Vi aggiorno II - Psicoterapia

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dammi un nome

Utente di lunga data
Portapazienza...
Le disgrazie altrui creano molta curiosità...
Io non ci credevo....sai...
Poi ho ben visto con la malattia di mia moglie...

E anche a me al mercato...
Ma al solito do da mangiare alle beghine no?

Allora una fa...abbiamo saputo che tua moglie sta morendo all'ospedale...
E io...Oh casso, grazie della notizia, aspetta che corro all'ospedale...che mona io qua al mercato a ridere e manco so che mia moglie è all'ospedale...

Poi arriva quella che fa...abbiamo saputo che non ce la fa perchè non è nel 37% delle probabilità...e io...ti hanno informata male...le probalitià sono 42% quindi ce la fa...

Poi arriva quella che sa tutto sull'intervento...
E io...ma casso le solite lingue maligne...la verità è che per il suo compleanno le ho regalato tette rifatte e liposuzione no? Tiè vecchiaccia...

Perfino quella che viene a chiedermi come farò con il sesso...
E le rispondo...Ci pensi tu?


Poi veniva la beghina a piangere sul divano da mia moglie a chiederle come si sta senza capelli...e io prendevo la beghina per i capelli e le dicevo..senti stronza...se vuoi dare una mano qui c'è subito una pila di robe da stirare...
Ehi ha infilato la porta e non si è più vista...

Taglia corto Mille...:)

no:eek:, no, a questo non ci credo mi rifiuto..dai conte..
 

dammi un nome

Utente di lunga data
comunque purtroppo non c'è molto da ridere.

qualsiasi comportamento adotti un uomo , comunque l opinione generale troverà ' sempre un perchè per assolverlo quando non direttamente giustificarlo -
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Portapazienza...
Le disgrazie altrui creano molta curiosità...
Io non ci credevo....sai...
Poi ho ben visto con la malattia di mia moglie...

E anche a me al mercato...
Ma al solito do da mangiare alle beghine no?

Allora una fa...abbiamo saputo che tua moglie sta morendo all'ospedale...
E io...Oh casso, grazie della notizia, aspetta che corro all'ospedale...che mona io qua al mercato a ridere e manco so che mia moglie è all'ospedale...

Poi arriva quella che fa...abbiamo saputo che non ce la fa perchè non è nel 37% delle probabilità...e io...ti hanno informata male...le probalitià sono 42% quindi ce la fa...

Poi arriva quella che sa tutto sull'intervento...
E io...ma casso le solite lingue maligne...la verità è che per il suo compleanno le ho regalato tette rifatte e liposuzione no? Tiè vecchiaccia...

Perfino quella che viene a chiedermi come farò con il sesso...
E le rispondo...Ci pensi tu?

Mille e non più mille...
La malattia crea curiosità morbosa...di venire a vedere come è ridotto sto povero essere no?

Poi veniva la beghina a piangere sul divano da mia moglie a chiederle come si sta senza capelli...e io prendevo la beghina per i capelli e le dicevo..senti stronza...se vuoi dare una mano qui c'è subito una pila di robe da stirare...
Ehi ha infilato la porta e non si è più vista...
:)
Taglia corto Mille...

hai ragione. Le disgrazie altrui creano davvero molta curiosità morbosa.
Scusate se vado Ot, ma quella dei capelli mi hai fatto venire in mente...era subito dopo l'operazione all' utero, la seconda, e perdevo i capelli non per la malattia o cure ma per lo stress.
Sono stata a casa per circa un mese, a terra fisicamente e mentalmente, arrivavano "parenti" di Mattia ovvio, ad aiutarmi con le cose di tutti i giorni.

Morale.
Ogni volta che vedevano un mio capello, tutti li come delle sanguisughe a chiedermi se li stessi perdendo, cosa avrei fatto., che tragedia i miei capelli.

Comprai due parrucche. Una azzurra fata turchina liscia e lunga e una bionda con capelli corti.
Le misi sul mobile della televisione in bella vista, dicendo a tutti che avevo già comprato le parrucche per le emergenze.
Dissero che ero superficiale. Che non mi rendevo conto della gravità della cosa.



