Scoprire tradimenti dopo 50 anni

danny

Utente di lunga data
Che poi io parlavo di mia mamma che è nata negli anni 40....
Idem i miei, ma l'esperienza collettiva delle grandi città già negli anni 80 non era già allora molto diversa da quella attuale, se non per una maggior diffusione delle tossicodipendenza per le strade.
Avevo una sola ragazza che aveva forti limiti ad uscire la sera prima dei 18 anni, un'amica che divenne ex velocemente proprio per questo, per la difficoltà ad uscire rispetto alle coetanee.
Ma già mia moglie fece le prime vacanze con me inizialmente da sola e successivamente con la compagnia a 17 anni e altre ragazze già a partire dai 15 anni godevano di una discreta libertà di frequentazione.
Io partirei dall'assunto che più che i tempi, a fare la differenza siano state, dagli anni 80 in poi, le scelte delle famiglie di origine.
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Male.
Le diversità caratteriali secondo me stanno venendo a galla.
Vengono da due realtà diverse e anche questo influisce tanto.
Lei è cresciuta con una vita agiata, tranquilla e sicura, noi no.
Con conseguenza che mio fratello anche si è fatto un bel culo per arrivare a fare ciò che gli piace, lei si accontenta.
Le voglio un gran bene, ma è noiosa. Carina, dolce, gentile, ma noiosa. E mio fratello è esplosivo, vitale, gli piace uscire, fare, stare con gli amici. Lei torna a casa dopo 5 ore di lavoro e dorme perché è stanca. Vive sul divano o dorme. Escono poco, fanno poco, scopano poco, mio fratello si apre sempre molto con me.
Non la vedo lunga ancora. Sono molto diversi di testa. Magari con le stesse prospettive, ma lei molto più lenta. Non hanno lo stesso passo, quindi non bene. Poi ovviamente mi auguro il contrario ma questo vedo.
A me sembra che questi ragazzi siano talmente apatici da non avere neppure voglia di cambiare partner anche quando si accorgono che la cosa è finita.
Ne vedo un sacco di coppie di quell'età così e mi chiedo...ma questi quando arriveranno alla mia di età che faranno?
A me mette tristezza questa cosa.
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
A me sembra che questi ragazzi siano talmente apatici da non avere neppure voglia di cambiare partner anche quando si accorgono che la cosa è finita.
Ne vedo un sacco di coppie di quell'età così e mi chiedo...ma questi quando arriveranno alla mia di età che faranno?
A me mette tristezza questa cosa.
Metteranno le corna come si è sempre fatto.
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Idem i miei, ma l'esperienza collettiva delle grandi città già negli anni 80 non era già allora molto diversa da quella attuale, se non per una maggior diffusione delle tossicodipendenza per le strade.
Avevo una sola ragazza che aveva forti limiti ad uscire la sera prima dei 18 anni, un'amica che divenne ex velocemente proprio per questo, per la difficoltà ad uscire rispetto alle coetanee.
Ma già mia moglie fece le prime vacanze con me inizialmente da sola e successivamente con la compagnia a 17 anni e altre ragazze già a partire dai 15 anni godevano di una discreta libertà di frequentazione.
Io partirei dall'assunto che più che i tempi, a fare la differenza siano state, dagli anni 80 in poi, le scelte delle famiglie di origine.
Se mia figlia mi chiedesse di farsi le vacanze da sola a 15 anni le strappo tutti i capelli che ha in testa😜
 

