Vi aggiorno II - Psicoterapia

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Guest
però ricordati che è lui che si vergogna come un ladro per avere tradito e magari nella sua testa chissà cos'ha.
Oh, questo è dallo psichiatra.
E sta come i pazzi.
Non mi stupisco che non abbia la forza di mandare nemmeno un sms
sì, però ricorda anche tu che l'eccesso di comprensione può diventare un'arma piuttosto pericolosa...
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Tu l'hai allontanato...per quanto non vi siete sentiti?
Un mese e mezzo senza vederci in estate, 2-3 telefonate alla settimana più o meno scarne e sms sparsi.
Silenzio totale tra di noi in questi ultimi giorni, comunicazioni solo attraverso i genitori per rispettare alla lettera il consiglio del medico.
Solo che ora è troppo.

cazzo mille!

E' questo che volevo sentirti dire.
Grazie, davvero.
Oggi ho toccato nuovamente il fondo, ma almeno sono risalita tirando fuori le palle.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Un mese e mezzo senza vederci in estate, 2-3 telefonate alla settimana più o meno scarne e sms sparsi.
Silenzio totale tra di noi in questi ultimi giorni, comunicazioni solo attraverso i genitori per rispettare alla lettera il consiglio del medico.
Solo che ora è troppo.



Grazie, davvero.
Oggi ho toccato nuovamente il fondo, ma almeno sono risalita tirando fuori le palle.
Non ce la può fare. Non adesso almeno. Capisco la tua ansia di un contatto,ma parti dal presupposto che lui non ce la può fare adesso

Già un confronto coi genitori lo vedo meglio.
 
S

Sabina_

Guest
Avrei voluto evitare di aprire una nuova discussione, ma in quella precedente sono spuntati fuori dei conflitti che non riesco a seguire, qui da poco.
Resta però una parte che apprezzo molto (Sole, Diletta e altri), anche se non saprei come intervenire se non approvando.


Per chi non mi ha mai letto:
.http://www.tradimento.net/48-confessionale/17605-nuova-arrivata-non-so-piu-cosa-voglio
.http://www.tradimento.net/48-confessionale/17613-vi-aggiorno-e-andata-male-malissimo


E' cominciato il percorso terapeutico del mio forse-compagno.
Dopo un primo incontro di presentazione, oggi si è conclusa anche la seconda seduta.
A quanto pare è uscito dallo studio molto scosso, piangendo...
Lo psicologo ha detto che la situazione non è delle migliori, soprattutto se è arrivato a questo punto in due mesi, e prevede parecchie sedute.
Naturalmente massimo riserbo su cosa hanno già parlato, come, ecc.


Al telefono suo padre mi ha chiesto se davvero si comportava normalmente prima della scoperta. Ancora.
Si, solo un po' di ansia, quella che lo ha tradito...di nuovo tutta la storia.
Più che per informarmi sembra che mi abbia chiamata per sgridarmi e sfogarsi.


Comunque...ho provato ad informarmi riguardo alle terapie, ma ho trovato solo un po' di cose vaghe e non conosco persone con esperienze simili alle spalle.

Cosa devo aspettarmi? Come ne uscirà? Le solite domande.

C'è gente che parla di "stravolgimenti nel proprio modo di vivere", altri che notano "effetti minimi ma pur semprepositivi" e c'è persino chi è "sprofondato del tutto nella disperazione".

Leggo che la terapia tradizionale può durare anche anni,"dipende dalla complessità del problema, dalle aspirazionidel paziente e dalla teoria di riferimento dello psicoterapeuta".

L'utilizzo di farmaci durante la terapia può "modificare l'intensità delle emozioni e addirittura l'orientamento generale del pensiero, ma ogni caso gli effetti collaterali sono reversibili" (sempre?).

Io mi sono fatta da parte, dal giorno del crollo non l'ho più sentito.
Solo un paio di telefonate con sua madre, anche lei provata.
A volte mi convinco che finiremo per chiarirci come conoscenti fra chissà quanto tempo invece che come membri di una coppia a pezzi.


