Sesso ... e Senso di colpa

trilobita

Utente di lunga data
Una sola conclusione: tua moglie non ti ama, sei un amico e quindi ti sta aiutando
Le basi per restare insieme dovrebbero diventare quelli di una pacifica convivenza
Il fatto che lei ti abbia tradito non avrebbe minimamente dovuto diminuire lo shoc per la scoperta, la sua indifferenza e alleanza mi lasciano perplessa
chi sei secondo me invece lo hai compreso devi solo accettarlo probabilmente ma hai chiesto aiuto e questo renderà tutto un pochino più facile
Tutelate i vostri figli, l'unico consiglio che mi sento di darti
In bocca al lupo
Sono d'accordo sulla moglie.
Non sono sicuro abbia ben compreso chi è...e perché è successo tutto questo.
Se la moglie è ancora presa dell'altro,il marito li vede come un amico,nella migliore delle ipotesi...
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Sono d'accordo sulla moglie.
Non sono sicuro abbia ben compreso chi è...e perché è successo tutto questo.
Se la moglie è ancora presa dell'altro,il marito li vede come un amico,nella migliore delle ipotesi...
Ma pensi che basta essere presa dell'altro per accettare o restare indefferente a una cosa così?
Può anche vederlo come amico ma è il padre dei suoi figli. Se solo pensa a questo altro che indifferente
 

