Brunetta
Utente di lunga data
Ho visto un paio di interviste. Non mi piace. La giornalista è odiosa. Non le direi nemmeno se ho mai mangiato gli spaghetti.Hai visto ilprogramma "belve" per caso?
Ho visto un paio di interviste. Non mi piace. La giornalista è odiosa. Non le direi nemmeno se ho mai mangiato gli spaghetti.Hai visto ilprogramma "belve" per caso?
Da lei sono uscite confessioni inenarrabili. Mi riaggancio a quello che hai scritto sulla scomparsa del pudore...Ho visto un paio di interviste. Non mi piace. La giornalista è odiosa. Non le direi nemmeno se ho mai mangiato gli spaghetti.
Ovviamente non ho provato disforia di genere. Ma da bambina volevo essere UN cowboy oppure UN agente dell’FBI oppure UN indiano. Da bambini si desiderano cose diverse da ciò che si desidera da adulti.Tu hai mai provato disforia di genere? Sai come ci si sente?
Schifo per cosa?
Condivido pienamente la posizione sulla disforia di genere infantile. Non è pensabile e etico assecondarla. Sarebbe più che giusto consultare uno specialista e capire, negli anni, se andrà a passare da sola, come succede nella maggioranza dei casi, o se non passerà. Ma in quel caso sarà l'adulto che prima era bambino a decidere.
Non sono d'accordo sul transessualismo definito come moda. Ci sarà qualche idiota ma di solito c'è grande sofferenza nell'essere nati nel corpo sbagliato.
Credo che non sia merito suo. Ci sono persone che non vedono l’ora di denudarsi.Da lei sono uscite confessioni inenarrabili. Mi riaggancio a quello che hai scritto sulla scomparsa del pudore...
Io l'ho provata da bambina e soffrivo tantissimo perché avevo intorno persone in buona fede, ma superficiali, che non capivano un cazzo. Mi obbligavano a mettere vestitini, a giocare con alcuni giochi e con altri no, mi umiliavano facendo confronti sulla femminilità con altre bambine.Ovviamente non ho provato disforia di genere. Ma da bambina volevo essere UN cowboy oppure UN agente dell’FBI oppure UN indiano. Da bambini si desiderano cose diverse da ciò che si desidera da adulti.
Ma probabilmente non l’hai provata nemmeno tu.
Io non ho messo in dubbio un sentire, ho messo in dubbio che sia etico assecondare un sentire da parte di altri utilizzando farmaci o intervenendo chirurgicamente.
Non bisogna confondere domande e riflessioni con affermazioni.
A me colpisce lo sdoganamento progressivo ed inarrestabile di qualsiasi cosa, tutto diventa buono per tutti, nello spettacolo poi, basta che faccia audience.Credo che non sia merito suo. Ci sono persone che non vedono l’ora di denudarsi.
Non l’ho scritto io. Ho riportato riflessioni di un filosofo.
Io cerco di riflettere con gli altri. Non sono in grado di elaborare una filosofia.
Se ho scritto che volevo (uso volutamente l'indicativo imperfetto, come i bambini) essere un indiano significa che una forma di ribellione infantile agli stereotipi femminili l’ho vissuta. Poi io avevo intorno persone intelligenti (o forse erano solo altri tempi) e non mi hanno mai rotto le scatole perché volevo di regalo il mitra e le costruzioni. A dir la verità i vestitini mi piacevano e contestualmente a UN indiano, da grande volevo anche essere un’attrice magrissima. Ma mangiavo come un drago.Io l'ho provata da bambina e soffrivo tantissimo perché avevo intorno persone in buona fede, ma superficiali, che non capivano un cazzo. Mi obbligavano a mettere vestitini, a giocare con alcuni giochi e con altri no, mi umiliavano facendo confronti sulla femminilità con altre bambine.
Un conto è essere giustamente contro la chirurgia e i trattamenti ormonali per i bambini, un conto è trattare i bambini, o peggio gli adulti, che hanno questa cosa, come capricciosi.
Se ti poni il dubbio se sia etico assecondare un sentire di un adulto, di fatto lo sminuisci.
Purtroppo si.Quindi siamo convinti che va così e che l’etica è secondaria al business?
Io non credo che ci sia difficoltà a confrontarsi. Penso che si rifiuti qualsiasi assunzione di responsabilità. Dire “ognuno è libero” significa “chi se ne frega degli altri?! Basta che non tirino in mezzo me.”Purtroppo si.
Come popolo si potrebbe fare molto, anche su tematiche ben più importanti, ma se non ci si riesce a mettere in accordo neppure in quattro gatti su una puttanata figurati il resto...
E’ la fidanza di mentanaHo visto un paio di interviste. Non mi piace. La giornalista è odiosa. Non le direi nemmeno se ho mai mangiato gli spaghetti.
La tua domanda ha comunque un pregiudizio di fondo. Che non dubito sia giusto, in alcuni casi. Ma in altri proprio no.Se ho scritto che volevo (uso volutamente l'indicativo imperfetto, come i bambini) essere un indiano significa che una forma di ribellione infantile agli stereotipi femminili l’ho vissuta. Poi io avevo intorno persone intelligenti (o forse erano solo altri tempi) e non mi hanno mai rotto le scatole perché volevo di regalo il mitra e le costruzioni. A dir la verità i vestitini mi piacevano e contestualmente a UN indiano, da grande volevo anche essere un’attrice magrissima. Ma mangiavo come un drago.
I bambini vanno lasciati esplorare le varie identità adulte perché è così che si formano e costruiscono l’empatia. Quello che costituisce poi la narrazione adulta è un’altra cosa. Non esiste cantante che non ricordi di aver giocato con la spazzola fingendo che fosse un microfono, però l’ho fatto anch’io e non sono cantante. È proprio degli essere umani costruire una biografia coerente con l’identità adulta.
Ma io mi domandavo un’altra cosa e mi pare di averlo detto.
Lo so.E’ la fidanza di mentana
Si accompagna sempre a donne che lo azzerbinano
Non ho il pregiudizio.La tua domanda ha comunque un pregiudizio di fondo. Che non dubito sia giusto, in alcuni casi. Ma in altri proprio no.
Comunque giocare con gli indiani non è tanto paragonabile a percepirti del genere diverso e rifiutare la tua femminilità![]()
Lui e’ simpatico.Lo so.
Ma non so chi sia più antipatico dei due. La relazione tra loro non mi interessa.
In questa tematica specifica, non mi sento particolarmente coinvolta.Io non credo che ci sia difficoltà a confrontarsi. Penso che si rifiuti qualsiasi assunzione di responsabilità. Dire “ognuno è libero” significa “chi se ne frega degli altri?! Basta che non tirino in mezzo me.”
Ma cosa vuol dire rifiutare la tua femminilità?La tua domanda ha comunque un pregiudizio di fondo. Che non dubito sia giusto, in alcuni casi. Ma in altri proprio no.
Comunque giocare con gli indiani non è tanto paragonabile a percepirti del genere diverso e rifiutare la tua femminilità![]()
Chi lo stabilisce se è un desiderio o una necessità?Non ho il pregiudizio.
Ho il giudizio che non credo che ogni desiderio debba essere assecondato.
Mi sono sentita un maschio fino ai 12 anni.Ma cosa vuol dire rifiutare la tua femminilità?
Ma che c'entrapoi invece del belino ti è spuntato il cervello. meglio così