Diletta
Utente di lunga data
Leggendo le sue parole è quello che leggo anch'io.
Vede che sto male e ho il fiato sul suo collo.
Ha visto che la cosa stava degenerando e poteva finire male.
Non mi ha detto che lo ha lasciato. Ha detto che aveva una cosa bella che non ha più.
Pretende un suo spazio, e mi dice "Non è che tra un mese sei ancora lì a spiarmi? Basta, io non voglio
vivere tutta la vita così. Voglio i miei spazi". Dice che "le passerà", che l'ha fatto per la famiglia...
Si è trovata però mille giustificazioni alla storia.
Io ero assente. In quel periodo che lei iniziava la storia io nei we ristrutturavo il box dove mette la macchine e il deposito dove abbiamo messo le cose dopo la vendita delle case dei genitori e dei miei nonni. L'ho lasciata sola, si lamentava di questo... ma io lavoravo a delle proprietà comuni...
Sono tutte giustificazioni, lo so.
Anche il suo malessere.
Lei ha avuto i primi contatti con questa persona prima dell'estate, quindi prima di avere quei problemi di salute.
In vacanza ho scoperto dopo ha comprato un piccolo regalino per lui.
Lei sta convincendo se stessa e al contempo cercando di convincere me che quel che ha fatto era praticamente conseguenza e colpa delle mie azioni e di problemi nostri. Non nego che possa essere parzialmente vero, ma l'unica cosa che motiva il tutto è che questa persona le è piaciuta molto, si sono scambiati i numeri di telefono, ha pensato a lui in vacanza e che ha portato avanti una storia che è finita - o sospesa - solo perché io ho cominciato a essere stressante. Altrimenti se ne sarebbe fregata e sarebbe andata avanti... boh, fino a quando aveva voglia.
E che questa persona le manca.
Nessun reale segno di pentimento, oltre alle parole dette, alle scuse.
Quando l'ho scoperto, le ho chiesto di essere sincera e aperta e che per capire che ruolo aveva per lei questa storia, avrei guardato i suoi SMS. Lei ha accettato.
Il giorno dopo SMS zero perché cancellati (una ventina).
Scenata.
Dopo due giorni circa chiedo di vedere il cellulare che nascondeva.
Lei si oppone.
Litigata.
Ora lo lascia- credo - e non dice nulla.
C'è sicuramente qualche "piccolo" problema di comunicazione... ma io non leggo pentimento, non scorgo l'intenzione di fare una scelta definitiva, scorgo un palesato "sacrificio" con una certa dose di rancore.
Temo sempre che al primo nostro screzio tra un po', lei trovi la scusa e la giustificazione di riprendere tutto, avvalorata dal fatto che io sono un uomo che la farebbe stare male.
O magari, passata la tempesta, questo sia l'obiettivo già definito.
Ci vuole poco, sul piano comunicativo, per placare le mie ansie.
Quel poco non c'è stato.
E me ne rendo conto. Spero, spero di sbagliarmi. C'è una bimba di mezzo, e muoversi senza produrre traumi richiede piedi di piombo sulle decisioni.
Mi dispiace molto.
Lei ha "semplicemente" voglia di riprovare delle emozioni, emozioni che il matrimonio, a lungo andare, non provoca più.
Come si rimedia a questo?
E' un problema che abbiamo e che dovranno affrontare tutti prima o poi.
Secondo me, a venire incontro alla soluzione di questo problema deve essere la volontà a volerla trovare la soluzione.
Se si crede nel matrimonio e soprattutto nella coppia, il modo di risvegliare delle emozioni e di riscoprirsi si trova.
Delle fasi di stanca e di piattezza sono fisiologiche nelle coppie di lunga data, eppure basterebbe pensare che anche l'amante, dopo un tot di tempo, finirebbe per perdere quel carisma dato dalla novità e comincerebbe ad apparire consueto, e gli esseri umani si abituano presto...
Solo che non ci si riflette e per una manciata di adrenalina si buttano all'aria le famiglie.
E dopo non c'è la macchina del tempo...ma solo desolazione e tristezza per aver perso tutto.