E' dura...le giornate passate senza pensare a lui sono trascorse tranquillamente. Lavoro, uscite, relax.
Ma è bastato un po' di attrito con il suo mondo per farmi infuriare. Ho perso due ore di lavoro a casa per andare a correre fino allo sfinimento.
Per ora è questa la mia unica valvola di sfogo: faticare.
Mettere su le scarpe da running o prendere la bici. Frustrante.


Cosa sto facendo?
Sono parte di una cosa che sono solo io a tenere in vita?
Continuando a pensare a questa situazione, mi sembra sempre più chiaro che ormai sia finita.
Ma non ne ho la certezza. Purtroppo non è facile svuotarsi di tutti quei sentimenti che ancora provo per lui.
Se non definisco in fretta e definitivamente la mia posizione in questa vicenda, rischio di esplodere.
Perchè illudersi che io stia bene aiuta fino ad un certo punto, ma basta davvero poco per riaprire la ferita.

Devo ficcarmi in testa che la persona che conoscevo prima non c'è più.
Alla fine del suo percorso potrebbe trovare la pace separandosi da me e negandomi il confronto che desidero.
Se anche non succedesse non lo guarderei più come prima e non avrebbe più la mia fiducia per molto tempo.

E con oggi ho cancellato tutta una settimana passata a prendermi cura di me stessa. Di nuovo pensieri in nero. Mi sembra di essere tornata alle domande che mi/vi facevo all'inizio...

Edit.
Dei forumisti mi hanno fatto notare che mancano delle cose per capire cosa voglio dire.
Non intendo attendere in eterno, domani o nei prossimi giorni voglio un incontro con i suoi per parlare della terapia e sentire lui per capire se mi vuole escludere da questa cosa. Perchè non l'ho abbandonato, mi hanno chiesto di stargli lontano, ma ora è troppo, voglio ristabilire una comunicazione diretta con lui.
Se vuoi fare due parole su psicoterapia e farmaci ti posso aiutare a chiarire le idee. Pero' non qui, preferisco in privato. Se ti fa piacere chiedi al Conte la mia email.
 
N

Non Registrato

Guest
Silenzio totale tra di noi in questi ultimi giorni, comunicazioni solo attraverso i genitori per rispettare alla lettera il consiglio del medico.
sarà... ma a te sembrano normali il suo silenzio e questa cortina di protezione?
ha avuto un attacco di panico, non mi pare sia in stato catatonico....
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Non ce la può fare. Non adesso almeno. Capisco la tua ansia di un contatto,ma parti dal presupposto che lui non ce la può fare adesso

Già un confronto coi genitori lo vedo meglio.
Si, di sicuro ci sarà una discussione con loro.
Con lui spero di recuperare almeno un canale diretto, non dico di vederci, sarebbe esagerato forse.

sarà... ma a te sembrano normali il suo silenzio e questa cortina di protezione?
ha avuto un attacco di panico, non mi pare sia in stato catatonico....
Probabilmente non hai seguito la vicenda dall'inizio, non c'e problema.
E' cambiato completamente, prima dell'attacco si è chiuso a riccio e non è più uscito dalla casa dei suoi.
E' passato dall'essere attivo e solare a non dire una parola e a lasciarsi andare completamente.
Era un'altra persona.




-Grazie mille Sabina, ti contatterò appena avrò notizie dal conte
 
Ultima modifica:

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Millepensieri, allora adesso ti do un paio di consigli pratici:


  1. Non sempre la terapia tradizionale vuol dire più salute, la terapia breve strategica evita un incancrenirsi di una situazione che va tenuta sotto controllo in fretta, quindi è in assoluto la più adatta al tuo compagno.
  2. Lui è il tuo compagno, riprenditelo in casa tirandolo anche per le orecchie e urla se necessario ai suoi genitori che sei tu la parte lesa e che avevi bisogno di startene da sola per recuperarti e che lui deve essere "uomo" per poter almeno starti accanto, e che cazzo.
  3. Gli viene un altro attacco di panico? Un bel tavor e via.

