Tradimento e valori tradizionali.

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giorgiocan

Utente prolisso
Questa discussione sta dimostrando che quando ci si riferisce alla religione che teoricamente dovrebbe essere conosciuta da tutti invece si parla di cose diverse perché ognuno pensa a quello che ha capito a 10 anni di ciò che gli ha detto la prozia.
Che poi perchè "teoricamente dovrebbe essere conosciuta da tutti"?

Inoltre, considerato che la massima parte dei credenti osservanti qualsiasi forma di religione di massa di questo pianeta è concentrata in paesi dove l'analfabetismo è purtroppo la regola, non vedo facile allineare la condotta di tutti gli affiliati ad un culto classico. E questo secondo me è un altro enorme problema di coerenza che rende impossibile, per qualsiasi religione, consegnare un messaggio culturale davvero universale.

Aggiungi il fatto che da noi mediamente attorno ai 13 anni cominci a fregartene allegramente (che tanto risulti iscritto comunque), anche se poi seguono matrimonio, battesimi e quant'altro.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Concordo assoluttamente.Più che la perfezione la fede insegna la comprensione e la tolleranza,non giudicare il prossimo ma pregare per lui.Questo è il vero senso della religione.
No insegna che il giudizio spetta a Dio e non agli uomini e che giudicare per gli uomini è un peccato.
Questa è una delle contraddizioni che da parte degli umani mi ha sempre molto innervosita.

Dal momento in cui decidi, umano, di pregare per me, hai giudicato che il comportamento che ho agito non è adeguato agli occhi di dio.
(e qui vedo la prima parte di contraddizione. Gli occhi e lo sguardo sono umani. )
Ed è attraverso quello sguardo umano che si giudica la necessità del pregare per l'altro.

Ammantando il giudizio di comprensione. E affetto. Ma più che altro di bontà e altruismo.
Il giudizio resta comunque.

E, non espresso chiaramente, diventa anche di valore. Sulla persona.

E con tutto questo la comprensione non ha nulla a che vedere.

Gli effetti di quel giudizio nascosto e segreto nell'intimo, sono da un lato la grossissima confusione che regna fra il comprendere e il giustificare. E il finire nel solito "poverino" "poverina".
E nell'assistenzialismo che impera in questo paese.
Che i riflessi diventano necessariamente sociali.

Dall'altro un ammantarsi di una qualche bontà che permette di credere di poter intercedere, tramite la preghiera, per qualcun altro. Che non capisce e non può. Ma io prego. Per lui. Io posso. Sono il figlio prediletto. E chiamo a raccolta la forza del buon padre. per proteggere mio fratello. Da se stesso.

E questo non è ciò che il culto voleva significare.

Uno dei grandi difetti di questa religione è far credere a tutti di essere iniziati ai misteri. Promossi alla nascita. Per dono divino. La fede. Confermata nel primo sacramento. La rinascita dell'uomo nuovo in cristo risorto.

La non conoscenza dei significati. L'assunzione dei riti come ritualità che da sola conferma una presenza divina. Il non studio. E la presentazione superficiale dei contenuti dei libri sacri.
Sono a mio parere il risultato dell'imbroglio di fondo che l'istituzione ecclesiastica umana ha perpetrato e perpetra anche oggi.

Basta il rito e la ritualizzazione, la confessione, la preghiera, per dire, per rientrare nella grazia.

E vanno bene così. Che un gruppo di persone che poco o nulla sanno ma aderiscono per fede è comodo. Dal punto di vista del potere.

E questo è l'istituzione ecclesiastica. E a questo aderiscono in tanti.

Dio, la Conoscenza, è un altro discorso. Riservato, come è sempre accaduto nella storia umana a pochi iniziati. I misteri non sono per tutti.

E i riti servono appunto per riempire il gap.

Riti che non a caso sono ufficiati da un celebrante non solo iniziato ai misteri, ma conoscitore e studioso di misteri stessi.

