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Beman30

Utente di lunga data
Ciao juan, ho letto la tua storia (non tutto il 3d), quindi non so se hai già tentato di reagire un pò...

invece di vedere il baratro ecc... Perchè non provi a vedere tutte le nuove possibili opportunità che ti si presentano o ti si presenteranno davanti? Credo che per poter essere liberi di scegliere o in questo caso di "ri-scegliere" una persona il protagonista (tu) debba essere scevro da qualsiasi paura di qualsiasi natura essa sia.
mi sembri spaventato dal mondo là fuori e se consideri che la realtà è ciò che percepiamo, la tua percezione ti sta impedendo di vedere ciò che il mondo ti offre.
Ad esempio se la paura di restare solo ti domina, tornerai da questa persona con uno spirito assolutamente sbagliato, invece se dimostri a te stesso che sei in grado di farcela che saresti tranquillamente in grado di avere altre relazioni come e quando vorrai e se decidessi di tornare comunque da lei, allora saprai che il sentimento è reale, lo fai perchè scegli questa persona e non perchè hai paura...

Ripeto, non avendo letto tutto magari ho sbagliato di brutto e in realtà hai già fatto tutto quel che dovevi fare!
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Non so ancora bene cosa provo, ma ho tentato un riavvicinamento e mi sono riscoperto molto più freddo di quanto avrei immaginato...

Per quello che ho vissuto io: i primi riavvicinamenti, a botta calda, sono a dir poco focosi, anche sessualmente. Atraverso il corpo ci si comunica tutta la marmaglia di sentimenti reciproci che ci abita, poi subentra una specie di fredda calma e si altalena, ma la cosa certa è che mai niente sarà come prima soprattutto a livello di spontaneità. Pensieri i più disparati animeranno le dita e le corde vocali, guideranno le nostre azioni senza passare per la volontà, e lo stare vicino all'altro ha da rivestirsi di abiti nuovi di pacca; altro stile, altra fattura. Normale che si sia spiazzati e che ci si trovi freddi.

Bello quello che hai scritto e come lo hai fatto :)
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
Ciao juan, ho letto la tua storia (non tutto il 3d), quindi non so se hai già tentato di reagire un pò...

invece di vedere il baratro ecc... Perchè non provi a vedere tutte le nuove possibili opportunità che ti si presentano o ti si presenteranno davanti? Credo che per poter essere liberi di scegliere o in questo caso di "ri-scegliere" una persona il protagonista (tu) debba essere scevro da qualsiasi paura di qualsiasi natura essa sia.
mi sembri spaventato dal mondo là fuori e se consideri che la realtà è ciò che percepiamo, la tua percezione ti sta impedendo di vedere ciò che il mondo ti offre.
Ad esempio se la paura di restare solo ti domina, tornerai da questa persona con uno spirito assolutamente sbagliato, invece se dimostri a te stesso che sei in grado di farcela che saresti tranquillamente in grado di avere altre relazioni come e quando vorrai e se decidessi di tornare comunque da lei, allora saprai che il sentimento è reale, lo fai perchè scegli questa persona e non perchè hai paura...

Ripeto, non avendo letto tutto magari ho sbagliato di brutto e in realtà hai già fatto tutto quel che dovevi fare!
Ciao,
Quel che scrivi è giusto, ed infatti il baratro simboleggia proprio le paure. Ed è solo affrontandole (saltando giù) che uno può veramente dire di essersene liberato.

Nel mio caso più che paura di restare solo (ho avuto ben più di una possibilità di non restare solo in questi quattro mesi), o di non farcela ad affrontare il quotidiano (vivere da soli è decisamente meglio che vivere con un'altra persona, di cui devi godere dei pregi ma certamente accettare i difetti) si tratta della paura di fare la scelta sbagliata. Il non sapere quale sia la scelta migliore mi ha portato ad essere completamente inerme, immobilizzato. In questo modo, ho (egoisticamente) tenuto lei appesa ad un filo. Con la mia indecisione ho alimentato la sua speranza e non le ho consentito di liberarsi e di vivere il distacco, che a conti fatti non c'è mai stato. Non in maniera netta. Nascondendomi dalle mie non ho consentito a lei di liberarsi dalle sue paure. Ed è forse per questo che mi sono riscoperto freddo quando, recentemente, abbiamo tentato di riavvicinarci. Vedevo le sue azioni governate dalla paura (di perdere tutto, di restare sola).
Quindi ho capito, ho capito che bisognava tagliarlo quel filo. Andava fatto parecchio tempo fa, ma purtroppo io sono tardo a capire le cose. E quindi l'ho fatto adesso.

