Segreto rivelato

Skorpio

Utente di lunga data
Mancare di rispetto non è una parola vuota di significato che tanto tutto è riconducibile alla nostra volubilitas, mancare di rispetto ha un significato ben preciso e da ricercare nel tradimento di quel patto, di quel progetto, di quella responsabilità, non di una ipotetica e teorica costruzione mentale.
Io quando venni tradito non ho mai sentito una mancanza di rispetto x me, per la mia persona intendo, date le le specifiche modalità con cui quel tradimento venne attuato, ovviamente.

Devo anche dire x onestà, che in altri tradimenti qui sopra letti, quella mancanza di rispetto l'avrei sentita, ma resto a parlare di me

Per come la leggo da come la hai scritta tu, mi suona strana la cosa... Sento suoni strani che non mi piacciono e che non riconosco come valore

Del tipo (estremizzato):

Ti rispetto "trattenendomi eventualmente dal" fare un qualcosa che vorrei tanto fare, ma ti devo rispettare, mannaggia.. non la posso materialmente fare, e va beh.. pazienza, sopportiamo, visto l' impegno preso.

Mi puoi confermare che sento male?
E se eventualmente si, cosa sento male?
 
Ultima modifica:

spleen

utente ?
Io quando venni tradito non ho mai sentito una mancanza di rispetto x me, per la mia persona intendo, date le le specifiche modalità con cui quel tradimento venne attuato, ovviamente.

Devo anche dire x onestà, che in altri tradimenti qui sopra letti, quella mancanza di rispetto l'avrei sentita, ma resto a parlare di me

Per come la leggo da come la hai scritta tu, mi suona strana la cosa... Sento suoni strani che non mi piacciono e che non riconosco come valore

Del tipo (estremizzato):

Ti rispetto "trattenendomi eventualmente dal" fare un qualcosa che vorrei tanto fare, ma ti devo rispettare, mannaggia.. non la posso materialmente fare, e va beh.. pazienza, sopportiamo, visto l' impegno preso.

Mi puoi confermare che sento male?
E se eventualmente si, cosa sento male?
Si capisce bene quello che ho scritto eh.
Se non riesci proprio a trattenerti, (anzi meglio, ad attenerti ad una promessa) scusa ma è un problema tuo e di chi si fida di te.
 

stany

Utente di lunga data
Spariscono...ed è il momento di rimanere fermi e sentire il dolore.

Per poi ricominciare a ragionare.

Usare la nebbia per sfuggire a se stessi è remare contro se stessi. E se ne paga il prezzo.

Poi liberi tutti.

In ogni caso ognuno paga del proprio.

Non si può pretendere, da persi nella nebbia, che anche chi non è perso nella nebbia venga a perdersi o non dica che sei perso però.

Salvo volersi circondare da lacchè.

EDIT: aggiungo che spesso quella nebbia, è solo lo svelarsi di un senso di appropriazione, e non appartenenza reciproca. E fare i conti con il proprio senso del possesso non è sempre una esperienza piacevole.

Di mio penso che le relazioni siano spesso costruite senza minimamente pensare alla questione del possesso che è invece costituente. E che spesso e volentieri non si declini insieme il possesso reciproco.
Possesso che è talmente radicato e non discusso che fa sentire messa in discussione la propria dignità se l'altro decide di dirigere altrove il proprio corpo o le proprie emozioni.

Ci si dimentica che in una relazione lo spazio per altre direzioni è sempre aperto. Non esistono contratti in grado di legislare questo aspetto umano.

E penso anche che si dia scontato il fatto che non avverrà. Dimenticandosi di celebrare il fatto che appartenersi è una costruzione quotidiana. PEr nulla certa e per nulla scontata.

Spesso a bruciare nel tradimento è rendersi conto che quel che si credeva proprio, non lo è. E ci si incazza col terzo che diventa la manifestazione fisica di un fatto che è insito nello stare in relazione.

