Prospettive

Skorpio

Utente di lunga data
Io credo che si sia perso il significato di rito, e quindi anche il potere evocativo ed il significato e i significati che porta con sè, e sia restata una imitazione svuotata.

tipo le nonne che andavano in chiesa recitando la messa in latino senza neppure sapendo quel che dicevano, ma dicendolo solo per la fiducia e in osservanza del luogo e della veste dell'officiante e di quel che rappresentava ai loro occhi.

Il punto è che prendere i riti, svuotarli, e riprodurli in un contesto completamente diverso, in modo asettico e inconsapevole risveglia comunque cose profonde a cui quei riti si rivolgevano.

si ripetono i riti di quel che si sta smantellando nei fatti senza neanche sapere cosa si sta riproducendo, e pensare che questo non porti conseguenze e, come minimo, dissonanze, in particolare negli individui meno "dotati" in termini di presenza e di costruzione di sè è quantomeno rischioso.
Restando con "l'elmetto in testa" e accettando in qualche maniera il "clima di guerra" fra generi, è paradossale (a volte) come il "dare credito" al NO della donna generi quasi sconcerto.

Ripenso all'esempio del cinema.. in verità potrei ripensare a un bel po' di cose, anche di vita quotidiana semplicissima, mia personale

E penso come ancora la femmina, in certi casi, si stupisca del fatto che al suo NO venga dato, da parte del maschio, pieno credito ....

Come dire: "mica crederai davvero alla stronzata che ho detto..?" :carneval:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Eccheccivuoifare. Amo la leggerezza. Sono una zoccola superficiale. :D

In effetti sì, sei una zoccola :D
(a me piace di più puttana...ma lascio a te la scelta :p)

Quanto al superficiale...
Non sempre rimanere sulla superficie indica una incapacità di scendere sotto. :)

A volte serve fare dei compromessi, fra gli impegni verso gli altri e quelli verso se stessi.
E quando si scende a compromessi, è inevitabile perdere qualcosa e guadagnare qualcos'altro.

Ognuno sa, la sua bilancia del "ne vale la pena".

Superficialità, a mio parere, è non sapere dell'esistenza della bilancia...o rifiutarla senza sapersene spiegare le motivazioni. :)

Per scendere sotto, nella mia esperienza, serve Qualcuno, e non chiunque.
Ed è una acquisizione che ha bisogno di molto investimento.
Non solo sentimentale.

Anche sotto la superficie c'è leggerezza, comunque...solo che è di un altro tipo e con un suo peso specifico.
E lascia tracce e solchi.
Dipende tutto da quanti segni ci si può concedere di portare.

Spesso questo calcolo non dipende solo da se stessi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Restando con "l'elmetto in testa" e accettando in qualche maniera il "clima di guerra" fra generi, è paradossale (a volte) come il "dare credito" al NO della donna generi quasi sconcerto.

Ripenso all'esempio del cinema.. in verità potrei ripensare a un bel po' di cose, anche di vita quotidiana semplicissima, mia personale

E penso come ancora la femmina, in certi casi, si stupisca del fatto che al suo NO venga dato, da parte del maschio, pieno credito ....

Come dire: "mica crederai davvero alla stronzata che ho detto..?" :carneval:
A volte, dare credito al NO è svelare un gioco a cui i giocatori non sapevano di giocare.

E improvvisamente le regole date per scontate cambiano sotto gli occhi...l'ho sempre trovato un giochino interessante. Tipo togliere il tappeto da sotto i piedi :D

D'altro canto il NO Femminile aperto e semplice è una acquisizione relativamente recente in termini storici e culturali.
Per le femmine in primis.

Il NO femminile è stato uno di quei cardini su cui si è costruito buona parte del potere patriarcale.