Adesso mi sento leggero, soffro come un cane, ma sono molto più leggero di prima. Sembra quasi che ci siamo lasciati due volte ma purtroppo le cose non sempre vengono fuori come "da manuale". Anzi, non succede mai.

Resto fermamente convinto che se le cose dovranno andare in un modo, ci andranno. Se due persone vogliono stare insieme, staranno insieme. Ma devono volerlo fare per i motivi giusti.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao,
Quel che scrivi è giusto, ed infatti il baratro simboleggia proprio le paure. Ed è solo affrontandole (saltando giù) che uno può veramente dire di essersene liberato.

Nel mio caso più che paura di restare solo (ho avuto ben più di una possibilità di non restare solo in questi quattro mesi), o di non farcela ad affrontare il quotidiano (vivere da soli è decisamente meglio che vivere con un'altra persona, di cui devi godere dei pregi ma certamente accettare i difetti) si tratta della paura di fare la scelta sbagliata. Il non sapere quale sia la scelta migliore mi ha portato ad essere completamente inerme, immobilizzato. In questo modo, ho (egoisticamente) tenuto lei appesa ad un filo. Con la mia indecisione ho alimentato la sua speranza e non le ho consentito di liberarsi e di vivere il distacco, che a conti fatti non c'è mai stato. Non in maniera netta. Nascondendomi dalle mie non ho consentito a lei di liberarsi dalle sue paure. Ed è forse per questo che mi sono riscoperto freddo quando, recentemente, abbiamo tentato di riavvicinarci. Vedevo le sue azioni governate dalla paura (di perdere tutto, di restare sola).
Quindi ho capito, ho capito che bisognava tagliarlo quel filo. Andava fatto parecchio tempo fa, ma purtroppo io sono tardo a capire le cose. E quindi l'ho fatto adesso.

Adesso mi sento leggero, soffro come un cane, ma sono molto più leggero di prima. Sembra quasi che ci siamo lasciati due volte ma purtroppo le cose non sempre vengono fuori come "da manuale". Anzi, non succede mai.

Resto fermamente convinto che se le cose dovranno andare in un modo, ci andranno. Se due persone vogliono stare insieme, staranno insieme. Ma devono volerlo fare per i motivi giusti.
Sto ancora ascoltando io, juan...quel precipizio lo conosco, ma ogni volta sembra nuovo...non ho ancora capito cosa hai toccato...continuo ad ascoltare...:)

Solo una cosa, io penso che non ci sia giusto e sbagliato in queste situazioni, penso ci sia quello che funziona, e per funzionare intendo quello che dentro mette ordine...e per ordine non intendo felicità o affini, ma quel sentire che fa sentire a posto dentro, a prescindere dallo stato dell'animo...

I manuali sono scritti per essere riscritti...ma credo che ci sia un assunto di base, mettere tutto sul tavolo, ma proprio tutto...e lasciare lì, in modo che sia visibile e che, ognun per sè si possa ascoltare...credo non bastino due volte per lasciarsi davvero....ne servono molte, molte di più...e il finale è sempre a sorpresa...ecco perchè ragionare in termini di aspettative non funziona...

....mi piace quello che scrivi, molto :)

strappare il sognato dal reale e guardare, è sempre un percorso lungo...resto convinta ne valga comunque la pena
 
Ultima modifica:

Juanpalambrond

Utente di lunga data
Per quello che ho vissuto io: i primi riavvicinamenti, a botta calda, sono a dir poco focosi, anche sessualmente. Atraverso il corpo ci si comunica tutta la marmaglia di sentimenti reciproci che ci abita, poi subentra una specie di fredda calma e si altalena, ma la cosa certa è che mai niente sarà come prima soprattutto a livello di spontaneità. Pensieri i più disparati animeranno le dita e le corde vocali, guideranno le nostre azioni senza passare per la volontà, e lo stare vicino all'altro ha da rivestirsi di abiti nuovi di pacca; altro stile, altra fattura. Normale che si sia spiazzati e che ci si trovi freddi.