trilobita

Utente di lunga data
Ma pensi che basta essere presa dell'altro per accettare o restare indefferente a una cosa così?
Può anche vederlo come amico ma è il padre dei suoi figli. Se solo pensa a questo altro che indifferente
Questo lo dovrebbe dire lui.
Ha solo accennato al problema moglie,non si è capito granché.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Salve a tutti.
Se non ho scritto questi giorni è perché non ho avuto tempo, non c'ero, ero assento nei pensieri...ero come morto.
Non ce la faccio a mettere per iscritto tutto quello che è successo in questi tre giorni, non ancora. Sono ancora sotto shock per. Ma sto bene e andrà meglio.
Non credo più a nulla ormai. Pensavo di conoscere, almeno un po', me stesso e ho scoperto che non so ancora chi sono. Non mi conosco e non mi riconosco più. Non capisco quello che ho combinato né il perché.
Pensavo di conoscere mia moglie e, ho scoperto, invece, che la sua vita è piena di segreti di cui ero all'oscuro e averli scoperti all'improvviso, attraverso la sua confessione di lunedì notte, mi ha buttato nella confusione e nello smarrimento totale. Ma, nonostante tutto, devo ringraziarla. Se non fosse stato per lei, quel ragazzo oggi non sarebbe sano e salvo.
Pensavo di conoscere abbastanza quel ragazzo, e invece, scopro che di lui, delle sue paure, dei suoi timori, dei suoi sensi di colpa che lo ingabbiano, non conoscevo nulla. Pensavo di conoscere un ragazzo virile, simpatico, dolce, forte, incazzato un po' con il mondo e i genitori per il suo passato e, invece, non sapevo che quella era solo una maschera per nascondere un bambino fragile, impaurito, che ha sofferto le pene dell'inferno in passato (non mi aveva raccontato tutto della sua vita, solo alcuni sprazzi, ricordi confusi) e che soffre la sindrome dell'abbandono. "Tutti mi abbandonano e lo stai facendo anche tu. Non merito l'amore di nessuno. Io non merito niente. Mi fidavo di te, non direi mai a tua moglie di noi, non sono così cattivo" mi aveva scritto nel suo penultimo messaggio e poi solo un "Perdonami un giorno se potrai" alle 2.30 di domenica notte. Lì sono crollato e, a quel punto, ho confessato tutto il peso, tutto il macigno a mia moglie. Non ce la facevo più. IL MIO PALAZZO EMOTIVO SI è SCHIANTATO AL SUOLO.
Non so come mi sento. Sto male, proprio dentro e nel profondo.
In questi giorni ho un appuntamento con una psicologa, ho seguito il consiglio prezioso di twinpeaks e degli altri. Grazie a tutti. Ma davvero. Grazie.
Ho messo in contatto anche il ragazzo con un medico.
Non so che ne sarà del matrimonio dopo le rivelazioni inaspettate di mia moglie. Domenica notte mi ha aiutato e se quel ragazzo è vivo, lo devo a lei che mi ha accompagnato da lui. Domenica notte è successo l'inferno. Davanti mi sono ritrovato (anzi, ci siamo ritrovati) non il ragazzo che conoscevo, ma un bambino impaurito, terrorizzato, confuso, delirante. Ero incapace di fare qualcosa. Meno male che c'era lei con me. Lei che mi ha spinto ad andare da lui (ha guidato lei! Io non potevo, ero fuori di testa, singhiozzavo perché avevo capito che quello voleva fare qualche cazzata dopo l'ultimo messaggio e poi aveva anche staccato il suo telefono), lei che mi ha detto di portarlo a casa nostra (non potevamo lasciarlo lì da solo a casa sua in quello stato!E lui non ha nessuno su cui poter fare affidamento. Genitori di merda! Vorrei tanto prenderli a calci in culo quegli esseri mostruosi che non meritano di essere chiamati genitori!), lo abbiamo calmato, portato in ospedale, gli siamo stati accanto. Adesso sta bene. LEI, che ha sempre saputo tutto di "noi", non lo sospettava, lo sapeva proprio (aveva letto dei messaggi dal mio tel di nascosto) ma non me lo diceva perché le conveniva così. LEI che domenica notte mi ha chiesto "Lo ami, non è vero?" e dopo averle detto del suo ultimo messaggio mi ha spinto ad andare da lui "Muoviti. Dobbiamo andare prima che sia troppo tardi!" mi ha detto , LEI che mi ha confessato un terribile segreto che si portava dietro da 3 anni. Io sotto shock che non capivo più niente e singhiozzavo.
Non mi aspettavo tutto questo. Non mi aspettavo la comprensione di mia moglie. Non mi aspettavo che capisse, non mi aspettavo la confessione del suo tradimento (di cui io non sapevo nulla e MAI lo avrei sospettato). Ora capisco tante cose.
Ora capisco il dolore che sta provando quel ragazzo e la sua forte paura di potermi perdere.
Ora capisco il perché mia moglie fosse serena, nonostante il poco sesso tra noi. Ora capisco il peso di quel segreto che portava.
Ora capisco perché non è mai stata gelosa del ragazzo (sapeva che eravamo amici e che ci vedevamo a volte fuori ).
Capisco ma non riesco a metabolizzare, non riesco a essere lucido. Non riesco a capire come potrebbe funzionare un matrimonio dopo tutti questi segreti venuti alla luce. Non riesco a capire come portare avanti un rapporto (ovviamente solo di amicizia) con quel ragazzo. Il mio silenzio lo ha ucciso e lo stava uccidendo sul serio e il senso di colpa mi dilania per questo. Mi odio per questo. Sono un mostro perché non ho capito il suo dolore e pensavo a proteggere la "faccia", a proteggere me stesso (sono un egoista del cazzo!), a proteggere i miei figli e a risparmiare un dolore alla "madre dei mie figli" e in tutto questo non ho pensato a LUI, a tutto quello che avrei potuto causargli, alla ferita enorme che gli ho procurato. MI ODIERO' SEMPRE PER QUESTO. Gli voglio bene e ho giurato che non lo abbandonerò mai, come un padre non abbandonerebbe mai i suoi figli. Ho provato un moto di tenerezza quella notte quando sono andato da lui, non posso dirvi come l'abbiamo trovato e in che stato disperato fosse. Lei mi ha aiutato a sorreggerlo, a metterlo in macchina...abbiamo svegliato un po' di persone e abbattuto la porta di casa. Un casino, la follia.
Avevate ragione: il mio castello era fatto di carta ed è crollato. Io sono crollato.
Non so più chi sia mia moglie. Non so più cho ho avuto a fianco fino ad oggi. Quello che temevo che potesse pensar lei di me, è accaduto a me.
Non so più chi sono io. Non mi capisco più. Mi sento vuoto. Un libro vuoto. NO ho più niente dentro, né lacrime, né forza per reagire. Niente. Il nulla.
Non so più se il mio terzo figlio sia proprio il mio. Non so più niente. Non so neanche se d'ora in avanti riuscirò ad essere un buon padre o a sapere fare il padre.
Adesso sono io che ho bisogno di aiuto. Non ce la faccio da solo. Mia moglie deve pensare alle sue colpe e alle sue pene, il ragazzo deve pensare a stare bene e a rasserenarsi un po', e io devo pensare a capire e a guarire. Mi dispiace per i miei bambini. Mi dispiace che gli siamo capitati proprio noi due come genitori. Che opninione avranno di noi un giorno?
Al momento penserò a stare bene, soltanto poi, ad essere un buon padre. Dovrò riuscirci per loro e anche per LUI, che un padre, non l'ha mai avuto e quello che ha avuto meriterebbe solo di finire all'inferno e bruciare. (twinpicks ha ragione: LUI in me ha visto forse il padre modello che non ha mai avuto...modello, per dire). MI sento un verme per essermi lasciato trasportare dalla situazione. Lui aveva bisogno di una figura maschile protettiva, non di un amante!!! Io avrei dovuto mettere fine, dal principio, a quella situazione! Mi sento in colpa per quello che ho fatto perché gli ho causato altre sofferenze. Non avrei mai voluto. Se solo potessi tornare indietro, mi comporterei diversamente. Lo amerei ma in maniera diversa.
E penserò a stare bene anche per LEI (che da quella notte è soltanto "la madre dei miei figli").
Vi aggiornerò presto quando sarò in grado di mettere insieme pensieri logici. Adesso non ce la faccio. E' successo tutto troppo in fretta, il mio mondo si è sgretolato e ribaltato.