Non a caso, quel NO spesso e volentieri fa incazzare profondamente il maschio che lo riceve.
E' un diniego che rimanda a questioni ben più profonde del semplice NO estemporaneo.
[MENTION=5903]brenin[/MENTION] parlava di educazione.
Quel che sta cambiando, che ce ne si renda conto o meno, è proprio la struttura del potere...non educare a questo cambiamento porta come conseguenza, fra le conseguenze, ad agiti reattivi ad un diniego che tocca corde profonde senza neanche sapere che quelle corde sono state toccate.

A me il gioco dell'elmetto piace, molto...ma solo ed esclusivamente quando si è deciso insieme di indossarlo e insieme si è pure deciso il contesto della divisa e la divisa e chi indossa cosa :D

Un tempo ci ho giocato senza chiedere e verificare il consenso.
Passaggio obbligato, per me, forse. Mi è andata molto bene, nel complesso. ;):D
 

Skorpio

Utente di lunga data
A volte, dare credito al NO è svelare un gioco a cui i giocatori non sapevano di giocare.

E improvvisamente le regole date per scontate cambiano sotto gli occhi...l'ho sempre trovato un giochino interessante. Tipo togliere il tappeto da sotto i piedi :D
Si :)

Devo dire non soltanto in ambito pre-relazionale maschio femmina... Ma in generale, anche in ambiti relazionali diversi...

E non solo dando credito al NO.. a volte anche solo dando credito...

E anche tra maschi... :)

Si andrebbe OT.. e sarebbe un discorso lungo.. ma interessante.. :)
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Spesso questo calcolo non dipende solo da se stessi.
D'accordo su tutto tranne per la chiusa che ti ho citato.
La leggerezza sotto la superficie si chiama alchimia, è normalmente ti sospinge verso la superficie anche quando ti ritrovi a nuotare nella melassa. Il calcolo no, quello è sempre tutto accollo sulle nostre spalle
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
D'accordo su tutto tranne per la chiusa che ti ho citato.
La leggerezza sotto la superficie si chiama alchimia, è normalmente ti sospinge verso la superficie anche quando ti ritrovi a nuotare nella melassa. Il calcolo no, quello è sempre tutto accollo sulle nostre spalle
Pignolo :D, ma hai ragione :)

Dipende non è la parola corretta per rendere il pensiero che avevo in testa.
Discende è meglio.

Il calcolo è di chi lo fa, oneri e onori.
Sono i dati presi in considerazione che devono, a volte, comprendere anche variabili esterne al sè e al soddisfacimento di sè puro. La famosa responsabilità verso gli impegni presi.

Quanto all'alchimia...quella sotto la superficie per quanto mi riguarda mi dirige a guardare i mostri sotto il letto.
I miei mostri non vanno bene per tutti.
E non tutti sanno portarne i segni.
In tutela di sè e con la fierezza che io desidero vedere.

Quindi sì, a volte l'alchimia è meglio vada verso la superficie.

Anche se mi sono resa conto che non è la direzione che mi appaga dove ho bisogno di essere appagata.
E mi lascia affamata, in realtà.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si :)

Devo dire non soltanto in ambito pre-relazionale maschio femmina... Ma in generale, anche in ambiti relazionali diversi...

E non solo dando credito al NO.. a volte anche solo dando credito...

E anche tra maschi... :)

Si andrebbe OT.. e sarebbe un discorso lungo.. ma interessante.. :)
Vero :)

E' interessante la questione del credito, sì. Molto.
Ed è un discorso complesso...che parte dall'accoglienza di sè. Prima che dal credito all'altro.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Diciamo che non era il suo "uomo" ma il suo amante e x giunta libero come il vento e ben più giovane di lei, mentre lei era sposata (tradimento extraconiugale)

È stata la scena di una disfida focosa (che ha innescato lei sorprendendo lui con una amica, come si è visto) in cui il sesso è stato parte della disfida.