Il terzo, in questa Scoperta non è niente. O meglio, diventa qualcosa nel momento in cui non si affronta la questione per quella che è.
Infatti, il terzo c'entra poco...ma centra (nel senso che ha centrato un obiettivo disponibile).
Prendersela SOLO con l'effetto e trascurare la causa (quale che sia la causa e la responsabilità insita nella coppia) significa attribuire a circostanze esogene le motivazioni di un tradimento.Poi è anche attendibile ed umano avere risentimento ed odio nei confronti del fattore esterno. E,se possibile,soprattutto se non si è in uno stato di trascendenza e consapevolezza, quando si può si applica una vendetta nei confronti di questo agente esterno; vendetta che non lenirà la sofferenza e che,semmai potrà produrre altro dolore derivante da un'eventuale pentimento.
 
Ultima modifica:

Skorpio

Utente di lunga data
Si capisce bene quello che ho scritto eh.
Se non riesci proprio a trattenerti, (anzi meglio, ad attenerti ad una promessa) scusa ma è un problema tuo e di chi si fida di te.
Mai pensato di scaricare su altri i miei problemi

Quindi ho sentito bene? O male?
 

Brunetta

Utente di lunga data
ok, se non ti piace la parola consegnare possiamo usare i termini "condividere consensualmente" ma sempre al punto stiamo. Usavo il termine in questione per indicare una volontarietà, in effetti nessuno ci trascina o dovrebbe trascinarci dentro un impegno che non abbiamo voluto, accettato, fatto nostro.
Io non metto in dubbio che le scelte vadano rinnovate continuamente, contesto per l'appunto che una persona si svegli in un letto diverso facendo finta che non sia successo nulla.

Poi in effetti sul termine simulacro e rito potremmo anche discutere, la nostra personal religion, è una entità che tutti neghiamo oggigiorno di avere, ma che invece a mio parere persiste gagliarda dentro di noi con svariati nomi: convinzioni, egoismo più o meno motivato, autoassoluzionismo, spirito di sopravvivenza, empirismo eretto a religione etc.
La realtà è che la nostra vita è piena di riti più o meno autocostruiti e di simulacri eretti a rappresentazione di quello che siamo e non è di per se un difetto o un problema, è solo un modo di auto rappresentarci.
Sto leggendo e poi magari rispondo.
Pero Autoassoluzionismo è bellissimo. Meglio dei Pastafariani.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Allora io ho tradito "n" volte.
E se mi guardo Youporn che faccio?
E il sedere della tipa in metro?
Queste sono pulsioni, normali e frequenti in uomini e donne.
Tra queste e il tradimento c'è di mezzo la volontà.
Che è anche un modo per mettere tutti sullo stesso piano, tutti traditori in pratica.
Processare le intenzioni o presunte tali per auto assolversi?
Per mia candida ammissione, io tradisco praticamente ogni giorno, anche adesso che sto rispondendo qui a te, senza che mia moglie sappia del mio essere iscritto qui, perché nascondo parti di me.

Però vale x me, non è un "giudizio" per chi facesse come me.

Solo che io lo so di essere un traditore (per i miei parametri ovvio) e non mi sento "bravo" perché ho scritto un post anziché aver operato uno strip (affanculo gli inglesismi :) )
È il tema dell'ultimo libro di Walter Siti Bruciare tutto.
 

spleen

utente ?

spleen

utente ?
Sto leggendo e poi magari rispondo.
Pero Autoassoluzionismo è bellissimo. Meglio dei Pastafariani.
Autoassoluzionismo (acritico) non è un neologismo che ho inventato io.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Beh. E' vero che la soggettività tende a farci percepire ogni cosa in maniera differente. Però secondo me anche la soggettività deve incontrare limiti e parametri. Come tali oggettivi. Il fatto che tu ti senta "traditore" solo perché scrivi in un forum senza dirlo alla moglie comporta che vedresti pure lei traditrice, a parti invertite. Ne consegue un metro di misura che ben poco ha di oggettivo. Se tu venissi qui a raccontare che hai scoperto che tua moglie e' iscritta a un forum, non te lo ha detto, e per questo e' traditrice, credo che la prima cosa che ti direi sarebbe quella di rilassarti :D
Ma se nel forum la moglie raccontasse delle sue avventure non avrebbe tutti i torti
 

Brunetta

Utente di lunga data
Cielo..
Io SO COME lo faccio io

E come lo faccio io sono un traditore

Vedessi lei? Io non saprei COME lo fa lei.

