Uomini e donne che tradiscono secondo Recalcati.

Jacaranda

Utente di lunga data
Già il punto è come viene percepito il noi.
Per me è fondamentale anche rispetto alla famiglia.
Non è solo questione di sollevare l’altro coniuge dell’onere dei figli, ma anche e soprattutto desiderio di condividerne “gli onori” o, per meglio dire, il piacere di compartecipare alla loro formazione e crescita. Se a questo si preferisci il motel, io penso che vi sia una incompatibilità ideale, affettiva, sentimentale.
Pensavo in questi giorni ai modelli di riferimento .
Mia suocera ha tirato su i suoi figli praticamente da sola ..mio suocero interveniva solo qua’ e la’ riprendendo i figli pesantemente quando i voti non erano in linea con le aspettative..in più si doveva fare quello che piaceva a lui.. con moglie senpre disponibile e fresca di parrucchiere..sennò lui si arrabbiava ...
Le ha messo un sacco di corna nonostante più brutto e più grande ....
Di modelli simili ce ne sono tanti ...
I mariti della nostra generazione hanno visto il padre in questo ruolo ... non facile pensare di dover “contribuire “ invece che ritrovarsi con lo stesso comodo ruolo del padre
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Pensavo in questi giorni ai modelli di riferimento .
Mia suocera ha tirato su i suoi figli praticamente da sola ..mio suocero interveniva solo qua’ e la’ riprendendo i figli pesantemente quando i voti non erano in linea con le aspettative..in più si doveva fare quello che piaceva a lui.. con moglie senpre disponibile e fresca di parrucchiere..sennò lui si arrabbiava ...
Le ha messo un sacco di corna nonostante più brutto e più grande ....
Di modelli simili ce ne sono tanti ...
I mariti della nostra generazione hanno visto il padre in questo ruolo ... non facile pensare di dover “contribuire “ invece che ritrovarsi con lo stesso comodo ruolo del padre
Però molte donne hanno avuto il modello di una madre casalinga senza disponibilità di una lira propria, ma hanno scelto lavoro e indipendenza.
Forse è più facile abbandonare un modello svilente di uno di potere.
 

danny

Utente di lunga data
Stavo leggendo in questi giorni un libro di narrativa tedesco, opera di una scrittrice.
La protagonista è una quarantenne che racconta sé stessa in quella fase della vita in cui lei e lei sue amiche vivono una nuova pubertà, pur avendo al posto dei brufoli le rughe. Una dimensione che porta loro ancora a chiedersi chi son e qual è il loro posto nella vita e a rimettersi in gioco e in discussione.
Non sono ancora arrivato al capitolo amanti, ma non dubito che tra qualche pagina la trama verta su questo argomento. Quanti ne hanno pubblicati di libri così?
Io non ho abbastanza dubbi sulle motivazioni che hanno portato mia moglie a tradirmi.
Non vi è nulla di tanto strano nel tradimento che arriva in questa fase della vita in cui si crede, erroneamente, di raccogliere i frutti dell'investimento fatto anni prima.
E' un periodo in cui tante donne avvertono un cambiamento profondo e la distanza con chi hanno accanto, reo di non adeguarsi alle nuove esigenze.
Lo stesso accade agli uomini, con la tanto citata "crisi di mezza età", che fa tanto uomo medio.
Le ragioni per cui qualcuno tradisce e altri no sono abbastanza diverse: la lealtà, in alcuni casi, un diverso equilibrio ormonale in altri, il tutto con un'ampia gamma di sfumature, che vanno interpretate caso per caso.
E' molto discutibile il concetto di shock post tradimento a carico del traditore a mio parere, non l'evento in sé, che è decisamente banale per quanto è diffuso. Io trovo comprensibile che chi è tradito a quasi 50 anni, in un periodo che è di trasformazione oltre che di transizione, vada profondamente in crisi.
Non è solo ciò che è stato costruito a costituire fonte di angoscia, ma la definizione di quello che si è in questa fase della vita.
La botta del fallimento della coppia arriva in un momento in cui si si trova a dover fare i conti con l'invecchiamento del corpo, che è già difficile da accettare in condizioni di stabilità, figuriamoci quando si scopre la relazione di un marito con un' amante più giovane o di una moglie con un altro uomo con caratteristiche più alfa.
 