La non dichiarazione di questo gap, l'inganno sommerso attuato da umani per aumentare il potere sugli altri umani, trasforma quel non giudicare se non vuoi essere giudicato, in gara morale e di valore per essere apprezzabile agli occhi di un dio invisibile e inconosciuto. Se non attraverso la ritualizzazione. Che diventa vuota se non compresa. E si comprende non solo per fede ma anche per Conoscenza. Che però è riservata a pochissimi, senza ufficiale dichiarazione di questo

Il credersi iniziati ai misteri, semplicemente per propagazione degli effetti di un rito comune, crea poi le falsa credenza di Conoscere in modo profondo solo per atto di fede.

Ma l'atto di fede è semplicemente riconoscimento e appartenenza.

La Conoscenza dei Misteri è altro. Ed è faccenda che riguarda pochi.

Io penso che questo sia uno degli imbrogli più orribili perpetrati dalla struttura umana ecclesiastica. Per affermare e conservare il proprio potere politico e umano.

La responsabilità degli individui che aderiscono a questa struttura, dal mio punto di vista, risiede nell'accettare tutto questo senza svelarlo. Come se svelare gli imbrogli umani mettesse in un qualche modo in discussione la Fede in quel dio che si è scelto di seguire. E su come quella scelta di questo dio invece che di un altro, mi faccio domande.

Che con la conoscenza che se ne ha, in termini misterici...mah. mi chiedo spesso della consapevolezza della scelta.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Perché a giudicare non sono solo i religiosi ma un po' tutti eh?
Il fatto è che quelli che non hanno questa regola, giudicando non "infrangono" nulla. Che poi risultino stronzi uguale questo è un altro paio di maniche!

;)
 

Divì

Utente senza meta
Beh ma se è solo questo il problema, non c'è solo il Cristianesimo. Puoi sempre scegliere una religione che predica l'opposto... il Paganesimo, il culto di Odino...
Ho conosciuto diversi pagani (neopaganesimo italiano) e un paio di wicca.
 

zanna

Utente di lunga data
Essì [emoji1] esiste è un politeismo in cui ciascuno ha un dio o una dea "preferita"
Apposto ... sai che casino allora :facepalm::facepalm::facepalm:
 

Eratò

Utente di lunga data
Questa è una delle contraddizioni che da parte degli umani mi ha sempre molto innervosita.

Dal momento in cui decidi, umano, di pregare per me, hai giudicato che il comportamento che ho agito non è adeguato agli occhi di dio.
(e qui vedo la prima parte di contraddizione. Gli occhi e lo sguardo sono umani. )
Ed è attraverso quello sguardo umano che si giudica la necessità del pregare per l'altro.

Ammantando il giudizio di comprensione. E affetto. Ma più che altro di bontà e altruismo.
Il giudizio resta comunque.

E, non espresso chiaramente, diventa anche di valore. Sulla persona.

E con tutto questo la comprensione non ha nulla a che vedere.

Gli effetti di quel giudizio nascosto e segreto nell'intimo, sono da un lato la grossissima confusione che regna fra il comprendere e il giustificare. E il finire nel solito "poverino" "poverina".
E nell'assistenzialismo che impera in questo paese.
Che i riflessi diventano necessariamente sociali.

Dall'altro un ammantarsi di una qualche bontà che permette di credere di poter intercedere, tramite la preghiera, per qualcun altro. Che non capisce e non può. Ma io prego. Per lui. Io posso. Sono il figlio prediletto. E chiamo a raccolta la forza del buon padre. per proteggere mio fratello. Da se stesso.

E questo non è ciò che il culto voleva significare.

Uno dei grandi difetti di questa religione è far credere a tutti di essere iniziati ai misteri. Promossi alla nascita. Per dono divino. La fede. Confermata nel primo sacramento. La rinascita dell'uomo nuovo in cristo risorto.

La non conoscenza dei significati. L'assunzione dei riti come ritualità che da sola conferma una presenza divina. Il non studio. E la presentazione superficiale dei contenuti dei libri sacri.
Sono a mio parere il risultato dell'imbroglio di fondo che l'istituzione ecclesiastica umana ha perpetrato e perpetra anche oggi.