Se aspetti perderai la possibilità seppur minima di recuperare ed io vedo un uomo così pentito che ci sta male da quello che ha fatto, è un coglioncello suvvia, adesso sa il metro di se stesso e forse è un bene.
 
N

Non Registrato

Guest
Probabilmente non hai seguito la vicenda dall'inizio, non c'e problema.
E' cambiato completamente, prima dell'attacco si è chiuso a riccio e non è più uscito dalla casa dei suoi.
E' passato dall'essere attivo e solare a non dire una parola e a lasciarsi andare completamente.
Era un'altra persona.
l'ho seguita anche se non posso ricordare tutto.

nel vecchio thread "il crollo" è stato il momento in cui vi siete rivisti e ha avuto l'attacco di panico, ed è dal crollo, hai detto qui, che non vi sentite.
cambiato, spento, depresso... scusami ma a me comunque non torna questo muro di protezione che ti estromette.
sarà un mio limite.
 

Diletta

Utente di lunga data
io più che altro ho pensato ad un ragionamento "anni di sedute = salute garantita"
come ha detto Daniele ci sono terapie brevi strategiche per casi come questi, ma a quanto pare i suoi (e lui?) hanno optato per altro. a me non sta bene. e dirlo al telefono non mi basta. se non agisco subito è la fine.

Sono d'accordo con Daniele, non è affatto scontato che una terapia lunga porti salute garantita.
Dici che i suoi, e forse lui, hanno optato per questo, ma tu non conti nulla allora??
Eravate conviventi...ma scherziamo davvero?

Capisci che se non agisci subito sarà la fine, la crisi che è scoppiata è di coppia e riguarda quindi VOI.
Che c'entrano i suoi? Mi fa incazzare sta cosa...
Vai al più presto da lui per parlare con lui, ma solo con lui perché lui non dovrebbe affatto stare lì, ma nella vostra casa.
Tu hai tutti i diritti di questo mondo di sapere come stanno le cose, altro che saperle col contagocce, ma è roba da matti!
Occhio anche allo psicologo e ai suoi consigli del menga (scusa, ma a me non convincono tanto, e quando una cosa non mi convince vado a fondo della questione).
Ergo: andrei a parlare anche con lui.
Ciao Mille
 

Simy

WWF
Millepensieri, allora adesso ti do un paio di consigli pratici:


  1. Non sempre la terapia tradizionale vuol dire più salute, la terapia breve strategica evita un incancrenirsi di una situazione che va tenuta sotto controllo in fretta, quindi è in assoluto la più adatta al tuo compagno.
  2. Lui è il tuo compagno, riprenditelo in casa tirandolo anche per le orecchie e urla se necessario ai suoi genitori che sei tu la parte lesa e che avevi bisogno di startene da sola per recuperarti e che lui deve essere "uomo" per poter almeno starti accanto, e che cazzo.
  3. Gli viene un altro attacco di panico? Un bel tavor e via.

Se aspetti perderai la possibilità seppur minima di recuperare ed io vedo un uomo così pentito che ci sta male da quello che ha fatto, è un coglioncello suvvia, adesso sa il metro di se stesso e forse è un bene.
Bravo Dan! :up:


io lo dico sempre che sei un grande!
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
se tuo marito ha pianto, non è tutto perso. per me, gli hanno svelato il piccolo segreto che avevo accennato, e il vaso si è rotto.

se si ostina a vederti (a più mandate), forse è meglio che lasci perdere per sempre, ma non senza esserti spiegato con lui. è importante che lui sappia cosa pensi di lui anche se gli viene un altro attacco di panico. non ti devi far condizionare dal suo stato di salute per quanto riguarda la vostra vita di coppia!
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Millepensieri, allora adesso ti do un paio di consigli pratici:


  1. Non sempre la terapia tradizionale vuol dire più salute, la terapia breve strategica evita un incancrenirsi di una situazione che va tenuta sotto controllo in fretta, quindi è in assoluto la più adatta al tuo compagno.
  2. Lui è il tuo compagno, riprenditelo in casa tirandolo anche per le orecchie e urla se necessario ai suoi genitori che sei tu la parte lesa e che avevi bisogno di startene da sola per recuperarti e che lui deve essere "uomo" per poter almeno starti accanto, e che cazzo.
  3. Gli viene un altro attacco di panico? Un bel tavor e via.

