Mi caschi sulle basi.
Qua non si scrive mai davvero per l’interlocutore. Si scrive per il pubblico.
Rispondere a
@Etta, prenderla per il culo, smontarle la frase, usarla come pretesto per fare un ragionamento più largo, non è una conversazione a due. È forum. È piazza. È tavolino fuori dal bar con cinquanta persone che passano, ascoltano, ridono, intervengono, si offendono, ripartono.
L’ignore serve quando qualcuno entra nel tuo spazio privato e ti sporca l’aria. Il forum invece è aperto. Se uno spara una cazzata in mezzo alla strada, non è che gli rispondi perché vuoi salvarlo. Gli rispondi perché quella cazzata, se resta lì bella pettinata, rischia pure di sembrare una cosa seria. Perfino una come Etta, che dice due parole banali però deve intervenire qualunque conversazione perché altrimenti si sente più sola di quello che è, quelle due parole fanno cumulo.
E poi c’è anche il piacere della scrittura, che è una cosa che qui dentro ogni tanto vi sfugge. A volte uno risponde perché gli viene bene il pezzo, perché l’argomento tira, perché la battuta sta apparecchiata da sola e sarebbe un peccato lasciarla fredda nel piatto.
Altrimenti non starei su un forum. Starei su Instagram a farmi venire l’ernia ai pollici dietro ai cuoricini come gli
sfigatinfluencer
Qui si scrive per chi legge. L’interlocutore è spesso solo il palo della luce contro cui pisciare il concetto.