
È molto dolce e sensibile. Piange sempre quando vede un'animale soffrire.
È intelligente, generosa, leale, onesta e solidaria.
Soprattutto ha un cuore molto buono.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Senza offesa Giobbe, ma il modo in cui parli della tua attuale moglie mi infastidisce parecchio.

Tu pensi che il lavoro sia bla bla... tu pensi che bla bla... tu pensi che sia una crisi esistenziale bla bla.... scusa ma a parte tu e quello che pensi, provi, sperimenti TU, ma perche' non chiedi a lei... cosi' ti elimini la fatica di pensare per lei.
 
Stato
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