Non ho ancora letto per intero il topic, solo mi pare di aver capito che la malattia di lei non sia propriamente un'unghia incarnita. Che due interventi a distanza ravvicinata fanno supporre a un problema grave.
Poi c'è lui, che la trova una donna splendida, ma che al primo intervento l'ha tradita. E ora, in concomitanza con il secondo intervento, si domanda e si chiede (nella sostanza) se valga la pena aspettare una persona che attualmente ha bisogno di essere accompagnata in bagno.
Matrimonio non è solo soddisfare i bisogni di sesso.
La vicinanza, il calore, l'assistenza materiale e spirituale vanno ben più in là.
Questo per dire che se io fossi colpita da una brutta malattia non vorrei certo essere messa su un piedistallo per questo motivo, ma neppure vorrei avere a che fare con uno che sta lì ad aspettare la gallina in funzione del fatto che finalmente faccia l'uovo. Non so se mi spiego. Sto male e tu sei lì che mi osservi per capire non quando starò meglio, ma quando farò di nuovo sesso. E' un po' diverso eh.
Poi certo che si può stare a propria volta male per la mancanza di rapporti sessuali. Direi che però la tempistica ti tradisco in concomitanza del primo intervento, e soffro come un cane in concomitanza del secondo intervento, non mi fa pensare ad una grande vicinanza rispetto a quelli che possono essere i problemi di questa donna. Che magari diversamente non si sarebbe sentita di dirgli "capisco se mi tradisci". E' una cosa molto estrema, da dire. Ma magari ha scelto di dire quello, anziché forzarsi a dargliela. In certi frangenti, nei momenti difficili, la lontananza si percepisce meglio. A volte si esaspera anche. E in taluni casi alla malattia si somma pure la sensazione di essere un pezzo di carne per l'altro. Giusta o sbagliata che sia.
Direi che a ridosso di un intervento, sia proprio sbagliato il momento per chiedersi quale sia l'equilibrio giusto. Anche se ci sono pregressi.
Provo a riflettere sulla questione senza considerare il tradimento di lui. Sul tradimento ho opinioni abbastanza rigide, non riesco quasi mai a giustificarlo. Riesco in certi casi a vedere delle attenuanti.
Quindi, lasciamo da parte il tradimento.
Io ho capito che la moglie ha avuto problemi seri, con ripercussioni ormonali, per cui non è in pericolo di vita, ma ha perso completamente il desiderio.
In questi due anni di rapporti una volta al mese, lui si sente frustrato perché il messaggio di lei è chiaro: il sesso non mi interessa, sto bene così, arrangiati o fatti un'altra vita.
Possiamo accettare il fatto che per alcune persone, più passionali di altre, questa cosa causi sofferenza?
Se lui non l'avesse tradita, sarebbe così terribile comprendere un senso di frustrazione del genere?
Anche a me ripugna l'idea di tradire un coniuge malato, ma se spostiamo un attimo il discorso su un livello privo di giudizio morale, possibile che risulti cosí inconcepibile lo sgomento di una persona che si vede prospettare una vita (o almeno un lungo periodo) senza sesso?
È il discorso dei figli piccoli: fai sacrifici, li fai con amore, guai se non ci fossero. Ma a volte vorresti che sparissero per riappropriarti di te. E ti pesa accudirli. Una madre che si concede di provare questo è una pessima madre?
Un coniuge malato può suscitare la stessa ambivalenza: ti accudisco, mi prendo cura di te, ti do tutto me stesso... Ma a volte vorrei farmi una sana scopata e ritrovarti al di là della dimensione paziente/infermiere.
Guardate che non concedere a sé o agli altri il diritto di entrare in contatto con desideri e bisogni (anche egoistici ) vuol dire che si sta censurando, e la censura non aiuta mai.
Poi certo, uno, tirato fuori il desiderio, ne fa ció che vuole. Ci sarà la madre che molla i figli ai nonni ogni 3 per 2 e quella che li lascia una volta al mese. Quella che non se ne separerà mai. Ma questo è il livello successivo. E siamo sul piano delle azioni/conseguenze. Questo è livello in cui lui ha deciso di tradire la moglie, mentre avrebbe potuto non farlo. Qui ognuno in cuor suo puó giudicare, credo.
Ma condannare il desiderio di questo marito e lo sgomento di fronte a una chiusura tanto netta da parte della moglie, io non lo comprendo.