ADESSO HO TANTA MA TANTA PAURA ANCH'IO.
tu sei gay e devi accettarlo. buona cosa avere assistenza psicologica professionale che ti supporta.
non posso sapere quanto tortuoso,difficile e faticoso possa essere il tuo percorso, però almeno inizia con lo smettere di negare quello che sei.

tua moglie, dalla sua reazione, intuisco che abbia capito da tempo che sei gay. il suo tradimento lo leggo come conseguenza di questa presa di coscienza.

cosa sarà del vostro matrimonio? boh. sta a voi capire cosa fare.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Salve a tutti.
Se non ho scritto questi giorni è perché non ho avuto tempo, non c'ero, ero assento nei pensieri...ero come morto.
Non ce la faccio a mettere per iscritto tutto quello che è successo in questi tre giorni, non ancora. Sono ancora sotto shock per. Ma sto bene e andrà meglio.
Non credo più a nulla ormai. Pensavo di conoscere, almeno un po', me stesso e ho scoperto che non so ancora chi sono. Non mi conosco e non mi riconosco più. Non capisco quello che ho combinato né il perché.
Pensavo di conoscere mia moglie e, ho scoperto, invece, che la sua vita è piena di segreti di cui ero all'oscuro e averli scoperti all'improvviso, attraverso la sua confessione di lunedì notte, mi ha buttato nella confusione e nello smarrimento totale. Ma, nonostante tutto, devo ringraziarla. Se non fosse stato per lei, quel ragazzo oggi non sarebbe sano e salvo.
Pensavo di conoscere abbastanza quel ragazzo, e invece, scopro che di lui, delle sue paure, dei suoi timori, dei suoi sensi di colpa che lo ingabbiano, non conoscevo nulla. Pensavo di conoscere un ragazzo virile, simpatico, dolce, forte, incazzato un po' con il mondo e i genitori per il suo passato e, invece, non sapevo che quella era solo una maschera per nascondere un bambino fragile, impaurito, che ha sofferto le pene dell'inferno in passato (non mi aveva raccontato tutto della sua vita, solo alcuni sprazzi, ricordi confusi) e che soffre la sindrome dell'abbandono. "Tutti mi abbandonano e lo stai facendo anche tu. Non merito l'amore di nessuno. Io non merito niente. Mi fidavo di te, non direi mai a tua moglie di noi, non sono così cattivo" mi aveva scritto nel suo penultimo messaggio e poi solo un "Perdonami un giorno se potrai" alle 2.30 di domenica notte. Lì sono crollato e, a quel punto, ho confessato tutto il peso, tutto il macigno a mia moglie. Non ce la facevo più. IL MIO PALAZZO EMOTIVO SI è SCHIANTATO AL SUOLO.
Non so come mi sento. Sto male, proprio dentro e nel profondo.
In questi giorni ho un appuntamento con una psicologa, ho seguito il consiglio prezioso di twinpeaks e degli altri. Grazie a tutti. Ma davvero. Grazie.
Ho messo in contatto anche il ragazzo con un medico.
Non so che ne sarà del matrimonio dopo le rivelazioni inaspettate di mia moglie. Domenica notte mi ha aiutato e se quel ragazzo è vivo, lo devo a lei che mi ha accompagnato da lui. Domenica notte è successo l'inferno. Davanti mi sono ritrovato (anzi, ci siamo ritrovati) non il ragazzo che conoscevo, ma un bambino impaurito, terrorizzato, confuso, delirante. Ero incapace di fare qualcosa. Meno male che c'era lei con me. Lei che mi ha spinto ad andare da lui (ha guidato lei! Io non potevo, ero fuori di testa, singhiozzavo perché avevo capito che quello voleva fare qualche cazzata dopo l'ultimo messaggio e poi aveva anche staccato il suo telefono), lei che mi ha detto di portarlo a casa nostra (non potevamo lasciarlo lì da solo a casa sua in quello stato!E lui non ha nessuno su cui poter fare affidamento. Genitori di merda! Vorrei tanto prenderli a calci in culo quegli esseri mostruosi che non meritano di essere chiamati genitori!), lo abbiamo calmato, portato in ospedale, gli siamo stati accanto. Adesso sta bene. LEI, che ha sempre saputo tutto di "noi", non lo sospettava, lo sapeva proprio (aveva letto dei messaggi dal mio tel di nascosto) ma non me lo diceva perché le conveniva così. LEI che domenica notte mi ha chiesto "Lo ami, non è vero?" e dopo averle detto del suo ultimo messaggio mi ha spinto ad andare da lui "Muoviti. Dobbiamo andare prima che sia troppo tardi!" mi ha detto , LEI che mi ha confessato un terribile segreto che si portava dietro da 3 anni. Io sotto shock che non capivo più niente e singhiozzavo.
