Si può perdonare ...

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Cuore infranto

Utente di lunga data
Ci mancherebbe altro. Non ho detto che hai pensato di sostituire tua moglie con tua figlia, se con pensare intendiamo il verbo nel suo significato corrente e diurno. Ne' tantomeno tua figlia ha pensato di sedurti, sconfiggere e punire sua madre.
Ti dico solo che queste tendenze della psiche, che esistono, è possibile e persino probabile che si attivino nel vostro caso, senza alcuna responsabilità morale vostra. Te lo dico per esperienza clinica, non per metterti a disagio o per incolparti. Non hai nessuna colpa. Però il rischio c'è, e sarebbe una buona cosa se ne parlassi con uno psicoterapeuta esperto che ti ispira fiducia. Tutto qui.
Scusa se ti ho urtato.
No mi hai urtato e farò tesoro del tuo consiglio.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
No mi hai urtato e farò tesoro del tuo consiglio.
Ne sono lieto. Sei in una situazione difficile, perchè il matrimonio e la famiglia sono uno "spazio sacro", e una violazione di questo spazio sacro turba nel profondo tutti i coinvolti. Se ne può uscire bene, ma non bisogna sottovalutare, e neanche fare troppo affidamento sulla ragione e sulla forza d'animo. La ragione è una fiammella in un mare di oscurità, non dobbiamo chiederle troppo. La persona che ha più bisogno, ora, è la tua figlia maggiore, che si trova sulle spalle un peso troppo grande per una figlia. Aiutando lei, puoi aiutare anche te stesso e tutta la tua famiglia a uscire da questa difficoltà. E per aiutarla, è bene che tu possa parlare della situazione a una persona non coinvolta direttamente, e che abbia esperienza. In bocca al lupo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per me dici cavolate . Pensi che mia moglie mi avesse detto qualcosa ? Lei pensava di essersi innamorata di lui e ti puoi immaginare i suoi pensieri e desideri . Io non mi accorsi di nulla se non a storia terminata . Durante il suo tradimento organizzai una festa per lei il suo compleanno e andammo via tre giorni pensi che mi disse lascia stare ? Pensi che non abbia fatto L amore con me ? Ma qual è quello che mentre tradisce e' sincero con il proprio marito ? Pensi veramente che io in questi anni , 6 anni , fossi L uomo spensierato di prima ? Ero morto dentro e lei se ne accorgeva non poteva non accorgesene . Scopare con 100 donne o innamorarsi di una altra non è la stessa cosa . Io nel mio 3D mi sono definito traditore con tutto ciò che comporta il termine traditore in termini di egoismo , solo che io L ho fatto quando la nostra coppia la nostra intimità era stata distrutta dal suo tradimento . Poi vi è L aspetto importantissimo che voi donne fate finta di ignorare ed e quello dei figli . Tu donna scopi in giro fai tutto quello che vuoi e ti tieni i figli la casa tutto , io uomo tradito umiliato invece perdo tutto ! Troppo facile , vorrei vedere a parti invertite . Voi che perdete i figli , li vedete ogni tanto se lui non fa lo stronzo , vi cercate una casetta in affitto o ritornate dalla mamma dopo 20 anni e cercare di vivere con quel poco di stipendio che rimane . Bello fare L idealista così sempre tutelati
Adesso però che hai trovato un'altra la preoccupazione di vedere i figli frequentemente non l'hai più!
 