Bello quello che hai scritto e come lo hai fatto :)
I primi riavvicinamenti, quelli focosi, c'erano già stati. :eek:
Come ho scritto nel post qui su, quelli successivi erano più governati dalle paure che da altro. Ed io, qualunque decisione dovrò prendere, non voglio sia governata dalla paura.

Grazie per il grassetto, io ho sempre pensato di non saper scrivere, ma forse è solo per colpa del mio modo razionale di pensare e di qualche insegnante troppo zelante a scuola... :D
 

banshee

The Queen
I primi riavvicinamenti, quelli focosi, c'erano già stati. :eek:
Come ho scritto nel post qui su, quelli successivi erano più governati dalle paure che da altro. Ed io, qualunque decisione dovrò prendere, non voglio sia governata dalla paura.

Grazie per il grassetto, io ho sempre pensato di non saper scrivere, ma forse è solo per colpa del mio modo razionale di pensare e di qualche insegnante troppo zelante a scuola... :D
bellissimo :rolleyes: non sai quanto ti capisco Juan :)
 

Tradito?

Utente di lunga data
I primi riavvicinamenti, quelli focosi, c'erano già stati. :eek:
Come ho scritto nel post qui su, quelli successivi erano più governati dalle paure che da altro. Ed io, qualunque decisione dovrò prendere, non voglio sia governata dalla paura.

Grazie per il grassetto, io ho sempre pensato di non saper scrivere, ma forse è solo per colpa del mio modo razionale di pensare e di qualche insegnante troppo zelante a scuola... :D
anch'io quoto con veemenza
 

lunaiena

Scemo chi legge
I primi riavvicinamenti, quelli focosi, c'erano già stati. :eek:
Come ho scritto nel post qui su, quelli successivi erano più governati dalle paure che da altro. Ed io, qualunque decisione dovrò prendere, non voglio sia governata dalla paura.

Grazie per il grassetto, io ho sempre pensato di non saper scrivere, ma forse è solo per colpa del mio modo razionale di pensare e di qualche insegnante troppo zelante a scuola... :D
ricorda che scegliere con un po di paura fa si
di proseguire con prudenza ...
niente è certo
tutto è ignoto...
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
Ieri l'ho vista per dirle che è finita. Davvero questa volta. In realtà io non ne sono sicuro, ma ho bisogno di stare un po' per i fatti miei e pensare bene a cosa voglio dalla mia vita. E probabilmente credo che ce l'abbia anche lei questo bisogno, sebbene non me lo dica. O forse è un'altro mio bisogno, quello che lei si guardi dentro sinceramente. Anche se dice di averlo fatto.

In ogni caso vi incollo un paio di righe che ho scritto in questi due giorni, magari viene fuori lo spunto per qualche riflessione.
Le metto sotto spoiler, altrimenti vi spaventate e non leggete :)

