L'animale uomo è fatto per stare in gruppo e collaborare con i suoi simili. La tecnologia l'ha in gran parte deprivato di questa sua fondamentale attitudine. Gli ha fatto credere di poter vincere sempre, anche la morte. L'individualismo ha fatto il resto.
Il male nasce da qui. Non si nasce cattivi a prescindere, non ci credo proprio.
Il male è sempre esistito.
Ne trovi testimonianza anche nella Bibbia.
Caino fu il primo per dire a scegliere il male.
E non si pentì affatto.
Non si nasce cattivi, lo si diventa quando si sceglie il male.
Caino era conforme e rispettoso delle regole finché l'invidia non lo spinse a compiere una scelta.
Molti sociologi oggi cercano spiegazioni antimoderniste, che posso condividere in parte, ma ragionano per "folla", "gruppo", "popolazione", negando il libero arbitrio di ogni singola persona.
Nessuno ci obbliga a usare la tecnologia per comunicare, se lo facciamo è perché ci piace, perché non sappiamo trovare alternative o per conformarci agli altri.
Nessuno ci obbliga a essere individualisti: se non conosciamo il vicino di casa è perché lui non vuol farsi conoscere o perché noi non vogliamo conoscerlo.
Ma in tutti e due i casi vi è una volontà precisa.
Nessuno ci obbliga: la società è composta in gran parte di conformisti che si adeguano alle aspettative dominanti.
Siamo liberi, se lo vogliamo.
Sul primo assunto posso essere solo parzialmente d'accordo: l'uomo nel gruppo cerca piacere, condivisione della fatica, aiuto, affetto, divertimento, in definitiva scambi. Ma questo avviene su diversi livelli, dallo scambio alla pari fino all'opportunismo di alcuni. L'individualismo è figlio dell'opportunismo, quando hai tutto comunque per soddisfare il tuo io, cosa ti frega di impegnarti in inutili relazioni sociali?
La tecnologia ha solo soddisfatto l'ego delle persone che non traevano grandi soddisfazioni dagli scambi umani.
Meglio un buon telefilm, per alcuni, che una serata in compagnia.
Ha messo in luce un aspetto della natura umana, non l'ha creato.