io non ho ben chiaro cosa devo fare.
Non ho ben chiaro cosa io voglio realmente, cosa lei si aspetti da me, cosa sia meglio per entrambi.
E stò facendo la cosa che mi riesce meglio fare: fuggire. E comportarmi da vittima.
Lo sò, è sbagliato: ma chissà perchè, provo quasi un senso di soddisfazione nell'autofustigazione e nel piangermi addosso.
Ergo, se dobbiamo ragionare per percentuali, il 70% delle colpe di questa situazione del cavolo è mio.
Visto come sono bravo a fare la vittima? ( caxxo, è più forte di me! me ne sono accorto mentre scrivevo. )
si ma scusami se insisto: il mio essere assente per lavoro ci ha permesso di prenderci una casa di un livello decisamente ampio, di avere sempre il pane in tavola, di non avere patemi nel tirare fuori il libretto degli assegni e sopratutto ha permesso A LEI di non rinunciare a nulla.
Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca: allora quando io faccio l'asinello che lavora e lavora per portare a casa lo stipendione và bene, quando sono assente sono patetico.
e no, scusate, così non ci stò.
Se leggi questi tuoi due post vedi che sei piuttosto confuso e passi dall'accusarti al difenderti.
Non devi nè accusarti né difenderti di nulla.
Non devi considerare corretta l'autodiagnosi di tua moglie quando cerca di individuare le cause e te ne attribuisce parte delle responsabilità, ma solo nella parte che esprime il suo stato di malessere.
Penso anch'io che tu debba rivolgerti al più presto a qualcuno di competente che ti suggerirà come portarla a farsi curare CON IL TUO SOSTEGNO.
Però la cosa più importante ora è renderti conto che ci sono due bambine che hanno probabilmente già sofferto dei problemi della madre.
Per quale motivo credi che tutta la famiglia e il marito abbiano coperto Annamaria Franzoni? Perché si sono sentiti in colpa di aver sottovalutato i numerosi segnali che lei aveva lanciato di stare male e si sentivano corresponsabili!
Non voglio certo dire che tua moglie sia in quelle condizioni, ci mancherebbe, ma che succede di considerare certi segnali di malessere come passeggeri e, presi dagli impegni della quotidianeità, di far passare anni senza accorgersene.
Considera che per una madre ammettere di rifiutare i propri figli è una cosa atroce e lacerante e che la consapevolezza (molto parziale) del suo star male a cui è arrivata è il risultato di un tormento sotterraneo che ha cercato di occultare prima di tutto a se stessa.
Non prendere come una beffa il suo riavvicinamento natalizio...lei ci ha provato!
Ci ha provato per tre anni a darti (e darsi) almeno un po' di calore e piacere mentre se ne sentiva indegna...
Davvero questa non vuole essere una diagnosi, ma solo un tebtativo di farti comprendere che quello che tu vedi come un pensiero chiaro tenuto nascosto e come rancore coltivato, è stato invece un tormento confuso che si esprime in questo modo solo ora.
Ti ha urlato il suo dolore, come chi con le ossa rotte urla ai soccorritori e li accusa di fargli del male.
Se comprendi questo saprai affrontare meglio questa cosa...
Un abbraccio