Lei non ha nessuna voglia di tornare sul tema (e te credo).
Io ho 'risolto' il mio tradimento da solo, non sono stato scoperto, e i conti li ho fatti, e chiusi, da un bel pò, cioè ben prima di scoprire il suo.
Ogni tanto penso a quello che è successo (più di una volta al giorno) e fa sempre meno male, molto meno male.
Il fatto, in sè, è superato e superabile.
L'ho fatto, e l'ho subìto.
Quello che da sempre mi ha addolorato, infastidito, fatto diventare una bestia è altro, e ho cercato di farglielo capire in tutti i modi.
E' stato quell'atteggiamento, a metà fra arroganza e infantilismo, per cui chi tradisce arriva a dare la responsabilità dei PROPRI comportamenti anche al tradito.
Quello spiegare gli eventi in cui sembra mancare la 'volontà' del traditore, quasi che quello che è successo sia stato un incantesimo e non una scelta precisa, voluta, perpetrata con lucidità.
Quel giustificarsi da quattro soldi, quel minimizzare e soprattutto quell'assoluta incontinenza e assenza di alcun senso del limite che ti porta, dopo l'arrivo di una lettera anonima che mi informava che aveva una storia in corso, a messaggiare su whatsapp col tipo a un metro e mezzo da me.
Potrei continuare ma mi fermo.
Avrai capìto cosa intendo.