Capiamoci, non nego il sistema. Anzi, ne sono da sempre profondamente affascinato.
Intendo dire che le leggi dell'Universo (stavo per scrivere "le leggi della Fisica", poi mi sono corretto!)
non sono costanti. Ecco, un attimo che schivo le monetine e gli ortaggi e poi continuo e mi spiego meglio (forse).
Due spunti.
1. Sappiamo che dal Big Bang in poi, il "protocollo" è andato trasformandosi diverse volte. Forze e stati d'energia hanno mutato, fino allo stadio che tuttora studiamo, quelle stesse leggi che un tempo erano considerate immutabili ed extratemporali (guarda un po', leggi prive di eccezioni in quanto derivate da qualità perfette...). Le stesse forze che hanno trasformato l'energia in materia non esistevano all'inizio dei giochi. Siamo arrivati ad identificare delle fasi della vita dell'Universo che esulavano dalle leggi che avevamo a disposizione; quindi abbiamo adattato a ritroso, tramite modelli e teorie, le nostre nozioni inseguendo equazioni che soddisfacessero ogni nuovo criterio che si palesava come eccezione e quindi contraddizione del "protocollo" inizialmente individuato. Non so quanto ancora riusciremo ad approfondire l'indagine, ma quel che sappiamo mi basta per immaginare un sistema in cui l'Era elettrodebole
non è una scelta, nè un disegno. Per due ragioni fondamentali: a) non è
necessario che lo sia, ovvero non è necessario che una forza inintelliggibile e trascendentale intervenisse a determinarne le condizioni fondamentali, è semplicemente (inevitabilmente) conseguente quella che identifichiamo come Era dell'Inflazione (che poi, diciamocelo, è una tassonomia ridicola, eredità del nostro ridurre a pianificazione di qualcun altro quello che di certo non abbiamo pianificato noi!); b) non credo che il campo di Higgs nè abbia deciso in autonomia nè abbia ratificato la decisione di qualcuno nel separare la forza elettrodebole: gli adroni, da questo punto di vista, non sono altro che un'ulteriore trasformazione attraverso un pattern. Ma attenzione: torno a dire che questo "pattern" ha modificato enormemente l'intero Universo senza alcun contributo esterno, per il semplice fatto che...non ne aveva bisogno! Introdurre un nuovo parametro in questo sistema è ininfluente, questo intendo dire. Ora, tu potresti ovviamente controbattere che è vero che ormai siamo quasi arrivati a interpretare all'interno di un sistema di leggi (fisse o variabili) il Big Bang medesimo, ma possiamo ancora naturalmente chiederci cosa abbia determinato il Big Bang in primis! E qui andiamo al secondo spunto.
2. Tempo fa qualcuno postò un video (pur sfizioso) estratto da un documentario in cui S. Hawking "assicurava" che il Big Bang non abbia bisogno di alcun precedente temporale, e che in effetti la materia può essere generata dal nulla (e lungi da me contraddire il geniaccio malefico!). Il limite di questa asserzione, pur estrapolata per opportunismo di regia da una discussione non semplice e mai assolutista, è che per descrivere un fenomeno in termini scientifici occorrono gli strumenti per farlo (teorie, modelli, verifiche). E attualmente le nostre capacità non arrivano nemmeno a contemplare il momento in cui l'intera baracca comincia improvvisamente a...cominciare! Naturalmente esistono decine di teorie, valide nelle premesse, che descrivono il verificarsi del Big Bang. Alcune lo identificano come fenomeno ciclico/ricorrente, altre no. La mia preferita lo fa. Ma il punto è che questo ci permette di "retrodatare" ancora una volta il sistema. Insomma, se da una parte è verissimo che pur andando a indietro fino a "prima del prima" non esauriamo l'esplorazione del pattern, è però altrettanto vero che mentre scaviamo ed acquisiamo nuove consapevolezze ci troviamo di fronte a un sistema evolutivo coerente solamente con se stesso.
E poichè le cose non cambiano, tanto a considerarlo fondato sul caso quando su una qualche pianificazione (poichè intanto, l'Universo continua ad "avvenire" alla faccia nostra), la stessa ricerca volta a superare la casualità non fa altro che rinnovarla nei fatti.
Secondo giro di monetine e ortaggi, via!