In genere....
Sbagli oggi nel credere che tra i tuoi doveri ci sia anche quello di lottare per entrambi. Se lui non ha intenzione di lottare un matrimonio non si fa da soli.
Quanto a dove hai sbagliato, mi domando io: ancora te lo chiedi?
Prendendo spunto da questa risposta di Grande mi rifaccio all'argomento iniziale, che non era il sacrificio fine a sé stesso, ma il sacrificare le nostre più esposte ed estreme libertà per rientrare in un discorso di convivenza che, se ha come base l'amore, ci permette di fare il tutto senza sforzo.
Va da sé che chi é afflitto, deluso, disilluso, ferito nelle spettative e svilito dalle inutili speranze di una risposta da chi ci è caro/a, non può più avere un qualunque rapporto con l'argomento in questione se non per vedere retroattivamente cosa ha immesso nel rapporto e cosa ne ha tratto.
E' ovvio che il contesto va filtrato da esperienze in cui uno dei due é stato sordo, cieco e menefreghista circa gli sforzi dell'altro/a, ma é anche vero che non ha senso avere rimpianti perché si é stati sé stessi, e quel che conta alla fine é quello che siamo noi, non quello che ci possono portare ad essere.
Amarax é una persona che ha fatto delle scelte in cui alla fine il suo stato d'animo, iusato o sbagliato che sia, la fa sperare ad oltranza anche se i presupposti sono massimamente negativi, Anna é una persona realista e con tensioni non risolte, ma che guarda alla vita con la voglia di vivere comunque e quantunque per sé stessa.... e fa benissimo, sarebbe solo sperabile che accadesse con più rilassatezza.
A Miciolidia dico che lapalissiano che l'amore ci rende disponibili, aperti e spontaneamente generosi, ma é quando la parte innamorata e passionale di questo sentimento si quieta che serve capire quanto si é disposti a continuare (reciprocamente sia chiaro) sulla linea impostata. L'equilibrio rorro ha ancora qualche chances se uno dei due é più compremsivo, più paziente, più dialogante.... insomma quando ci sono termini di "negoziato affettivo"; il dire che si é dato gratis, non é altro che l'essere stati sé stessi, né si sarebbe potuti essere da meno, e come giustamente dici, si ama solo in una maniera, quella che NOI sentiamo giusta, grata, spesso donativa.
Il mio post voleva ben significare l'interscambio di queste attenzioni e le conseguenti cure in caso di problematiche.... insomma ho postato quella che dovrebbe essere la linea di due essere pensanti che prima di amarsi si rispettano.... se così non fosse si dovrebbe avere la faccia di dichiararlo senza usufruire gratuitamente della dedizione dell'altro/a mentre ci si rivolge altrove, per la solita faccenda del "non pagare il dazio"!!!
I santi stanno in paradiso, lo si sà, ma non é obbligatorio restare a forza nel campo avverso, quello dei furfanti e dei furbastri sentimentali.
Bruja