Voi vi farete vaccinare ?

Martes

Utente di lunga data
Ma c'è ancora qualcuno non vaccinato in questa discussione?
No.
E allora di che vi preoccupate?
E chi si preoccupa?
È chi si sente condannato dalla dittatura sanitaria al martirio di un vaccino che non voleva fare che continua a menare il torrone all'inverosimile
 

Skorpio

Utente di lunga data
@Foglia ..

Si, la pensiamo diversamente.. a partire dalle scelte “facili”

Vedi.. anche partendo dalla mia esperienza di vita personale, io credo che la scelta facile o il vincere facile (come dici tu) sia l’esatto contrario che fare delle scelte forti.

Le scelte facili per me sono quelle di aggrapparsi a quel che sta scritto su un foglietto per non fare nulla, non assumere decisioni, non prendere il timone e invertire la rotta.
Questo vale a tutti i livelli, a partire dalle relazioni in un nucleo familiare per finire a governare un paese.

Le restrizioni applicate in Italia secondo come la vedo io, sono la scelta più difficile, proprio perché si espongono a chi arriva a dire cose tipo quelle che scrivi tu, rinfacciando mancati rispetti di diritti, regole o altro..

Facile è invece aggrapparsi a questo o a quel principio per non muover nulla, per non decidere nulla, fingendo di dar maggior valore a un diritto, ma in realtà prendendolo come pretesto per non agire.

Questa è la scelta facile, è vincere facile e sul breve, imbrogliando sostanzialmente chi pensa di esser davvero tutelato, imbrogliando i cittadini, illudendoli

Io mi incazzai sinceramente come un bufalo a suo tempo quando Zingaretti, mentre il virus avanzava, faceva i brindisi con le foto, per far vedere che “non c’era nulla da temere” e che noi eravamo pronti.

Quello era IMBROGLIARE allora, toccandosi le palle e sperando che “andrà tutto bene” e il virus speriamo rimbalzi sulle alpi.

Farlo OGGI sarebbe ancora IMBROGLIARE le persone, con l’aggravante di non aver compilato nel frattempo il registro delle lezioni apprese, perché oggi a differenza di allora non si può dire che non ci si aspettava.

Poi.. so bene che c’è chi vuol sentirsi imbrogliato, a tutti i livelli, a partire dalle relazioni individuali (dimmi che mi ami) per finire al sentir dire un capo di stato che la libertà di andare in discoteca è più forte del virus, e noi lo sconfiggeremo bailando bailando, con o senza vaccino e figuriamoci se noi facciamo di questi problemi.

Ed è giusto così.

Mi diverte e mi divertirà vedere come vari stati dovranno gettare la maschera e a provare a fare quello che noi per una volta abbiamo fatto per primi, senza metterci in coda facendo la scelta più facile .

Peraltro io mi sento liberissimo, e la percezione di oppressione in questa situazione è una cosa molto personale, sulla quale andrebbe individualmente riflettuto a lungo, secondo me.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Usti l’Austria sta inserendo restrizioni…hanno ospedali pieni di malati di Covid.
Pure in Germania non sono messi benissimo.
Pensare che questa potava essere l’occasione di potenziare tutte le strutture sanitarie…invece continuano a ridurre i posti letto.
 

danny

Utente di lunga data
E chi si preoccupa?
È chi si sente condannato dalla dittatura sanitaria al martirio di un vaccino che non voleva fare che continua a menare il torrone all'inverosimile
Veramente io mi stupisco del fatto che una discussione innegabilmente provax continui ancora nel momento in cui tutti, almeno qui, sono vaccinati.
Raggiunto lo scopo, tutti dovrebbero essere soddisfatti. Siamo tornati a una vita quasi normale.
E invece no.
Ecco. È questa sensazione che non vada più bene nulla che stupisce.
Come se alla fine essere tutti ugualmente vaccinati non desse più quella possibilità di sentirsi in qualche modo migliori degli altri.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Veramente io mi stupisco del fatto che una discussione innegabilmente provax continui ancora nel momento in cui tutti, almeno qui, sono vaccinati.
Raggiunto lo scopo, tutti dovrebbero essere soddisfatti. Siamo tornati a una vita quasi normale.
E invece no.
Ecco. È questa sensazione che non vada più bene nulla che stupisce.
Come se alla fine essere tutti ugualmente vaccinati non desse più quella possibilità di sentirsi in qualche modo migliori degli altri.
l'insoddisfazione è per il cambiamento che il virus ha portato definitivamente nelle nostre vite.
Nulla è più come prima, dalla presenza sui posti di lavoro, alla mensa (laddove eventualmente è stata riattivata). La comunicazione limitata dalle mascherine, ormai si urla per farsi capire. E si continua ad urlare anche se non la si ha sù.
Tutta una serie di meccanismi che non ci permettono più di muoverci liberamente, devi prenotarti, fare attenzione che il telefono sia sempre carico per esibire il green pass, ricordarsi la mascherina, riempi l'igienizzante da tenere in borsa o in macchina.
Il sistema economico che vacilla, si teme per il lavoro, gli aumenti dei prezzi che erodono il salario.
Il vaccino è la valvola di sfogo dove si vomita dentro tutto questo.
Vai a fare una passeggiata per le vie della città o paese e vedi molti negozi chiusi, diciamo che l'abbattimento emotivo è notevole per molti, credo.
 

Foglia

utente viva e vegeta
@Foglia ..

Si, la pensiamo diversamente.. a partire dalle scelte “facili”

Vedi.. anche partendo dalla mia esperienza di vita personale, io credo che la scelta facile o il vincere facile (come dici tu) sia l’esatto contrario che fare delle scelte forti.

Le scelte facili per me sono quelle di aggrapparsi a quel che sta scritto su un foglietto per non fare nulla, non assumere decisioni, non prendere il timone e invertire la rotta.
Questo vale a tutti i livelli, a partire dalle relazioni in un nucleo familiare per finire a governare un paese.

