Anni fa, quando ancora non avevo un lavoro a tempo pieno, avevo trovato lavoro all'interno di una associazione nazionale. Gli orari conciliavano perfettamente con l'altro lavoro e la piccolina. Non avevo nemmeno colleghi. Era perfetto.
Un giorno mi dirigo dal presidente per fargli firmare dei documenti, la porta è socchiusa, capisco che è al telefono e aspetto. Sento lui che parla di me, della nuova. Vi evito la dolce descrizione

Fatto sta che, lo stesso giorno, arrivano dei soci. Mi convoca nel suo ufficio e mi dice che presto mi avrebbe portata in trasferta per la prima volta. Mi dice che, come era abitudine, avrei dovuto dividere la stanza con qualche socio, aggiungendo che si aspettava che io fossi molto gentile con loro. Ovviamente la mia gentilezza sarebbe stata abbondantemente ripagata.
Ho preso le mie cose e me ne sono andata.