danny

Utente di lunga data
Però molte donne hanno avuto il modello di una madre casalinga senza disponibilità di una lira propria, ma hanno scelto lavoro e indipendenza.
Forse è più facile abbandonare un modello svilente di uno di potere.
Sto osservando con mia moglie e altri genitori l'adolescenza di mia figlia e degli altri coetanei e mi rendo conto di quanto le ragazze, oggi, abbiamo un atteggiamento mediamente più arrogante rispetto ai maschi.
L'aver letto alcune chat di mia figlia mi ha fatto comprendere la distanza con i modelli femminili (e maschili) della mia gioventù.
L'insicurezza della pubertà (quella vera) viene bilanciata proprio da questo modo di porsi, nel quale il sesso e il potere, anche economico, che ne deriva è dominante. Basta dare un'occhiata alle immagini proiettate nel mondo virtuale e alle conseguenze dirette di questo.
E mia figlia è, forse, una delle più tranquille, insieme alla sua amica del cuore, perlomeno ha degli ottimi voti a scuola e ha avuto dei ragazzi stabili.
Già nel 2003 questo argomento era stato affrontato dal film "Thirteen": all'epoca mi sembrava esagerato, ora mi rendo conto che affronta un tema di attualità.
Non è stato abbandonato un modello, ne è stato assunto uno di potere, del quale ne sono già consapevoli a 12 anni.
 
Ultima modifica:

alberto15

Utente di lunga data
Stavo leggendo in questi giorni un libro di narrativa tedesco, opera di una scrittrice.
La protagonista è una quarantenne che racconta sé stessa in quella fase della vita in cui lei e lei sue amiche vivono una nuova pubertà, pur avendo al posto dei brufoli le rughe. Una dimensione che porta loro ancora a chiedersi chi son e qual è il loro posto nella vita e a rimettersi in gioco e in discussione.
Non sono ancora arrivato al capitolo amanti, ma non dubito che tra qualche pagina la trama verta su questo argomento. Quanti ne hanno pubblicati di libri così?
Io non ho abbastanza dubbi sulle motivazioni che hanno portato mia moglie a tradirmi.
Non vi è nulla di tanto strano nel tradimento che arriva in questa fase della vita in cui si crede, erroneamente, di raccogliere i frutti dell'investimento fatto anni prima.
E' un periodo in cui tante donne avvertono un cambiamento profondo e la distanza con chi hanno accanto, reo di non adeguarsi alle nuove esigenze.
Lo stesso accade agli uomini, con la tanto citata "crisi di mezza età", che fa tanto uomo medio.
Le ragioni per cui qualcuno tradisce e altri no sono abbastanza diverse: la lealtà, in alcuni casi, un diverso equilibrio ormonale in altri, il tutto con un'ampia gamma di sfumature, che vanno interpretate caso per caso.
E' molto discutibile il concetto di shock post tradimento a carico del traditore a mio parere, non l'evento in sé, che è decisamente banale per quanto è diffuso. Io trovo comprensibile che chi è tradito a quasi 50 anni, in un periodo che è di trasformazione oltre che di transizione, vada profondamente in crisi.
Non è solo ciò che è stato costruito a costituire fonte di angoscia, ma la definizione di quello che si è in questa fase della vita.
La botta del fallimento della coppia arriva in un momento in cui si si trova a dover fare i conti con l'invecchiamento del corpo, che è già difficile da accettare in condizioni di stabilità, figuriamoci quando si scopre la relazione di un marito con un' amante più giovane o di una moglie con un altro uomo con caratteristiche più alfa.
Potrei averlo scritto io ma tu sei piu' bravo di me.....:D
 