Sai cosa li sciocca?
Lo scherzo. L'ironia sulla malattia. Sulla propria malattia.
Sembra sempre che certe cose per forza si debbano prendere con...non mi viene nemmeno la parola.

Se tu hai qualcosa di serio e ci scherzi, gli altri si incazzano, come se mancassi di rispetto a loro. I sani.
Pensa un pò.

E un altra cosa che non capisco, proprio sul cancro è il non parlarne.
Ma nemmeno dire la parola cancro.
Nascosta. Come se solo pronunciarla sia...
Boh.

Scusa mille per l'ot
 
Ultima modifica da un moderatore:

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
qui. ma è gente..sta ovunque, se uno fa cosi non dovrebbe parlare piu con il mondo .( appunto ):cool:

e poi sono anziani..dai..i sanguisuga giovani , quelli sono da sterminare.
così facendo è vero che non si parla più il mondo, ma ti si apre un altro che vale. la gente dell'altro mondo non è mica stupida :D
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Portapazienza...
Le disgrazie altrui creano molta curiosità...
Io non ci credevo....sai...
Poi ho ben visto con la malattia di mia moglie...

E anche a me al mercato...
Ma al solito do da mangiare alle beghine no?

Allora una fa...abbiamo saputo che tua moglie sta morendo all'ospedale...
E io...Oh casso, grazie della notizia, aspetta che corro all'ospedale...che mona io qua al mercato a ridere e manco so che mia moglie è all'ospedale...

Poi arriva quella che fa...abbiamo saputo che non ce la fa perchè non è nel 37% delle probabilità...e io...ti hanno informata male...le probalitià sono 42% quindi ce la fa...

Poi arriva quella che sa tutto sull'intervento...
E io...ma casso le solite lingue maligne...la verità è che per il suo compleanno le ho regalato tette rifatte e liposuzione no? Tiè vecchiaccia...

Perfino quella che viene a chiedermi come farò con il sesso...
E le rispondo...Ci pensi tu?

Mille e non più mille...
La malattia crea curiosità morbosa...di venire a vedere come è ridotto sto povero essere no?

Poi veniva la beghina a piangere sul divano da mia moglie a chiederle come si sta senza capelli...e io prendevo la beghina per i capelli e le dicevo..senti stronza...se vuoi dare una mano qui c'è subito una pila di robe da stirare...
Ehi ha infilato la porta e non si è più vista...

Taglia corto Mille...
:)

Applauso in verde :up:
 

Monsieur Madeleine

Utente di lunga data
Lo sciacallaggio da parte di amici e parenti ha a mio avviso la stessa radice che porta certe persone ad appassionarsi a trasmissioni come "Chi l'ha visto", "Quarto grado" etc. etc.
E' come vedere un film dell'orrore in 3d al massimo livello: tu sei comunque spettatore, l'altro, il malato, è sempre e comunqe qualcosa al di fuori di te.
Anche molti casi di gentilezza e disponibilità apparente si rivelano poi solo atteggiamenti morbosi ed egocentrici.
La paura della malattia e della morte viene esorcizzata osservando la sofferenza degli altri.
Osservare un malato per molti significa, più o meno inconsciamente, come un poter dire: "adesso la morte è impegnata con qualcun altro, io per un po' sto tranquillo. Intanto osservando ed assistendo sto poveraccio tento di capire i meccanismi, così dovesse capitare a me, la faccio più da furbo.....".

E' comunque difficile rapportarsi alle persone malate. Mette di fronte alla propria stessa fragilità e fa emergere gli istinti più inaspettati.
C'è chi ci è più portato, chi meno, chi davvero sarebbe meglio se ne stesse lontano.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
hai ragione. Le disgrazie altrui creano davvero molta curiosità morbosa.
Scusate se vado Ot, ma quella dei capelli mi hai fatto venire in mente...era subito dopo l'operazione all' utero, la seconda, e perdevo i capelli non per la malattia o cure ma per lo stress.
Sono stata a casa per circa un mese, a terra fisicamente e mentalmente, arrivavano "parenti" di Mattia ovvio, ad aiutarmi con le cose di tutti i giorni.

Morale.
Ogni volta che vedevano un mio capello, tutti li come delle sanguisughe a chiedermi se li stessi perdendo, cosa avrei fatto., che tragedia i miei capelli.

