Trombamico, seguito

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a me non sembra che la nostra epoca sia di classificazioni...ma di sembianze...

E mentre si parla della zoccola o del trombamico si perde di vista un altro termine: la facocera...

Nessuno pensa alla femmina del facocero da quando si materializzò in sembianza lei "la facocera"...

Riguardo ai tacchi vi è solo na roba da dire...

E' il portamento che conta...no?

Vedi delle donne in giro e ti sembrano papere che camminano...hai voglia tu...di fare pensieri sconci o sexy eh?

Finchè stanno ferme sei attratto poi iniziano a camminare e ti dici...eh no una vita assieme con quella papera lì no eh?
 

Horny

Utente di lunga data
Riguardo ai tacchi vi è solo na roba da dire...

Vedi delle donne in giro e ti sembrano papere che camminano...hai voglia tu...di fare pensieri sconci o sexy eh?

Finchè stanno ferme sei attratto poi iniziano a camminare e ti dici...eh no una vita assieme con quella papera lì no eh?
:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

cosa vuol dire facocera?
 

Leda

utente Olimpi(c)a
stavo pensando più o meno la stessa cosa, ma non riuscivo ad esprimerla: credo però che questa classificazione serva come rassicurazione. Mi spiego meglio: questa è l'epoca della classificazione, in cui ogni comportamento deve essere rubricato e motivato, ogni persona deve appartenere ad una categoria. Non sono una sociologa, ma una che rifugge dalle etichette per intolleranza istintiva e proprio per questo ho notato questo bisogno nel mondo che mi circonda. Bisogno che credo indotto. I modelli che ci propinano i media e le impostazioni dei social network sono evidenti. Ogni desiderio, ogni preferenza, ogni scelta deve essere motivata e registrata per poterla veicolare verso un'offerta e nello stesso modo ci stiamo abituando a gestire le nostre relazioni, più sulla base del nome che portano che sulla sostanza di valori che apportano.
Quindi ci sforziamo spesso di dare una definizione che sia riconoscibile a tutti di un qualcosa... magari prima ancora di averlo compreso veramente noi stessi. Ma questo è rassicurante perchè così riusciamo a rientrare in una categoria noi stessi e sentiamo un senso di appartenenza, forse.
a me non sembra che la nostra epoca sia di classificazioni...ma di sembianze...

E mentre si parla della zoccola o del trombamico si perde di vista un altro termine: la facocera...

Nessuno pensa alla femmina del facocero da quando si materializzò in sembianza lei "la facocera"...

Riguardo ai tacchi vi è solo na roba da dire...

E' il portamento che conta...no?

Vedi delle donne in giro e ti sembrano papere che camminano...hai voglia tu...di fare pensieri sconci o sexy eh?

Finchè stanno ferme sei attratto poi iniziano a camminare e ti dici...eh no una vita assieme con quella papera lì no eh?
E’ il miracolo dell’etichetta:

produce l’impressione che l’essenza dell’altro sia visibile. A quel punto, l’altro non è più una molteplicità contraddittoria che esiste in un gioco di luci e di ombre, di velato e svelato, ma diventa immediatamente visibile e riconoscibile. Si è convinti, grazie all’etichetta, di sapere tutto dell’altro, chi è, cosa desidera e come è strutturata la sua vita, perchè l’etichetta non si limita a classificare, ma stabilisce un senso, una sorta di ordine nella vita di chi la porta.

Miguel Benasayag e Gérard Schimt (2004), L’epoca delle passioni tristi
 

Brunetta

Utente di lunga data
E’ il miracolo dell’etichetta:

produce l’impressione che l’essenza dell’altro sia visibile. A quel punto, l’altro non è più una molteplicità contraddittoria che esiste in un gioco di luci e di ombre, di velato e svelato, ma diventa immediatamente visibile e riconoscibile. Si è convinti, grazie all’etichetta, di sapere tutto dell’altro, chi è, cosa desidera e come è strutturata la sua vita, perchè l’etichetta non si limita a classificare, ma stabilisce un senso, una sorta di ordine nella vita di chi la porta.

Miguel Benasayag e Gérard Schimt (2004), L’epoca delle passioni tristi
:up:
Concordo ma io non ne sono immune.

Tu?
 

Leda

utente Olimpi(c)a
:up:
Concordo ma io non ne sono immune.