stany

Utente di lunga data
Servirebbe la nonna.
Ti ha tradito?
Non ti ama. Che ci stai insieme a fare?
Ti ha tradito con più donne?
È un puttaniere. Fattene una ragione.
Concetti semplici, soluzioni veloci.
Non c'è una cura per chi non ci ama.
Perché non c'è alcuna malattia.
È la vita. La stessa da sempre nella storia dell'umanità.
Brava nonna!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Stavo leggendo in questi giorni un libro di narrativa tedesco, opera di una scrittrice.
La protagonista è una quarantenne che racconta sé stessa in quella fase della vita in cui lei e lei sue amiche vivono una nuova pubertà, pur avendo al posto dei brufoli le rughe. Una dimensione che porta loro ancora a chiedersi chi son e qual è il loro posto nella vita e a rimettersi in gioco e in discussione.
Non sono ancora arrivato al capitolo amanti, ma non dubito che tra qualche pagina la trama verta su questo argomento. Quanti ne hanno pubblicati di libri così?
Io non ho abbastanza dubbi sulle motivazioni che hanno portato mia moglie a tradirmi.
Non vi è nulla di tanto strano nel tradimento che arriva in questa fase della vita in cui si crede, erroneamente, di raccogliere i frutti dell'investimento fatto anni prima.
E' un periodo in cui tante donne avvertono un cambiamento profondo e la distanza con chi hanno accanto, reo di non adeguarsi alle nuove esigenze.
Lo stesso accade agli uomini, con la tanto citata "crisi di mezza età", che fa tanto uomo medio.
Le ragioni per cui qualcuno tradisce e altri no sono abbastanza diverse: la lealtà, in alcuni casi, un diverso equilibrio ormonale in altri, il tutto con un'ampia gamma di sfumature, che vanno interpretate caso per caso.
E' molto discutibile il concetto di shock post tradimento a carico del traditore a mio parere, non l'evento in sé, che è decisamente banale per quanto è diffuso. Io trovo comprensibile che chi è tradito a quasi 50 anni, in un periodo che è di trasformazione oltre che di transizione, vada profondamente in crisi.
Non è solo ciò che è stato costruito a costituire fonte di angoscia, ma la definizione di quello che si è in questa fase della vita.
La botta del fallimento della coppia arriva in un momento in cui si si trova a dover fare i conti con l'invecchiamento del corpo, che è già difficile da accettare in condizioni di stabilità, figuriamoci quando si scopre la relazione di un marito con un' amante più giovane o di una moglie con un altro uomo con caratteristiche più alfa.
Anche l’equilibrio psicologico credo che abbia un ruolo.
 