Io mi occupo di me.

Piuttosto duramente :)
Duramente? Dai nonostante la simpatia e il risotto...non dirne più :D
 

stany

Utente di lunga data
Credo che ognuno di noi nasconda parti di sé.
E che sia eccessivo pretendere che la coppia sia la piazza di ogni cosa che riguarda noi stessi.
Non è che se non ti faccio vedere quello che ho prodotto in bagno sono un cattivo marito...:D e neppure pretendo di leggere le conversazioni dei gruppi what'sapp con le tue amiche.
Sono spazi tuoi. So che spesso circolano uomini nudi ma non me ne frega niente.:D
Tanto foto equivalenti ma di genere diverso circolano anche sui miei gruppi da parte dei miei amici.
Ma se io ho giurato a te fedeltà, sessuale e affettiva, e non mantengo questo giuramento, questo è tradimento.
Condivido.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ci sono nella vita patti espliciti e patti impliciti, ridefinibili, certo. Rinegoziabili, certo. Ognuno di quei patti però parla di noi, non degli altri. Definisce una nostra volontà, non quella di altre persone, identifica il nostro progetto di vita, non una mera e mutevole volubilità casuale dentro la quale poter affermare come cetto la qualunque tutto tutto niente niente.
Ci potranno pure essere delle persone che includono nel loro patto di condivisione anche 10 parthner diversi, ma non è questo il punto, il forum se fosse così potrebbe anche chiudere.
Esiste la proprietà privata perchè appunto è privata dal godimento di chiunque e similmente esiste dentro di noi il senso del possesso, che per quanto possa farti schifo è un senso innato ed esteso al rapporto con un altro essere umano. Non ci rende padroni dell'altro, definisce il nostro rapporto con l'altro ed è già è greve, importante, impegnativo.
E si arresta davanti alla volontà esplicita dell'altro, visto che siamo tutti liberi.
Non a caso noi diciamo mio marito, mia moglie, il mio compagno, la mia ragazza il mio uomo etc. Non definiamo una proprietà privata come al tempo degli schiavi ma un accordo di corresponsabilità dentro un rapporto e sottolineo corresponsabilità.
Dentro quel contenitore non ci siamo ficcati per caso e nessuno ci ha gettato dentro, nessuno ci incatena. Quel patto puo terminare con una telefonata persino, nessuno ci mette al riparo dai cambiamenti, nessuno puo dire per sempre, ma esiste e fintanto che esiste non è uno spazio solo mio, è una entità condivisa e siccome condivisa non solo mia.

Con-diviso perchè ci siamo dentro con i piedi tutti e due, perchè ci siamo impegnati entrambi, nostro perchè non riguarda altri, anzi, li abbiamo volontariamente esclusi.

Mancare di rispetto non è una parola vuota di significato che tanto tutto è riconducibile alla nostra volubilitas, mancare di rispetto ha un significato ben preciso e da ricercare nel tradimento di quel patto, di quel progetto, di quella responsabilità, non di una ipotetica e teorica costruzione mentale.
Sennò come ci rivolgiamo qui dentro ai traditi? Ragazzi liberi tutti? Siori e siore non avete capito che le promesse che vi hanno fatto son tutte costruzioni mentali?
La chiave per me è il neretto, quello che ci differenzia nel ragionamento è questo: io dò per scontato la consapevolezza nel promettersi, tu no, mi sembra.:)
Io non sovrappongo la mia interiorità, che è fatta di pieghe che neppure io conosco fino in fondo e che mi riservano costanti sorprese, con lo spazio co-costruito con l'altro.

Nello spazio condiviso, metto quello che decido e sono in grado di mettere.

Nella mia esperienza ho vissuto molti e diversi spazi comuni. In alcuni ho messo cose, in altri ne ho messe altre.