Comprai due parrucche. Una azzurra fata turchina liscia e lunga e una bionda con capelli corti.
Le misi sul mobile della televisione in bella vista, dicendo a tutti che avevo già comprato le parrucche per le emergenze.
Dissero che ero superficiale. Che non mi rendevo conto della gravità della cosa.



Sai cosa li sciocca?
Lo scherzo. L'ironia sulla malattia. Sulla propria malattia.
Sembra sempre che certe cose per forza si debbano prendere con...non mi viene nemmeno la parola.

Se tu hai qualcosa di serio e ci scherzi, gli altri si incazzano, come se mancassi di rispetto a loro. I sani.
Pensa un pò.

E un altra cosa che non capisco, proprio sul cancro è il non parlarne.
Ma nemmeno dire la parola cancro.
Nascosta. Come se solo pronunciarla sia...
Boh.

Scusa mille per l'ot
Ma tu sei dell'altro mondo :)

Vedi non è una questione di superficialità, ma di non prendersi troppo sul serio. Le parrucche sono favolose. Non per le futili ragioni dei parenti, ma per evidenziare due cose importantissimi: una è che sai prendere cura di te stessa e non hai bisogno che qualcuno pianga per te, poi, perché hai smorzato una situazione che stava precipitare in una direzione abominevole, per te.

Chi è malato non ha bisogno della costante osservazione del proprio stato di animo, perché agisce da "fissante". Quando sono malato mi rendo irreperibile, perché solo in questo modo posso guarire senza che qualcuno mi aggiorni sul numero delle cose che ho fatto o non fatto. Esempio: mia madre ha l'abitudine di interpretare uno starnuto come allergia al polline. Perché l'ho avuta per 35 anni. Poi me lo sono tolto e da ormai 16 anni non ce l'ho più. Ogni volta che nomina l'allergia, mi viene un fastidio enorme, perché c'entra anche il fattore psicologico di una sofferenza vissuta per così tanti anni. E lei non capisce che ogni volta mi stupra con la sua fissazione che io abbia ancora il male adosso.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Lo sciacallaggio da parte di amici e parenti ha a mio avviso la stessa radice che porta certe persone ad appassionarsi a trasmissioni come "Chi l'ha visto", "Quarto grado" etc. etc.
E' come vedere un film dell'orrore in 3d al massimo livello: tu sei comunque spettatore, l'altro, il malato, è sempre e comunqe qualcosa al di fuori di te.
Anche molti casi di gentilezza e disponibilità apparente si rivelano poi solo atteggiamenti morbosi ed egocentrici.
La paura della malattia e della morte viene esorcizzata osservando la sofferenza degli altri.
Osservare un malato per molti significa, più o meno inconsciamente, come un poter dire: "adesso la morte è impegnata con qualcun altro, io per un po' sto tranquillo. Intanto osservando ed assistendo sto poveraccio tento di capire i meccanismi, così dovesse capitare a me, la faccio più da furbo.....".

E' comunque difficile rapportarsi alle persone malate. Mette di fronte alla propria stessa fragilità e fa emergere gli istinti più inaspettati.
C'è chi ci è più portato, chi meno, chi davvero sarebbe meglio se ne stesse lontano.

quotone. Vorrei darti anche un verde ma hai scritto che non gradisci, quindi mi astengo
:carneval:
 
Ultima modifica:

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Lo sciacallaggio da parte di amici e parenti ha a mio avviso la stessa radice che porta certe persone ad appassionarsi a trasmissioni come "Chi l'ha visto", "Quarto grado" etc. etc.
E' come vedere un film dell'orrore in 3d al massimo livello: tu sei comunque spettatore, l'altro, il malato, è sempre e comunqe qualcosa al di fuori di te.
Anche molti casi di gentilezza e disponibilità apparente si rivelano poi solo atteggiamenti morbosi ed egocentrici.
La paura della malattia e della morte viene esorcizzata osservando la sofferenza degli altri.
Osservare un malato per molti significa, più o meno inconsciamente, come un poter dire: "adesso la morte è impegnata con qualcun altro, io per un po' sto tranquillo. Intanto osservando ed assistendo sto poveraccio tento di capire i meccanismi, così dovesse capitare a me, la faccio più da furbo.....".