Le restrizioni applicate in Italia secondo come la vedo io, sono la scelta più difficile, proprio perché si espongono a chi arriva a dire cose tipo quelle che scrivi tu, rinfacciando mancati rispetti di diritti, regole o altro..

Facile è invece aggrapparsi a questo o a quel principio per non muover nulla, per non decidere nulla, fingendo di dar maggior valore a un diritto, ma in realtà prendendolo come pretesto per non agire.

Questa è la scelta facile, è vincere facile e sul breve, imbrogliando sostanzialmente chi pensa di esser davvero tutelato, imbrogliando i cittadini, illudendoli

Io mi incazzai sinceramente come un bufalo a suo tempo quando Zingaretti, mentre il virus avanzava, faceva i brindisi con le foto, per far vedere che “non c’era nulla da temere” e che noi eravamo pronti.

Quello era IMBROGLIARE allora, toccandosi le palle e sperando che “andrà tutto bene” e il virus speriamo rimbalzi sulle alpi.

Farlo OGGI sarebbe ancora IMBROGLIARE le persone, con l’aggravante di non aver compilato nel frattempo il registro delle lezioni apprese, perché oggi a differenza di allora non si può dire che non ci si aspettava.

Poi.. so bene che c’è chi vuol sentirsi imbrogliato, a tutti i livelli, a partire dalle relazioni individuali (dimmi che mi ami) per finire al sentir dire un capo di stato che la libertà di andare in discoteca è più forte del virus, e noi lo sconfiggeremo bailando bailando, con o senza vaccino e figuriamoci se noi facciamo di questi problemi.

Ed è giusto così.

Mi diverte e mi divertirà vedere come vari stati dovranno gettare la maschera e a provare a fare quello che noi per una volta abbiamo fatto per primi, senza metterci in coda facendo la scelta più facile .

Peraltro io mi sento liberissimo, e la percezione di oppressione in questa situazione è una cosa molto personale, sulla quale andrebbe individualmente riflettuto a lungo, secondo me.
Ho perfettamente capito come la intendi tu :)
Ed è chiaro che, ad intendere il vaccino come un "privilegio", tu dia per escluso, ovviamente, che ci saranno, per il futuro (altrimenti la politica è miope, come la vedo io :) ) significativi (ribadisco: significativi) effetti collaterali che si esternalizzeranno sulla popolazione. Vorrei avere le tue certezze in merito (ragionevoli certezze, intendo, di quelle proprio consapevoli che siamo tutti portati a crearci "autoinganni" atti a vivere meglio, e ben venga - lo dico seriamente - se c'è chi il vaccino lo vede come una soluzione atta al benessere proprio individuale, ancor prima che collettivo.... che il collettivo è un bel principio su cui si fonda, questo sì, la miglior democrazia, ma il rischio di lasciarla sulla carta è purtroppo assai concreto.... :) ).
Nulla quaestio, per chi come te si è vaccinato CONVINTO della convenienza del vaccino: arai le tue buonissime ragioni, e su quelle non discuto :)
Sul grassetto, una riflessione. Io - da addetta ai lavori, sia pure nel mio piccolo - vedo tante cose che non vanno. Vedo anche, da parte di alcuni (anche qui) un diffuso fastidio, quando si parla di repressione di certe libertà :)
E non mi riferisco alla semplificazione "discoteche vs coronavirus", più locali aperti per tutti, eccetera.
Mi riferisco al modo di pensare. E vedo (tra l'altro) l'adattamento (chiedendomi se sia positivo) verso forme di vita (a volte mera sopravvivenza), sicché solo a parlare di restrizioni, alcuni saltano su, dicendosene annoiati, o addirittura stanchi, schifati, scandalizzati, eccetera. Come se tutto si risolvesse in un "ubi maior, minor cessat" ;) Ecco, da un pò addetta ai lavori non posso fare a meno di pensare che quel "minor" (e di qui si potrebbe persino tirare un parallelo con la tutela delle minoranze, in questo caso viste come una sorta di nemico, o di pericolo :) ), quel minor dicevo, tanto "minor" non è, o non dovrebbe essere ;)
Ma lo specchio di quel che è in atto è proprio quel fastidio, quel non volerne parlare: è stato compresso il diritto al lavoro, le tutele alla persona. Oh! :) Non cazzabubbole! :) E in risposta, molti preferiscono vedere chi almeno lo ricorda, come poveri agnelli sacrificali che si lamentano. Non è così, o non è solo così :) Ma ricordo a tutti che la forma mentis, l'abitudine a tutto (perché a tutto ci si abitua) è proprio il motore, di quella che è una civiltà.
Per cui, a considerare "normale" immolare qualsiasi cosa, a non volerne nemmeno parlare, a provar "noia" (nel senso lato del termine: doloroso, fastidioso) affrontare certe tematiche, ad applaudire certi comportamenti.... beh, il passo a finire molto in basso (tipo alla Cina) è assai più breve di quanto si immagini. Questo a me ha insegnato la Storia. A trovar soluzioni guardando "indietro", occorre far molta attenzione. Perché poi, ripeto, una volta che una società accetta di buon grado la compressione di diritti fino ad allora inviolabili, rischi non ne mancano.