Basta il rito e la ritualizzazione, la confessione, la preghiera, per dire, per rientrare nella grazia.

E vanno bene così. Che un gruppo di persone che poco o nulla sanno ma aderiscono per fede è comodo. Dal punto di vista del potere.

E questo è l'istituzione ecclesiastica. E a questo aderiscono in tanti.

Dio, la Conoscenza, è un altro discorso. Riservato, come è sempre accaduto nella storia umana a pochi iniziati. I misteri non sono per tutti.

E i riti servono appunto per riempire il gap.

Riti che non a caso sono ufficiati da un celebrante non solo iniziato ai misteri, ma conoscitore e studioso di misteri stessi.

La non dichiarazione di questo gap, l'inganno sommerso attuato da umani per aumentare il potere sugli altri umani, trasforma quel non giudicare se non vuoi essere giudicato, in gara morale e di valore per essere apprezzabile agli occhi di un dio invisibile e inconosciuto. Se non attraverso la ritualizzazione. Che diventa vuota se non compresa. E si comprende non solo per fede ma anche per Conoscenza. Che però è riservata a pochissimi, senza ufficiale dichiarazione di questo

Il credersi iniziati ai misteri, semplicemente per propagazione degli effetti di un rito comune, crea poi le falsa credenza di Conoscere in modo profondo solo per atto di fede.

Ma l'atto di fede è semplicemente riconoscimento e appartenenza.

La Conoscenza dei Misteri è altro. Ed è faccenda che riguarda pochi.

Io penso che questo sia uno degli imbrogli più orribili perpetrati dalla struttura umana ecclesiastica. Per affermare e conservare il proprio potere politico e umano.

La responsabilità degli individui che aderiscono a questa struttura, dal mio punto di vista, risiede nell'accettare tutto questo senza svelarlo. Come se svelare gli imbrogli umani mettesse in un qualche modo in discussione la Fede in quel dio che si è scelto di seguire. E su come quella scelta di questo dio invece che di un altro, mi faccio domande.

Che con la conoscenza che se ne ha, in termini misterici...mah. mi chiedo spesso della consapevolezza della scelta.
Tutto quello che vuoi Ipazia ma non si può impedire agli altri di giudicare,valutare o svalutare, almeno fino a oggi il modo non l'hanno trovato:carneval:Quello che si può fare è vivere la propria vita e fare le proprie scelte mettendo in conto che ci sarà sempre qualcuno che ci giudichera anche se non capisce un cazzo di noi.È l'unico elemento che possiamo controllare, noi stessi e la capacità di gestire le nostre reazioni emotive in risposta a chi ci giudica.Poi arrivare a giudicare non ci vuole mica tanto...sono pagine intere di questo 3d che si sta giudicando la fede di milioni di persone arrivando spesso a generalizzare .In tantissimi la Fede rappresenta piu che la Chiesa, il Papa o la messa domenicale,soprattutto il rifugio dove hanno lenito i loro dolori e poi la speranza che una forza superiore esista.
 

zanna

Utente di lunga data
Tutto quello che vuoi Ipazia ma non si può impedire agli altri di giudicare,valutare o svalutare, almeno fino a oggi il modo non l'hanno trovato:carneval:Quello che si può fare è vivere la propria vita e fare le proprie scelte mettendo in conto che ci sarà sempre qualcuno che ci giudichera anche se non capisce un cazzo di noi.È l'unico elemento che possiamo controllare, noi stessi e la capacità di gestire le nostre reazioni emotive in risposta a chi ci giudica.Poi arrivare a giudicare non ci vuole mica tanto...sono pagine intere di questo 3d che si sta giudicando la fede di milioni di persone arrivando spesso a generalizzare .In tantissimi la Fede rappresenta piu che la Chiesa, il Papa o la messa domenicale,soprattutto il rifugio dove hanno lenito i loro dolori e poi la speranza che una forza superiore esista.
La saggezza fatta persona :D
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vale quanto risposto sopra a Chiara. Non so se tu a tuo marito abbia preparato il vitello, almeno inizialmente. Ignoro pure cos'avrebbe fatto il padre della parabola al figlio che dopo l'accoglienza sorprendente avesse perseverato nel vivere come un fricchettone.
Semmai avrei dovuto cucinare io.