Non mi aspettavo tutto questo. Non mi aspettavo la comprensione di mia moglie. Non mi aspettavo che capisse, non mi aspettavo la confessione del suo tradimento (di cui io non sapevo nulla e MAI lo avrei sospettato). Ora capisco tante cose.
Ora capisco il dolore che sta provando quel ragazzo e la sua forte paura di potermi perdere.
Ora capisco il perché mia moglie fosse serena, nonostante il poco sesso tra noi. Ora capisco il peso di quel segreto che portava.
Ora capisco perché non è mai stata gelosa del ragazzo (sapeva che eravamo amici e che ci vedevamo a volte fuori ).
Capisco ma non riesco a metabolizzare, non riesco a essere lucido. Non riesco a capire come potrebbe funzionare un matrimonio dopo tutti questi segreti venuti alla luce. Non riesco a capire come portare avanti un rapporto (ovviamente solo di amicizia) con quel ragazzo. Il mio silenzio lo ha ucciso e lo stava uccidendo sul serio e il senso di colpa mi dilania per questo. Mi odio per questo. Sono un mostro perché non ho capito il suo dolore e pensavo a proteggere la "faccia", a proteggere me stesso (sono un egoista del cazzo!), a proteggere i miei figli e a risparmiare un dolore alla "madre dei mie figli" e in tutto questo non ho pensato a LUI, a tutto quello che avrei potuto causargli, alla ferita enorme che gli ho procurato. MI ODIERO' SEMPRE PER QUESTO. Gli voglio bene e ho giurato che non lo abbandonerò mai, come un padre non abbandonerebbe mai i suoi figli. Ho provato un moto di tenerezza quella notte quando sono andato da lui, non posso dirvi come l'abbiamo trovato e in che stato disperato fosse. Lei mi ha aiutato a sorreggerlo, a metterlo in macchina...abbiamo svegliato un po' di persone e abbattuto la porta di casa. Un casino, la follia.
Avevate ragione: il mio castello era fatto di carta ed è crollato. Io sono crollato.
Non so più chi sia mia moglie. Non so più cho ho avuto a fianco fino ad oggi. Quello che temevo che potesse pensar lei di me, è accaduto a me.
Non so più chi sono io. Non mi capisco più. Mi sento vuoto. Un libro vuoto. NO ho più niente dentro, né lacrime, né forza per reagire. Niente. Il nulla.
Non so più se il mio terzo figlio sia proprio il mio. Non so più niente. Non so neanche se d'ora in avanti riuscirò ad essere un buon padre o a sapere fare il padre.
Adesso sono io che ho bisogno di aiuto. Non ce la faccio da solo. Mia moglie deve pensare alle sue colpe e alle sue pene, il ragazzo deve pensare a stare bene e a rasserenarsi un po', e io devo pensare a capire e a guarire. Mi dispiace per i miei bambini. Mi dispiace che gli siamo capitati proprio noi due come genitori. Che opninione avranno di noi un giorno?
Al momento penserò a stare bene, soltanto poi, ad essere un buon padre. Dovrò riuscirci per loro e anche per LUI, che un padre, non l'ha mai avuto e quello che ha avuto meriterebbe solo di finire all'inferno e bruciare. (twinpicks ha ragione: LUI in me ha visto forse il padre modello che non ha mai avuto...modello, per dire). MI sento un verme per essermi lasciato trasportare dalla situazione. Lui aveva bisogno di una figura maschile protettiva, non di un amante!!! Io avrei dovuto mettere fine, dal principio, a quella situazione! Mi sento in colpa per quello che ho fatto perché gli ho causato altre sofferenze. Non avrei mai voluto. Se solo potessi tornare indietro, mi comporterei diversamente. Lo amerei ma in maniera diversa.
E penserò a stare bene anche per LEI (che da quella notte è soltanto "la madre dei miei figli").

