Uomini e videogiochi.

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oscuro

Utente di lunga data
SI

sì :rotfl: ma in senso buono.... quando scrivi così "cammina....e non rompe er cazzo....cammina...." :rotfl::rotfl:

:D
Insomma prima so pariolo,poi coatto...poi so magro poi piazzato...te sei confusa....:rotfl:
 

zanna

Utente di lunga data
:rotfl::rotfl::rotfl: negli anni '90 a Roma ce se accoltellava per un "ma che cazzo te guardi"....:rotfl::rotfl::rotfl:
Bah penso che pure prima e dopo ... comunque non sarebbe da andarne proprio fieri IMHO :facepalm:
 

zanna

Utente di lunga data

giorgiocan

Utente prolisso
Se non diventa una fissazione (ma vale per qualunque cosa)ne penso solo bene;) è un bel divertimento... ma la cosa davvero divertente è sentire certa gente che guarda la tv magari parecchie ore al giorno, criticare poi chi si diverte videogiocando. Che tra l'altro non è un'attività puramente passiva come stare davanti alla tv.
Stima, tu quoque.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Sono stato agonista per diversi anni in gioventù. Giocavo in Seconda Nazionale, ma non credo sarei cresciuto oltre, considerato che a quel punto si studiava già parecchio. Sono completamente fermo da più di 10 anni.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Quando vivevo solo mi piacevano i giochi manageriali o Civilization, al pc. Solo che ti portano via ore e notti...
Se l'alternativa è la TV, per me rimangono spese bene. Soprattutto quando la scelta è su COME cazzeggiare.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Che devono ancora finire di crescere :D scherzo gioco anche io a video giochi qualche volta :p. tornando alla domanda se la parte ludica non rischia di divenire un'ossessione ma solo svago saltuario o che impegna poco tempo durante la giornata per me è piacevole.
Ecco, probabilmente è qui che arriva il dubbio da cui il topic. Il discriminante tempo e suo impatto nel quotidiano. Molti videogiochi di grande diffusione - per quello faccio una bella distinzione tra giocatori e hobbisti - possono essere giocati a livelli tali da richiedere studio e allenamento. Parliamo di titoli giocati da milioni di persone in tutto il mondo, in alcuni casi con un circuito professionale o sportivo dedicato (in alcuni paesi le partite più attese vengono trasmesse in TV). In Italia, normalmente questa viene definita ossessione. Per come la vedo io, è un investimento di tempo per passione, come potrebbe essere per qualsiasi attività (scacchi, parapendio, astronomia, ecc.); eppure, mi pare che nell'opinione comunque, quando si parla di videogiochi questo paragone non sia ritenuto concepibile.

D'altra parte molti adulti italiani ignorano l'animazione cinematografica o i fumetti credendo siano prodotti per bambini. E fino a relativamente pochi anni fa, la musica non era considerata un mestiere rispettabile. Insomma, bella gente.
 
Ultima modifica:

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ecco, probabilmente è qui che arriva il dubbio da cui il topic. Il discriminante tempo e suo impatto nel quotidiano. Molti videogiochi di grande diffusione - per quello faccio una bella distinzione tra giocatori e hobbisti - possono essere giocati a livelli tali da richiedere studio e allenamento. Parliamo di titoli giocati da milioni di persone in tutto il mondo, in alcuni casi con un circuito professionale o sportivo dedicato (in alcuni paesi le partite più attese vengono trasmesse in TV). In Italia, normalmente questa viene definita ossessione. Per come la vedo io, è un investimento di tempo per passione, come potrebbe essere per qualsiasi attività (scacchi, parapendio, astronomia, ecc.); eppure, mi pare che nell'opinione comunque, quando si parla di videogiochi questo paragone non sia ritenuto concepibile.