In uno o nell'altro sono stata più o meno sincera?

No. Non penso. Semplicemente ho messo cose e non altre. Le cose che ho messo erano vere. Ogni volta.

La differenza è la trasparenza e la tensione a mettere tutto.
Partendo dal presupposto che tutto non si può mettere.
Come non esiste la totale trasparenza. La totale autenticità.
Sono tensioni.
E, ed è questa la cosa che secondo me è importante, la dichiarazione di quanto sopra. Chiara e sincera.

G. mi possiede? Io possiedo lui?

A volte.

Chi lo decide?

Lui per se stesso, che si concede a me.
Io per me stessa, che mi concedo a lui.

Dandoci reciprocamente il permesso di entrare in quegli spazi preziosi e delicati che rendono bello, arricchiscono il noi quando se ne esce e si ritorna ognuno in se stesso. E serve ritornare ognuno a se stesso, riprendere possesso ognuno della propria interiorità. Esserci abitanti unici. Per ritarare, accomodare, metter ordine dopo aver incontrato l'altro. Non penso che questa circolarità possa essere abbandonata negli anni. E se lo si fa...sono piuttosto convinta che si perda qualcosa di veramente importante.

Credere che siccome si compartecipa e si condivide uno spazio comune, l'altro diventi casa nostra, che la sua interiorità sia un qualcosa che può passare di mano...è una illusione o patologia (e penso alle relazioni fusionali, che spesso infatti finiscono in carneficine).

Ognuno nello spazio comune mette proiezioni di sè. Espressioni. Più o meno fedeli all'immagine originaria. Che spesso non è chiara neanche all'unico proprietario.

Sto riuscendo a spiegare quel che intendo?

I patti sanciscono il Noi. Sanciscono il percorso, il come, il chi della condivisione reciproca. L'intenzione.

Che è un po' la regolamentazione del lavorio di entrare in se stessi, scegliere cose e poi portarle in mezzo, guardarle insieme, e poi tornare indietro, riportando indietro qualcosa o niente o anche qualcosa in più...si può regolamentare il metodo. Alcuni contenuti. Si può decidere che quel noi è stretto o largo. Addirittura fatto su misura.

Ma pensare di possedere il luogo dell'anima in cui ognuno ha casa, solo perchè l'altro porta Doni dalle sue profondità...penso sia illusorio.

E pensare che da quella casa si arrivi solo al noi che conosciamo insieme, è altrettanto illusorio.

Ogni Noi è unico. Anche quello con l'amante.
E non è replicabile.


EDIT: che OT spaventoso :D
Scusa [MENTION=7127]dario123[/MENTION]
 
Ultima modifica:

Skorpio

Utente di lunga data
Duramente? Dai nonostante la simpatia e il risotto...non dirne più :D
:carneval: :rotfl:

Nulla è come sembra....

[video=youtube_share;1Ve8Wfezzk0]https://youtu.be/1Ve8Wfezzk0[/video]
 
Ultima modifica:

spleen

utente ?
Io non sovrappongo la mia interiorità, che è fatta di pieghe che neppure io conosco fino in fondo e che mi riservano costanti sorprese, con lo spazio co-costruito con l'altro.

Nello spazio condiviso, metto quello che decido e sono in grado di mettere.

Nella mia esperienza ho vissuto molti e diversi spazi comuni. In alcuni ho messo cose, in altri ne ho messe altre.

In uno o nell'altro sono stata più o meno sincera?

No. Non penso. Semplicemente ho messo cose e non altre. Le cose che ho messo erano vere. Ogni volta.

La differenza è la trasparenza e la tensione a mettere tutto.
Partendo dal presupposto che tutto non si può mettere.
Come non esiste la totale trasparenza. La totale autenticità.
Sono tensioni.
E, ed è questa la cosa che secondo me è importante, la dichiarazione di quanto sopra. Chiara e sincera.

G. mi possiede? Io possiedo lui?

A volte.

Chi lo decide?

Lui per se stesso, che si concede a me.
Io per me stessa, che mi concedo a lui.