Tu?
Nemmeno io quanto vorrei (ahimè).
Ma non ho tanto la tendenza ad etichettare per macrocategorie: l'unica distinzione veramente netta che faccio è tra chi si guarda dentro e chi no, o chi ha la tendenza sistematica ad autoassolversi e chi non lo fa.
Negli altri casi può prevalere un senso di fatica a reggere un quadro unitario di qualcuno in cui coesistano forti contraddizioni interne. Ci riesco tanto meglio quanto più sono in equilibrio con me stessa (cioè in pratica quando riesco a far questo dentro di me, con le mie contraddizioni). In condizioni di forte stress emotivo divento tranchant, credo come strategia di semplificazione cognitiva. Appena ho più risorse torno ad aprire la porta ad un maggior numero di elementi.
Non so se mi sono spiegata :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Nemmeno io quanto vorrei (ahimè).
Ma non ho tanto la tendenza ad etichettare per macrocategorie: l'unica distinzione veramente netta che faccio è tra chi si guarda dentro e chi no, o chi ha la tendenza sistematica ad autoassolversi e chi non lo fa.
Negli altri casi può prevalere un senso di fatica a reggere un quadro unitario di qualcuno in cui coesistano forti contraddizioni interne. Ci riesco tanto meglio quanto più sono in equilibrio con me stessa (cioè in pratica quando riesco a far questo dentro di me, con le mie contraddizioni). In condizioni di forte stress emotivo divento tranchant, credo come strategia di semplificazione cognitiva. Appena ho più risorse torno ad aprire la porta ad un maggior numero di elementi.
Non so se mi sono spiegata :)
Perfettamente.
Io ho imparato a essere tranchant. Non risolvo io i problemi degli altri: ho già abbastanza da fare con i miei.:D
 

Brunetta

Utente di lunga data

Horny

Utente di lunga data
E’ il miracolo dell’etichetta:

produce l’impressione che l’essenza dell’altro sia visibile. A quel punto, l’altro non è più una molteplicità contraddittoria che esiste in un gioco di luci e di ombre, di velato e svelato, ma diventa immediatamente visibile e riconoscibile. Si è convinti, grazie all’etichetta, di sapere tutto dell’altro, chi è, cosa desidera e come è strutturata la sua vita, perchè l’etichetta non si limita a classificare, ma stabilisce un senso, una sorta di ordine nella vita di chi la porta.

Miguel Benasayag e Gérard Schimt (2004), L’epoca delle passioni tristi

sono abituata a vivere (per quel poco che non penso :D:D)
in un certo caos,
quando mi sento 'etichetta' divento più insicura.


(cmq molto più i
 

Brunetta

Utente di lunga data
non se le fa perché ha appiccicato l'etichetta.
ma a me essere etichettata riesce sgradito, per così dire.
Diciamo che ognuno ha molteplici etichette. Ci disturba quando considerano solo quella che cerchiamo di tenere sotto l'ascella :D
 

Brunetta

Utente di lunga data
stando al noto trattato della professoressa Sbriciolata,dicesi facocera l'amante scaricata che non si rassegna
Un bellissimo esempio di significante no?

Il termine facocera per questa comunità indica questo...

Ma come fa a capire questa comunità uno nuovo?

Non può

e allora torna gioco forza facile giocare al tiro al piccione no?

Prova tu a dire ad una donna...ah qùguarda per me sei na scimmia nasica...
e poi vedi quel che ti capita no?
 
E’ il miracolo dell’etichetta:

produce l’impressione che l’essenza dell’altro sia visibile. A quel punto, l’altro non è più una molteplicità contraddittoria che esiste in un gioco di luci e di ombre, di velato e svelato, ma diventa immediatamente visibile e riconoscibile. Si è convinti, grazie all’etichetta, di sapere tutto dell’altro, chi è, cosa desidera e come è strutturata la sua vita, perchè l’etichetta non si limita a classificare, ma stabilisce un senso, una sorta di ordine nella vita di chi la porta.

Miguel Benasayag e Gérard Schimt (2004), L’epoca delle passioni tristi
Te lo spiego io allora il miracolo del conte no?
Si è sempre tolto qualsiasi etichetta...
No?

Proprio quando ti sei convinta che è in un modo paffete lui eccolo è in un altro...

Comunque....la mia ultima riflessione è questa...

Facile far innamorare le donne di noi...
Difficile farsi mollare da loro...:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Brunetta

Utente di lunga data
uhmmm, sai che non ne sono sicura.
ora ci penso.
oppppsss, non troppo eh :)
no, a me disturba quando un rapporto è limitato
dalle etichettature.
Io parlavo di noi persone e con una certa ironia.
I rapporti le etichette ce le hanno, gliele diamo perché vogliamo avere un po' di chiarezza e sapere se ci stiamo innamorando di chi non si sogna di farsi coinvolgere.
 

Horny

Utente di lunga data
Io parlavo di noi persone e con una certa ironia.
I rapporti le etichette ce le hanno, gliele diamo perché vogliamo avere un po' di chiarezza e sapere se ci stiamo innamorando di chi non si sogna di farsi coinvolgere.
anch'io.
avevo seguito il discorso.
come sai, il decalogo (che trovavo
assurdo, e strano che nessuno abbia commentato)
glielo ho mostrato solo per fargli
cadere le etichette....di fronte all'assurdo...

però vedi che non ha funzionato.
:rolleyes: ma poi chissene!
troppa paura, da parte mia.
che non so vivere.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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