ricordo il caso.
una ragazza lasciata lacerata in una pozza di sangue tra la neve e le famiglie dei ragazzi che invece di vergognarsi giudicavano lei.
non sono mai riuscita a dimenticarla
E' un territorio particolare, come tutti del resto, quello dove sono accaduti quei fatti.
Una terra ricca, industrializzata e cresciuta all'ombra del lavoro e dell'industria e del dio denaro.
A cui hanno sacrificato praticamente tutto, compresi i loro figli.
Che ha molto investito sull'economia, ma pochissimo sulla cultura e quindi sul futuro.
L'uso, fino a non molto tempo fa, era che appena terminata la scuola media, i ragazzi andassero a lavorare.
E avrebbero i soldi per mandare a studiare i figli ad Harvard...ma studiare, è perdere tempo. Bisogna lavorare.
Pur avendo vicina la città, sono restati piuttosto chiusi su stessi. E fieri di essere chiusi.
Pur avendo vicino il lago, e quindi il turismo, non è gente aperta al nuovo e all'innovazione, in particolare quella sociale.
Fuori dalla valle c'è il mondo. Ma la valle non è interessata al mondo se non come fonte di guadagno economico.
Questo dando una lettura veloce e generalista.
Quel fatto...io penso si siano profondamente vergognati, talmente tanto da non potersi proprio riconoscere in quella vergogna.
E credo che non siano riusciti a prendere atto della mostruosità dell'accaduto.
Non ce l'hanno proprio fatta, gli adulti, a prendersi la responsabilità dei loro figli e a guardarli per quello che erano.
Non è una novità...non volersi rendere conto che le ombre sono dentro ognuno di noi e non appartengono solamente allo "straniero". (non mi riferisco all'extracomunitario, mi riferisco allo "sconosciuto", che alberga in ognuno di noi ma che si preferisce guardare dentro l'altro).
Hanno deciso di usare come latrina la ragazza, che fra l'altro non viveva neppure in valle. (e quindi era comunque una "straniera").
Io non riesco a dimenticare non la violenza in sè, ma l'incapacità degli adulti di essere adulti. E genitori. E membri di una comunità.
E come adulta ho semplicemente sentito lo schifo e la nausea per una società che non sa confrontarsi coi suoi mostri e preferisce girare lo sguardo. Togliendo insegnamenti ai suoi figli. E futuro a se stessa.
Non ho mai tollerato l'ignavia. E più invecchio, meno la tollero.
Insieme all'accidia.
Mi fa molta impressione pensare che quei ragazzi avranno fatto famiglia nel frattempo. O ci sono quasi.
Seguiranno il grande libro della vita e faranno a loro volta figli. E figlie.
Che avranno scopato con altre ragazze.
All'ombra del silenzio e dell'indifferenza del mondo adulto di fronte ai loro atti. E anzi, riparati e protetti.
Hanno imparato a nascondere la polvere sotto il tappeto e a farla franca.
Non esiste bestia che usa il branco come è stato usato in quel gruppo di ragazzi, dai loro genitori e dalla comunità tutta.
Un branco che non riconosce i suoi stessi membri.
Questo continua ad impressionarmi, per quanto l'abbia visto accadere più e più volte.
D'altra parte il giudizio serve esattamente a questo: sfuggire a se stessi e alle proprie ombre.