Brunetta
Utente di lunga data
La carriera non mi ha mai interessato.Oggi trovi lavoro essendo onesto?
Di sicuro non fai carriera.
Può essere un effetto collaterale del fare con passione ciò che si fa.
La carriera non mi ha mai interessato.Oggi trovi lavoro essendo onesto?
Di sicuro non fai carriera.
Come sei estremaIo ero preoccupata che cadessero dal balcone. E no, non sono caduti. Non credo che avrebbero imparato qualcosa.
Nel privato scordati di non essere ambizioso.La carriera non mi ha mai interessato.
Può essere un effetto collaterale del fare con passione ciò che si fa.
Stabilire delle regole è fondamentale. Fin da subito.Un genitore deve essere un genitore. E se questo vuole dire anche fare il Brega della situazione, ovvero essere autentico in quel modo, non vi sono problemi.
Il genitore non deve manifestare paura del distacco del figlio tentando di colmare la distanza che si crea nell'adolescenza mettendosi sullo stesso piano, perché rende solo al figlio più impegnativo il percorso di distacco.
La stima nell'adolescenza per un genitore non deve essere un problema: un padre può sembrare ottuso, antico, fascista, repressivo, tutto quello che vuoi, e magari essere bilanciato da una madre più accogliente e comprensiva.
Ma, come hai detto tu, deve rappresentare sé stesso.
Io vedo invece molti genitori oggi che hanno molta paura del distacco dei loro figli, che sono diventati il centro della loro vita, arrivando al punto da ridefinire le regole (sono i figli che decidono, non i genitori).
Io, da sempre, faccio scelte perché mia figlia si renda autonoma. Ma le regole le stabilisco io con lei.
Sai quante volte mi contestano le mamme "Eh, ma non vorrai mica fare il padre all'antica e...".
Io sono padre. E penso a fare il padre. Lascio alle madri il pensare a fare le madri.![]()
Quoto.Stabilire delle regole è fondamentale. Fin da subito.
Temo che molti genitori non mettano paletti ben definiti non solo perché hanno paura di perdere i loro figli, ma perché non hanno voglia.
Facendo il mio lavoro vedo molti genitori che dimostrano un'insensata severità in certi frangenti, e una sbalorditiva pigrizia educativa in altri. Educare costa fatica, vuol dire stare sempre sul pezzo, anche quando sei stanca e non hai energie. Non tutti sono motivati.
Altri lasciano che a dettare le regole siano i figli, fin dalla culla. Guarda caso, tutte le mamme che conosco che allattando dicevano "è mio figlio che deciderà quando smettere", si sono ritrovati figli ingestibili, completamente insofferenti a qualsiasi imposizione da parte del genitore.
Ma io sono profondamente convinta che la regola non serva a nulla se non poggia su una base fatta di amore, affetto, stima e considerazione.
Se tu imponi una regola a un adolescente, senza che questo abbia una visione positiva, amorevole, e quindi autorevole, di te, l'adolescente potrá temerti e apparentemente, rispettare la tua volontà.
Ma appena svoltato l'angolo, sarà libero di combinare le peggio cose.
L'educazione passa attraverso le regole, ma anche l'ascolto. E quando serve il dialogo.
Non è che dialogando si diventi amici o si perda il proprio ruolo. Anche nel dialogo e nell'ascolto reciproco possono essere ben definiti ruoli e confini.
La bravura dell'educatore sta proprio nel tracciare questi confini anche all'interno di un rapporto disteso e non necessariamente conflittuale.
Poi ovvio che il momento di scontro ci sarà. Nel momento in cui metti un limite, chi è limitato proverá a scavalcarlo o, almeno, a lamentarsene.
Non esiste un rapporto educativo efficace senza un conflitto.
Esatto. Spesso è proprio mancanza di voglia e di sbattersi. Cercare di contrastare la volontà di un figlio può essere faticoso e frustrante.Io credo che questo aspetto, calato nel rapporto genitoriale, abbia sfaccettature complesse.
Non sono sicuro che la "fuga dalle responsabilità" di un genitore, che hai ben descritto, quando avviene, si leghi solo alla paura del senso di colpa.
Io vedo in realtà anche tanta sciatteria di base, almeno per i miei parametri.
Vedo che ci si difende ancora molto (troppo per me) dietro il famoso: "embè son bimbi..."