Dandoci reciprocamente il permesso di entrare in quegli spazi preziosi e delicati che rendono bello, arricchiscono il noi quando se ne esce e si ritorna ognuno in se stesso. E serve ritornare ognuno a se stesso, riprendere possesso ognuno della propria interiorità. Esserci abitanti unici. Per ritarare, accomodare, metter ordine dopo aver incontrato l'altro. Non penso che questa circolarità possa essere abbandonata negli anni. E se lo si fa...sono piuttosto convinta che si perda qualcosa di veramente importante.

Credere che siccome si compartecipa e si condivide uno spazio comune, l'altro diventi casa nostra, che la sua interiorità sia un qualcosa che può passare di mano...è una illusione o patologia (e penso alle relazioni fusionali, che spesso infatti finiscono in carneficine).

Ognuno nello spazio comune mette proiezioni di sè. Espressioni. Più o meno fedeli all'immagine originaria. Che spesso non è chiara neanche all'unico proprietario.

Sto riuscendo a spiegare quel che intendo?

I patti sanciscono il Noi. Sanciscono il percorso, il come, il chi della condivisione reciproca. L'intenzione.

Che è un po' la regolamentazione del lavorio di entrare in se stessi, scegliere cose e poi portarle in mezzo, guardarle insieme, e poi tornare indietro, riportando indietro qualcosa o niente o anche qualcosa in più...si può regolamentare il metodo. Alcuni contenuti. Si può decidere che quel noi è stretto o largo. Addirittura fatto su misura.

Ma pensare di possedere il luogo dell'anima in cui ognuno ha casa, solo perchè l'altro porta Doni dalle sue profondità...penso sia illusorio.

E pensare che da quella casa si arrivi solo al noi che conosciamo insieme, è altrettanto illusorio.

Ogni Noi è unico. Anche quello con l'amante.
E non è replicabile.


EDIT: che OT spaventoso :D
Scusa @dario123
Allora: Io non ho mai affermato il rosso, ho spiegato più volte nei miei interventi che non mi riferisco al possesso di persone, a costrizione, a prevalicare negli agiti o nei sentimenti.
Mi trovo vicino al blu, se preferiamo, come posizione personale, però aggiungo una cosa in più, la faccenda della fiducia.

Se tu e G. vi siete detti vicendevolmente di non fidarvi l' un l'altra, quale valore dai ai patti del neretto evidenziato sopra?
In altre parole, come puoi stipulare un qualsiasi patto con una persona se non ritieni di poterlo rispettare o se pensi che non sarà rispettato? non ti sembra un controsenso?

Io penso invece che la tua, la vostra dichiarazione di non fiducia sia solo un mettere le mani avanti, in previsione di quando si cade, per non sbattere ulteriormente il naso.
Perchè sono impossibili rapporti umani senza fiducia, la fiducia poca o tanta è alla base di tutto, della vita del bambino che guarda alla madre, di due persone che fanno piccoli o grandi progetti insieme.
Fiducia disattesa dalla nostra natura umana?
Si, spesso ma non sempre. e sono quelle magiche paroline, - non sempre - che costituiscono la speranza e la constatazione che talvolta siamo circondati da qualcosa di bello, di autentico, di puro.
La lealtà esiste. Verso se stessi, e per riflesso verso l'altro, merce rara, certo.
E' la ricerca di quello che ci muove verso gli altri, che ci porta a dare valore a quello spazio condiviso.
Sennò quale è il valore di uno spazio condiviso e stabilito, esclusivo tra due persone se ci puo entrare chiunque senza colpo ferire?