Brunetta

Utente di lunga data
La rabbia che provo è talmente grande che farebbe esplodere tutto, manderebbe a fare un culo tutto e tutti compreso i figli e che potrebbe portarti a fare cose insensate...........Se ti dicessi che la odio solamente, sarebbe come mentire a me stesso, non puoi immaginare cosa provo per quella persona che ha distrutto il sogno di una vita.........
Di natura sono impulsivo e irascibile (tengo a precisare: mai in famiglia) e mi stupisco di essere su una tastiera a condividere con voi il mio dolore piuttosto che agire................
Io penso che tu non debba provare proprio niente. Tu provi quello che provi, probabilmente tante di quelle cose insieme da sentirtene travolto. L'unica cosa che devi fare è ascoltare i tuoi sentimenti e capirli.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non voglio intasare il 3D di cuore ma voglio fargli capire che lui non sa e non potrà sapere cosa succederà soprattutto riguardo a se stesso . Voglio fargli capire che è solo e la forza per andare avanti , qualsiasi sarà la metà la può trovare solo in se stesso, sua moglie potrà dargli le motivazioni ma la forza no .2010 scopro tradimento di mia moglie . Un anno passato a litigare avvicinarsi e poi allontanarla con violenza ( in senso figurato naturalmente ) . Un anno dove ero come impazzito dove alternavo momenti di calma a momenti di estrema prostrazione e avevo problemi di impotenza . Poi piano piano mi sono calmato ed abbiamo iniziato di nuovo a vivere . Il senso di inquietudine ed ineguatezza però , anche se non manifesti come prima , erano sempre lì a fianco e mi assalivano quando meno me L aspettavo . Comunque in casa c era una parvenza di normalità e le figlie erano più tranquille . Nel gennaio 2013 in treno conosco una donna , subito grande simpatia e confidenza . La vedevo solo in treno al mattino e alla sera , ma il confrontarmi con lei mi faceva stare bene ed abbiamo raggiunto un grado di intimità che pensavo inimmaginabile .Al tempo stesso mi domandavo come mai riuscivo ad essere me stesso con una sconosciuta e non con mia moglie . Le risposte non mi piacevano e la sconosciuta non c entrava nulla . Poi giugno 2013 assieme ad una collega che conoscevo superficialmente inizio a lavorare su un importante lavoro da fare in Puglia . Ci scopriamo in sintonia e leghiamo molto . Ad agosto nonostante le ferie ci sentiamo quotidianamente nulla di equivoco ma il piacere di sentirla . Quando torniamo al lavoro siamo ancora più uniti e ci apriamo confidandoci i problemi personali famigliari e lavorativi . Stiamo bene assieme e passiamo tutta la giornata assieme pausa caffè e pausa pranzo comprese . Metà ottobre 2013 un sabato pomeriggio al centro commerciale mentre bevo un caffè con mia moglie lo incontriamo , me lo trovo di fianco ci guardiamo in silenzio tutti e tre . Io mi sento mancare senza dire nulla scappo nel parcheggio ed inizio a piangere come mai ho fatto in vita mia . L episodio mi segna molto ed il lunedì al lavoro la collega mi chiede cosa c è . Io tentenno ma poi le racconto . Lei allora si racconta e mi parla dei suoi poblemi . Novembre 2013 la ditta ci manda entrambi in puglia per 10 gg . Passiamo tutti i giorni e le sere a cena assieme ( siamo solo noi non c erano altri colleghi ) e li è un crescendo di confidenze di intimità e finiamo a letto 2 volte . Al ritorno capiamo che non era la cosa giusta che entrambi avevamo molte cose da sistemare e che quello che era successo era il frutto della nostra disperazione . Ottobre 2014 ad una mostra di fotografia conosco lei è con lei cambia tutto . Questo è il mostro immorale Altravita .
Ma quale mostro immorale?! Nessuno ha detto questo. Sei tu che lo hai interpretato in quel modo. Quello che è stato criticato è il suggerire la strategia di restare cercando di meglio senza dirlo. Il racconto qui sopra parla di confusione, non di premeditazione. Resta che di nessuna di queste esperienze hai parlato finché sei stato sicuro di avere l'alternativa. È un percorso che hai fatto. Bene. Bene perché non hai saputo fare diversamente. Male quando decidi a posteriori che sia la strada migliore e ne vuoi fare il manuale del perfetto tradito furbo.
Oltretutto vuoi anche trovare altre giustificazioni nei presunti privilegi delle madri che sono solo tutela dei figli.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Cuore il cambiamento sarà inevitabile, sia che tu decida di vivere ancora con tua moglie, sia che tu decida di chiudere con lei, e sarai tu a dirigere questo cambiamento.

Nessuno ti dice che dovrai vivere una storia parallela, che ti devi innamorare di un altra persona, che dovrai scoparti la moglie dell'allenatore, quelle sono scelte che farai tu. Che farai tu considerato te stesso, e quello che sei e che vuoi diventare.