Non si vuole approfondire, si sceglie troppo spesso la via del "tarallucci e vino"
Approfondire ascoltare seguire intervenire,.. è fatica
E implica scendere su terreni pantanosi e insidiosi
E "sporcarsi le mani" appartiene a un modo del fare, al quale si preferisce difendersi dietro i classici e rassicuranti slogan "così fan tutti"
"Son ragazzi" "poi crescono.." etc.. etc...
PS non vale solo per i rapporti genitori figli![]()
Dipende.Nel privato scordati di non essere ambizioso.
Se non lo sei lo paghi.
QuotoStabilire delle regole è fondamentale. Fin da subito.
Temo che molti genitori non mettano paletti ben definiti non solo perché hanno paura di perdere i loro figli, ma perché non hanno voglia.
Facendo il mio lavoro vedo molti genitori che dimostrano un'insensata severità in certi frangenti, e una sbalorditiva pigrizia educativa in altri. Educare costa fatica, vuol dire stare sempre sul pezzo, anche quando sei stanca e non hai energie. Non tutti sono motivati.
Altri lasciano che a dettare le regole siano i figli, fin dalla culla. Guarda caso, tutte le mamme che conosco che allattando dicevano "è mio figlio che deciderà quando smettere", si sono ritrovati figli ingestibili, completamente insofferenti a qualsiasi imposizione da parte del genitore.
Ma io sono profondamente convinta che la regola non serva a nulla se non poggia su una base fatta di amore, affetto, stima e considerazione.
Se tu imponi una regola a un adolescente, senza che questo abbia una visione positiva, amorevole, e quindi autorevole, di te, l'adolescente potrá temerti e apparentemente, rispettare la tua volontà.
Ma appena svoltato l'angolo, sarà libero di combinare le peggio cose.
L'educazione passa attraverso le regole, ma anche l'ascolto. E quando serve il dialogo.
Non è che dialogando si diventi amici o si perda il proprio ruolo. Anche nel dialogo e nell'ascolto reciproco possono essere ben definiti ruoli e confini.
La bravura dell'educatore sta proprio nel tracciare questi confini anche all'interno di un rapporto disteso e non necessariamente conflittuale.
Poi ovvio che il momento di scontro ci sarà. Nel momento in cui metti un limite, chi è limitato proverá a scavalcarlo o, almeno, a lamentarsene.
Non esiste un rapporto educativo efficace senza un conflitto.
E non solo..Esatto. Spesso è proprio mancanza di voglia e di sbattersi. Cercare di contrastare la volontà di un figlio può essere faticoso e frustrante.
Devo rivedere qualcosa.E non solo..
Anche la "forza" di dar seguito alle proprie promesse, quando queste comportano commistione con i propri "interessi"
Io vedo più di un amico/a fare "minacce a salve" verso i figli, tipo: "domani niente mare"
Poi.. c'è un problema.. che al mare non ci dovrebbero andare nemmeno loro (i genitori), e allora... Beh.. che vuoi fare
Io non minaccio mai.
Dico la punizione DOPO e non punisco quasi mai
Ma se la dico, poi eseguo
Una sola volta è bastata, anni fa, mio figlio ancora la ricorda, una domenica a piangere in salotto, dovevamo andare in una villa con piscina a giocare tutto il giorno con i suoi amici, e noi a passare belle ore con i nostri
Niente. Tutti in casa (saranno stati 40 gradi)
Ogni tanto andavo in salotto a dirgli a lui che piangeva "ecco.. pensa adesso i tuoi amici come si divertono in piscina.. e piangi per bene che ti fa bene"
Se minacci a salve e ti rimangi le tue intenzioni, come genitore, almeno da quel punto di vista, sei sputtanato, agli occhi del figlio
Eh sì.. pensaci, davvero è importante secondo meDevo rivedere qualcosa.
Mio figlio attualmente si mette a ridere, quando gli minaccio una punizione....
So che non andrebbero minacciate, ma giustamente eseguite.
In questo mi devo proprio migliorare (davanti a un bimbo di tre anni molto spesso mi scappa da ridere, ma è sbagliato).