stany

Utente di lunga data
Un incidente per chi guida correttamente è qualcosa di imprevedibile. Chi guida in maniera imprudente è quasi sempre consapevole di quello che gli può capitare e accetta il rischio connesso (a volte amandolo pure) a fronte del piacere di condurre l'auto in una certa maniera.
Lo shock è sempre conseguenza di un evento traumatico.
Può essere inteso come tale la scoperta di reiterati tradimenti da parte di un traditore?
Che un tradito possa considerare un evento traumatico scoprire la vera natura del coniuge è assodato: io e te abbiamo avuto uno shock.
Mia moglie no. Ne sono certo.
Lei ha sempre calcolato tutto. Sapeva esattamente come comportarsi e studiava il modo migliore per gestire la situazione. Mi conosceva, riusciva a prevedere le mie azioni, le studiava e commentava con l'amante: il suo obiettivo era conservare il matrimonio e la relazione con l'amante, non dover fare alcuna scelta.
Era ben conscia che io non mi sarei mai separato: sapeva quanto tenevo a mia figlia e che amavo anche lei.
Non credo affatto lei sia una persona diversa dagli altri che hanno tradito. Sarebbe troppo facile attribuire a lei comportamenti esclusivi. Io stesso se mi fossi trovato nella sua situazione mi sarei comportato nella maniera più adatta a lenire i danni. Se tradisci sai di rischiare, metti in conto di essere scoperto e prefiguri come comportarti nel caso. Non puoi avere uno shock, perché questa situazione fa parte di quello che si chiama rischio calcolato.
Esattamente come lo stunt-man sa che può subire un incidente mentre lavora. Cerca di ridurre al minimo il pericolo, ma sa che non potrà mai essere pari a zero.
Infatti. Il vero shock dovevi farglielo provare come feci io convocandola dal mio avvocato tre giorni dopo la scoperta....Per quel che serve , diciamo, è come educare il cane a tornare a comando ,sotto minaccia di una penalizzazione qualora non volesse tornare al guinzaglio (non a caso parlo di cani ,senza alcun intento denigratorio,ma perché così si instaura un riflesso condizionato,che nel caso del cane è molto più basico e meno interessato). Ma qui torniamo all'argomento iniziale: prescindendo dal genere,si è tradito perché oramai non c'era più amore ed empatia? In questo, trovo ragionevole lo stereotipo di recalcati che è figlio del retaggio culturale di una società recente ,che comunque si affranca dai dogmi nel processo di secolarizzazione avvenuto negli ultimi cinquant'anni (direi dalla data emblematica del 1968). Anche se naturalmente la risposta risiede in ciascun individuo e non è possibile schematizzarla in categorie predefinite e limitate nelle causali e nei presupposti. E questa incertezza è ciò che consente al tradito di sperare ancora e di investire sull'altro.
 

spleen

utente ?
Sto osservando con mia moglie e altri genitori l'adolescenza di mia figlia e degli altri coetanei e mi rendo conto di quanto le ragazze, oggi, abbiamo un atteggiamento mediamente più arrogante rispetto ai maschi. L'aver letto alcune chat di mia figlia mi ha fatto comprendere la distanza con i modelli femminili (e maschili) della mia gioventù. L'insicurezza della pubertà (quella vera) viene bilanciata proprio da questo modo di porsi, nel quale il sesso e il potere, anche economico, che ne deriva è dominante. Basta dare un'occhiata alle immagini proiettate nel mondo virtuale e alle conseguenze dirette di questo. E mia figlia è, forse, una delle più tranquille, insieme alla sua amica del cuore, perlomeno ha degli ottimi voti a scuola e ha avuto dei ragazzi stabili. Già nel 2003 questo argomento era stato affrontato dal film "Thirteen": all'epoca mi sembrava esagerato, ora mi rendo conto che affronta un tema di attualità. Non è stato abbandonato un modello, ne è stato assunto uno di potere, del quale ne sono già consapevoli a 12 anni.
Sono molli molti genitori Danny, ed i loro figli sono insicuri e si nascondono dietro una maschera di agressività per vestire quelle sicurezze che nessuno è riuscito a trasmettergli. Sono molli perchè come accennavi sopra pensano di avere dei crediti dalla vita non riscossi, e vogliono farlo tardivamente (per loro) o proiettandoli sui loro figli. Li vedo, anche molti amici, trattano i loro figli adolescenti come amici. Ennò cazzo io non sono amico dei miei figli, sono il loro padre. (O madre).
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Sono molli molti genitori Danny, ed i loro figli sono insicuri e si nascondono dietro una maschera di agressività per vestire quelle sicurezze che nessuno è riuscito a trasmettergli. Sono molli perchè come accennavi sopra pensano di avere dei crediti dalla vita non riscossi, e vogliono farlo tardivamente (per loro) o proiettandoli sui loro figli. Li vedo, anche molti amici, trattano i loro figli adolescenti come amici. Ennò cazzo io non sono amico dei miei figli, sono il loro padre. (O madre).
Nessuno di noi c'è dal punto di vista temporale come i genitori di un tempo.
I ragazzi restano da soli tanto tempo. E sono insicuri perché a 12 o 13 anni tutti devono trovare una definizione di sé. Non sono adulti, sono adolescenti.
I punti di riferimento sono esclusivamente quelli mediatici e commerciali.
I ragazzi passano più tempo con le immagini proiettate dai social.
Puoi affannarti a spiegare quanto vuoi i tuoi valori, ma nelle relazioni tra coetanei ne stabiliscono altri.
Una ragazza tra quelle che conosce mia figlia è figlia e nipote di escort.
Gira tra i ragazzi un film porno di sua madre. Lei economicamente sta benissimo. Veste firmato, sua madre gira col Range Rover Sport, hanno un appartamento gigantesco. Questa ragazza di 13 anni mette foto su Instagram che dire sexy è poco. Di un'altra ho trovato una sua foto sul cellulare di mia figlia in topless e perizoma: i genitori sono liberi professionisti, quasi mai in casa, persone benestanti e a modo. La ragazzina è una stronza, ha litigato con tutti e si atteggia a supersexy.
E via così, tra bestemmie, scimmiottanti di atteggiamenti derivati dai trapper, foto allo specchio con l'ombelico di fuori e atteggiamenti ammiccanti, tutte uguali, tutte con lo stesso modello, lo stesso scopo.
Noi genitori siamo di fronte all'impresa di non apparire sfigati e privi di qualsiasi autorevolezza in un mondo in cui se non hai quel paio di scarpe da 2/300 euro non vali un cazzo.
E' difficile contrapporre valori morali quando palesemente chi non ne ha ha tutti i beni desiderabili e lo mostra come se fosse figo.
 
