Provo a risponderti.
Ho sempre osservato un principio cardine nella mia vita, quello di non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te.
Se è scritto nella Bibbia, vuol dire (a prescindere dal significato religioso) che è un distillato di esperienza umana maturata in diversi millenni prima dell' era cristiana.
A spanne, è un principio valido da seguire.
Intrattenendo da sempre rapporti interpersonali, a contatto con la gente ed il pubblico, sono abituato ad ascoltare le storie delle persone. Diciamo che me le vengono a raccontare e campo grazie all' ascolto ed alle valutazioni che esprimo.
Sono consapevole che la gente può mentire per una infinità di ragioni (convenienza, dolo, voglia di presentarsi meglio di quello che si è, persino timore, paura di essere giudicati, ecc.) ma credo che tutti abbiano diritto di comunicare/raccontare ed essere ascoltati senza preconcetti.
Poi, inevitabilmente, chi ascolta si forma una impressione, elabora una valutazione finanche un giudizio sulla veridicità delle cose raccontate, analizzando la coerenza, verosimiglianza, dei fatti esposti. Ovviamente, la percezione del medesimo racconto è diversa da individuo ad individuo, come è diverso il modo di esprimersi di ciascuno. Ma il momento dell' ascolto è, deve essere, secondo me, scevro da pregiudizi per quanto più è possibile.
Questo per dire che parto considerando vere le cose mi vengono esposte e poi le analizzo criticamente.
Il racconto di Dormiente57, per come l' ho inteso, è la storia di un uomo che ha sviluppato un codice di comportamento molto rigido, sin da giovane, sulla base del quale ha costruito la sua progettualità (lavoro, famiglia, relazioni), fondata su una organizzazione precisa, come i mattoni di una un muro, che va tirato su dritto e liscio.
Se un mattone della base si sbriciola (infedeltà della fidanzata tenuta nascosta) il suo muro si incrina, si formano fessure che incidono, se non sulla stabilità della parete in senso assoluto, sulla estetica, linearità ed armonia della stessa. E guardare tutti i giorni un muro difettoso è logorante, per chi ha fatto della precisione il proprio credo.
Ho conosciuto persone così, una è stata molto importante per me, il mio maestro cioè un secondo padre, una mente elevata dal punto di vista intellettuale e professionale, ma anche eccessivamente intransigente con sé e con gli altri.
Ha avuto una vita avventurosa e molto intensa, che mi ha affascinato e coinvolto.
Ho girato il mondo con lui e conosciuto persone interessanti e molto diverse.
Al punto di essere stato considerato dal figlio come una specie di vero figlio "ideale", che lui non è riuscito mai ad essere.
Per fortuna nel tempo ha capito che ero una persona diversa da un "concorrente", ma solo una persona con una mia individualità originale. Anche che non sempre fossi stato d'accordo con suo padre, e glielo avessi detto quando capitava, ma che l' abbia sempre rispettato. Con il tempo, siamo diventati amici stretti e ci frequentiamo.
Scusandomi per la divagazione personale, voglio dire che per quanto attiene
@Dormiente57 credo di averlo compreso nella sua grande delusione. La scoperta della vecchia infedeltà ha avuto - come spesso succede - un effetto dirompente, anche retroattivo (rilettura del passato).
Direi che sia un fenomeno ricorrente, sul quale concordano gli psicologi, cambia la percezione dell' altro, per entrambi i partners.
Il tradito vede che chi gli è stato accanto è stato autore di una grande mancanza di rispetto rappresentandosi diverso da come si comportava (amorevole,affidabile). Si rende conto di essersi fatto un film.
Il traditore scopre che il tradito reagisce in modo "violento" (augurabilmente solo sul piano emotivo) e lo guarda con diffidenza, sospetto e rabbia. Non è più quello che parlava di amore, fiducia e gratitudine. Lo scopre diverso da quello che credeva pure nel tradirlo.
Per me, in una situazione del genere la rottura della coppia è raramente sanabile. In ogni caso, meglio un taglio netto (che pure comporta uno sconvolgimento nelle relazioni con figli, parenti, amici) che rimanere insieme senza convinzione, vivendo male per salvare le apparenze.
La moglie trova ingiusta la reazione del marito a distanza di tanto tempo ? Era consapevole che il marito non l' avrebbe perdonata, penso io. Si è presa il rischio che scoppiasse la crisi in una età dove è difficile affrontarla. Ma la responsabilità è tutta sua, rimane per sempre sua.
Manco ha chiesto scusa in modo convincente. Non per essersi concessa ad altri uomini (non mi ha mai importato così tanto) ma per la sua slealtà.