Se aspetti perderai la possibilità seppur minima di recuperare ed io vedo un uomo così pentito che ci sta male da quello che ha fatto, è un coglioncello suvvia, adesso sa il metro di se stesso e forse è un bene.
:up:

mi hai tolto le parole di bocca!
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Sono d'accordo con Daniele, non è affatto scontato che una terapia lunga porti salute garantita.
Dici che i suoi, e forse lui, hanno optato per questo, ma tu non conti nulla allora??
Eravate conviventi...ma scherziamo davvero?

Capisci che se non agisci subito sarà la fine, la crisi che è scoppiata è di coppia e riguarda quindi VOI.
Che c'entrano i suoi? Mi fa incazzare sta cosa...
Vai al più presto da lui per parlare con lui, ma solo con lui perché lui non dovrebbe affatto stare lì, ma nella vostra casa.
Tu hai tutti i diritti di questo mondo di sapere come stanno le cose, altro che saperle col contagocce, ma è roba da matti!
Occhio anche allo psicologo e ai suoi consigli del menga (scusa, ma a me non convincono tanto, e quando una cosa non mi convince vado a fondo della questione).
Ergo: andrei a parlare anche con lui.
Ciao Mille
non volgiono perdere il figlio prodigo, probabilmente figlio unico.
 
N

Non Registrato

Guest
Avrei voluto evitare di aprire una nuova discussione, ma in quella precedente sono spuntati fuori dei conflitti che non riesco a seguire, qui da poco.
Resta però una parte che apprezzo molto (Sole, Diletta e altri), anche se non saprei come intervenire se non approvando.


Per chi non mi ha mai letto:
.http://www.tradimento.net/48-confessionale/17605-nuova-arrivata-non-so-piu-cosa-voglio
.http://www.tradimento.net/48-confessionale/17613-vi-aggiorno-e-andata-male-malissimo


E' cominciato il percorso terapeutico del mio forse-compagno.
Dopo un primo incontro di presentazione, oggi si è conclusa anche la seconda seduta.
A quanto pare è uscito dallo studio molto scosso, piangendo...
Lo psicologo ha detto che la situazione non è delle migliori, soprattutto se è arrivato a questo punto in due mesi, e prevede parecchie sedute.
Naturalmente massimo riserbo su cosa hanno già parlato, come, ecc.


Al telefono suo padre mi ha chiesto se davvero si comportava normalmente prima della scoperta. Ancora.
Si, solo un po' di ansia, quella che lo ha tradito...di nuovo tutta la storia.
Più che per informarmi sembra che mi abbia chiamata per sgridarmi e sfogarsi.


Comunque...ho provato ad informarmi riguardo alle terapie, ma ho trovato solo un po' di cose vaghe e non conosco persone con esperienze simili alle spalle.

Cosa devo aspettarmi? Come ne uscirà? Le solite domande.

C'è gente che parla di "stravolgimenti nel proprio modo di vivere", altri che notano "effetti minimi ma pur semprepositivi" e c'è persino chi è "sprofondato del tutto nella disperazione".

Leggo che la terapia tradizionale può durare anche anni,"dipende dalla complessità del problema, dalle aspirazionidel paziente e dalla teoria di riferimento dello psicoterapeuta".

L'utilizzo di farmaci durante la terapia può "modificare l'intensità delle emozioni e addirittura l'orientamento generale del pensiero, ma ogni caso gli effetti collaterali sono reversibili" (sempre?).

Io mi sono fatta da parte, dal giorno del crollo non l'ho più sentito.
Solo un paio di telefonate con sua madre, anche lei provata.
A volte mi convinco che finiremo per chiarirci come conoscenti fra chissà quanto tempo invece che come membri di una coppia a pezzi.