D'altra parte molti adulti italiani ignorano l'animazione cinematografica o i fumetti credendo siano prodotti per bambini. E fino a relativamente pochi anni fa, la musica non era considerata un mestiere rispettabile. Insomma, bella gente.
Capito, però immagino che chi si impegna così tanto non tiene famiglia e lo svolge come attività principale quindi remunerativa. :)
 

giorgiocan

Utente prolisso
Capito, però immagino che chi si impegna così tanto non tiene famiglia e lo svolge come attività principale quindi remunerativa. :)
No, perchè sarebbe dire che se hai famiglia non puoi essere così tanto appassionato di montagna da spendere in attrezzatura, allenarti, documentarti sulle vie e la logistica, e programmare viaggi o vacanze apposta. Invece questo succede ed è considerato normale e accettabilissimo, se non problematico per la coppia/famiglia. E' che arrampicarsi - come innumerevoli altre attività - è considerato più "adulto". Credo che il punto sia quello.

Tra l'altro, ci sono sempre più paesi in cui la carriera di videogiocatore (e non parlo di giochi d'azzardo) è ormai considerata alla stregua del professionismo sportivo.
 
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
No, perchè sarebbe dire che se hai famiglia non puoi essere così tanto appassionato di montagna da spendere in attrezzatura, documentarti sulle vie e la logistica, e programmare viaggi o vacanze apposta. Invece questo succede ed è considerato normale e accettabilissimo, se non problematico per la coppia/famiglia. Solo che arrampicarsi - come innumerevoli altre attività - è considerato più "adulto". Credo che il punto sia quello.

Tra l'altro, ci sono sempre più paesi in cui la carriera di videogiocatore (e non parlo di giochi d'azzardo) è ormai considerata alla stregua del professionismo sportivo.
Insomma un po' di differenza la percepisco: vado a fare trekking nel fine settimana o nel periodo delle ferie contro mi dedico a un video gioco di ruolo per 5/6 ora al giorno ogni giorno, un impegno di tempo diverso.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Insomma un po' di differenza la percepisco: vado a fare trekking nel fine settimana o nel periodo delle ferie contro mi dedico a un video gioco di ruolo per 5/6 ora al giorno ogni giorno, un impegno di tempo diverso.
No, io non parlo del trekking domenicale.
Intendo una passione seguita con dedizione. Attrezzatura, allenamento, informazione, tempo da dedicare. Che può essere anche il tennis o l'astronomia o la musica.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
No, io non parlo del trekking domenicale.
Intendo una passione seguita con dedizione. Attrezzatura, allenamento, informazione, tempo. Che può essere anche il tennis o l'astronomia o la musica.
Per questo pensavo diventasse un lavoro. Ribadisco che se non diventa qualcosa che crea disagio non c'è problema.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Per questo pensavo diventasse un lavoro. Ribadisco che se non diventa qualcosa che crea disagio non c'è problema.
Credo che sia il sogno di molti, vivere della propria passione. Anche se per contro conosco persone bravissime in una qualche attività che invece ci tengono all'inverosimile a tenerla separata dal lavoro.

Una volta, quando mi si prospettava una professione musicale, ero molto interdetto. Credo di aver fatto bene a scegliere altro.
 

banshee

The Queen
No, perchè sarebbe dire che se hai famiglia non puoi essere così tanto appassionato di montagna da spendere in attrezzatura, allenarti, documentarti sulle vie e la logistica, e programmare viaggi o vacanze apposta. Invece questo succede ed è considerato normale e accettabilissimo, se non problematico per la coppia/famiglia. E' che arrampicarsi - come innumerevoli altre attività - è considerato più "adulto". Credo che il punto sia quello.

Tra l'altro, ci sono sempre più paesi in cui la carriera di videogiocatore (e non parlo di giochi d'azzardo) è ormai considerata alla stregua del professionismo sportivo.
Quoto :up:
 

feather

Utente tardo
Non so, a me l'idea di gente la cui passione è vivere in un universo inventato e non reale preoccupa un po'.
Per loro più che altro.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Non so, a me l'idea di gente la cui passione è vivere in un universo inventato e non reale preoccupa un po'.
Per loro più che altro.
Ah, certo! Ma vale per qualsiasi universo inventato. Anche quello in cui sei Nadal o Messner. Su questo non ci piove.
 
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