Sì Jim, ma io non ti stavo facendo il processo matrimoniale
Mi riferivo a una cosa più sottile. Il sesso, paradossalmente, è più facile da mettere in una bolla. Puoi scopare benissimo con una persona che ti piace a metà, che fuori dal letto magari dopo quaranta minuti ti farebbe venire voglia di buttarti dal balcone. La chimica è una bestia autonoma. Ieri parlavo con un’amica piuttosto porca di una mia amica piuttosto porca: storia finita malissimo, incompatibilità totale, lui di nuovo accasato, lei di nuovo accasata, eppure ancora si vedono un paio di volte al mese perché a letto funziona. Quello mi torna perfettamente. Il corpo certe volte conserva il numero in rubrica pure quando la testa ha già cambiato città.
Quello che mi torna meno è la parte confidenziale.
Perché raccontare tutti i cazzi tuoi a una non è come portartela a letto. È farla entrare nel retrobottega. Le fai vedere le scatole vecchie, i debiti emotivi, le paure, le meschinità, le cose che non racconti al primo passaggio di coscia. Lì non stai solo usando una bolla erotica, le stai dando accesso a una parte più intima.
Quindi sì, capisco benissimo “mi piace, ma non abbastanza da farle fare il salto di categoria”.
Mi sembra solo strano che una possa piacerti abbastanza da ascoltare e contenere tutto quel materiale tuo, ma non abbastanza nemmeno per immaginare, in astratto, che in un altro tempo o in un’altra vita potesse esserci qualcosa oltre la contingenza.
Poi magari la risposta è semplicemente: sì, mi piace come bolla, non come mondo.
E ci sta.
Però per me la confidenza resta più compromettente della scopata. La scopata passa dal letto. La confidenza ti entra in casa.