Per il resto, a me va bene tutto, rispetto perfettamente l'idea di chi non vede l'ora di fare la terza, la quarta, la quinta dose, persino chi se le vorrebbe tracannare a cena (magari al posto della mia birra calda! 😂 ) e dico: ok :)!
Li invidio pure, per certi lati, e credo che sarebbe anche bello riuscirmi a vivere questo vaccino come una sorta di "liberazione" :)

Il fastidio (che investe TUTTI eh, da una parte e dall'altra, a prescindere da come la pensino) comunque è molto indicativo, e per nulla casuale: ne ho provato anch'io, per altre cose ma l'ho provato, e ne so l'origine ;)

Ringrazio ancora il cielo di trovarmi in una parte del mondo dove se ne può almeno ancora parlare liberamente, ché in Cina mi avrebbero già indubbiamente tagliato la testa.... :)
 

Martes

Utente di lunga data
Ho perfettamente capito come la intendi tu :)
Ed è chiaro che, ad intendere il vaccino come un "privilegio", tu dia per escluso, ovviamente, che ci saranno, per il futuro (altrimenti la politica è miope, come la vedo io :) ) significativi (ribadisco: significativi) effetti collaterali che si esternalizzeranno sulla popolazione. Vorrei avere le tue certezze in merito (ragionevoli certezze, intendo, di quelle proprio consapevoli che siamo tutti portati a crearci "autoinganni" atti a vivere meglio, e ben venga - lo dico seriamente - se c'è chi il vaccino lo vede come una soluzione atta al benessere proprio individuale, ancor prima che collettivo.... che il collettivo è un bel principio su cui si fonda, questo sì, la miglior democrazia, ma il rischio di lasciarla sulla carta è purtroppo assai concreto.... :) ).
Nulla quaestio, per chi come te si è vaccinato CONVINTO della convenienza del vaccino: arai le tue buonissime ragioni, e su quelle non discuto :)
Sul grassetto, una riflessione. Io - da addetta ai lavori, sia pure nel mio piccolo - vedo tante cose che non vanno. Vedo anche, da parte di alcuni (anche qui) un diffuso fastidio, quando si parla di repressione di certe libertà :)
E non mi riferisco alla semplificazione "discoteche vs coronavirus", più locali aperti per tutti, eccetera.
Mi riferisco al modo di pensare. E vedo (tra l'altro) l'adattamento (chiedendomi se sia positivo) verso forme di vita (a volte mera sopravvivenza), sicché solo a parlare di restrizioni, alcuni saltano su, dicendosene annoiati, o addirittura stanchi, schifati, scandalizzati, eccetera. Come se tutto si risolvesse in un "ubi maior, minor cessat" ;) Ecco, da un pò addetta ai lavori non posso fare a meno di pensare che quel "minor" (e di qui si potrebbe persino tirare un parallelo con la tutela delle minoranze, in questo caso viste come una sorta di nemico, o di pericolo :) ), quel minor dicevo, tanto "minor" non è, o non dovrebbe essere ;)
Ma lo specchio di quel che è in atto è proprio quel fastidio, quel non volerne parlare: è stato compresso il diritto al lavoro, le tutele alla persona. Oh! :) Non cazzabubbole! :) E in risposta, molti preferiscono vedere chi almeno lo ricorda, come poveri agnelli sacrificali che si lamentano. Non è così, o non è solo così :) Ma ricordo a tutti che la forma mentis, l'abitudine a tutto (perché a tutto ci si abitua) è proprio il motore, di quella che è una civiltà.
Per cui, a considerare "normale" immolare qualsiasi cosa, a non volerne nemmeno parlare, a provar "noia" (nel senso lato del termine: doloroso, fastidioso) affrontare certe tematiche, ad applaudire certi comportamenti.... beh, il passo a finire molto in basso (tipo alla Cina) è assai più breve di quanto si immagini. Questo a me ha insegnato la Storia. A trovar soluzioni guardando "indietro", occorre far molta attenzione. Perché poi, ripeto, una volta che una società accetta di buon grado la compressione di diritti fino ad allora inviolabili, rischi non ne mancano.

Per il resto, a me va bene tutto, rispetto perfettamente l'idea di chi non vede l'ora di fare la terza, la quarta, la quinta dose, persino chi se le vorrebbe tracannare a cena (magari al posto della mia birra calda! 😂 ) e dico: ok :)!
Li invidio pure, per certi lati, e credo che sarebbe anche bello riuscirmi a vivere questo vaccino come una sorta di "liberazione" :)

Il fastidio (che investe TUTTI eh, da una parte e dall'altra, a prescindere da come la pensino) comunque è molto indicativo, e per nulla casuale: ne ho provato anch'io, per altre cose ma l'ho provato, e ne so l'origine ;)

Ringrazio ancora il cielo di trovarmi in una parte del mondo dove se ne può almeno ancora parlare liberamente, ché in Cina mi avrebbero già indubbiamente tagliato la testa.... :)
La noia a me viene dal fatto che se uno non vuole vaccinarsi veramente porta la sua convinzione fino in fondo. E ne conosco, non sono marziani.

E visto che si parla spesso di ipocrisia, non vedo differenza tra un governo che ti "obbliga non obbligandoti" e chi sceglie di vaccinarsi "per fare una vita normale" ma poi imbastisce infinite geremiadi sull'ingiustizia subita a forza
 

danny

Utente di lunga data
l'insoddisfazione è per il cambiamento che il virus ha portato definitivamente nelle nostre vite.
Nulla è più come prima, dalla presenza sui posti di lavoro, alla mensa (laddove eventualmente è stata riattivata). La comunicazione limitata dalle mascherine, ormai si urla per farsi capire. E si continua ad urlare anche se non la si ha sù.
Tutta una serie di meccanismi che non ci permettono più di muoverci liberamente, devi prenotarti, fare attenzione che il telefono sia sempre carico per esibire il green pass, ricordarsi la mascherina, riempi l'igienizzante da tenere in borsa o in macchina.
Il sistema economico che vacilla, si teme per il lavoro, gli aumenti dei prezzi che erodono il salario.
Il vaccino è la valvola di sfogo dove si vomita dentro tutto questo.
Vai a fare una passeggiata per le vie della città o paese e vedi molti negozi chiusi, diciamo che l'abbattimento emotivo è notevole per molti, credo.
Sì, questo è vero. Ma a questo punto dovremmo trovare compattezza e unità per uscirne fuori nel migliore dei modi, non trasformare tutto in una specie di rivalsa continua.
Il problema invece è essenzialmente che si è creata una profonda lacerazione nella popolazione, che ci porta lontano dall'obiettivo del ritorno alla normalità.
Io cerco di vivere il più possibile normalmente. Indosso la mascherina solo se sono obbligato e frequento gruppi di persone che si comportano come me. Ci sono ampie sacche di normalità. Domenica ero a pranzo in un ristorante, era pieno, c'erano tavolate anche da 20 persone e nessuno all'ingresso ha chiesto il Green Pass. In un anno e mezzo, quasi due anni, non c'è una persona tra gli amici che frequento, con cui mangio insieme (a volte siamo stati anche in 40/50), con cui canto, etc. che si sia ammalata di Covid.
Non prima che non eravamo vaccinati, menchemeno adesso che lo siamo tutti. Tante altre patologie si, ma Covid... Solo tra i colleghi dell'ufficio, stranamente quelli più attenti alle norme, e nel condominio, anche lì per contagio familiare.
Fortuna?
Non lo so, però stante la situazione credo che la vita debba tornare a individuare anche altre priorità e uscire da questo loop.
Vaccinati lo siamo tutti o quasi... Che altro possiamo fare?
 