Edit: Si, OT spaventoso. :D
 
Ultima modifica:

Foglia

utente viva e vegeta
Ma se nel forum la moglie raccontasse delle sue avventure non avrebbe tutti i torti
Mah. A me sembra che se raccontasse in un forum le sue avventure starebbe raccontando di tradimenti. Non tradendo per il fatto di raccontare. Se poi uno o una si iscrivono a un forum con l'intento di trovare "materiale" per tradire e' un altro discorso. Io dico che la partecipazione in se' ad un forum può benissimo restare a far parte della sfera personale di chiunque, e come tale si può scegliere di condividerla o meno. Senza che la mancata condivisione comporti chissà quale "privazione" alla coppia. Fatico a capire il discorso di [MENTION=5159]ipazia[/MENTION], in questo senso: cioè non mi verrebbe da chiedermi cosa non abbia funzionato per far sì che uno scrivesse all'insaputa dell'altro. Diverso e' il caso di chat a tema di incontri o siti di incontri, dove uno non capita per raccontarsi o confrontarsi. Se uno scrivesse su un forum dei tradimenti che ha attuato in mio danno, non mi fregherebbe che l'abbia scritto su un forum. Non ravviserei tradimento in quello, ma nel fatto compiuto. Così come non starei a perdere molto tempo a chiedermi perché non abbia preferito renderne partecipe me, anziché scrivere dietro a un Nick.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Allora: Io non ho mai affermato il rosso, ho spiegato più volte nei miei interventi che non mi riferisco al possesso di persone, a costrizione, a prevalicare negli agiti o nei sentimenti.
Mi trovo vicino al blu, se preferiamo, come posizione personale, però aggiungo una cosa in più, la faccenda della fiducia.

Se tu e G. vi siete detti vicendevolmente di non fidarvi l' un l'altra, quale valore dai ai patti del neretto evidenziato sopra?
In altre parole, come puoi stipulare un qualsiasi patto con una persona se non ritieni di poterlo rispettare o se pensi che non sarà rispettato? non ti sembra un controsenso?

Io penso invece che la tua, la vostra dichiarazione di non fiducia sia solo un mettere le mani avanti, in previsione di quando si cade, per non sbattere ulteriormente il naso.
Perchè sono impossibili rapporti umani senza fiducia, la fiducia poca o tanta è alla base di tutto, della vita del bambino che guarda alla madre, di due persone che fanno piccoli o grandi progetti insieme.
Fiducia disattesa dalla nostra natura umana?
Si, spesso ma non sempre. e sono quelle magiche paroline, - non sempre - che costituiscono la speranza e la constatazione che talvolta siamo circondati da qualcosa di bello, di autentico, di puro.
La lealtà esiste. Verso se stessi, e per riflesso verso l'altro, merce rara, certo.
E' la ricerca di quello che ci muove verso gli altri, che ci porta a dare valore a quello spazio condiviso.
Sennò quale è il valore di uno spazio condiviso e stabilito, esclusivo tra due persone se ci puo entrare chiunque senza colpo ferire?

Edit: Si, OT spaventoso. :D
Mi ero inchiodata sul rosso perchè avevo capito tu intendessi che lo spazio comune, sia lo stesso che viene messo in gioco in una relazione altra.

E sto sostenendo che non è così.

Quello che viene messo in gioco in qualunque relazione, dall'amicizia a quel che vogliamo, parte dall'interiorità, che è proprietà privata dell'individuo e che di volta in volta da quell'interiorità è l'individuo che prende cose, scegliendole, e le condivide.

Per schematizzare e semplificare eh.

Quindi quell'interiorità non può essere rubata da nessuno. Perchè salvo in regime di schiavitù o in caso di abuso, è l'individuo a DECIDERE con chi, come, cosa e perchè giocarsela.

Non è un qualcosa su cui si può allungare la mano. Neanche quando si dice "mia" moglie, "mio" marito, "mio" compagno.

Anzi, io ci aggiungo che spesso e volentieri, proprio per il gioco del possesso non esplicitato si bypassi questo tipo di consapevolezza e ci si "accontenti" di quel mi* fittizio per includere tutta una persona. Non tenendo conto del fatto che quella persona concede sè stessa, e che quella concessione non è scontata nè data una volta per tutte.

E qui mi lego alle promesse. Che fissano l'intenzione di un momento. E la "allungano" nel tempo.
Ma senza la Cura, il camminare insieme, il riconoscimento dell'impermanenza...restano patti vuoti e senza aggancio se non a un contratto che nel tempo si svuota di significato e diviene routine. Spesso zona di confort. Quella che tanto spesso si fatica ad abbandonare, anche a costo di perdere la propria serenità.