E' dura...le giornate passate senza pensare a lui sono trascorse tranquillamente. Lavoro, uscite, relax.
Ma è bastato un po' di attrito con il suo mondo per farmi infuriare. Ho perso due ore di lavoro a casa per andare a correre fino allo sfinimento.
Per ora è questa la mia unica valvola di sfogo: faticare.
Mettere su le scarpe da running o prendere la bici. Frustrante.


Cosa sto facendo?
Sono parte di una cosa che sono solo io a tenere in vita?
Continuando a pensare a questa situazione, mi sembra sempre più chiaro che ormai sia finita.
Ma non ne ho la certezza. Purtroppo non è facile svuotarsi di tutti quei sentimenti che ancora provo per lui.
Se non definisco in fretta e definitivamente la mia posizione in questa vicenda, rischio di esplodere.
Perchè illudersi che io stia bene aiuta fino ad un certo punto, ma basta davvero poco per riaprire la ferita.

Devo ficcarmi in testa che la persona che conoscevo prima non c'è più.
Alla fine del suo percorso potrebbe trovare la pace separandosi da me e negandomi il confronto che desidero.
Se anche non succedesse non lo guarderei più come prima e non avrebbe più la mia fiducia per molto tempo.

E con oggi ho cancellato tutta una settimana passata a prendermi cura di me stessa. Di nuovo pensieri in nero. Mi sembra di essere tornata alle domande che mi/vi facevo all'inizio...

Edit.
Dei forumisti mi hanno fatto notare che mancano delle cose per capire cosa voglio dire.
Non intendo attendere in eterno, domani o nei prossimi giorni voglio un incontro con i suoi per parlare della terapia e sentire lui per capire se mi vuole escludere da questa cosa. Perchè non l'ho abbandonato, mi hanno chiesto di stargli lontano, ma ora è troppo, voglio ristabilire una comunicazione diretta con lui.
Renditi conto solo di una cosa: siete cambiati. In tutto e per tutto.
Quello che lui e che tu eravate prima, non ci sono più.
Quello che sarete nel futuro, dipende solo da voi.
Quello che insieme sarete nel futuro, non ti è dato sapere al momento.
State evolvendo, state assimilando la botta, tu più di lui, e la state ancora elaborando.
Non è ancora ora per tirare le somme. Passerà ancora tanto tempo.
Ora usa la testa, e bando alle ciance. Cosa vuoi per te? E, se c'è qualcosa che vuoi per lui, o per voi, sinceramente, lo vuoi davvero? Attenta: non vale rispondere "oggi si, domani no". Deve essere una risposta secca e valida per sempre. A questo ci arriverai. In bocca al lupo.
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Grazie a tutti per il sostegno,
alla fine ci vedremo dopodomani, almeno non perdo appuntamenti di lavoro e i suoi si liberano per l'intera giornata.

Sulla terapia mi farò sentire, assolutamente. Sono partiti in quarta senza consultarmi, non hanno fatto solo dei colloqui per farsi un'idea (come avevamo detto). E la strada lunga che hanno in mente non mi piace per niente.

Per quanto riguarda il suo ritorno a casa sono disposta ad arrivarci con un po' di pazienza, ma voglio che sia un obiettivo reale e vicino, non una promessa fumosa. Proverò a parlarne con lui di persona, a casa dei suoi non sta comunque bene, vive protetto in una bolla.
E cavolo è un problema di coppia, lui ha ricevuto tutto il sostegno e l'ospitalità che poteva desiderare, stare lontani non ci ha aiutati, bisognerà tornare sotto lo stesso tetto. Come primo passo voglio ricominciare a comunicare direttamente con lui, mi sono tenuta da parte una settimana, basta.

Di sicuro non sarà facile averlo di nuovo per casa, ma ora come ora sto peggio così, tanto vale buttarsi e affrontare tutto insieme.


Quibbel hai più o meno ragione, è l'ultimo figlio rimasto, ne hanno già perso uno e credo che abbiano paura che faccia qualche follia. Non li biasimo se tengono moltissimo a lui, ma non voglio essere tagliata fuori.
 
N

Non Registrato

Guest
Grazie a tutti per il sostegno,
alla fine ci vedremo dopodomani, almeno non perdo appuntamenti di lavoro e i suoi si liberano per l'intera giornata.