Ultima modifica:

Rosarose

Utente di lunga data
Sto osservando con mia moglie e altri genitori l'adolescenza di mia figlia e degli altri coetanei e mi rendo conto di quanto le ragazze, oggi, abbiamo un atteggiamento mediamente più arrogante rispetto ai maschi.
L'aver letto alcune chat di mia figlia mi ha fatto comprendere la distanza con i modelli femminili (e maschili) della mia gioventù.
L'insicurezza della pubertà (quella vera) viene bilanciata proprio da questo modo di porsi, nel quale il sesso e il potere, anche economico, che ne deriva è dominante. Basta dare un'occhiata alle immagini proiettate nel mondo virtuale e alle conseguenze dirette di questo.
E mia figlia è, forse, una delle più tranquille, insieme alla sua amica del cuore, perlomeno ha degli ottimi voti a scuola e ha avuto dei ragazzi stabili.
Già nel 2003 questo argomento era stato affrontato dal film "Thirteen": all'epoca mi sembrava esagerato, ora mi rendo conto che affronta un tema di attualità.
Non è stato abbandonato un modello, ne è stato assunto uno di potere, del quale ne sono già consapevoli a 12 anni.
Io insegno ai ragazzini proprio della fascia 11 14. Conosco molto bene quindi i ragazzi di questa età, ho anche una figlia in questa fascia.
Mediamente i ragazzi continuano ad essere più aggressivi, più indisciplinati e meno studiosi delle ragazze.
L'adultizzazione mi sembra un problema rilevante sia nei maschi che nelle femmine e in generale è la cosa che può creare i problemi maggiori.
Sono ancora molto immaturi ma la società li spinge a credersi adulti.
Certo se i genitori fanno gli amici questo processo non viene arginato.
Limitare, monitorare l'uso dei social sarebbe più che auspicabile, non sono ancora capaci di gestirli in modo corretto