Vi aggiornerò presto quando sarò in grado di mettere insieme pensieri logici. Adesso non ce la faccio. E' successo tutto troppo in fretta, il mio mondo si è sgretolato e ribaltato.


ADESSO HO TANTA MA TANTA PAURA ANCH'IO.

La tua situazione è davvero molto dolorosa e sconvolgente. E' anche una strardinaria, direi quasi unica occasione per trasformare, in meglio, tutte le persone coinvolte: te, tua moglie, il tuo amico. Dice uno scrittore molto intelligente che "il dolore è lo scalpello di Dio". E' proprio così. Non so se sei credente, ma anche se non lo sei dovresti ringraziarLo per l'opportunità che ti ha presentato: quella di sciogliere le incrostazioni di una vita vissuta in superficie, e di ricominciarla su nuove basi, stavolta autentiche.
La sola cosa che mi sento di suggerirti è di non fare rivelazioni, nè volontarie nè involontarie, ai vostri figli; e di conservare insieme a tua moglie, per quanto possibile, una quotidianità pacifica.
Come dici tu stesso, ora tua moglie non è più "soltanto la madre dei tuoi figli", è la tua compagna di viaggio in questa vostra nuova vita. Se la vivrete insieme o vi separerete, ora non puoi saperlo, e tutto sommato non è neppure troppo importante. Anche il tuo amico inizia, insieme a voi, una nuova vita. Ci saranno tanti dolori e tanti rischi per tutti, ma anche tanti insegnamenti preziosi e tanta gioia.
Ecco "lo scherzo che ti ha fatto l'Anima" di cui ti parlavo qualche tempo fa. E' un messaggio che viene dal mondo in cui non sappiamo di abitare, abbilo caro. In bocca al lupo.

P.S. Sei nelle migliori condizioni di spirito possibili per iniziare una psicoterapia; e probabilmente, anche il tuo amico. Cercate di cogliere questa opportunità.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
tu sei gay e devi accettarlo. buona cosa avere assistenza psicologica professionale che ti supporta.
non posso sapere quanto tortuoso,difficile e faticoso possa essere il tuo percorso, però almeno inizia con lo smettere di negare quello che sei.

tua moglie, dalla sua reazione, intuisco che abbia capito da tempo che sei gay. il suo tradimento lo leggo come conseguenza di questa presa di coscienza.

cosa sarà del vostro matrimonio? boh. sta a voi capire cosa fare.
Guarda che non è affatto detto che sia così, se per "gay" intendi una persona che desidera profondamente altre persone del proprio sesso, per esprimersi rapidamente, un uomo che ha il desiderio erotico di una donna. A occhio e croce le cose, nel caso del nostro interlocutore, non stanno così.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Guarda che non è affatto detto che sia così, se per "gay" intendi una persona che desidera profondamente altre persone del proprio sesso, per esprimersi rapidamente, un uomo che ha il desiderio erotico di una donna. A occhio e croce le cose, nel caso del nostro interlocutore, non stanno così.
Etero non lo è
E tanto basta
 

danny

Utente di lunga data
Una sola conclusione: tua moglie non ti ama, sei un amico e quindi ti sta aiutando
Le basi per restare insieme dovrebbero diventare quelli di una pacifica convivenza
Il fatto che lei ti abbia tradito non avrebbe minimamente dovuto diminuire lo shoc per la scoperta, la sua indifferenza e alleanza mi lasciano perplessa
chi sei secondo me invece lo hai compreso devi solo accettarlo probabilmente ma hai chiesto aiuto e questo renderà tutto un pochino più facile
Tutelate i vostri figli, l'unico consiglio che mi sento di darti
In bocca al lupo
Quoto.
 