danny

Utente di lunga data
La noia a me viene dal fatto che se uno non vuole vaccinarsi veramente porta la sua convinzione fino in fondo. E ne conosco, non sono marziani.

E visto che si parla spesso di ipocrisia, non vedo differenza tra un governo che ti "obbliga non obbligandoti" e chi sceglie di vaccinarsi "per fare una vita normale" ma poi imbastisce infinite geremiadi sull'ingiustizia subita a forza
Nel mio ufficio non si è vaccinata una sola persona.
Una donna che ha avuto il Covid, ha gli anticorpi alti e problemi di salute.
Per disposizioni interne non può mettere piede in ufficio neppure per ritirare il materiale se non esibisce un Green pass, come tutti.
L'ultima volta ero in ufficio da solo, lei doveva solo fare consegne, ho dovuto riceverla in esterno, lei aveva paura di entrare e io non sono delegato al controllo.
Lei fa un tampone solo la settimana, quando è il giorno di presenza, non per il ritiro di un minuto, anche perché si trova difficilmente posto e bisogna prenotare parecchio prima. Noi ancora lavoriamo a casa per 4 gg la settimana.
Questa non è una vita normale.
Fino a prima del 15 lei entrava, faceva anche 4 chiacchiere mentre ritirava il materiale.
Non ha mai contagiato nessuno, neppure quando ebbe il Covid.
Che cosa è cambiato?
Ci sono pure più vaccinati in giro... Di cosa abbiamo paura?
 

Foglia

utente viva e vegeta
La noia a me viene dal fatto che se uno non vuole vaccinarsi veramente porta la sua convinzione fino in fondo. E ne conosco, non sono marziani.

E visto che si parla spesso di ipocrisia, non vedo differenza tra un governo che ti "obbliga non obbligandoti" e chi sceglie di vaccinarsi "per fare una vita normale" ma poi imbastisce infinite geremiadi sull'ingiustizia subita a forza
Eh, lo so che è difficile da capire. Diciamo che però, qualche differenza, tra chi si vede inibita di fatto (peggio ancora, nel mio ambiente ;) ) una possibilità di lavoro, dopo che per giunta le è stata tolta (sempre grazie ad altre decisioni "lungimiranti", in senso ironico, ovviamente) esiste, ed è concreta. Non tutti abbiamo la possibilità di un bel lavoro da casa, e chissenefrega degli altri.
E purtroppo, questa cosa, non è destinata a smorzarsi con lo scoccare del 31 dicembre. Il mio ambiente è una jungla deregolamentata, e ora nessuno si fa più scrupolo a chiedere se sei greenpassato o no, anche solo per aspirare a una collaborazione dove, dall'oggi al domani, sei comunque lasciato a casa ;)
Sai com'è, capisco che chi non ci si trovi magari possa non capirlo, capisco anche la sospensione di due mesi col posto poi lì ad attenderlo, nel mio caso purtroppo non funziona così. Ovviamente parlo per me, non per altri :)
Sul resto, pure io finché ho potuto "ovviare" (del tipo che l'aperitivo lo si poteva bere comodamente all'aperto, il figlio anziché accompagnarlo al cinema lo portavo in bici al parco, eccetera eccetera, l'ho fatto.
Anche in questo caso, comunque, capisco che magari non è semplicissimo da comprendere, ma trovarsi a non poter portare un libro a scuola (o una merenda) poiché non greenpassati, piuttosto che dover saltare le riunioni in presenza, con le insegnanti, credimi, con figli piccoli diventa pesante. A tacere il non poterli magari accompagnare a fare sport: da noi, se non hai il greenpass, devi mollare bambini di sei anni e augurarsi che si cambino completamente da soli, senza dimenticare nulla in giro. A volte la vita può diventare veramente difficile..... :), e parlo di cose e di libertà che purtroppo, non dovrebbero essere minimamente messe in discussione. Beato chi lo fa, e si può permettere magari 300 euro al mese di tamponi. Ancora una volta, in questo specifico momento mi sarebbe parecchio pesante. Poi guarda: non fosse per mio figlio che mi tiene qui, avrei fatto fuori tutti gli averi che ho per trasferirmi low cost da qualche parte dove al limite mi devono cercare su una spiaggia per dirmi di indossare la mascherina. Non mi è purtroppo possibile, e mi tocca fare i conti con questa realtà: scusa tanto se ti annoia.... :)
 

