ho letto le prime 3 o 4 risposte che hai ricevuto
e sono, almeno in parte, diverse da quella che mi suscita il tuo scritto
quello che questa vicenda ti può insegnare
è che la tua arte non ti fa tanto diverso da milioni che tradiscono per mero egoismo
teorizzando, è vero, il valore della libertà
ma intendendo solo la loro
e nemmeno ti fa diverso da miliardi di traditi che, prima, si sentivano "al sicuro"
sentivano di non poter essere traditi o che, ove lo fossero stati, la cosa sarebbe stata gestita a livello razionale o, addirittura, non sarebbe stata considerata rilevante
neppure ti fa diverso dai tanti traditori che poi si scoprono traditi
e ne soffrono visceralmente anche trovandosi a lottare con la contraddizione tipica della loro situazione
l'autostima collassa in tutti i traditi
poi si riprende, di solito
a te forse augurerei che si riprendesse un filino meno
aggiungo
c'è egoismo in chi tradisce
ma anche nella reazione di si scopre tradito
ma in ciò che scrivi sembra davvero che la tua compagna rilevi ben poco
ci sei tu, solo tu
e le ferite reali o potenziali alla tua immagine di te stesso
non vuoi pena o commiserazione
rivendichi di aver tradito per il gusto di farlo, per la soddisfazione delle tue esigenze
non certo perchè qualcosa ti venisse negato (a te ? e quando mai?)
non ti abbassi a spiare
non sei affranto al pensiero di loro 2 insieme
ecc. ecc.
ci sono suggerimenti che diamo spesso ai traditi
(tipo: concentrati su te stesso)
che nel tuo caso non possono valere
non debbono proprio
tu sei concentratissimo su te stesso
e sarebbe il caso di capire se è un modo di difenderti dal male che ti farebbe concentrarti su altro
ma quello che non si trova nel tuo post è il "noi"
se hai sentimenti che non siano rivolti esclusivamente a te sarebbe il caso che li tirassi fuori
reprimerli per autodifesa non può essere una terapia contro il dolore
se non li hai, invece, sarebbe il caso di razionalizzare per decidere i tuoi passi futuri