Non raccontare queste cose che mi rovini la giornata. :unhappy:Eh sì.. pensaci, davvero è importante secondo me
In 5 km in auto quest'anno con una amica e il figlio a bordo ho visto trasformata una promessa (oggi niente piscina) condita di insulti del bimbo alla mamma (vaffanculo stronza io ci vado) a canticchiare insieme sulle onde di Rovazzi (ovviamente è andato in piscina)
È sbagliatissimo
Meglio una punizione "piccola" ma che si attui con serietà
I figlioli imparano alla svelta
Skorpio, ripeto la domanda, ma i padri - che dovrebbero essere quelli normativi - dove sono?Eh sì.. pensaci, davvero è importante secondo me
In 5 km in auto quest'anno con una amica e il figlio a bordo ho visto trasformata una promessa (oggi niente piscina) condita di insulti del bimbo alla mamma (vaffanculo stronza io ci vado) a canticchiare insieme sulle onde di Rovazzi (ovviamente è andato in piscina)
È sbagliatissimo
Meglio una punizione "piccola" ma che si attui con serietà
I figlioli imparano alla svelta
Eh pensa io che avevo mio figlio dentro l'auto..Non raccontare queste cose che mi rovini la giornata. :unhappy:
Credo che in realtà le madri debbano essere contemporaneamente madri e padri ed è difficile trovare un equilibrio.In una famiglia classica i ruoli si esprimevano attraverso codici differenti.
Più accogliente e protettivo quello materno, più severo e normativo quello paterno.
L'equilibrio tra le due componenti determinava le caratteristiche dell'individuo secondo un ruolo privato e sociale.
In tempi recenti il ruolo del padre è stato destrutturato lasciando sul podio solo quello materno e questo ha gettato discredito sull'intera componente adulta parentale a causa della rottura dei legami intergenerazionali.
Senza una "guida" equilibrata i giovani sono facile preda delle seduzioni edonistico-consumistiche che vengono accolte senza più filtro.
La storia raccontata da Skorpio ne è la dimostrazione.
Senza più padri, e senza più trasmissione normativa da parte loro, le madri si possono tranquillamente sottomettere.
Il padre in questa circostanza era a circa 400 KmSkorpio, ripeto la domanda, ma i padri - che dovrebbero essere quelli normativi - dove sono?
Se mia moglie facesse così - e non fa così - io la cazzierei.
Dopo aver cazziato il figlio, si intende, e in separata sede.
Oh, ma le parolacce... no, eh.
Hai ragione.E non solo..
Anche la "forza" di dar seguito alle proprie promesse, quando queste comportano commistione con i propri "interessi"
Io vedo più di un amico/a fare "minacce a salve" verso i figli, tipo: "domani niente mare"
Poi.. c'è un problema.. che al mare non ci dovrebbero andare nemmeno loro (i genitori), e allora... Beh.. che vuoi fare
Io non minaccio mai.
Dico la punizione DOPO e non punisco quasi mai
Ma se la dico, poi eseguo
Una sola volta è bastata, anni fa, mio figlio ancora la ricorda, una domenica a piangere in salotto, dovevamo andare in una villa con piscina a giocare tutto il giorno con i suoi amici, e noi a passare belle ore con i nostri
Niente. Tutti in casa (saranno stati 40 gradi)
Ogni tanto andavo in salotto a dirgli a lui che piangeva "ecco.. pensa adesso i tuoi amici come si divertono in piscina.. e piangi per bene che ti fa bene"
Se minacci a salve e ti rimangi le tue intenzioni, come genitore, almeno da quel punto di vista, sei sputtanato, agli occhi del figlio
Queste sono le cose che mi fanno imbufalireEh sì.. pensaci, davvero è importante secondo me
In 5 km in auto quest'anno con una amica e il figlio a bordo ho visto trasformata una promessa (oggi niente piscina) condita di insulti del bimbo alla mamma (vaffanculo stronza io ci vado) a canticchiare insieme sulle onde di Rovazzi (ovviamente è andato in piscina)
È proprio così.. è decidere di "fare sul serio" e trasmettere questoHai ragione.
Io una volta, quando mia figlia aveva 4-5 anni, le avevo detto che avrei regalato agli amichetti sotto casa i giochi fuori posto se lei non li avesse rimessi in ordine dopo aver giocato. Non ha messo a posto, sfidandomi (mia figlia da piccola era bella tosta), così ho fatto il sacco e l'ho portato giù, distribuendo a tutti i giochi. Ce n'erano di belli, alcuni nuovi, altri regalati, a cui anch'io tenevo molto. I bambini più grandicelli mi guardavano come se fossi un mostro. Mi piangeva il cuore a darli via, ma ormai dovevo farlo.
Da quel giorno mia figlia ha sempre messo regolarmente a posto la camera (anzi, quando avevano la stanza in comune, la metteva a posto pure per il fratello). Ma io ho imparato a minacciare (e poi dare) castighi adeguati al tipo di 'mancanza'.
Anche se ogni tanto anche adesso li minaccio di buttare i cellulari dalla finestra![]()