Martes

Utente di lunga data
Eh, lo so che è difficile da capire. Diciamo che però, qualche differenza, tra chi si vede inibita di fatto (peggio ancora, nel mio ambiente ;) ) una possibilità di lavoro, dopo che per giunta le è stata tolta (sempre grazie ad altre decisioni "lungimiranti", in senso ironico, ovviamente) esiste, ed è concreta. Non tutti abbiamo la possibilità di un bel lavoro da casa, e chissenefrega degli altri.
E purtroppo, questa cosa, non è destinata a smorzarsi con lo scoccare del 31 dicembre. Il mio ambiente è una jungla deregolamentata, e ora nessuno si fa più scrupolo a chiedere se sei greenpassato o no, anche solo per aspirare a una collaborazione dove, dall'oggi al domani, sei comunque lasciato a casa ;)
Sai com'è, capisco che chi non ci si trovi magari possa non capirlo, capisco anche la sospensione di due mesi col posto poi lì ad attenderlo, nel mio caso purtroppo non funziona così. Ovviamente parlo per me, non per altri :)
Sul resto, pure io finché ho potuto "ovviare" (del tipo che l'aperitivo lo si poteva bere comodamente all'aperto, il figlio anziché accompagnarlo al cinema lo portavo in bici al parco, eccetera eccetera, l'ho fatto.
Anche in questo caso, comunque, capisco che magari non è semplicissimo da comprendere, ma trovarsi a non poter portare un libro a scuola (o una merenda) poiché non greenpassati, piuttosto che dover saltare le riunioni in presenza, con le insegnanti, credimi, con figli piccoli diventa pesante. A tacere il non poterli magari accompagnare a fare sport: da noi, se non hai il greenpass, devi mollare bambini di sei anni e augurarsi che si cambino completamente da soli, senza dimenticare nulla in giro. A volte la vita può diventare veramente difficile..... :), e parlo di cose e di libertà che purtroppo, non dovrebbero essere minimamente messe in discussione. Beato chi lo fa, e si può permettere magari 300 euro al mese di tamponi. Ancora una volta, in questo specifico momento mi sarebbe parecchio pesante. Poi guarda: non fosse per mio figlio che mi tiene qui, avrei fatto fuori tutti gli averi che ho per trasferirmi low cost da qualche parte dove al limite mi devono cercare su una spiaggia per dirmi di indossare la mascherina. Non mi è purtroppo possibile, e mi tocca fare i conti con questa realtà: scusa tanto se ti annoia.... :)
Sì Foglia, mi annoia, perché è l'ennesima lamentela.
Le persone di cui parlo non navigano nell'oro, non hanno lavori in cui è facile barcamenarsi in questa situazione e hanno figli, anche piccoli. Però, convinti delle loro idee, le portano avanti.
Personalmente non condivido la loro visione e penso si stiano complicando la vita inutilmente, ma le trovo sicuramente più coerenti.
Per carità, continua pure a lamentarti se ti fa stare meglio, se mi annoio è un problema mio, solo che essendomi ormai espressa trovavo sensato argomentarlo.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Nel mio ufficio non si è vaccinata una sola persona.
Una donna che ha avuto il Covid, ha gli anticorpi alti e problemi di salute.
Per disposizioni interne non può mettere piede in ufficio neppure per ritirare il materiale se non esibisce un Green pass, come tutti.
L'ultima volta ero in ufficio da solo, lei doveva solo fare consegne, ho dovuto riceverla in esterno, lei aveva paura di entrare e io non sono delegato al controllo.
Lei fa un tampone solo la settimana, quando è il giorno di presenza, non per il ritiro di un minuto, anche perché si trova difficilmente posto e bisogna prenotare parecchio prima. Noi ancora lavoriamo a casa per 4 gg la settimana.
Questa non è una vita normale.
Fino a prima del 15 lei entrava, faceva anche 4 chiacchiere mentre ritirava il materiale.
Non ha mai contagiato nessuno, neppure quando ebbe il Covid.
Che cosa è cambiato?
Ci sono pure più vaccinati in giro... Di cosa abbiamo paura?
Più che paura, visto che io di paure non ne vedo, è scarsa chiarezza e coerenza legislativa e quando c’è confusione ci si aggrappa alla religione, alle discriminazioni, alla cattiveria.
Ho anche io colleghi nella situazione della tua collega.
Da noi siamo rientrati tutti in presenza, senza distanziamento, l’AD fortemente contrario al lavoro agile ha chiuso questa nuova opportunità.
Io sono tra i delegati al controllo, mi è stato proposto e non avevo motivo per dire no.
Tranne in questi giorni che sono in ospedale lo svolgo regolarmente.
Io tutte ste lagnanze nel contesto in cui vivo non le riscontro.
Conduco esattamente la stessa vita ante covid, probabilmente perché non facevo vita mondana nemmeno prima. La mascherina non mi da fastidio, anzi la trovo pure confortevole. Boh, io non comprendo tutte ste lamentele.
 