Ed ora l’ho fatto. E’ stato straziante, una di quelle cose che non ti auguri mai di dover fare nella vita. Ma questa volta penso di essere saltato veramente dal precipizio. Ieri abbiamo pianto, abbiamo parlato. Forse ha ragione lei, abbiamo parlato onestamente per la prima volta da quando è successo questo fattaccio. Vederla soffrire lì davanti a me è stato orribile. E’ stato come aprirsi una ferita a mani nude nel petto, rompersi lo sterno e le costole con martello e scalpello, ed osservare il proprio cuore che batte. Questo piccolo muscolo che pulsa. Si contrae, si rilassa. Ed ad ogni ciclo il dolore è più forte. Fin quando non ce la fai più, devi smetterla di guardare. Senti che se non lo fai, potresti morire lì, sul colpo. E quindi rimetti a posto le ossa rotte, le riavvicini cercando di far combaciare i lembi della frattura. Poi cerchi di ripristinare i brandelli di carne, di riavvicinarli alla meglio. Li accosti l’uno all’altro come i pezzi di un puzzle, ed il cuore che c’è sotto non si vede più. Batte ancora, lo senti, ma non lo vedi. Fa un po’ meno male.
Ci abbiamo impiegato quattro ore. Quattro ore di lacrime, di abbracci, di parole e di urla. Ma alla fine me l’ha detto. Ci aveva provato parecchie altre volte. Lettere, parole, messaggi vocali. Ma il significato non mi era giunto, non nella sua totalità e disarmante semplicità.
La famiglia.
Io lo capisco questo modo di fare. Uno ci prova veramente a scavare dentro se stesso, a tirare fuori tutto quello che c’è. A furia di spostare scatoloni a furia di starnutire a causa della polvere, uno arriva a sfiorare quello che veramente c’è sotto. Solo che non lo vede. Non è mai chiaro. Di solito è una sensazione, un pensiero sfuggente che non si fa acchiappare. Per poterlo acchiappare lo devi esternare, devi sentirlo uscire sotto forma di parole dalla tua bocca. E magari dopo che l’hai detto sembra molto più chiaro anche a te. Non so se lei l’avesse mai detto ad alta voce, con la chiarezza di cui è stata capace ieri sera. Io non l’avevo sentito, avevo percepito che era lì, ma non l’avevo sentito.
E adesso finalmente eccola qui, questa benedetta paura che ha governato le sue azioni nel corso di questi mesi. La paura di non riuscire più a costruire una famiglia con qualcun’altro. La paura di essere fuori tempo massimo. La paura di impiegarci altri 12 anni ad innamorarsi così profondamente di una persona al punto da volere che da questo amore nasca una nuova vita.
Io le ho detto che non la amo più e forse è vero. Credo sia vero. A questo punto devo sperare che sia vero. E’ stato uno strazio sentirla piangere urlandomi di spiegarle come io abbia fatto a non amarla più. Di dirglielo in modo che lei possa fare lo stesso, e non stare più male. Anche io ora sto male ed è giusto così. Sto assaporando il fondo di quel precipizio, o forse non l’ho neanche raggiunto quel fondo. Non ci sono nemmeno vicino.


c’è un pensiero che si è fatto strada nella mia mente. Ieri sera, mentre correvo, prima che i muscoli delle mie gambe reclamassero tutto l’ossigeno disponibile regalandomi quella leggerezza di testa che tanto anelavo. Ieri sera, mentre correvo intorno al parco, con le canzoni dei Bright Eyes che mi rimbombavano nella testa. In quel momento una serie di pensieri si sono accavallati nella mia mente, come una folla che scalpita per un qualche evento all’aperto. Si spingevano l’un l’altro, sgomitando per arrivare per primi ad imprimersi nel mio cervello. I procedimenti del pensiero umano mi affascinano sempre di più. A volte sembra che la testa sia così piena di pensieri, concetti ed emozioni che debba scoppiare da un momento all’altro. Ed invece, il più delle volte, non succede nulla. Può capitare che si viene distratti da qualcos’altro, uno stimolo esterno che cattura la nostra attenzione e quel ribollire di pensieri si raffredda di colpo come acqua in una pentola sopra un fornello che è stato appena spento. Oppure può succedere che da quel marasma impazzito di pensieri che sgomitano e spintonano alla fine emerga un solo singolo concetto. Come ieri sera.
La mia paura paura più grande non è quella di prendere la decisione sbagliata, ma quella della conseguenza che la mia decisione può provocare. Il dolore che posso provocare. Quel dolore che ho visto nei suoi occhi l’altra sera. Quel vuoto che si ingrandiva a dismisura nella sua mente e che rendeva il suo volto completamente inespressivo ed i suoi occhi pieni di lacrime ma vuoti di speranza. Fino a che punto possiamo interiorizzare il dolore di una persona e provarlo noi? Fino a che punto il legame che c’è con qualcuno può portarci a condividere le emozioni dell’altra persona come fossimo noi a provarle. Non sarà questa una pura e semplice forma di masochismo, quando siamo stati proprio noi a provocare quel dolore nell’altra persona. Ecco, io credo che sia questo ciò che lei ha provato quando ho scoperto il suo tradimento. A volte con qualcuno si crea un legame così forte, un’ empatia così grande da condividere tutto, anche le emozioni che si provano. Questo è quello che lei chiama famiglia. Ed io non so come chiamarlo, dovrei chiamarlo amore? Non so, sono ancora incasinato forte.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Un colpo di scena dietro l'altro.
 

