Ma sai, con l'umore che ho, di essere seducente non ho punto voglia.
Non è la sede questo treddì, ma visto che qualcuno mi legge qui, riporto cosa ho scritto oggi a un amico che non capisce un cazzo (per questo sono incazzata, perché mi do a chi non capisce un cazzo, come anche forse in questo momento, eh...):
Ci sono giorni in cui, come questo sabato, magari anche perché ho poche ore di sonno addosso (e se dormo poco sono veramente irritabile), sapere che ci sono non poche persone che mi stimano e mi apprezzano, e anche sono affezionate a me, non mi basta… Giorni in cui te la fai passare, ti dai forza da te stesso, per coerenza, per autostima, per coraggio, ma soffri sì di solitudine, anche se sei una lupacchiotta e non una cagna.
E’ come se non ti sentissi “raccolta” da qualcuno che ha un po’ di “pietà”, perché dietro la tua forza sa scorgere i segni della... fatica di questa forza.
Poi ti consoli, pensando che è sicuramente migliore, perché almeno autentica, sincera, una solitudine da soli, che una solitudine in mezzo a chi “ti ha perso di vista” o “hai perso di vista”, nonostante sia magari lì con te nella stessa stanza; ne conosco tanti in questo stato e non li invidio proprio.
Però poi pensi che fuori dalla tua finestra aperta ci sono persone che invece si vogliono bene e che condividono una passeggiata, un pranzo, una gita, un museo e lo fanno sorridendosi, e ti assale anche un po’ di malinconia per quando eri tu nella loro situazione. Passi in rassegna i fantasmi ancora una volta, li metti in fila, li guardi, e alla fine li obblighi a ciondolare da qualche altra parte. Ti riprendi e ti senti saggia nel considerare che non c’è nulla che non abbia un prezzo. Per nessuno, nemmeno per te… però lupacchiotta, non lupa…