feather

Utente tardo
Per chi se ne intende, Moderna ha completato i trial per i bambini dai 6 ai 12 anni
Qui i risultati
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ho perfettamente capito come la intendi tu :)
Ed è chiaro che, ad intendere il vaccino come un "privilegio", tu dia per escluso, ovviamente, che ci saranno, per il futuro (altrimenti la politica è miope, come la vedo io :) ) significativi (ribadisco: significativi) effetti collaterali che si esternalizzeranno sulla popolazione. Vorrei avere le tue certezze in merito (ragionevoli certezze, intendo, di quelle proprio consapevoli che siamo tutti portati a crearci "autoinganni" atti a vivere meglio, e ben venga - lo dico seriamente - se c'è chi il vaccino lo vede come una soluzione atta al benessere proprio individuale, ancor prima che collettivo.... che il collettivo è un bel principio su cui si fonda, questo sì, la miglior democrazia, ma il rischio di lasciarla sulla carta è purtroppo assai concreto.... :) ).
Nulla quaestio, per chi come te si è vaccinato CONVINTO della convenienza del vaccino: arai le tue buonissime ragioni, e su quelle non discuto :)
Sul grassetto, una riflessione. Io - da addetta ai lavori, sia pure nel mio piccolo - vedo tante cose che non vanno. Vedo anche, da parte di alcuni (anche qui) un diffuso fastidio, quando si parla di repressione di certe libertà :)
E non mi riferisco alla semplificazione "discoteche vs coronavirus", più locali aperti per tutti, eccetera.
Mi riferisco al modo di pensare. E vedo (tra l'altro) l'adattamento (chiedendomi se sia positivo) verso forme di vita (a volte mera sopravvivenza), sicché solo a parlare di restrizioni, alcuni saltano su, dicendosene annoiati, o addirittura stanchi, schifati, scandalizzati, eccetera. Come se tutto si risolvesse in un "ubi maior, minor cessat" ;) Ecco, da un pò addetta ai lavori non posso fare a meno di pensare che quel "minor" (e di qui si potrebbe persino tirare un parallelo con la tutela delle minoranze, in questo caso viste come una sorta di nemico, o di pericolo :) ), quel minor dicevo, tanto "minor" non è, o non dovrebbe essere ;)
Ma lo specchio di quel che è in atto è proprio quel fastidio, quel non volerne parlare: è stato compresso il diritto al lavoro, le tutele alla persona. Oh! :) Non cazzabubbole! :) E in risposta, molti preferiscono vedere chi almeno lo ricorda, come poveri agnelli sacrificali che si lamentano. Non è così, o non è solo così :) Ma ricordo a tutti che la forma mentis, l'abitudine a tutto (perché a tutto ci si abitua) è proprio il motore, di quella che è una civiltà.
Per cui, a considerare "normale" immolare qualsiasi cosa, a non volerne nemmeno parlare, a provar "noia" (nel senso lato del termine: doloroso, fastidioso) affrontare certe tematiche, ad applaudire certi comportamenti.... beh, il passo a finire molto in basso (tipo alla Cina) è assai più breve di quanto si immagini. Questo a me ha insegnato la Storia. A trovar soluzioni guardando "indietro", occorre far molta attenzione. Perché poi, ripeto, una volta che una società accetta di buon grado la compressione di diritti fino ad allora inviolabili, rischi non ne mancano.

Per il resto, a me va bene tutto, rispetto perfettamente l'idea di chi non vede l'ora di fare la terza, la quarta, la quinta dose, persino chi se le vorrebbe tracannare a cena (magari al posto della mia birra calda! 😂 ) e dico: ok :)!
Li invidio pure, per certi lati, e credo che sarebbe anche bello riuscirmi a vivere questo vaccino come una sorta di "liberazione" :)

Il fastidio (che investe TUTTI eh, da una parte e dall'altra, a prescindere da come la pensino) comunque è molto indicativo, e per nulla casuale: ne ho provato anch'io, per altre cose ma l'ho provato, e ne so l'origine ;)

Ringrazio ancora il cielo di trovarmi in una parte del mondo dove se ne può almeno ancora parlare liberamente, ché in Cina mi avrebbero già indubbiamente tagliato la testa.... :)

Ma perché pensi di me che io abbia tutte queste certezze? Guarda che io sono una persona normalissima come tutti, con tutte le incertezze di tutti sul futuro.

Non sono indovino.

La certezza mia è sul presente, che OGGI non ci sono strade migliori per attraversare la pandemia che vaccinarsi.

Ma vale per me.

Come per un altro vale il fatto che la soluzione migliore è non vaccinarsi e andare in piazza senza mascherine a gridare libertà, perché tanto al massimo viene un raffreddore.

Ognuno vede e sceglie la strada migliore per se, e il discorso vaccino si vaccino no, per me è ormai superato.

Però (e ripeto) mi diverte e mi divertirà vedere come, uno dietro l’altro, un bel po’ di paesi “liberali” dovranno ritornare sulle loro decisioni e andare a dire ai loro “fortunati e liberi cittadini” che non ci hanno capito una sega per la terza volta di fila, e che ora sono costretti (poverini) a “sollecitare” la vaccinazione perché “oh.. finché si scherza va bene, ma ora qui la situazione è grave oh..”

e mi fa piacere che in Italia, il mio paese , ci sia stato CORAGGIO per decidere PRIMA e non quando hai la merda alla gola (dopo si che è facile.. embè.. ho la merda alla gola, ragazzi.. bisogna chiudere eh.. bisogna vaccinarsi eh.. qui la merda sale).

Mi fa piacere e mi diverte.. non ci posso far nulla, sarò scemo.. sarò stronzo.. boh

A te ti diverte vedere uno che fa scelte completamente sbagliate in nome di un diritto o un ideale, e dopo si arrabatta nella merda? A me si.

E’ un concetto di divertimento spiegato molto bene in questa scena

 

danny

Utente di lunga data
Più che paura, visto che io di paure non ne vedo, è scarsa chiarezza e coerenza legislativa e quando c’è confusione ci si aggrappa alla religione, alle discriminazioni, alla cattiveria.
Ho anche io colleghi nella situazione della tua collega.
Da noi siamo rientrati tutti in presenza, senza distanziamento, l’AD fortemente contrario al lavoro agile ha chiuso questa nuova opportunità.
Io sono tra i delegati al controllo, mi è stato proposto e non avevo motivo per dire no.
Tranne in questi giorni che sono in ospedale lo svolgo regolarmente.
Io tutte ste lagnanze nel contesto in cui vivo non le riscontro.
Conduco esattamente la stessa vita ante covid, probabilmente perché non facevo vita mondana nemmeno prima. La mascherina non mi da fastidio, anzi la trovo pure confortevole. Boh, io non comprendo tutte ste lamentele.
Guarda, per me la mia collega dovrebbe poter condividere gli spazi con me esattamente come faceva, se capitava, prima del 15 ottobre, senza necessità di controllo alcuno, come prima del Gp.
Non me ne frega niente. Se vuole usare la mascherina bene, altrimenti basta la distanza tra le scrivanie.
L'unica accortezza è che in presenza di sintomi una persona se ne stia a casa.
Questa per me sarebbe la normalità.
Tornare a vedersi e lavorare proprio come prima.
Senza sospetti, ansie, discriminazioni, polemiche etc.
Non è possibile ovunque, questo è il problema e le polemiche sono diffuse, purtroppo.
Da mia moglie se ne fregano. Hanno un viavai di corrieri che non possono permettersi di perdere tempo a controllare tutti.
Da noi che passano quattro gatti sono fiscali.
Questa alla fine non è ancora la normalità.
Noi dobbiamo tendere verso un ritorno ai comportamenti precovid, questo è l'obiettivo, non invischiarci lungamente in pasticci burocratici.
Ora che siamo vaccinati per la quasi totalità, sarebbe il caso, almeno al nord, di pensare a togliere vincoli al lavoro e dare un termine ad essi.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Sì Foglia, mi annoia, perché è l'ennesima lamentela.
Le persone di cui parlo non navigano nell'oro, non hanno lavori in cui è facile barcamenarsi in questa situazione e hanno figli, anche piccoli. Però, convinti delle loro idee, le portano avanti.
Personalmente non condivido la loro visione e penso si stiano complicando la vita inutilmente, ma le trovo sicuramente più coerenti.
Per carità, continua pure a lamentarti se ti fa stare meglio, se mi annoio è un problema mio, solo che essendomi ormai espressa trovavo sensato argomentarlo.
Lo capisco, il grassetto, mica no :)

