Alce premetto che se va bene per te, credo sia tuo sacrosanto diritto seguire la tua idea.Sono anche convinta che per certe persone possa funzionare, tu per esempio, ma in larga scala sarebbe un fallimento.
Gli assolutismi sono tutti costruiti su false basi: non c'e' un male assoluto ne un bene assoluto... la tua teoria in fin dei conti non e' troppo diversa da quella volonta' divina ai miei occhi.
Seguire un bene assoluto puo' risultare una forzatura per alcuni. Un assassino non e' buono dentro ma mette a tacere la sua coscienza... e' semplicemente cattivo e cosi' e' la sua coscienza che gli suggerisce di uccidere.
Il piccolo Alex DeLarge e' un esempio perfetto... Alex e' cattivo, anche dopo la cura che lo rende innocuo Alex rimane cattivo e reagirebbe con la violenza se solo potesse.
In definitiva la tigre non sara' mai un agnello, anche se diventasse vegetariana (LOL) prima o poi seguira' la sua natura di tigre e fara' banchetto dell'agnello. Non c'e' verso che sia diversamente, e' la liberta', il cosiddetto libero arbitrio che se esercitato all'astremo toglie liberta' ad altri individui.
Io quella linea non la vedo ne vedo molte di linee... se le confrontassi con un altra persona avremmo anche una terza linea o altre mille. Ognuno ha la sua scala di valori e non ci sono correnti che tengano.
Premesso che pure io non voglio imporre nente a nessuno, considero che se le cose fossero come dici tu (e molti altri, intendiamoci) non si spiegherebbe per quale motivo la violenza venga considerata generalmente "male". Dovrebbero esistere delle società che accettano la violenza come valore assoluto, e questo non è possibile. Pure i gruppi estremisti ammettono la violenza solamente se rivolta verso l'esterno, ed all'interno viene accettata unicamente contro il singolo che ha magari messo a repentaglio la sicurezza di tutti gli altri.
Non giriamoci intorno: dei valori assoluti, per quanto scomodi, ci sono e si evidenziano in ogni istante della vita comune. Poi ci si trova, come già dicevo, a dover scendere a compromessi, ma questo per pura sopravvivenza. Non può esistere un bene che sia tale solamente se rivolto verso ciò che si vuole: questo è puro e semplice egoismo. Non può esistere un male che sia tale solamente se rivolto a noi: pure questo è solo egoismo, e l'egoismo è un istinto esclusivamente animale.
Osserviamo la storia dell'uomo: Un tempo la violenza era all'ordine del giorno, generalmente accettata come inevitabile. I figli erano proprietà su cui si aveva diritto di vita o di morte, chiunque non facesse parte della famiglia era considerato nemico. Nel corso dei millenni si è arrivati a costruire un'etica sociale, a dare maggior valore alla vita altrui, ad ammettere la presenza di un "bene comune" da salvaguardare comunemente. Siamo arrivati ad oggi, e pur se non siamo certo ancora riusciti a rinunciare alla violenza, a mano a mano che il tempo scorre esse viene sempre più considerata inamissibile.
Il colonialismo, un secolo fa, era ammesso come addirittura "doveroso". Oggi viene ancora praticato, anche se meno apertamente, ma è generalmente condannato. La violenza sulle donne un tempo era considerata meno di nulla, oggi è condannata.
C'è sviluppo, evoluzione, crescita, e questo non è dovuto ad un rimescolio casuale, che altrimenti porterebbe nelle direzioni più diverse, ma ad uno scorrere, per quanto "disturbato" da eventi locali che per qualche periodo possono far intendere un moto retrogrado, in una direzione, sempre quella, da milioni di anni.
Gli esempi che mi porti, Alex o la tigre, nulla hanno a che vedere con quello di cui parlo io. Distinguiamo, ripeto, l'essenza animale, istintiva e quindi essenzialmente violenta da quello che invece di tutto ciò non fa parte ma nel quale vive suo malgrado immersa.
Le linee di cui parli tu sono sempre appoggiate su questioni e valori personali e contingenti. Se le "spogli" ti ritroverai di fronte al solito.... istinto di sopravvivenza.