Probabilmente resterai per sempre con tua moglie ma se vuoi farlo e vuoi tornare ad avere la tua serenità devi "cambiare". Cambiare il tuo modo di approcciarti a lei e al vostro rapporto, il modo in cui tu la vedi e il modo in cui tu vedi te stesso.

Quando sono andata in terapia il mio psicologo mi disse: non sperare di tornare come prima, il prima ha portato al disastro, spera di avere altro.
All'inizio fai fatica a capire e quello che vuoi è solo ritornare al tuo sogno, agli unicorno rosa come dicono qui.
Ma questo era, un sogno, no la realtà. La realtà cruda, violenta e orribile è che invece lei in quel sogno non ci credeva e che tutto quel "sogno" gli stava stretto.
Ora c'è da capire se in questa nuova realtà v
oi insieme potete funzionare.

Altravita ci ha provato ma senza successo, io ci sto provando ma non conosco ancora i risultati, altri ancora ci sono riusciti e forse in cuor loro in questa nuova realtà sono felici... altri ancora rimangono ma vuoti.

Quello che ti posso consigliare è di non sperare di tornare al ieri. Non sperarlo, non desiderarlo, ti faresti solo male.

Ad esempio hai pensato a una terapia di coppia?! In modo che tutto quell'odio possa fluire senza far danni?!
Quoto
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì, vero, i non detti fanno male. Il problema è che la vita erotica dei genitori ai figli non si può raccontare, perchè per un figlio è sempre traumatica (una rivelazione brutale del segreto, lungamente favoleggiato nell'infanzia, a cui lui stesso deve la propria nascita); e infatti i figli non la vogliono conoscere direttamente, proprio perchè ne sono attratti: vedi le gite nel lettone quando sono piccoli, eccetera. Ma metterli di fronte al fatto che i genitori scopano è sconsiderato, un attentato alla loro integrità psichica.
Se poi la vita erotica dei genitori comprende uno o più tradimenti, si rischia la costellazione di archetipi di immane potenza, la mamma traditrice diventa la matrigna, la Regina della Notte. Leggi le fiabe tradizionali, e vedi che cosa intendo.
Mi sbaglierò, ma qui il problema di fondo è l'agnizione della figlia maggiore. Grazie a Dio è grande, ma il problema non è risolto da questo fatto soltanto, ancche se apre la possibilità di razionalizzazioni. Essendo grande, astrattamente sa che gli sposi possono tradire, magari (dico per assurdo) ha lei stessa tradito un fidanzato: ma qui è la madre che ha tradito il padre, tutt'altra cosa, che tocca gli strati primari della psiche e dell'identità.
Tra parentesi, è praticamente inevitabile che si apra un conflitto molto serio con la madre, perchè non può non venirle in mente che: padre tradito dalla madre = padre che ha bisogno di consolazione = ci pensa lei, e così sconfigge e punisce la madre fedifraga+conquista il padre. Molto pericoloso!
Se la ragazza dà segno di "maturare" in fretta, di prendere atteggiamenti da mammina con i fratelli, e/o da "padroncina di casa", sta succedendo questo. Se poi si avvicina al padre, lo invita a confidarsi, attenzione! Attenzionissima!
I due genitori farebbero bene a rivolgersi, insieme o separatamente, a uno psicoterapeuta esperto, soprattutto per affrontare (non dirò risolvere) questo aspetto della questione, altrimenti chi paga il conto sono i figli, la grande per prima ma anche gli altri di riflesso.
Quoto
 

Altravita

Utente di lunga data
Ma quale mostro immorale?! Nessuno ha detto questo. Sei tu che lo hai interpretato in quel modo. Quello che è stato criticato è il suggerire la strategia di restare cercando di meglio senza dirlo. Il racconto qui sopra parla di confusione, non di premeditazione. Resta che di nessuna di queste esperienze hai parlato finché sei stato sicuro di avere l'alternativa. È un percorso che hai fatto. Bene. Bene perché non hai saputo fare diversamente. Male quando decidi a posteriori che sia la strada migliore e ne vuoi fare il manuale del perfetto tradito furbo.
Oltretutto vuoi anche trovare altre giustificazioni nei presunti privilegi delle madri che sono solo tutela dei figli.
della donna in treno ne parlai e le dissi che riuscivo ad essere me con una sconosciuta e non con lei...che le risposte che mi davo non mi piacevano..che si parlava tanto in modo intimo sa senza intimità fisica...lei , mia moglie, la prese male: mi disse che quello che aveva fatto aveva tolto " l innocenza" al nostro rapporto. Io non capii il senso di innocenza : lei me lo tradusse con fiducia incodizionata nell' altro il sapere che ci sei e lei c'è.
bello pararsi dietro il bene dei figli fare i cavoli propri e poi far pagare il conto al marito!
 