Tessa

Escluso
Pensi di averle fatto toccare il fondo? Sei soddisfatto adesso?
Tutte queste mesate di elucubrazioni e tentennamenti. Tenerla appesa a un filo.
Un po' di modestia Juan.
Le auguro vita felice lontana da te.
 

Eratò

Utente di lunga data
Pensi di averle fatto toccare il fondo? Sei soddisfatto adesso?
Tutte queste mesate di elucubrazioni e tentennamenti. Tenerla appesa a un filo.
Un po' di modestia Juan.
Le auguro vita felice lontana da te.
Quoto.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ieri l'ho vista per dirle che è finita. Davvero questa volta. In realtà io non ne sono sicuro, ma ho bisogno di stare un po' per i fatti miei e pensare bene a cosa voglio dalla mia vita. E probabilmente credo che ce l'abbia anche lei questo bisogno, sebbene non me lo dica. O forse è un'altro mio bisogno, quello che lei si guardi dentro sinceramente. Anche se dice di averlo fatto.

In ogni caso vi incollo un paio di righe che ho scritto in questi due giorni, magari viene fuori lo spunto per qualche riflessione.
Le metto sotto spoiler, altrimenti vi spaventate e non leggete :)

Ed ora l’ho fatto. E’ stato straziante, una di quelle cose che non ti auguri mai di dover fare nella vita. Ma questa volta penso di essere saltato veramente dal precipizio. Ieri abbiamo pianto, abbiamo parlato. Forse ha ragione lei, abbiamo parlato onestamente per la prima volta da quando è successo questo fattaccio. Vederla soffrire lì davanti a me è stato orribile. E’ stato come aprirsi una ferita a mani nude nel petto, rompersi lo sterno e le costole con martello e scalpello, ed osservare il proprio cuore che batte. Questo piccolo muscolo che pulsa. Si contrae, si rilassa. Ed ad ogni ciclo il dolore è più forte. Fin quando non ce la fai più, devi smetterla di guardare. Senti che se non lo fai, potresti morire lì, sul colpo. E quindi rimetti a posto le ossa rotte, le riavvicini cercando di far combaciare i lembi della frattura. Poi cerchi di ripristinare i brandelli di carne, di riavvicinarli alla meglio. Li accosti l’uno all’altro come i pezzi di un puzzle, ed il cuore che c’è sotto non si vede più. Batte ancora, lo senti, ma non lo vedi. Fa un po’ meno male.
Ci abbiamo impiegato quattro ore. Quattro ore di lacrime, di abbracci, di parole e di urla. Ma alla fine me l’ha detto. Ci aveva provato parecchie altre volte. Lettere, parole, messaggi vocali. Ma il significato non mi era giunto, non nella sua totalità e disarmante semplicità.
La famiglia.
Io lo capisco questo modo di fare. Uno ci prova veramente a scavare dentro se stesso, a tirare fuori tutto quello che c’è. A furia di spostare scatoloni a furia di starnutire a causa della polvere, uno arriva a sfiorare quello che veramente c’è sotto. Solo che non lo vede. Non è mai chiaro. Di solito è una sensazione, un pensiero sfuggente che non si fa acchiappare. Per poterlo acchiappare lo devi esternare, devi sentirlo uscire sotto forma di parole dalla tua bocca. E magari dopo che l’hai detto sembra molto più chiaro anche a te. Non so se lei l’avesse mai detto ad alta voce, con la chiarezza di cui è stata capace ieri sera. Io non l’avevo sentito, avevo percepito che era lì, ma non l’avevo sentito.
E adesso finalmente eccola qui, questa benedetta paura che ha governato le sue azioni nel corso di questi mesi. La paura di non riuscire più a costruire una famiglia con qualcun’altro. La paura di essere fuori tempo massimo. La paura di impiegarci altri 12 anni ad innamorarsi così profondamente di una persona al punto da volere che da questo amore nasca una nuova vita.
Io le ho detto che non la amo più e forse è vero. Credo sia vero. A questo punto devo sperare che sia vero. E’ stato uno strazio sentirla piangere urlandomi di spiegarle come io abbia fatto a non amarla più. Di dirglielo in modo che lei possa fare lo stesso, e non stare più male. Anche io ora sto male ed è giusto così. Sto assaporando il fondo di quel precipizio, o forse non l’ho neanche raggiunto quel fondo. Non ci sono nemmeno vicino.