danny

Utente di lunga data
La mia amica una volta si è messa a dire che è assurdo il fatto che lei debba spendere 2 mila euro l'anno (!) per la macchina e che una macchina nuova equivale un anno di lavoro. E ha iniziato a dire che queste spese le deve fare perchè i mezzi pubblici non ce ne sono a sufficienza. Certamente una cittadina di manco 20k non può essere super servita se poi a prendere quel pullman è lei e due gatti.
PS: spendono 550 (in due) come affitto per un appartamento al 2 piano di 100mq, con cantina e posto auto con cancello. E nelle nostre zone con 150k ci prendi una casa di almeno 100 mq
Da anni ormai si fanno i figli per volontà, non più per necessità o obbligo, e si tende a giustificare la mancanza di desiderio di diventare genitori con mille ragioni tra le quali quelle economiche vanno per la maggiore.
Se è vero che le politiche di assistenza alle famiglie in Italia sono inadeguate, da sempre, essendo costituite in gran parte dai nonni e dall'impegno e sacrificio personale, sono ormai due o tre generazioni che le persone antepongono il proprio benessere individuale alla costituzione di una famiglia, rientrando questo tra le libertà personali
Dopodiché le scelte possono variare nell'arco della vita, per cui non mi stupisce che la mia amica stia avviandosi alla fivet oltre i 40 anni.
Prima il desiderio di un figlio non le passava nemmeno per la testa.
Ma... Sì cambia.
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Io noto che quelli che stanno mille anni con un partner con cui non concludono nulla per divergenze scoperte solo alla fine, poi dopo poco ne trovano un altro con cui fare tutto subito.
Ho visto succedere anche questo, ma va bene, basta fare qualcosa e non stare lì fermi ad aspettare all'infinito cosa non si è capito, poi io sono agitata di natura, impazzirei in una storia che non mi dà niente.
 

Nicky

Utente di lunga data
Da anni ormai si fanno i figli per volontà, non più per necessità o obbligo, e si tende a giustificare la mancanza di desiderio di diventare genitori con mille ragioni tra le quali quelle economiche vanno per la maggiore.
Se è vero che le politiche di assistenza alle famiglie in Italia sono inadeguate, da sempre, essendo costituite in gran parte dai nonni e dall'impegno e sacrificio personale, sono ormai due o tre generazioni che le persone antepongono il proprio benessere individuale alla costituzione di una famiglia, rientrando questo tra le libertà personali
Dopodiché le scelte possono variare nell'arco della vita, per cui non mi stupisce che la mia amica stia avviandosi alla fivet oltre i 40 anni.
Prima il desiderio di un figlio non le passava nemmeno per la testa.
Ma... Sì cambia.
La domanda è perché si è giunti a ritenere un figlio l'opposto del benessere individuale.
Secondo me è meglio poter scegliere e anche dire di no, io sono stata felice di avere potuto scegliere, di non sentirmi in difetto per il fatto di non avere figli.
Ma mi sembra comunque sbagliato che si sia affermata l'idea che i figli tolgono benessere.
 

Rebecca89

Sentire libera
Metteranno le corna come si è sempre fatto.
Non è detto.
Mio fratello si è preso una pausa due anni fa. Aveva chiuso perché si sentiva la solita veste del "non vissuto", avendo annusato una sola patata in vita sua.
Ha addirittura pagato una escort.
Senza farci nulla.
Le ha lasciato i soldi e gli ha detto "non ce la faccio".

Da parte sua le corna non me le aspetto.
Lo scoppio si.
 

danny

Utente di lunga data
La domanda è perché si è giunti a ritenere un figlio l'opposto del benessere individuale.
Secondo me è meglio poter scegliere e anche dire di no, io sono stata felice di avere potuto scegliere, di non sentirmi in difetto per il fatto di non avere figli.
Ma mi sembra comunque sbagliato che si sia affermata l'idea che i figli tolgono benessere.
Perché in realtà lo sono per diversi aspetti:

Dal punto di vista economico. Questo aspetto con gli anni è peggiorato, in quanto un figlio resta a carico molti più anni rispetto al passato

Del tempo disponibile per sé: basta avere un figlio con la passione della pallavolo per rendersi conto dell'impegno richiesto. Gli standard sono aumentati anch'essi negli anni, a un genitore sono richiesti più impegno e coscienza del proprio ruolo rispetto al passato

Delle energie disponibili: il monte ore dedicato al lavoro e agli impegni necessari ne lascia poche ad entrambi per pensare a un accudimento altrui.

Della libertà: il figlio vincola le scelte, condiziona la disponibilità alla carriera, esercita una pressione anche sulla coppia configurandosi come una ulteriore situazione di stress in una società competitiva e prestazionale

Ed è proprio quest'ultimo l'aspetto più condizionante e il motivo per cui fanno figli le famiglie con minori ambizioni economiche.

Laddove la competizione è più elevata e sono richieste più prestazioni il figlio rappresenta semplicemente una penalizzazione rispetto a chi non lo ha.