E' comunque difficile rapportarsi alle persone malate. Mette di fronte alla propria stessa fragilità e fa emergere gli istinti più inaspettati.
C'è chi ci è più portato, chi meno, chi davvero sarebbe meglio se ne stesse lontano.
Verissimo.
 
E

elena_

Guest
Lo sciacallaggio da parte di amici e parenti ha a mio avviso la stessa radice che porta certe persone ad appassionarsi a trasmissioni come "Chi l'ha visto", "Quarto grado" etc. etc.
E' come vedere un film dell'orrore in 3d al massimo livello: tu sei comunque spettatore, l'altro, il malato, è sempre e comunqe qualcosa al di fuori di te.
Anche molti casi di gentilezza e disponibilità apparente si rivelano poi solo atteggiamenti morbosi ed egocentrici.
La paura della malattia e della morte viene esorcizzata osservando la sofferenza degli altri.
Osservare un malato per molti significa, più o meno inconsciamente, come un poter dire: "adesso la morte è impegnata con qualcun altro, io per un po' sto tranquillo. Intanto osservando ed assistendo sto poveraccio tento di capire i meccanismi, così dovesse capitare a me, la faccio più da furbo.....".

E' comunque difficile rapportarsi alle persone malate. Mette di fronte alla propria stessa fragilità e fa emergere gli istinti più inaspettati.
C'è chi ci è più portato, chi meno, chi davvero sarebbe meglio se ne stesse lontano.
di fronte a un altro, malato o tradito che sia, dovresti solo metterti nei suoi panni
o altrimenti fare ciò che hai scritto alla fine

ho sempre rifuggito l'attenzione degli altri nei miei confronti
perché non sono mai riuscita a spiegarmela
e perché non mi interessano minimamente i fatti privati altrui
e ho sempre odiato la curiosità invadente delle beghine di paese
e nonostante questo
e nonostante io non abbia mai partecipato attivamente alla vita del mio piccolo paese
eccole tutte lì schierate, in stato d'assedio
e sono sempre riuscite a sorprendermi con le loro domande

è davvero fantasiosa e creativa la mente umana
al limite del possibile
 

Monsieur Madeleine

Utente di lunga data
Io ho subito un duro colpo quando mi sono reso conto di non essere assolutoamente capace di rapportarmi con un ragazzo down.
Era un mio allievo di taichi, e mi sono reso conto che proprio non riuscivo a trovare punti di contatto, modi per comunicare. Il suo non essere "standard" mi destabilizzava. Ho dovuto mettermi da parte, l'ho dovuto passare ad un mio collega col quale si trova benissimo.
Invidio tantissimo le persone che sanno d'istinto rapportarsi nel modo giusto ai disagi o comunque alle diversità altrui.
Io mi sono trovato con grande delusione a dover ammettere di non esserne in grado.
 
hai ragione. Le disgrazie altrui creano davvero molta curiosità morbosa.
Scusate se vado Ot, ma quella dei capelli mi hai fatto venire in mente...era subito dopo l'operazione all' utero, la seconda, e perdevo i capelli non per la malattia o cure ma per lo stress.
Sono stata a casa per circa un mese, a terra fisicamente e mentalmente, arrivavano "parenti" di Mattia ovvio, ad aiutarmi con le cose di tutti i giorni.

Morale.
Ogni volta che vedevano un mio capello, tutti li come delle sanguisughe a chiedermi se li stessi perdendo, cosa avrei fatto., che tragedia i miei capelli.

Comprai due parrucche. Una azzurra fata turchina liscia e lunga e una bionda con capelli corti.
Le misi sul mobile della televisione in bella vista, dicendo a tutti che avevo già comprato le parrucche per le emergenze.
Dissero che ero superficiale. Che non mi rendevo conto della gravità della cosa.



Sai cosa li sciocca?
Lo scherzo. L'ironia sulla malattia. Sulla propria malattia.
Sembra sempre che certe cose per forza si debbano prendere con...non mi viene nemmeno la parola.

Se tu hai qualcosa di serio e ci scherzi, gli altri si incazzano, come se mancassi di rispetto a loro. I sani.
Pensa un pò.

