Non credo di averti definito in modo offensivo e credo che tu sia realmente ferito, ma è vero che fatico a provare empatia, e non solo perché sono tra i peccatori, ma perché penso che in tarda età dovrebbe esserci una saggezza che porta a una maggiore accettazione dei limiti altrui. Il rancore che non si supera (cosa diversa da riconoscere che un comportamento è stato sbagliato o deludente, ma proprio quel rimuginio interno, quel pensare a forme di punizione) mi fa sempre pensare a una forma di immaturità.
Mettici poi che tua moglie è invalida e penso che nessuno meriti la malattia, anche perché è più prigioniera di te e non è neppure libera di dirti che è stanca di essere mal giudicata e non può andarsene, insomma io fatico ad avere empatia.
Poi magari sei, per altri versi, l'uomo migliore della terra, ma su questa cosa non ce la faccio a sentirmi vicina a te.