Salve a tutti, sono una neofita di questo forum e confesso di non aver letto tutti i post dell'intera discussione. Me ne scuso anticipatamente. La problematica posta da Missparrow (è così il nome?!) mi porta ad alcune considerazioni personali, legate al mio vissuto! L'uomo con cui lei si è risentita ha una figlia e fin qui mi sembra non ci sia nulla di male; vorrei però porvi una domanda: perchè ritenete duraturo, solido, sereno, giusto il rapporto che quest'uomo avrebbe con la sua compagna? perchè non ritenere che quel rapporto, seppur illuminato dalla presenza di un bambino, non possa avere delle crinature? Anticipo che non sono domande provocatorie, ma semplice curiosità! Vi spiego meglio da cosa sono dettate. Io sono la figlia di un matrimonio fallito in partenza, che ancora oggi dura (dopo 30 anni) ma che fa acqua da ogni poro. Mio padre è stato un fedifrago seriale, mia madre una donna che ha scelto l'univocità del rapporto sentimentale, la via della Penelope incallita e che, ovviamente, ha subito numerosissimi tradimenti (non rendendoli). La mia infanzia è segnata da continui litigi, aspre recriminazioni, pianti, indifferenza, malsane confessioni ecc. ecc.; insomma tutti ingredienti giusti per concepire una separazione e un sano divorzio! Queste due "semplici" azioni non sono però mai avvenute perchè è vero, in fondo, che i miei genitori sono uniti ma dalla paura della solitudine, dall'incapacità di rompere situazioni di comodo e dal terrore di non trovare altro. Io, giunta all'età della consapevolezza, guardando al passato mi chiedo perchè, fin dai miei primi anni di vita, non si sono lasciati, perchè hanno persistito nell'errore (perchè tale è) di vivere insieme e dividere insieme l'amarezza e l'insoddisfazione?! Loro rispondono "perchè c'eri tu!" (i migliori bugiardi sono gli inconsapevoli), mentre io ho solo sofferto da questa unione a tutti i costi e oggi a distanza di anni avrei preferito per me e per loro altro. Forse anche altri compagni/e. Detto questo, ritengo che se l'autrice di questa discussione parla di crisi, io non sarei una sicumera nel rifiutare tale ipotesi...anzi, l'istinto è spesso forierio di verità e novità! alla fine chi vivrà vedrà