E un altra cosa che non capisco, proprio sul cancro è il non parlarne.
Ma nemmeno dire la parola cancro.
Nascosta. Come se solo pronunciarla sia...
Boh.

Scusa mille per l'ot
1) Tu non sai i sorrisi e le matte risate che mia moglie si è fatta leggendo quel tuo paragone con i malati.
2) Posso dirti che in casa si è arrivati a momenti di incazzatura tale in cui le dicevo, senti cazzo, non è colpa mia se io non sono ancora ammalato
3) Ho osservato che ha sempre accettato SOLO la condivisione e il conforto di chi ha questa patologia.
Le donne dell'ANDOS sono fantastiche, e si organizzano perfino le gite assieme....da cui il mio battezzarle le tumorate di dio...

Mia moglie mi ha detto che è una solidarietà sotterannea che i sani non colgono...perchè non ci sono passati...perchè sta roba mette in discussione TUTTO...perchè dice lei...ti mette su per il culo la paura di morire.

Mi ha detto che è una cosa simile alla mia....quando a naso...o a pelle...riconosco gli uomini che come me da giovani sono stati in collegio...perchè è un'esperienza che bene o male ti trasforma e lascia in te dei segni positivi e negativi...
I miei molto positivi...al punto che mia figlia si incanta e s'imbambola quando le racconto la mia vita alla sua età...nella città dei ragazzi...

La cosa che più innervosisce comunque è quella delle persone che vengono a compatirti...ma va detto anche che esistono categorie di malati, e qui mi aggancio a millepensieri che usano la propria malattia per farsi compatire dall'universo intero...alla fine della fiera questa persone però vengono fanculizzate...

Nel caso del suo ragazzo...io resto dell'opinione che ci vuole el baston...pì che la carota...
Almeno a mia moglie sono serviti di più i calci in culo quando la vedevo là sul divano in stato catatonico...oberata dai tristi pensieri di calamità...
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
1) Tu non sai i sorrisi e le matte risate che mia moglie si è fatta leggendo quel tuo paragone con i malati.
2) Posso dirti che in casa si è arrivati a momenti di incazzatura tale in cui le dicevo, senti cazzo, non è colpa mia se io non sono ancora ammalato
3) Ho osservato che ha sempre accettato SOLO la condivisione e il conforto di chi ha questa patologia.
Le donne dell'ANDOS sono fantastiche, e si organizzano perfino le gite assieme....da cui il mio battezzarle le tumorate di dio...

Mia moglie mi ha detto che è una solidarietà sotterannea che i sani non colgono...perchè non ci sono passati...perchè sta roba mette in discussione TUTTO...perchè dice lei...ti mette su per il culo la paura di morire.

Mi ha detto che è una cosa simile alla mia....quando a naso...o a pelle...riconosco gli uomini che come me da giovani sono stati in collegio...perchè è un'esperienza che bene o male ti trasforma e lascia in te dei segni positivi e negativi...
I miei molto positivi...al punto che mia figlia si incanta e s'imbambola quando le racconto la mia vita alla sua età...nella città dei ragazzi...

La cosa che più innervosisce comunque è quella delle persone che vengono a compatirti...ma va detto anche che esistono categorie di malati, e qui mi aggancio a millepensieri che usano la propria malattia per farsi compatire dall'universo intero...alla fine della fiera questa persone però vengono fanculizzate...

Nel caso del suo ragazzo...io resto dell'opinione che ci vuole el baston...pì che la carota...
Almeno a mia moglie sono serviti di più i calci in culo quando la vedevo là sul divano in stato catatonico...oberata dai tristi pensieri di calamità...
ti dirò che non lo so. In questo caso almeno.
Il cancro è una malattia che vedi. Senti e combatti con le medicine e il fankulismo cosmico.
E' qualcosa di tangibile che ti cambia tutto.

la depressione. I crolli psichici, non sono qualcosa che tu vedi da un esame, è qualcosa che si "presuppone" di.
Non hai cose tangibili da combattere, perchè la cosa che devi combattere sei tu. Non il cancro, qualcosa di "esterno" da te, ma tu e solo tu.
E non te ne rendi conto. Il nocciolo è che le persone ti guardano come se tu fossi sempre tu ma...non lo sei. E se non lo sei come fai a ricordarti di com'eri e capire come tornare ad esserlo?