c’è un pensiero che si è fatto strada nella mia mente. Ieri sera, mentre correvo, prima che i muscoli delle mie gambe reclamassero tutto l’ossigeno disponibile regalandomi quella leggerezza di testa che tanto anelavo. Ieri sera, mentre correvo intorno al parco, con le canzoni dei Bright Eyes che mi rimbombavano nella testa. In quel momento una serie di pensieri si sono accavallati nella mia mente, come una folla che scalpita per un qualche evento all’aperto. Si spingevano l’un l’altro, sgomitando per arrivare per primi ad imprimersi nel mio cervello. I procedimenti del pensiero umano mi affascinano sempre di più. A volte sembra che la testa sia così piena di pensieri, concetti ed emozioni che debba scoppiare da un momento all’altro. Ed invece, il più delle volte, non succede nulla. Può capitare che si viene distratti da qualcos’altro, uno stimolo esterno che cattura la nostra attenzione e quel ribollire di pensieri si raffredda di colpo come acqua in una pentola sopra un fornello che è stato appena spento. Oppure può succedere che da quel marasma impazzito di pensieri che sgomitano e spintonano alla fine emerga un solo singolo concetto. Come ieri sera.
La mia paura paura più grande non è quella di prendere la decisione sbagliata, ma quella della conseguenza che la mia decisione può provocare. Il dolore che posso provocare. Quel dolore che ho visto nei suoi occhi l’altra sera. Quel vuoto che si ingrandiva a dismisura nella sua mente e che rendeva il suo volto completamente inespressivo ed i suoi occhi pieni di lacrime ma vuoti di speranza. Fino a che punto possiamo interiorizzare il dolore di una persona e provarlo noi? Fino a che punto il legame che c’è con qualcuno può portarci a condividere le emozioni dell’altra persona come fossimo noi a provarle. Non sarà questa una pura e semplice forma di masochismo, quando siamo stati proprio noi a provocare quel dolore nell’altra persona. Ecco, io credo che sia questo ciò che lei ha provato quando ho scoperto il suo tradimento. A volte con qualcuno si crea un legame così forte, un’ empatia così grande da condividere tutto, anche le emozioni che si provano. Questo è quello che lei chiama famiglia. Ed io non so come chiamarlo, dovrei chiamarlo amore? Non so, sono ancora incasinato forte.
Buongiorno, fammi capire la sua paura e' non riuscire a creare una famiglia all'infuori di te? Lo dico con sincerità a me non sembrano parola di una follemente innamorata piuttosto di una che ha paura della solitudine, che non è esattamente la stessa cosa. Comunque mi devo esser persa dei pezzi per strada perché non ci sto capendo più nulla. Tu esattamente cosa vuoi, lo hai capito finalmente ? Perché in quel che ho scritto tra titubanze e rimorsi per aver fatto disperare lei non leggo idee e sentimenti chiari. Ad onor del vero da parte di entrambi continuo a leggere confusione ( prendendo per buono ciò che hai raccontato di lei).
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
Pensi di averle fatto toccare il fondo? Sei soddisfatto adesso?
Tutte queste mesate di elucubrazioni e tentennamenti. Tenerla appesa a un filo.
Un po' di modestia Juan.
Le auguro vita felice lontana da te.
Io sono il primo a dire di non aver gestito bene questa situazione. Ma al netto della gestione rimango sempre il tradito, la parte lesa nella vicenda. Mi dispiace aver tirato il filo per 4 mesi ma io davvero non sapevo cosa fare.