Inviato dal mio SM-G960F utilizzando Tapatalk
 

Foglia

utente viva e vegeta
Nessuno di noi c'è dal punto di vista temporale come i genitori di un tempo.
I ragazzi restano da soli tanto tempo.
I punti di riferimento sono esclusivamente quelli mediatici e commerciali.
I ragazzi passano più tempo con le immagini proiettate dai social.
Puoi affannarti a spiegare quanto vuoi i tuoi valori, ma nelle relazioni tra coetanei ne stabiliscono altri.
Una ragazza tra quelle che conosce mia figlia è figlia e nipote di escort.
Gira tra i ragazzi un film porno di sua madre. Lei economicamente sta benissimo. Veste firmato, sua madre gira col Range Rover Sport, hanno un appartamento gigantesco. Questa ragazza di 13 anni mette foto su Instagram che dire sexy è poco. Di un'altra ho trovato una sua foto sul cellulare di mia figlia in topless e perizoma: i genitori sono liberi professionisti, quasi mai in casa, persone benestanti e a modo. La ragazzina è una stronza, ha litigato con tutti e si atteggia a supersexy.
E via così, tra bestemmie, scimmiottanti di atteggiamenti derivati dai trapper, foto con l'ombelico di fuori e atteggiamenti ammiccanti, tutte uguali, tutte con lo stesso modello.
Noi genitori siamo di fronte all'impresa di non apparire sfigati e privi di qualsiasi autorevolezza in un mondo in cui se non hai quel paio di scarpe da 2/300 euro non vali un cazzo.
E' difficile contrapporre valori morali quando palesemente chi non ne ha ha tutti i beni desiderabili e lo mostra come se fosse figo.
Beh... Oddio. Devo senz'altro ancora arrivare a buona parte di quello che dici, ma non sono poi così d'accordo. Il migliore amichetto di mio figlio vive coi genitori a casa dei nonni. Per necessità. Non c'è bisogno di fare frequentare solo chi "ha" di più. Io da ragazzina avevo conoscenze varie, da quello che scaricava già le cassette di frutta alla "figlia di...". Non ho mai commiserato chi faticava a pagare la pizza del sabato. Quanto ai "figli di...", ho trovato di tutto come in ogni ambiente. Chi se non hai le scarpe X non vali un cazzo, e chi "dai, te le presto!". Quindi che il trend lo facciano due stronze, o che il benessere faccia stronzi, francamente non credo.
 

danny

Utente di lunga data
Io insegno ai ragazzini proprio della fascia 11 14. Conosco molto bene quindi i ragazzi di questa età, ho anche una figlia in questa fascia.
Mediamente i ragazzi continuano ad essere più aggressivi, più indisciplinati e meno studiosi delle ragazze.
L'adultizzazione mi sembra un problema rilevante sia nei maschi che nelle femmine e in generale è la cosa che può creare i problemi maggiori.
Sono ancora molto immaturi ma la società li spinge a credersi adulti.
Certo se i genitori fanno gli amici questo processo non viene arginato.
Limitare, monitorare l'uso dei social sarebbe più che auspicabile, non sono ancora capaci di gestirli in modo corretto


Inviato dal mio SM-G960F utilizzando Tapatalk
Mi trovi d'accordo.
Il problema è che i social sono il canale principale se non unico per essere collegati agli altri.
Chi ne è fuori, viene escluso. E' difficile tornare indietro in questo processo, al quale siamo ormai sottoposti anche noi adulti.
Comunque la loro classe è una delle più apprezzate dagli insegnanti dell'Istituto.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Beh... Oddio. Devo senz'altro ancora arrivare a buona parte di quello che dici, ma non sono poi così d'accordo. Il migliore amichetto di mio figlio vive coi genitori a casa dei nonni. Per necessità. Non c'è bisogno di fare frequentare solo chi "ha" di più. Io da ragazzina avevo conoscenze varie, da quello che scaricava già le cassette di frutta alla "figlia di...". Non ho mai commiserato chi faticava a pagare la pizza del sabato. Quanto ai "figli di...", ho trovato di tutto come in ogni ambiente. Chi se non hai le scarpe X non vali un cazzo, e chi "dai, te le presto!". Quindi che il trend lo facciano due stronze, o che il benessere faccia stronzi, francamente non credo.
Sì, ma quanti anni fa?
Anch'io avevo un'altra percezione del mondo delle medie della mia epoca.
E' cambiata proprio l'immagine della donna, oggi.
 