Ultima modifica:

Blaise53

Utente di lunga data
della donna in treno ne parlai e le dissi che riuscivo ad essere me con una sconosciuta e non con lei...che le risposte che mi davo non mi piacevano..che si parlava tanto in modo intimo sa senza intimità fisica...lei , mia moglie, la prese male: mi disse che quello che aveva fatto aveva tolto " l innocenza" al nostro rapporto. Io non capii il senso di innocenza : lei me lo tradusse con fiducia incodizionata nell' altro il sapere che ci sei e lei c'è.
bello pararsi dietro il bene dei figli fare i cavoli propri e poi far pagare il conto al marito!
Ormai hai preso la strada, perché amcora hai la necessità di giustificarti?
 

Blaise53

Utente di lunga data
Per @Altravita

Ma quale mostro immorale?! Nessuno ha detto questo. Sei tu che lo hai interpretato in quel modo. Quello che è stato criticato è il suggerire la strategia di restare cercando di meglio senza dirlo. Il racconto qui sopra parla di confusione, non di premeditazione. Resta che di nessuna di queste esperienze hai parlato finché sei stato sicuro di avere l'alternativa. È un percorso che hai fatto. Bene. Bene perché non hai saputo fare diversamente. Male quando decidi a posteriori che sia la strada migliore e ne vuoi fare il manuale del perfetto tradito furbo.
Oltretutto vuoi anche trovare altre giustificazioni nei presunti privilegi delle madri che sono solo tutela dei figli.
Non credo che questo post sia da incazzarsi. Ben argomentato, quindi basta rispondere nel merito senza pregiudizi. Non credi?
 

Piperita

Sognatrice
della donna in treno ne parlai e le dissi che riuscivo ad essere me con una sconosciuta e non con lei...che le risposte che mi davo non mi piacevano..che si parlava tanto in modo intimo sa senza intimità fisica...lei , mia moglie, la prese male: mi disse che quello che aveva fatto aveva tolto " l innocenza" al nostro rapporto. Io non capii il senso di innocenza : lei me lo tradusse con fiducia incodizionata nell' altro il sapere che ci sei e lei c'è.
bello pararsi dietro il bene dei figli fare i cavoli propri e poi far pagare il conto al marito!
Qua sta la gravità della tua affermazione, nel senso che se riesci a stare bene con una sconosciuta e non con tua moglie, qualcosa non va.
Tua moglie si è chiesta perché? Cosa c'era in voi che non andava, invece di parlare di fiducia incondizionata?
La fiducia incondizionata si ha quando ogni minimo dubbio viene chiarito, compreso, discusso, nella coppia senza che uno dei due faccia scintille, anche a costo di ferirsi a vicenda.
Se l'altro non sopporta questo modo di fare, è inutile che mi parli di fiducia incondizionata se poi non sopporta che gli si dica che ho guardato un altro e mi è piaciuto.
Di cosa stiamo parlando?
 