A settembre siamo usciti insieme una volta a settimana. Cene, cinema, passeggiate. Io ero bloccato e lei mi assecondava in ogni cosa facessi. Sembrava avesse paura che io mi arrabbiassi. Si può portare avanti una relazione in questo modo? Io mi ero stancato, sono stanco. E' vero, il mio modo di fare dava l'impressione che io l'avrei perdonata. Tutti intorno a me l'hanno detto.
Le auguro anche io una vita felice sai?

Buongiorno, fammi capire la sua paura e' non riuscire a creare una famiglia all'infuori di te? Lo dico con sincerità a me non sembrano parola di una follemente innamorata piuttosto di una che ha paura della solitudine, che non è esattamente la stessa cosa. Comunque mi devo esser persa dei pezzi per strada perché non ci sto capendo più nulla. Tu esattamente cosa vuoi, lo hai capito finalmente ? Perché in quel che ho scritto tra titubanze e rimorsi per aver fatto disperare lei non leggo idee e sentimenti chiari. Ad onor del vero da parte di entrambi continuo a leggere confusione ( prendendo per buono ciò che hai raccontato di lei).
Buongiorno.
Quella della famiglia è stata spiegata in un modo diverso. Probabilmente io l'ho troppo semplificato, ma la paura della solitudine c'è.
Io cosa voglio? Non credo di saperlo ancora, so cosa non voglio. Ed è quel finto rapporto che abbiamo avuto a settembre, in cui ci si vedeva una volta a settimana e mi sembrava di essere preso per culo per quante volte venivo assecondato.
 

Eratò

Utente di lunga data
Io sono il primo a dire di non aver gestito bene questa situazione. Ma al netto della gestione rimango sempre il tradito, la parte lesa nella vicenda. Mi dispiace aver tirato il filo per 4 mesi ma io davvero non sapevo cosa fare.

A settembre siamo usciti insieme una volta a settimana. Cene, cinema, passeggiate. Io ero bloccato e lei mi assecondava in ogni cosa facessi. Sembrava avesse paura che io mi arrabbiassi. Si può portare avanti una relazione in questo modo? Io mi ero stancato, sono stanco. E' vero, il mio modo di fare dava l'impressione che io l'avrei perdonata. Tutti intorno a me l'hanno detto.
Le auguro anche io una vita felice sai?



Buongiorno.
Quella della famiglia è stata spiegata in un modo diverso. Probabilmente io l'ho troppo semplificato, ma la paura della solitudine c'è.
Io cosa voglio? Non credo di saperlo ancora, so cosa non voglio. Ed è quel finto rapporto che abbiamo avuto a settembre, in cui ci si vedeva una volta a settimana e mi sembrava di essere preso per culo per quante volte venivo assecondato.
Adesso hai deciso? Lasciala stare... non la chiamare più, non la messaggiare più. Un taglio netto. Qualsiasi tuo avvicinamento potrebbe di nuovo illuderla secondo me e non sarebbe giusto.
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
È ciò che intendo fare, anche se saremo costretti a vederci un paio di volte, per motivi logistici. In realtà lei ha manifestato il desiderio di uscire entrambi in comitiva con gli amici di sempre. Non sono sicuro sia una buona idea...
 

JON

Utente di lunga data
Juan, non so perché, ma tra tutto quello che scrivi, benché ben argomentato, non rilevo la convinzione assoluta della tua decisione.

Per quanto riguarda lei credo sia normale desiderare una famiglia da te, è con te che ha messo le radici. Il fatto poi che tu ti senta preso per il culo dai suoi atteggiamenti credo sia altrettanto normale.

Se devi allontanarla allora devi fare veramente il "cattivo".
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
È ciò che intendo fare, anche se saremo costretti a vederci un paio di volte, per motivi logistici. In realtà lei ha manifestato il desiderio di uscire entrambi in comitiva con gli amici di sempre. Non sono sicuro sia una buona idea...
Se pensi di non recuperare la relazione con lei anche a me sembra una idea peregrina. Per frequentarvi attraverso gli amici comuni dovreste esser liberi mentalmente e per ora non mi sembra siate a questo punto.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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