Sulla terapia mi farò sentire, assolutamente. Sono partiti in quarta senza consultarmi, non hanno fatto solo dei colloqui per farsi un'idea (come avevamo detto). E la strada lunga che hanno in mente non mi piace per niente.

Per quanto riguarda il suo ritorno a casa sono disposta ad arrivarci con un po' di pazienza, ma voglio che sia un obiettivo reale e vicino, non una promessa fumosa. Proverò a parlarne con lui di persona, a casa dei suoi non sta comunque bene, vive protetto in una bolla.
E cavolo è un problema di coppia, lui ha ricevuto tutto il sostegno e l'ospitalità che poteva desiderare, stare lontani non ci ha aiutati, bisognerà tornare sotto lo stesso tetto. Come primo passo voglio ricominciare a comunicare direttamente con lui, mi sono tenuta da parte una settimana, basta.

Di sicuro non sarà facile averlo di nuovo per casa, ma ora come ora sto peggio così, tanto vale buttarsi e affrontare tutto insieme.


Quibbel hai più o meno ragione, è l'ultimo figlio rimasto, ne hanno già perso uno e credo che abbiano paura che faccia qualche follia. Non li biasimo se tengono moltissimo a lui, ma non voglio essere tagliata fuori.
MI auguro soltanto che ciò che vuoi tu, sia anche ciò che vuole lui.
Non so se è il momento giusto, e credo che qualunque risposta ti dia lui adesso non sia scevra da emozioni e sentimenti contrastanti. Cioè, quello che adesso come adesso non serve. Date tempo al tempo. Non correte. Ripeto: è come voler curare una leucemia in una settimana e pensare che, imbottendosi di farmaci, il male se ne va. Non funziona così. Buona fortuna.
 

aristocat

Utente iperlogica
Scusa la proposta a bruciapelo, capisco che tutto questo viene valutato dallo psicoterapeuta.

Ma perché non potrebbe andare a vivere in un appartamento da solo?
Non so quanto possa giovargli vivere con la mamma e il papà.

ari
 
Scusa la proposta a bruciapelo, capisco che tutto questo viene valutato dallo psicoterapeuta.

Ma perché non potrebbe andare a vivere in un appartamento da solo?
Non so quanto possa giovargli vivere con la mamma e il papà.

ari
:up::up::up::up::up:
Spece per la mamma...eh?:)
Ti approvo ari!
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Grazie a tutti per il sostegno,
alla fine ci vedremo dopodomani, almeno non perdo appuntamenti di lavoro e i suoi si liberano per l'intera giornata.

Sulla terapia mi farò sentire, assolutamente. Sono partiti in quarta senza consultarmi, non hanno fatto solo dei colloqui per farsi un'idea (come avevamo detto). E la strada lunga che hanno in mente non mi piace per niente.

Per quanto riguarda il suo ritorno a casa sono disposta ad arrivarci con un po' di pazienza, ma voglio che sia un obiettivo reale e vicino, non una promessa fumosa. Proverò a parlarne con lui di persona, a casa dei suoi non sta comunque bene, vive protetto in una bolla.
E cavolo è un problema di coppia, lui ha ricevuto tutto il sostegno e l'ospitalità che poteva desiderare, stare lontani non ci ha aiutati, bisognerà tornare sotto lo stesso tetto. Come primo passo voglio ricominciare a comunicare direttamente con lui, mi sono tenuta da parte una settimana, basta.

Di sicuro non sarà facile averlo di nuovo per casa, ma ora come ora sto peggio così, tanto vale buttarsi e affrontare tutto insieme.


Quibbel hai più o meno ragione, è l'ultimo figlio rimasto, ne hanno già perso uno e credo che abbiano paura che faccia qualche follia. Non li biasimo se tengono moltissimo a lui, ma non voglio essere tagliata fuori.
tu fai loro chiaramente capire che lo rivuoi indietro. resto dell'idea che sia ancora prematuro che tu veda lui.

ma che tu veda a quattr'occhi il terapeuta mi sembra la cosa più importante che tu possa fare nel breve.
 
Stato
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