Blaise53

Utente di lunga data
Qua sta la gravità della tua affermazione, nel senso che se riesci a stare bene con una sconosciuta e non con tua moglie, qualcosa non va.
Tua moglie si è chiesta perché? Cosa c'era in voi che non andava, invece di parlare di fiducia incondizionata?
La fiducia incondizionata si ha quando ogni minimo dubbio viene chiarito, compreso, discusso, nella coppia senza che uno dei due faccia scintille, anche a costo di ferirsi a vicenda.
Se l'altro non sopporta questo modo di fare, è inutile che mi parli di fiducia incondizionata se poi non sopporta che gli si dica che ho guardato un altro e mi è piaciuto.
Di cosa stiamo parlando?
Ma Altravita ha già raggiunto "la pace dei sensi", ha già trovato l'ammore. La moglie è il passato: vendetta fatta.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sì, vero, i non detti fanno male. Il problema è che la vita erotica dei genitori ai figli non si può raccontare, perchè per un figlio è sempre traumatica (una rivelazione brutale del segreto, lungamente favoleggiato nell'infanzia, a cui lui stesso deve la propria nascita); e infatti i figli non la vogliono conoscere direttamente, proprio perchè ne sono attratti: vedi le gite nel lettone quando sono piccoli, eccetera. Ma metterli di fronte al fatto che i genitori scopano è sconsiderato, un attentato alla loro integrità psichica.
Se poi la vita erotica dei genitori comprende uno o più tradimenti, si rischia la costellazione di archetipi di immane potenza, la mamma traditrice diventa la matrigna, la Regina della Notte. Leggi le fiabe tradizionali, e vedi che cosa intendo.
Mi sbaglierò, ma qui il problema di fondo è l'agnizione della figlia maggiore. Grazie a Dio è grande, ma il problema non è risolto da questo fatto soltanto, ancche se apre la possibilità di razionalizzazioni. Essendo grande, astrattamente sa che gli sposi possono tradire, magari (dico per assurdo) ha lei stessa tradito un fidanzato: ma qui è la madre che ha tradito il padre, tutt'altra cosa, che tocca gli strati primari della psiche e dell'identità.
Tra parentesi, è praticamente inevitabile che si apra un conflitto molto serio con la madre, perchè non può non venirle in mente che: padre tradito dalla madre = padre che ha bisogno di consolazione = ci pensa lei, e così sconfigge e punisce la madre fedifraga+conquista il padre. Molto pericoloso!
Se la ragazza dà segno di "maturare" in fretta, di prendere atteggiamenti da mammina con i fratelli, e/o da "padroncina di casa", sta succedendo questo. Se poi si avvicina al padre, lo invita a confidarsi, attenzione! Attenzionissima!
I due genitori farebbero bene a rivolgersi, insieme o separatamente, a uno psicoterapeuta esperto, soprattutto per affrontare (non dirò risolvere) questo aspetto della questione, altrimenti chi paga il conto sono i figli, la grande per prima ma anche gli altri di riflesso.
Probabilmente non mi sono spiegata molto bene se hai inteso che scrivendo "dire la verità" io mi riferissi alla vita erotica del maschio e della femmina. Anche se per la verità mi pareva chiaro proprio distinguendo l'essenzialità identitaria nel genere dai ruoli che si assumono via via nella vita (uomo/donna, padre/madre, compagno/compagna) :)

Comunque, io facevo riferimento al dichiarare la parte emotiva. I turbamenti dell'animo. Esplicitando, nel fare, che la Vita non è la favola felice. Che il dolore ne è parte integrante e tocca tutti. LA grossa differenza fra adulto e bambino è saper contestualizzare nel tempo e nello spazio anche queste emozioni. Riconoscere che un dolore individuale non equivale e non si sovrappone al crollo del mondo...all'incrinatura dell'universo. Ma è semplicemente parte dello scorrere della vita. Anche della famiglia. Che proprio essere famiglia, in senso emotivo, è aver co-costruito, adulti e bambini uno spazio comune, intersoggettivo, in cui collocare le emozioni turbanti, per poter innanzitutto condividere uno spazio quieto e fiducioso in cui permanere insieme e poi anche per guardare insieme e trovare soluzioni. Ognuno in proporzione a ciò che è, nel suo tempo e nel suo spazio. Quindi in piena considerazione dell'Essere di ognuno. Anche rapportato all'età. Ma non soltanto. Trovo abbia molto poco significato una coppia genitoriale che gira immusonita per casa, incazzata, e indifferente e di fronte alla domanda dei figli, spesso muta, risponda, spesso in modo altrettanto muto "ma no..hai visto male. Va tutto bene." Quando non va bene un cazzo. Che a quel punto il ragazzetto, se non è un completo interdetto due domande se le fa...e le risposte sono le più disparate...dall'iniziare a dubitare di ciò che vede e percepisce all'assumersi la responsabilità di ciò che percepisce ma viene negato...e cito solo le due situazioni più conosciute...che il mare profondo delle attribuzioni ha le stesse profondità per adulti e bambini...la differenza è che i bambini hanno meno esperienze per spiegarsi a se stessi e, e non è cosa di poco conto, ritengono gli adulti di riferimento i portatori della verità. Anche quando, nell'adolescenza la mettono in dubbio e magari ci confliggono pure pesantemente.