E dicevo tutto questo legandomi al fatto che il "terzo" è come un "ladro" che ruba.
Affermando il mio disaccordo.
Nessuno può rubare un qualcosa che è riconosciuto come concessione, innanzitutto a sè.

Io non sento che una terza potrebbe rubarmi G. per il semplice motivo che sono consapevole del fatto che G. si concede a me. Per sua scelta. Quotidiana. E io viceversa a lui.
E siccome lo ritengo intelligente e degno di stima, so che se entrasse una terza avrebbe delle motivazioni fondate per lui.
Può non averle chiare. Può averle chiare e timore di dichiararle. Può non volerle dichiarare.

Ma una cosa che per me è scontata è che lui avrebbe motivazioni valide per lui e per il suo benessere. E questo non è in discussione.

E' anche assunto che non sempre il proprio benessere coincida con quello dell'altro. Anche questo fa parte del gioco relazionale. E quindi l'opzione che ad un certo punto Io smetta di essere fonte di benessere per l'altro è sul tavolo.

Mi piacerebbe se ne parlasse. Ma so anche che questa è una richiesta che anche se faccio, e la faccio, non è detto venga rispettata. E non trovo sensatissimo occuparmene. Se non nei miei confronti. Chiedendolo a me. E solo ed esclusivamente per fedeltà a me stessa. Non per i patti che ho stretto con G. O con chi per lui.

Ecco perchè è proprio l'affermazione "non fidarti" che a me, a noi, rende lo spazio della fiducia. Io mi fido se la possibilità della non fiducia c'è ed è ben chiara sul tavolo. Non esiste fiducia senza sfiducia. Servono entrambe.

Non so....la fiducia assoluta e cieca...per me non esiste. Forse è una lacuna mia. Può benissimo essere.
Ma tant'è.
Io non ho mai, e dico mai, sperimentato fiducia cieca in qualcuno. E neanche vorrei. La mia cecità.

La mia fiducia nell'altro è fondata sulla mia fiducia in me. E quindi in gioco c'è anche il mettere in discussione la fiducia.

Io ci sono cose di cui, nei confronti di G., non mi fido. E' dichiarato.
E anche lui ha le sue riserve su di me.

Reciprocamente ci chiediamo "convincimento" e "dimostrazione" nei fatti.
Lo spazio dei dubbi per me ha la necessità di essere ben delineato.

E proprio a partire dal fatto che per quanto la tensione sia "sei mio" è una tensione mai raggiungibile. Ed è nell'esposizione del dubbio e nella sua verifica che costruisco la fiducia. Anche nel rispetto della parola data.

Non potrei mai fidarmi, e qui lo dico il mai, serenamente, di qualcuno che mi dice fidati di me.
Che cazzo significa?
Su quali basi mi chiedi di fidarmi?
Chi sei?

Puoi garantirmi chi sarai?

Direi che no...quindi non mi fido di te, in quanto te, mi fido di te in quanto giorno per giorno ti impegni a guadagnarti la mia fiducia. E lo stesso chiedi a me.

E tu puoi avere la mia fiducia solo ed esclusivamente se quando sei con te sei lo stesso, o molto somigliante, a quello che sei con me.

Ma anche questa è una tensione. Un percorso.

Secondo me ovviamente.

Non è paura, o meglio, non è solo paura. L'altro è e resta una incognita. A vita.
E io questo lo considero.
Non ci si addomestica mai fino in fondo...il nucleo, e torniamo all'interiorità che è solo di chi la vive in sè, è accessibile solo a chi la sente dentro di sè, spesso non è conoscibile neanche a chi la vive in sè...una parte di sfiducia che si scambia con la fiducia (l'equilibrio degli estremi, se vogliamo) per me è fondamentale. Nella costruzione di una distanza relazionale che non fa cadere a picco in pensieri tipo "mi sei stato rubat*".
 
Top