Allegati

Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Sono molli molti genitori Danny, ed i loro figli sono insicuri e si nascondono dietro una maschera di agressività per vestire quelle sicurezze che nessuno è riuscito a trasmettergli. Sono molli perchè come accennavi sopra pensano di avere dei crediti dalla vita non riscossi, e vogliono farlo tardivamente (per loro) o proiettandoli sui loro figli. Li vedo, anche molti amici, trattano i loro figli adolescenti come amici. Ennò cazzo io non sono amico dei miei figli, sono il loro padre. (O madre).
Standing ovation :up:
 

Foglia

utente viva e vegeta
Sì, ma quanti anni fa?
Gli stronzi sono sempre esistiti, e spesso sono anche lo specchio delle famiglie. Il discorso sulla "degenerazione dei tempi e dei valori" esisteva anche alla mia età, e spesso veniva portato a monito non solo dai genitori, ma anche nelle stesse scuole. Poi c'erano come al solito scuole e scuole. Anche scuole elitarie con "il figlio di..." con il compagno di banco figlio del portinaio. Ci sono anche oggi. Per dire: io ad esempio ho trovato più stronzi alle medie (scuola come tante) che non al liceo (ne ho frequentate due entrambe per così dire elitarie). E c'era di tutto allora come ora. Da quella che se la tirava "perché lei era sempre più avanti di te", alla "figlia di..." normalissima. E a chi viveva nella casa popolare di ringhiera e alle " scarpe di.." non faceva mistero di ovviare con "le tarocche".
 

Brunetta

Utente di lunga data
I miei figli generalmente commentano: “...ma cosa ancora devono fare, poveri ragazzi, per farsi vedere?!” intendono dai genitori.
Io direi che hanno bisogno di contenimento, di avere dei limiti, di ribellarsi ai limiti e vedere genitori che se ne fregano della ribellione e restano fermi e sicuri.
Bisogna sapere da dove si parte per scegliere dove andare.
 

danny

Utente di lunga data
Gli stronzi sono sempre esistiti, e spesso sono anche lo specchio delle famiglie. Il discorso sulla "degenerazione dei tempi e dei valori" esisteva anche alla mia età, e spesso veniva portato a monito non solo dai genitori, ma anche nelle stesse scuole. Poi c'erano come al solito scuole e scuole. Anche scuole elitarie con "il figlio di..." con il compagno di banco figlio del portinaio. Ci sono anche oggi. Per dire: io ad esempio ho trovato più stronzi alle medie (scuola come tante) che non al liceo (ne ho frequentate due entrambe per così dire elitarie). E c'era di tutto allora come ora. Da quella che se la tirava "perché lei era sempre più avanti di te", alla "figlia di..." normalissima. E a chi viveva nella casa popolare di ringhiera e alle " scarpe di.." non faceva mistero di ovviare con "le tarocche".
Non sto parlando di questo, ma di "ruolo" che ogni donna costruisce attorno a un modello, a partire dalle medie, indipendentemente che sia stronza o meno, ricca o povera.
 

danny

Utente di lunga data
I miei figli generalmente commentano: “...ma cosa ancora devono fare, poveri ragazzi, per farsi vedere?!” intendono dai genitori.
Io direi che hanno bisogno di contenimento, di avere dei limiti, di ribellarsi ai limiti e vedere genitori che se ne fregano della ribellione e restano fermi e sicuri.
Bisogna sapere da dove si parte per scegliere dove andare.
Sequestro il cellulare a mia figlia. La lascio senza.
Poi scopro (e per fortuna che ho esperienza in queste cose, ovvero nel trovare tracce informatiche) che ha usato Fiume sul computer di casa in nostra assenza.
Dovrei portare via il modem di casa ogni volta che esco.
 
Ultima modifica:
Top