Quanto al secondo grassetto, vero. E' un rischio, e non indifferente...ed è uno dei motivi per cui, vista la situazione, parlerei molto molto chiaro. In particolare con la figlia maggiore. Stabilendo bene i confini fra coppia genitoriale a questo punto. Visto che l'altra è stata malamente svelata. E la figlia.

LA figlia, resta figlia. Non sono cazzi suoi, per dirla male. Della coppia maschio e femmina. Sono cazzi suoi però della coppia genitoriale. PErchè subisce le conseguenze. E questa distinzione io la farei serenamente. Spiegando semplicemente che i dolori del maschio e della femmina non la riguardano e non riguardano, se non collateralmente la RESPONSABILITA' di coppia genitoriale, che al netto dei disaccordi e delle motivazioni, tale resta. E le serve un discorso chiaro. A questo punto. Che sia anche spazio in cui lei possa dire, chiedere, urlare se ne ha bisogno. Chiedere sopra a tutto. Che non è che le si apre davanti il vaso di pandora e poi...ops..scherzetto! Torna a giocare con le bambole tesoro...

Ovviamente rapportato all'età. Che parlare con una dodicenne è diverso che parlare con una 15enne piuttosto che con una 17enne piuttosto che con una 20enne...sono fasi diverse. E molto. E hanno compiti evolutivi diversi. Che devono, per responsabilità, essere rispettati. E probabilmente in questo cuore e sua moglie due dritte potrebbero andare a cercarsele, se riconoscono che da soli non sono in grado.

Certo è che la proiezione di cuore mi ha molto impressionata...e spero davvero che si discuta...è profondissimo quel che ha detto riconoscendo la somiglianza a se stesso della figlia.


Quando il padre afferma che "la figlia è come lui" fa il primo passo verso l'esito peggiore di questa storia, perchè primo, sostituisce la figlia alla moglie (la moglie è cattiva e traditrice, la figlia buona e fedele), secondo, stabilisce che lui e la figlia sono uguali, e tra uguali ci può essere una relazione tra pari. Qual è la fondamentale relazione tra pari, se i due pari sono un maschio e una femmina? Ecco. Sia ben chiaro che non do la croce addosso al padre, che vive una situazione veramente difficile. Non si ordiscono a mente fredda queste trame, se ne viene invischiati.

Sulla seconda frase, dissento. I bambini hanno un profondo bisogno dell'aspetto istituzionale del matrimonio, che non è l'allegria o le gite nel weekend, è tutto ciò che manifesta la solidità del legame di sangue da cui sono nati. Anzitutto, le parole: "marito, moglie, padre, madre, figlio, figlia". Quando una di queste parole si spezza (per esempio quando moglie non è più moglie, marito non è più marito, si apre una crepa nella psiche dei figli. La crepa resta sempre. Può non compromettere le strutture portanti solo se le altre parole restano intatte: padre, madre, figlio, figlia. Qui sono a rischio le parole "madre" (anzitutto) e poi anche "padre" se il padre commette l'errore in cui la figlia probabilmente vorrà attirarlo, di sostituirla alla madre. Poi ci sono la casa, i rituali famigliari, i pasti in comune, etc. Sono tutte cose della massima importanza, a cui i figli sono profondamente legati. Possono farne a meno, ma sono altre crepe. La cosa essenziale è preservare la solidità dei muri portanti, e i muri portanti sono le parole "padre" e "madre" e "figlio/a". Per farla corta, se marito e moglie non sono più amanti ma si comportano tra loro con (reale) rispetto e pudore, e continuano a essere padre e madre, possono tenere in piedi il matrimonio senza che gli effetti collaterali siano rovinosi (i non detti). Il punto è che non devono odiarsi, vendicarsi, etc. E' molto difficile. Se non ci riescono, meglio separarsi. L'ideale sarebbe non addurre, per la separazione, ragioni che infamino uno dei due genitori o entrambi agli occhi dei figli (che le ragioni infamanti vi siano o no). "Non andiamo più d'accordo", e punto. Questo non è più possibile, nel caso in esame. E' un serio problema da prendere subito in considerazione.
Qui stiamo dicendo la stessa cosa.