Direi che mille qualche bastonata in più la deve dare, ma senza esagerare.
Almeno per ora.


e comunque io sono di parte.
Mille ha sempre ragione anche se gli da fuoco e poi lo sega a pezzi.
 

dammi un nome

Utente di lunga data
così facendo è vero che non si parla più il mondo, ma ti si apre un altro che vale. la gente dell'altro mondo non è mica stupida :D
certo Qui.


io pensavo a me stessa e a quando sono sul lavoro che spesso mi tappo le orecchie e li mando a cagare.

uscita da li, pochi e scelti.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen

Leda

utente Olimpi(c)a
ti dirò che non lo so. In questo caso almeno.
Il cancro è una malattia che vedi. Senti e combatti con le medicine e il fankulismo cosmico.
E' qualcosa di tangibile che ti cambia tutto.

la depressione. I crolli psichici, non sono qualcosa che tu vedi da un esame, è qualcosa che si "presuppone" di.
Non hai cose tangibili da combattere, perchè la cosa che devi combattere sei tu. Non il cancro, qualcosa di "esterno" da te, ma tu e solo tu.
E non te ne rendi conto. Il nocciolo è che le persone ti guardano come se tu fossi sempre tu ma...non lo sei. E se non lo sei come fai a ricordarti di com'eri e capire come tornare ad esserlo?

Direi che mille qualche bastonata in più la deve dare, ma senza esagerare.
Almeno per ora.


e comunque io sono di parte.
Mille ha sempre ragione
anche se gli da fuoco e poi lo sega a pezzi.
Anch'io sono di parte.
Infatti ti straquoto.

:inlove: per Milly e per te
 

Nausicaa

sfdcef
hai ragione. Le disgrazie altrui creano davvero molta curiosità morbosa.
Scusate se vado Ot, ma quella dei capelli mi hai fatto venire in mente...era subito dopo l'operazione all' utero, la seconda, e perdevo i capelli non per la malattia o cure ma per lo stress.
Sono stata a casa per circa un mese, a terra fisicamente e mentalmente, arrivavano "parenti" di Mattia ovvio, ad aiutarmi con le cose di tutti i giorni.

Morale.
Ogni volta che vedevano un mio capello, tutti li come delle sanguisughe a chiedermi se li stessi perdendo, cosa avrei fatto., che tragedia i miei capelli.

Comprai due parrucche. Una azzurra fata turchina liscia e lunga e una bionda con capelli corti.
Le misi sul mobile della televisione in bella vista, dicendo a tutti che avevo già comprato le parrucche per le emergenze.
Dissero che ero superficiale. Che non mi rendevo conto della gravità della cosa.



Sai cosa li sciocca?
Lo scherzo. L'ironia sulla malattia. Sulla propria malattia.
Sembra sempre che certe cose per forza si debbano prendere con...non mi viene nemmeno la parola.

Se tu hai qualcosa di serio e ci scherzi, gli altri si incazzano, come se mancassi di rispetto a loro. I sani.
Pensa un pò.

E un altra cosa che non capisco, proprio sul cancro è il non parlarne.
Ma nemmeno dire la parola cancro.
Nascosta. Come se solo pronunciarla sia...
Boh.

Scusa mille per l'ot

Le parrucche colorate :)

Scusa se sorrido, ma ricordo la forza di una mia amica, linfoma dal nome impronunciabile, beccato pure tardi quindi cicli di chemio forti, e io e lei con sua madre a comprare le parrucche.
Quando le hanno messo la retina in testa ha avuto un momento, stava per mettersi a piangere, lo vedevamo. E subito a provare parrucche come delle sceme, comprese -e se le comprò- un caschetto turchese e uno biondo platino. Giuro. Azzurro turchese e biondo platino, come le tue. Vanno per la maggiore eh? :D
Ridere.
Avevo in braccio la mia piccina, neonata. Non c'entra nulla ma mi ha sempre comunicato un qualcosa. Gli occhi della mia amica sul mio esserino, pieni di paura ma anche di speranza (ora felicemente realizzata ben due volte! :))
 
Stato
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