Ed è stato condiviso come "momento di lotta" in cui si gode anche ma c'è la lotta tutta attorno

E lei "cedendo" e godendo, quella lotta l'ha ineluttabilmente persa

Ed è infatti stato l'ultimo passo verso la completa umiliazione di lei (nell'ottica in cui il regista l'ha posta) che in sequenza ha prima tradito il marito, poi si è lasciata coinvolgere, poi si è "inchinata al cazzo" dell'amante (vedi scena del video) pur nella beffa di sentirsi presa in giro, e precipitando a un livello autodistruttivo senza ritorno.

Infatti quella scena segna un non ritorno, poiché la fa decidere, in uno scatto di orgoglio, di troncare questa storia extraconiugale tossica

Peccato che nel frattempo.. quando ormai dopo questo episodio si era decisa a troncare, accade che......

(Se vuoi te lo guardi.. :D )
Lo guarderò :)

Di solito, quel tipo di sesso lì, in quel tipo di contesto, in effetti demarca la disfunzionalità della comunicazione relazionale fra i coinvolti.

E' una situazione che poco comprende la consensualità.
Non la consensualità reciproca.
Ma la consensualità rivolta a se stessi, da cui discende quella verso l'altro e senza cui non è possibile una reale consensualità reciproca.

Se non si ha cura della consensualità rivolta a se stessi, se non è quella la base di fondamento della fedeltà a se stessi, tutto il resto che viene rivolto all'esterno è di solito un gran casino.
Ed è, semplificando molto, la ricerca fuori della soluzione ad un problema interno.

Certo è molto intenso. Molto. E anche molto piacevole.
Dipende poi che segni lascia e cosa si decide di fare con quei segni.
SE portarli per quello che sono, oppure ricoprirli con le descrizioni automatiche e date a priori.
E' una intensità che discende da una crisi. E quale crisi non è intensa?
Se non fosse intensa, non sarebbe una crisi.

Non riconoscere l'intensità della crisi, porta, fra le altre cose, a scambiare le intensità...come va molto di moda.
E si finisce a parlar di amore in situazioni che con l'amore hanno veramente poco o niente a che fare, e che molto hanno invece a che fare con l'ossessione di sè e dei propri desideri.

La violenza, nei suoi risvolti positivi, svela anche questo genere di meccanismi.
E non permette di distoglierne lo sguardo.
Salvo ri-velarla, inteso come ri-ricoprire col velo, nei modi a cui accennava @brenin.

Una delle conseguenze è non saperla riconoscere, la violenza intendo, quando ce la si trova sotto gli occhi e riconoscerla invece quando non c'è.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Certo è molto intenso. Molto. E anche molto piacevole.
Dipende poi che segni lascia e cosa si decide di fare con quei segni.
SE portarli per quello che sono, oppure ricoprirli con le descrizioni automatiche e date a priori.
E' una intensità che discende da una crisi. E quale crisi non è intensa?
Se non fosse intensa, non sarebbe una crisi.

Non riconoscere l'intensità della crisi, porta, fra le altre cose, a scambiare le intensità...come va molto di moda.
E si finisce a parlar di amore in situazioni che con l'amore hanno veramente poco o niente a che fare, e che molto hanno invece a che fare con l'ossessione di sè e dei propri desideri.

.
È vero...

Mi chiedo sempre, prese in ipotesi 100 persone (maschi o femmine) quante sono consapevoli e capaci di portare i segni per quello che sono, oppure ricoprirli con descrizioni automatiche....

Perché mi pare di vedere in giro una sproporzione non incoraggiante (a vantaggio Delle ricopertura)
 
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Foglia

utente viva e vegeta
A volte, dare credito al NO è svelare un gioco a cui i giocatori non sapevano di giocare.

E improvvisamente le regole date per scontate cambiano sotto gli occhi...l'ho sempre trovato un giochino interessante. Tipo togliere il tappeto da sotto i piedi :D

D'altro canto il NO Femminile aperto e semplice è una acquisizione relativamente recente in termini storici e culturali.
Per le femmine in primis.

Il NO femminile è stato uno di quei cardini su cui si è costruito buona parte del potere patriarcale.