Io parlando dell'aspetto istituzionale del matrimonio mi rifaccio alla immagine che ho visto spesso essere rappresentata da genitori in difficoltà..facendo danni piuttosto ingenti anche.

Quindi se ne andavano a fare la famiglia felice in giro a fare gite con sorrisi che avevano più a che vedere con lo sguainare i denti e che diventavano occasione di recriminazioni sommerse, ringhi creduti impercettibili, battute e battutine che scappano...

E di quell'immagine ribadisco che ai figli non frega una beneamata. E neanche, per paradosso di genitori apparentemente sereni...sentendo che non lo sono. Che nove su dieci sono i figli a finire per assumersi la resposnabilità di fare il collante...ho visto ragazzini fare i giullari di casa (trasportando fuori il ruolo con conseguenze degne di nota) per risollevare il morale al genitore o ai genitori, piuttosto che vederli iniziare a camminare in punta di piedi, fisicamente proprio muovendosi negli spazi con esasperata attenzione, e facendo di conseguenza un danno dopo l'altro e perdendo coordinamento grosso motorio...oppure divenire super responsabili verso tutto, smettendo quindi di essere bambini che sbagliano, fanno casino, rompono cose e coglioni, oppure covando rabbia che poi esplode nei luoghi e nei tempi più imprevisti....insomma...la casistica è infinita.

Ai figli interessano adulti "sinceri" e coerenti. Fra il dire e il fare. E percepiscono nettamente quando quella coerenza non c'è.
Questo matrimonio è importante.
COn quel che ne conseguenza in termini di responsabilità di chiarezza nello spazio condiviso che viene chiamato famiglia. E che non è detto corrisponda al nucleo integro nella stessa casa. PErchè è spazio intersoggettivo dove tutti gli attori possono giocare se stessi in modo accettabilmente sereno.

Poi concordo con te sul resto.
Ma io più che dare peso a "moglie" e "marito", in situazioni come queste darei un gran peso alle parole "madre" e "padre".

Moglie e marito è un qualcosa che ha a che vedere con ruoli adulti e ipotizzati da adulti.

Madre e padre, e mi riferisco a significante e significato, hanno un valore portante a qualunque età.

Certo....sta agli adulti fare ordine in queste parole che sembrano solo parole ma non lo sono.
Che portano con sè un carico simbolico antico e ancestrale.

L'umiltà di sbagliare e avere gli occhi aperti più sugli errori che sul far giusto, il saper chiedere aiuto, il non cristallizzarsi...credo siano compiti fondamentali.
I figli crescono...elaborano...e insegnano pure. Se li si ascolta per davvero e non come novelle sibille cumane che devono solo dare risposte.

Sono sempre più convinta che una cosa molto interessante, nello spazio intersoggettivo della famiglia sia la condivisione delle domande...più che delle risposte...non è meno adulto un "non lo so...cerchiamo insieme". Come non è meno adulto un "ho sbagliato.".

La differenza sostanziale fra adulto e bambino è che l'adulto lo sa vedere, lo sa riconoscere e ci si sa mettere in discussione, trasformando le situazioni, le incomprensioni in gradini evolutivi. Coinvolgendo chi deve essere coinvolto.

I figli sono comunque coinvolti in un disastro di questo genere. Credere di poterli lasciar fuori mettendo su la bella faccia è illusione, tanto quanto le nastrine già calde sul tavolo della colazione.

La psiche...la psiche ha risorse immense, anche di autoriparazione...probabilmente più nei bambini che hanno meno "strati" che negli adulti...certo, da soli, nessuno fa niente.
E se lo sguardo è confuso, e da dentro lo è sempre...non è meno onorevole chiedere uno sguardo esterno con cui confrontarsi.
 
Ultima modifica:
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top