danny

Utente di lunga data
Guarda che non è affatto detto che sia così, se per "gay" intendi una persona che desidera profondamente altre persone del proprio sesso, per esprimersi rapidamente, un uomo che ha il desiderio erotico di una donna. A occhio e croce le cose, nel caso del nostro interlocutore, non stanno così.
E quoto anche questo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Guarda che non è affatto detto che sia così, se per "gay" intendi una persona che desidera profondamente altre persone del proprio sesso, per esprimersi rapidamente, un uomo che ha il desiderio erotico di una donna. A occhio e croce le cose, nel caso del nostro interlocutore, non stanno così.
Hai fatto errori di battitura?
Comunque credo che sarebbe utile che spiegassi meglio questo punto.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Etero non lo è
E tanto basta

Sì, è evidente che non prova ripugnanza o indifferenza totale nei riguardi degli altri uomini, e quindi non è "etero" nel senso totale e granitico del termine. Non è neanche omosessuale nel senso granitico e totale del termine, nel senso che non prova ripugnanza o indifferenza nei riguardi delle donne, anzi.
Il problema del nostro interlocutore NON è quello di riconoscere la sua omosessualità, dirsi "sono omosessuale", e d'ora in poi cercare soltanto relazioni omosessuali. Il problema del nostro amico è capire chi è da capo a fondo, perchè ora come ora tutto quel pensava di se stesso non gli dice più nulla. C'entra anche la sessualità, ma per quel che posso capire così a distanza NON è l'aspetto principale di questa vicenda, è solo la forma sintomatica in cui un profondo rivolgimento interiore si è manifestato. Come si esprimerà la sua sessualità in futuro non lo sa nessuno, e non è il problema principale (neanche per sua moglie, da quel che capisco).
 

trilobita

Utente di lunga data
Sì, è evidente che non prova ripugnanza o indifferenza totale nei riguardi degli altri uomini, e quindi non è "etero" nel senso totale e granitico del termine. Non è neanche omosessuale nel senso granitico e totale del termine, nel senso che non prova ripugnanza o indifferenza nei riguardi delle donne, anzi.
Il problema del nostro interlocutore NON è quello di riconoscere la sua omosessualità, dirsi "sono omosessuale", e d'ora in poi cercare soltanto relazioni omosessuali. Il problema del nostro amico è capire chi è da capo a fondo, perchè ora come ora tutto quel pensava di se stesso non gli dice più nulla. C'entra anche la sessualità, ma per quel che posso capire così a distanza NON è l'aspetto principale di questa vicenda, è solo la forma sintomatica in cui un profondo rivolgimento interiore si è manifestato. Come si esprimerà la sua sessualità in futuro non lo sa nessuno, e non è il problema principale (neanche per sua moglie, da quel che capisco).
Quoto.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Hai fatto errori di battitura?
Comunque credo che sarebbe utile che spiegassi meglio questo punto.
No, nessun refuso. Immagino che la cosa che ti lascia perplessa è la definizione di "omosessuale = uomo che ha il desiderio erotico di una donna".
E' esattamente così. Un omosessuale per così dire integrale è un uomo che ha lo stesso desiderio che ha una donna (normale, eterosessuale), e che quindi desidera gli uomini (normali, eterosessuali). E siccome il nostro desiderio più profondo si modella sempre sul desiderio di uno dei nostri genitori, il desiderio di questo omosessuale integrale si modellerà sul desiderio della propria madre (per come è inteso e percepito dal figlio), e dunque si dirigerà verso uomini che rispondono alle caratteristiche dela figura "padre".
So che è una cosa che lascia un po' perplessi, ma in realtà è esposta in piena luce, come la lettera rubata di Poe. Basta guardare la vita di un personaggio noto a tutti come Pasolini, un omosessuale integrale se mai ce ne fu uno. Era omosessuale, Ninetto Davoli? No che non era omosessuale, e infatti si è sposato, ha avuto figli, e Pasolini andava a casa sua a fare lo zio. Secondo voi perchè?
Naturalmente questa è una tragedia, perchè importa che il desiderio dell'omosessuale integrale non può venire ricambiato per intero MAI.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Guarda che non è affatto detto che sia così, se per "gay" intendi una persona che desidera profondamente altre persone del proprio sesso, per esprimersi rapidamente, un uomo che ha il desiderio erotico di una donna. A occhio e croce le cose, nel caso del nostro interlocutore, non stanno così.
intendo qualcuno che ha appena scoperto di poter fare sesso con un uomo e che è all'inizio di un percorso.