Non a caso, quel NO spesso e volentieri fa incazzare profondamente il maschio che lo riceve.
E' un diniego che rimanda a questioni ben più profonde del semplice NO estemporaneo.
[MENTION=5903]brenin[/MENTION] parlava di educazione.
Quel che sta cambiando, che ce ne si renda conto o meno, è proprio la struttura del potere...non educare a questo cambiamento porta come conseguenza, fra le conseguenze, ad agiti reattivi ad un diniego che tocca corde profonde senza neanche sapere che quelle corde sono state toccate.

A me il gioco dell'elmetto piace, molto...ma solo ed esclusivamente quando si è deciso insieme di indossarlo e insieme si è pure deciso il contesto della divisa e la divisa e chi indossa cosa :D

Un tempo ci ho giocato senza chiedere e verificare il consenso.
Passaggio obbligato, per me, forse. Mi è andata molto bene, nel complesso. ;):D
E' vero. Il no femminile era una di quelle cose che proprio non era contemplata tra i poteri della donna. Alla quale veniva insegnata l'obbedienza, oppure l'arte di manipolare tramite la condiscendenza. Ma il no... No :)

Questo sistema non è poi così anacronistico: quante sono le famiglie in cui - davanti a una spesa importante - e' l'uomo che formalmente la decide.

Nel 2000 mi trovavo in Egitto, con il marito (allora fidanzato) e un'altra coppia. Un negoziante voleva venderci oli profumati, e li proponeva ai maschi per me e l'altra ragazza. Io e questa ad un certo punto abbiamo detto a costui che grazie, ma non ci interessavano. Questo ha risposto "silenzio! Da noi la donna fa quello che piace all'uomo. Altrimenti giù botte". Eravamo in Egitto, mica eoni fa. Questo concetto da noi continua ad essere stigmatizzato con imbarazzo. Non chiaramente le botte. Ma il diritto di dire di no, ed assumere un ruolo attivo nel processo decisionale. Un no presuppone spesso di avere una decisione contraria, rispetto alla proposta. Diversamente dal si. Sai che mi diceva mio marito? Che spesso la salvezza della coppia e' adottare una "sana ipocrisia". E nel dirlo molto spesso riportava sua madre come esempio. Per intenderci: lei ha sempre mosso le fila della famiglia, però quando va a fare la spesa mette ogni scontrino sul comodino del marito.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E che volevi saziarti con i teoremi? :D
La ciccia ci vuole!
Avevo paura di me. :)
Quindi sceglievo la superficie.
Piccoli bocconi da anoressica.

Ed in ogni caso, dominare la fame, era una forma di dominio perverso che mi dava una sensazione di potere non indifferente.
G. mi prende ancora in giro, quando mi dice che ho il senso dell'onore di un monaco (non di una monaca :carneval:)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
È vero...

Mi chiedo sempre, prese in ipotesi 100 persone (maschi o femmine) quante sono consapevoli e capaci di portare i segni per quello che sono, oppure ricoprirli con descrizioni automatiche....

Perché mi pare di vedere in giro una sproporzione non incoraggiante (a vantaggio Delle ricopertura)
Anche a me. :)

Però a me i segni piacciono...sembrano un arcobaleno. Senza non arrivo alla tenerezza.
Quindi scelgo persone che li vedono nel mio stesso romantico modo.

Il resto lo guardo.
E' comunque interessante, basta sapere dove si è posizionati.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E' vero. Il no femminile era una di quelle cose che proprio non era contemplata tra i poteri della donna. Alla quale veniva insegnata l'obbedienza, oppure l'arte di manipolare tramite la condiscendenza. Ma il no... No :)

Questo sistema non è poi così anacronistico: quante sono le famiglie in cui - davanti a una spesa importante - e' l'uomo che formalmente la decide.

