Ok, hai ragione, ora ti rispondo punto per punto.
Non era il mio ragazzo. Era un ragazzo che mi piaceva un po', con cui uscivo
Non ero pronta e nemmeno consenziente ero arrivata a un certo punto ma senza volerlo superare. L'ho raccontato a poche persone ma solo a distanza di tanti anni.
Amo il mio fidanzato in tutto e per tutto, di questo ne sono sicura.
Più o meno, vista la distanza, ho quasi la garanzia che non lo scoprirà. anche se non si può mai dire e la paura è sempre tanta.
Se domani lui venisse a vivere qui, sarei la persona più felice del mondo e mi sentisei finalmente completa e meno sola
TI senti sola..... questo, e la violenza subita, condizionano moltissimo i tuoi comportamenti.
Io credo che tu voglia liberarti del peso ma lo fai nel modo sbaglaito. Mi spiego: dici che con l'amica lei ti ha usato in un momento di fragilità, dici che quella sera avevi bevuto e non ricordi nulla. Vieni, nella tua testa, 'usata' ancora, ottenendo due risultati: rievochi la violenza, cosa che moltissimi fanno, come per verificare che non è loro la colpa, e ti allontani da qeusti episodi facendo in modo che risultino 'non colpa tua'.
Allo stesso tempo, però, il tuo inconscio ti fa stare male, perchè sa, cosa che tu non vuoi ammettere, che molte donne sono fragili ma non tutte si fanno coinvolgere in un'esperienza di ricerca omosessuale con un'amica (personalmente ho una carissima amica lesbica, capita dorma a casa mia, nel letto matrimoniale, e non c'è mai stato alcun approccio o intimità...) e non tutte bevono tanto da dimenticare con chi vanno e cosa fanno (ma non hai amiche che ti fermano in certi momenti!). Questo non è affatto un giudizio morale, assolutamente! Quello che voglio dirti è che forsi dovresti assumerti la responsabilità di qeullo che è accaduto nella giusta misura: nè assolvendoti, come ora fai con noi giustificandoti, nè colpevolizzandoti come fossi un'assassina, cosa che appare nel tuo primo post. Insomma, hai colpa, ovvio, di superficialità, di sventatezza, di non pensare alle conseguenza nel momento giusto. Ma non hai ucciso nessuno e non mi pare poco di qeusti tempi.
Detto ciò, ritengo comunque che i disagi che evidenzi vadano risolti in maniera più approfondita: la violenza va elaborata, non 'raccontata a qualcuno'! e allo stesso modo, questo senso di solitudine di una ragazza 24enne che studia ll'università e fa progetti mi sembra eccessivo: anche io mi sento a volte sola o depressa, ma sono momenti passeggeri!
Io vorrei che ci parlassi ancora di qeusti due aspetti, di te.
Ma penso anche che devi iniziare a pensare che a volte è bene rivolgersi ad un terapeuta che ci aiuti ad uscire dal bozzolo. Credo che le università ne mettano uno a disposizione degli studenti....