la reazione della moglie anche a rileggere le parole del nostro amico, mi sembra sempre più la reazione di una donna che è da mo che sa.

ed anche questo depone a favore della mia opinione..
 

Foglia

utente viva e vegeta
No, nessun refuso. Immagino che la cosa che ti lascia perplessa è la definizione di "omosessuale = uomo che ha il desiderio erotico di una donna".
E' esattamente così. Un omosessuale per così dire integrale è un uomo che ha lo stesso desiderio che ha una donna (normale, eterosessuale), e che quindi desidera gli uomini (normali, eterosessuali). E siccome il nostro desiderio più profondo si modella sempre sul desiderio di uno dei nostri genitori, il desiderio di questo omosessuale integrale si modellerà sul desiderio della propria madre (per come è inteso e percepito dal figlio), e dunque si dirigerà verso uomini che rispondono alle caratteristiche dela figura "padre".
So che è una cosa che lascia un po' perplessi, ma in realtà è esposta in piena luce, come la lettera rubata di Poe. Basta guardare la vita di un personaggio noto a tutti come Pasolini, un omosessuale integrale se mai ce ne fu uno. Era omosessuale, Ninetto Davoli? No che non era omosessuale, e infatti si è sposato, ha avuto figli, e Pasolini andava a casa sua a fare lo zio. Secondo voi perchè?
Naturalmente questa è una tragedia, perchè importa che il desiderio dell'omosessuale integrale non può venire ricambiato per intero MAI.

Non entro nel merito strettamente tecnico di una materia che non è certo il mio terreno.
Però questa teoria (perché di teorie si tratta) non mi convince.

A pelle, dalle tue parole, il concetto che mi viene in mente e' quello (assai abusato, in passato specialmente) di "devianza", in luogo di orientamento. In secondo luogo, credo che ridurre l'orientamento sessuale di una persona al desiderio di uno dei due genitori equivalga a trascurare componenti parimenti importanti, come i propri "semplici" gusti personali. Che si formano non solo certo sulla base dell'infanzia.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Non entro nel merito strettamente tecnico di una materia che non è certo il mio terreno.
Però questa teoria (perché di teorie si tratta) non mi convince.

A pelle, dalle tue parole, il concetto che mi viene in mente e' quello (assai abusato, in passato specialmente) di "devianza", in luogo di orientamento. In secondo luogo, credo che ridurre l'orientamento sessuale di una persona al desiderio di uno dei due genitori equivalga a trascurare componenti parimenti importanti, come i propri "semplici" gusti personali. Che si formano non solo certo sulla base dell'infanzia.
L'omosessualità esclusiva e integrale è una devianza sì, tant'è vero che se fosse la norma ci saremmo estinti. I "gusti" personali ci sono sicuramente, per esempio si può voler sperimentare, anche cose sgradevoli che poi con l'abitudine diventano gradevoli (fumo, liquori), etc. L'orientamento fondamentale del desiderio, invece, non si sceglie, si forma molto presto, in processi per la maggior parte inconsapevoli, e dei quali nessuno sa tutto. Conmunque più che legittimo pensarla diversamente.
 

Foglia

utente viva e vegeta
L'omosessualità esclusiva e integrale è una devianza sì, tant'è vero che se fosse la norma ci saremmo estinti. I "gusti" personali ci sono sicuramente, per esempio si può voler sperimentare, anche cose sgradevoli che poi con l'abitudine diventano gradevoli (fumo, liquori), etc. L'orientamento fondamentale del desiderio, invece, non si sceglie, si forma molto presto, in processi per la maggior parte inconsapevoli, e dei quali nessuno sa tutto. Conmunque più che legittimo pensarla diversamente.
Mettiamoci d'accordo sui termini. Consideri "devianza" ad esempio un matrimonio in cui e' assente il progetto di procreare?
 
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