Parlando di coerenza, ti rispondevo in punto "coerenza", e vedo che alla fine siamo tutti uguali, nel senso che si guarda tutti al nostro "orticello" :)

Poi, portavo un altro tipo di discorso, sul significato di una politica lungimirante, sulla compressione di diritti e libertà (quelle sul lavoro nemmeno mi riguardano da vicino, a voler ben guardare, vivendo da sempre in una sorta di precarietà legalizzata, non di meno certi discorsi legati alla tutela del lavoro, sarà per deformazione "professionale" non mi annoiano :) ). Ma comunque il discorso va ben oltre i lavoratori "sospesi". Dicevo che va in una specifica "forma mentis", che nella storia talvolta ha condotto a casini di non lieve entità ;)
Poi certamente, nella domanda di chi ci controlla il greenpass, possiamo vedere una persona scrupolosa e attenta, e fermarci lì. Chi lo fa notare, si lamenta, e vieppiù non ha titolo poiché vaccinato (sottolineando per scelta, come fa il nostro Governo nei fatti).

Anche queste son scelte :), però inevitabile (per me) vederci l'accettazione di un modus operandi che definire dittatoriale è già poco. Potrei fare un discorso più ampio sul diritto, sulla costituzione, su quelli che devono essere i criteri verso cui ci si dovrebbe improntare, prima di procedere a "segare" un diritto e basta. Dispiace soltanto (ma non mi aspettavo diversamente) che tutti questi aspetti ad andar bene non siano nemmeno visti, e nella peggiore delle ipotesi vengano catalogati nelle "lamentele", noiose, o persino disturbanti. Nulla di diverso da quanto avviene in Cina: per far sì (e la storia più vicina lo insegna anche a noi) che qualsivoglia decisione, indirizzo, compressione (di minoranze o di diritti di tutti, non importa) abbia successo, occorre che la massa sia disposta a credervi. Speriamo si saper dare il giusto contesto a un periodo, ma in punto non sono ottimista: andare avanti è frutto di lotte, contestazioni, scontri, e di un progredire. Quando si cambia in peggio, con l'avallo dei più, poi è altresì facile che qualcuno approfitti perché le cose non tornino mai più come prima.
Mi rallegro soltanto (di questo sì) che ancora questa sorta di censura che (credo inconsciamente) in tanti applicano, non diventi in forma, per così dire, istituzionalizzata :) Altrimenti hai voglia quanti controlli possono venir delegati al primo che passa per la strada, sotto minaccia di "sanzioni" ;)
Ma mi fermo qui :)
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Guarda, per me la mia collega dovrebbe poter condividere gli spazi con me esattamente come faceva, se capitava, prima del 15 ottobre, senza necessità di controllo alcuno, come prima del Gp.
Non me ne frega niente. Se vuole usare la mascherina bene, altrimenti basta la distanza tra le scrivanie.
L'unica accortezza è che in presenza di sintomi una persona se ne stia a casa.
Questa per me sarebbe la normalità.
Tornare a vedersi e lavorare proprio come prima.
Senza sospetti, ansie, discriminazioni, polemiche etc.
Non è possibile ovunque, questo è il problema e le polemiche sono diffuse, purtroppo.
Da mia moglie se ne fregano. Hanno un viavai di corrieri che non possono permettersi di perdere tempo a controllare tutti.
Da noi che passano quattro gatti sono fiscali.
Questa alla fine non è ancora la normalità.
Noi dobbiamo tendere verso un ritorno ai comportamenti precovid, questo è l'obiettivo, non invischiarci lungamente in pasticci burocratici.
Ora che siamo vaccinati per la quasi totalità, sarebbe il caso, almeno al nord, di pensare a togliere vincoli al lavoro e dare un termine ad essi.
Oh, io l’ultima che ho visto del forum lho baciata subito….😂😂😂😂

Scheeerzo neh….…😂😂😂
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ma perché pensi di me che io abbia tutte queste certezze? Guarda che io sono una persona normalissima come tutti, con tutte le incertezze di tutti sul futuro.

Non sono indovino.

La certezza mia è sul presente, che OGGI non ci sono strade migliori per attraversare la pandemia che vaccinarsi.

Ma vale per me.

Come per un altro vale il fatto che la soluzione migliore è non vaccinarsi e andare in piazza senza mascherine a gridare libertà, perché tanto al massimo viene un raffreddore.

Ognuno vede e sceglie la strada migliore per se, e il discorso vaccino si vaccino no, per me è ormai superato.