Nel 2000 mi trovavo in Egitto, con il marito (allora fidanzato) e un'altra coppia. Un negoziante voleva venderci oli profumati, e li proponeva ai maschi per me e l'altra ragazza. Io e questa ad un certo punto abbiamo detto a costui che grazie, ma non ci interessavano. Questo ha risposto "silenzio! Da noi la donna fa quello che piace all'uomo. Altrimenti giù botte". Eravamo in Egitto, mica eoni fa. Questo concetto da noi continua ad essere stigmatizzato con imbarazzo. Non chiaramente le botte. Ma il diritto di dire di no, ed assumere un ruolo attivo nel processo decisionale. Un no presuppone spesso di avere una decisione contraria, rispetto alla proposta. Diversamente dal si. Sai che mi diceva mio marito? Che spesso la salvezza della coppia e' adottare una "sana ipocrisia". E nel dirlo molto spesso riportava sua madre come esempio. Per intenderci: lei ha sempre mosso le fila della famiglia, però quando va a fare la spesa mette ogni scontrino sul comodino del marito.
No, non è anacronistico. Per niente.

E se anche qui non è esposto come in Egitto, non serve andare in Egitto per ritrovare lo stesso sistema di riferimento.

Non sono le botte a fare la differenza.
Quelle semmai sono solo una delle diverse forme con cui si esprime la stessa sostanza.

Di quel sistema, quello che tuo marito chiama sana ipocrisia, credo siano in egual misura portatori sia i maschi sia le femmine.
 

Foglia

utente viva e vegeta
No, non è anacronistico. Per niente.

E se anche qui non è esposto come in Egitto, non serve andare in Egitto per ritrovare lo stesso sistema di riferimento.

Non sono le botte a fare la differenza.
Quelle semmai sono solo una delle diverse forme con cui si esprime la stessa sostanza.

Di quel sistema, quello che tuo marito chiama sana ipocrisia, credo siano in egual misura portatori sia i maschi sia le femmine.
Sicuramente, sulla tua ultima frase.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Anche a me. :)

Però a me i segni piacciono...sembrano un arcobaleno. Senza non arrivo alla tenerezza.
Quindi scelgo persone che li vedono nel mio stesso romantico modo.

Il resto lo guardo.
E' comunque interessante, basta sapere dove si è posizionati.
Visti come li vedi tu (e anche io) sono estremamente romantici

Sugli altri credo di non avere molte difficoltà a asserire che pure io li vedo, ma mi sembrano viceversa patetici :cool: :cool: (dovessi connotarli..)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Visti come li vedi tu (e anche io) sono estremamente romantici

Sugli altri credo di non avere molte difficoltà a asserire che pure io li vedo, ma mi sembrano viceversa patetici :cool: :cool: (dovessi connotarli..)
G. mi dice spesso che ho una prospettiva monacale rispetto alla Vita.

A me sembra semplicemente uno svilire. Non le persone eh.

I significati.
La potenza che certe manifestazioni portano con sè.

Una volta mi faceva rabbia. Guardare.

Un amico recentemente mi ha detto che non tutto è per tutti.
Credo abbia ragione.
Guardo da questa posizione adesso. :)
 
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Foglia

utente viva e vegeta
E' per questo motivo che mi piace mettere in discussione quel che è scontato ;):)
Beh. Credo che anche quando ci si lasci usare una certa forma di violenza (non parlo di quella occasionale, ma di quella reiterata, di quella che si alimenta anche grazie al fatto che la si culla, e la si porta avanti) sia presente l'ipocrisia del dire a noi stessi che va tutto bene. A noi stessi e agli altri. Sulla lunga strada può funzionare solo all'esterno, però. Anche oltre ogni evidenza, e lo so bene.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Avevo paura di me. :)
Quindi sceglievo la superficie.
Piccoli bocconi da anoressica.

Ed in ogni caso, dominare la fame, era una forma di dominio perverso che mi dava una sensazione di potere non indifferente.
G. mi prende ancora in giro, quando mi dice che ho il senso dell'onore di un monaco (non di una monaca :carneval:)
Quanta autostima serve per non prenderti sul serio, esattamente? Mi basta una stima approssimativa, che ne so, in navi. ;)
 
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