La mia amante, la sposata, quella più recente dico, è stata anche il mio vomitatoio emotivo.
Credo che, a volte, sia inevitabile.
E onestamente non me ne frega niente qualora non dovesse essere considerato corretto.
Lei, di contro, si era 'innamorata' (uso questo verbo per sintetizzare, lo dico prima che a qualcuno venga in mente di fare spiegoni e differenziazioni inutili su innamoramento, amore e varie ed eventuali) e, secondo me, le sarebbe bastato solo un mio cenno per mettere alla porta il marito (fermo restando che sul punto sono stato chiaro sin dall'inizio, e cioè che come amanti siamo nati e tali muoriamo, nessuna evoluzione è prevista dal sottoscritto).
Per questo, leggendo certi slanci (mi riferisco all'autrice del thread, a questo in particolar modo : 'vivo il mio coinvolgimento come un qualcosa di pericoloso, che vorrei gestire da subito (ma che, per come sono fatta, non so proprio gestire'

) mi verrebbe solo da dire una cosa: occhio. Perché quando si entra in dinamiche del genere bisognerebbe sempre ricordarsi bene quale sia il proprio ruolo e dove finisca il confine. Non soltanto per non incasinarsi la vita da soli, ma anche per non devastare quella di una persona sposata che magari, dall’altra parte, ha una moglie, dei figli, una struttura intera che rischia di saltare e che non ha nessuna voglia di fare saltare.
Ovviamente il mio caso personale, quello a cui ho accennato prima, è la situazione inversa a questa.