Ma non hai capito. La parabola dice quello che fa Dio non gli uomini.
Quindi deve fare capire che Dio accoglie tutti. Di conseguenza lo stigmatizzare il comportamento dei credenti non ha senso.
 

Nobody

Utente di lunga data
Semmai avrei dovuto cucinare io.

Ma non hai capito. La parabola dice quello che fa Dio non gli uomini.
Quindi deve fare capire che Dio accoglie tutti. Di conseguenza lo stigmatizzare il comportamento dei credenti non ha senso.
Esatto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tutto quello che vuoi Ipazia ma non si può impedire agli altri di giudicare,valutare o svalutare, almeno fino a oggi il modo non l'hanno trovato:carneval:Quello che si può fare è vivere la propria vita e fare le proprie scelte mettendo in conto che ci sarà sempre qualcuno che ci giudichera anche se non capisce un cazzo di noi.È l'unico elemento che possiamo controllare, noi stessi e la capacità di gestire le nostre reazioni emotive in risposta a chi ci giudica.Poi arrivare a giudicare non ci vuole mica tanto...sono pagine intere di questo 3d che si sta giudicando la fede di milioni di persone arrivando spesso a generalizzare .In tantissimi la Fede rappresenta piu che la Chiesa, il Papa o la messa domenicale,soprattutto il rifugio dove hanno lenito i loro dolori e poi la speranza che una forza superiore esista.
Standing ovation!

Questa discussione ha preso una deriva su cui c'è da riflettere: per ribellarsi al giudizio di alcuni si dà un giudizio su tutti.
 

giorgiocan

Utente prolisso
.In tantissimi la Fede rappresenta piu che la Chiesa, il Papa o la messa domenicale,soprattutto il rifugio dove hanno lenito i loro dolori e poi la speranza che una forza superiore esista.
Il problema dei tantissimi cui bastano Chiesa, Papa e Messa per non porsi più alcuna domanda sul mondo, è che poi votano, legittimando l'adozione istituzionale della medesima "formula della domenica". E' questo che dico: in Italia l'80% della popolazione vive, sulla carta, secondo precetti cattolici. In questo modo condiziona pesantemente la vita di tutti (nonchè la propria!), e per pura facciata, a guardar quel che mi dite.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Semmai avrei dovuto cucinare io.

Ma non hai capito. La parabola dice quello che fa Dio non gli uomini.
Quindi deve fare capire che Dio accoglie tutti. Di conseguenza lo stigmatizzare il comportamento dei credenti non ha senso.
Sì, se leggi bene te l'ho scritto che dovevi cucinare tu.

E l'ho capito, cazzarola, che Dio accoglie tutti. Il problema è che pare accogliere anche quelli che non vogliono...
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Il problema dei tantissimi cui bastano Chiesa, Papa e Messa per non porsi più alcuna domanda sul mondo, è che poi votano, legittimando l'adozione istituzionale della medesima "formula della domenica". E' questo che dico: in Italia l'80% della popolazione vive, sulla carta, secondo precetti cattolici. In questo modo condiziona pesantemente la vita di tutti (nonchè la propria!), e per pura facciata, a guardar quel che mi dite.
Rileggi brunetta ed erató Giorgio.
Tu non sai realmente niente della religione cristiana, e sei talmente ottenebrato dalla tua saccenza che non sei nemmeno riuscito a capire che la parabola era un esempio di cosa sia la parola e la misericordia di Dio.
Continui a parlare di tutt'altro, e metti insieme le patate coi carciofi.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Sì, se leggi bene te l'ho scritto che dovevi cucinare tu.

E l'ho capito, cazzarola, che Dio accoglie tutti. Il problema è che pare accogliere anche quelli che non vogliono...
Anche quelli che non vogliono. Esatto. Si chiama misericordia.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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