Ciao
non credo che ci si credeva di più, in un senso di scelta libera.
era semmai un credere di più, perché alternative non vi erano.
che possibilità vi erano? il convento? cosa?
certo che s'impegnavano per farlo funzionare, ma in base a cosa?
non in base a dei valori ... in base alla realtà, in base ad una mancanza di alternative ...
È chiaro, che i motivi poi, venivano cercati all'interno di quella realtà.
Cioè, andare non posso ... devo rimanere e se rimango, cerco dei motivi per me,
motivi, che mi diano la forza di alzarmi tutte le mattine ... e questi motivi sono:
figli, casa, famiglia ... e tenere il marito.
Dove stanno questi così lodati valori?
Stanno nel silenzio di una sopportazione e violazione alla libertà di scelta.
sienne
Tendenzialmente concordo con tutto quello che hai scritto a riguardo, Sienne.
L'unica cosa, invece, che riconosco con Diletta, è che la consapevolezza che c'è una via d'uscita può far prendere certi passi troppo alla leggera.
Nessuno si sposa pensando che finirà, ma la vocina "bè al massimo c'è il divorzio" echeggia in qualche angolino.
E talvolta si riflette una volta di meno invece che mille di più, come sarebbe giusto per un passo così importante.
In realtà, parlo per me.
Un altro aspetto che secondo me andrebbe preso in considerazione, è che il matrimonio ora richiede "abilità" diverse rispetto a una volta.
I miei nonni dovevano, come primo e maggiore impegno della vita, trovare da mangiare per loro e per i figli. Non c'era molto tempo rimanente per pensare alla felicità personale, alla realizzazione, alla soddisfazione. Si tirava la carretta. Le abilità che servivano di più erano: saper lavorare, cucinare, pulire, rammendare, evitare di sprecare soldi nel bere, nel gioco, in cose azzardate.
Adesso abbiamo più tempo per pensare. Abbiamo una vita più ricca di stimoli, di cose da fare, di pensieri, di possibilità.
Le abilità che servono sono di più, sono diverse. Non le saprei neppure elencare tutte, ma ci metto dentro pazienza, energia, capacità di reggere allo stress, determinazione, costanza, tolleranza, rispetto di sè e dell'altro..
Vivere è più complicato. Non peggiore (secondo me migliore), ma più complicato. Le scelte che sono davanti a me sono infinitamente di più di quelle che si trovava davanti mia nonna.
Io ho dovuto scegliere se studiare, cosa studiare, in che modo portare avanti la mia carriera, che concorsi fare, come educare mia figlia.
Lei ha dovuto scegliere se dire sì o no a un uomo, e il resto era stabilito.