Sì ritarda quindi la prima maternità fino ai limiti disponibili, quando si percepisce che si sta arrivando a non avere alternativa alla rinuncia. Oppure si rinuncia direttamente.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Altra generalizzazione. Io ho studiato fino all'età di una "nullipara attempata" solo perchè IO l'ho deciso per me stessa. Perchè medicina era la mia passione. Altrimenti in epoca covid di concorsi per tecnici nel pubblico ce n'erano a fiotti. Magari se ci staccassimo dal problema della semplice riproduzione ai fini biologici, con chi capita capita, basta farlo presto, potrebbe essere un segno di evoluzione?
Meglio diventare genitori in maniera consapevole, perchè lo si vuole, che farlo perchè "va fatto da giovani" che poi "tanto ti ricredi sui lati positivi una volta che ti ci ritrovi". E se invece qualcuno quei lati positivi non li trova? Non sarebbe né il primo nell'ultimo, ma tornare indietro non si può. C'è un post in cui si parla propri di questo, cioè di genitori che non hanno retto al peso delle responsabilità. Penso che questo nel tempo sia la cosa che può avere più ripercussioni sul figlio.

Riguardo all'amniocentesi sono scelte. Mia madre ha deciso così, io non avrei rischiato. Basta esserne consapevoli.


Il gregge è quello che viene diretto dall'influencer che tu segui. Ma non perchè quell'influencer sia chissà che intelligente rispetto alla media. Ma perchè ha trovato qualcosa che oggi funziona, una buona presenza estetica e sicuramente un'agenzia di un certo livello che gli dice cosa deve fare.


Su questo sono d'accordo. La paura del futuro è in buona parte trasmessa. Se un giovane cresce sentendo in continuazione che siamo spacciati passa proprio la voglia ai più.

Mai rifiutato un voto in vita mia. L'evoluzione positiva c'è stata solo perchè mossa da passione, dopo un tram in faccia preso al primo anno, quando non avevo ancora preso le misure della carreggiata.

Come mentalità certamente. Ma pensi sia meglio fare figli a 17 anni?

Sì ma si campa nammerda lo stesso. Quante delle persone che hanno tutti questi aiuti che tu credi, riescono a migliorarsi in maniera significativa rispetto ai genitori? Purtroppo non molti. Credere che basti un alloggio universitario e una borsa di studio per cancellare anni di abusi in famiglia e situazioni economiche disastrose mi sembra troppo ottimistico. Per fortuna poi c'è chi riesce lo stesso.
Io non sono ottimistico. Sono abituato a vedere le logiche di sistema dall'alto, e quando me lo fanno fare e per quanto posso, a deciderle.
Il sistema è fatto per produrre servi, i vincenti sono sempre quelli che non seguono le logiche di sistema ma lo sfruttano. I bravi bambini sono la cena dei bambini cattivi, perché vengono allevati per essere la cena dei bambini cattivi. Proprio perché la cifra stilistica del bambino cattivo è l'azione, quella del bravo bambino è l'attesa di qualcosa che deve piovere dal cielo, o comunque deve essere guadagnato mollichina a mollichina giorno per giorno. Io dopo 50 anni di vita di cui 26 passati a lavorare, ti assicuro che tutte le cose che ho ottenuto nella mia vita sono state ottenute grazie a colpi di genio, colpi di mano, o colpi di culo :LOL:
Male.
Le diversità caratteriali secondo me stanno venendo a galla.
Vengono da due realtà diverse e anche questo influisce tanto.
Lei è cresciuta con una vita agiata, tranquilla e sicura, noi no.
Con conseguenza che mio fratello anche si è fatto un bel culo per arrivare a fare ciò che gli piace, lei si accontenta.
Le voglio un gran bene, ma è noiosa. Carina, dolce, gentile, ma noiosa. E mio fratello è esplosivo, vitale, gli piace uscire, fare, stare con gli amici. Lei torna a casa dopo 5 ore di lavoro e dorme perché è stanca. Vive sul divano o dorme. Escono poco, fanno poco, scopano poco, mio fratello si apre sempre molto con me.
Non la vedo lunga ancora. Sono molto diversi di testa. Magari con le stesse prospettive, ma lei molto più lenta. Non hanno lo stesso passo, quindi non bene. Poi ovviamente mi auguro il contrario ma questo vedo.
Nuntempiccià che te fai male.
 
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