Però (e ripeto) mi diverte e mi divertirà vedere come, uno dietro l’altro, un bel po’ di paesi “liberali” dovranno ritornare sulle loro decisioni e andare a dire ai loro “fortunati e liberi cittadini” che non ci hanno capito una sega per la terza volta di fila, e che ora sono costretti (poverini) a “sollecitare” la vaccinazione perché “oh.. finché si scherza va bene, ma ora qui la situazione è grave oh..”

e mi fa piacere che in Italia, il mio paese , ci sia stato CORAGGIO per decidere PRIMA e non quando hai la merda alla gola (dopo si che è facile.. embè.. ho la merda alla gola, ragazzi.. bisogna chiudere eh.. bisogna vaccinarsi eh.. qui la merda sale).

Mi fa piacere e mi diverte.. non ci posso far nulla, sarò scemo.. sarò stronzo.. boh

A te ti diverte vedere uno che fa scelte completamente sbagliate in nome di un diritto o un ideale, e dopo si arrabatta nella merda? A me si.

E’ un concetto di divertimento spiegato molto bene in questa scena

No. Generalmente mi è indifferente. Se quel qualcuno mi chiede consiglio, o è un amico, provo a fargli capire quale è il confine tra "un principio" e ciò a cui andrebbe incontro nella realtà. Questo da sempre. Però parlo di chi vorrebbe portare un problema concreto nell'iperuranio, dei principi, non so se mi spiego. Di chi dice "lo faccio più che altro per principio", senza riconoscere che dietro al dichiarato principio ci sono ben altre questioni (dai soldi al proprio orgoglio, ma molto spesso i soldi). Ecco: io diffido di chi invoca principi a caso, quando del principio non gliene fotte una beata mazza (e torniamo sempre lì: al proprio orticello! :) ).

Ma non ci godo (a meno che mi stia antipatico, allora magari un pò anche sì) se lo vedo affondare nella merda. Semplicemente so che alle volte le guerre di principi sono inutili, e che poi i conti li si fa con la realtà. So che ciascuno nelle scelte guarda alla propria realtà, e alla propria convenienza, e non credo certo a chi dice "mi vaccino perché sono un eroe", come pure mi è stato detto da uno lasciandolo a intendere, perché, bravo lui, lo faceva per gli altri (intesi non come affetti, ma per chiunque), sprezzante del rischio del vaccino, che pure ammetteva :)

So che ho fatto il vaccino non certo convinta a vaccinarmi, ma fortemente indotta fino al punto da non poterlo evitare. So che senza costrizioni non lo avrei fatto.

E se altri Stati faranno uguale francamente mi dispiacerà, non perché poveretti gli altri, ma perché non resterà nessuno, intorno a noi, a darci una sveglia e a dirci che siamo tornati indietro di 50 anni minimo.
Riconosco che mano a mano che i diritti verranno compressi, dentro o fuori dall'Italia (sto pensando all'Europa, più che altro) maggiore sarà il rischio che quella merda ci rimanga addosso. Sarà il minore dei mali?
Pure io non sono indovina e non lo so, spero che questo arretramento non ci porti troppo "indietro", ma ovviamente non ho certezze circa le conseguenze, nè di questo aspetto, nè degli effetti di questo vaccino. Anche se il modo di affrontarli la dirà anch'esso gran lunga di dove saremo.

Io in tutto ciò vedo merda. Anche solo in via potenziale, per carità: speriamolo tutti! Che oggi il greenpass, domani la compressione per il sailcazzo, tanto.... ci siamo abituati.

E non sono abituata a chiamare cioccolata quella che è merda :)
 

patroclo

Utente di lunga data
No. Generalmente mi è indifferente. Se quel qualcuno mi chiede consiglio, o è un amico, provo a fargli capire quale è il confine tra "un principio" e ciò a cui andrebbe incontro nella realtà. Questo da sempre. Però parlo di chi vorrebbe portare un problema concreto nell'iperuranio, dei principi, non so se mi spiego. Di chi dice "lo faccio più che altro per principio", senza riconoscere che dietro al dichiarato principio ci sono ben altre questioni (dai soldi al proprio orgoglio, ma molto spesso i soldi). Ecco: io diffido di chi invoca principi a caso, quando del principio non gliene fotte una beata mazza (e torniamo sempre lì: al proprio orticello! :) ).

Ma non ci godo (a meno che mi stia antipatico, allora magari un pò anche sì) se lo vedo affondare nella merda. Semplicemente so che alle volte le guerre di principi sono inutili, e che poi i conti li si fa con la realtà. So che ciascuno nelle scelte guarda alla propria realtà, e alla propria convenienza, e non credo certo a chi dice "mi vaccino perché sono un eroe", come pure mi è stato detto da uno lasciandolo a intendere, perché, bravo lui, lo faceva per gli altri (intesi non come affetti, ma per chiunque), sprezzante del rischio del vaccino, che pure ammetteva :)

So che ho fatto il vaccino non certo convinta a vaccinarmi, ma fortemente indotta fino al punto da non poterlo evitare. So che senza costrizioni non lo avrei fatto.

E se altri Stati faranno uguale francamente mi dispiacerà, non perché poveretti gli altri, ma perché non resterà nessuno, intorno a noi, a darci una sveglia e a dirci che siamo tornati indietro di 50 anni minimo.
Riconosco che mano a mano che i diritti verranno compressi, dentro o fuori dall'Italia (sto pensando all'Europa, più che altro) maggiore sarà il rischio che quella merda ci rimanga addosso. Sarà il minore dei mali?
Pure io non sono indovina e non lo so, spero che questo arretramento non ci porti troppo "indietro", ma ovviamente non ho certezze circa le conseguenze, nè di questo aspetto, nè degli effetti di questo vaccino. Anche se il modo di affrontarli la dirà anch'esso gran lunga di dove saremo.

Io in tutto ciò vedo merda. Anche solo in via potenziale, per carità: speriamolo tutti! Che oggi il greenpass, domani la compressione per il sailcazzo, tanto.... ci siamo abituati.

E non sono abituata a chiamare cioccolata quella che è merda :)
ma io non capisco... ma pensi veramente che questa situazione sia finalizzata alla restrizione perpetua di diritti acquisiti?
 
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