Evitiamo slogan, per favore.

perplesso

Administrator
Staff Forum
Certo, ma appartieni anche ad una generazione a cui si poteva tirare una sganassone senza che arrivassero i Marines. perchè appunto erano pippe mentali di una ragazzina complicata, come possono essere in tante a quell'età, ma che non può proprio per l'età rendersi conto di cosa vuol dire l'identità e con calma e tempo si arriva a capire.

non che si corre a portare una dodicenne da una banda di criminali ad imbottirla di medicinali oncologici per poi mutilarla e renderla sterile a vita
 

Brunetta

Utente di lunga data
In questa tematica specifica, non mi sento particolarmente coinvolta.
E nello specifico non so esattamente come funzionino certi "movimenti", mi viene più da pensare ai giovani.

Si parla di TikTok, adesso bisogna attaccare TikTok e guarda cosa ti trasmettono per tv :ROFLMAO:
Ma non credo sia tanto distante per altri social, e sotto questo aspetto è interessante.
Anche io da piccola amavo i nativi americani, ma non per forma di ribellione, come in alcune cose sarei potuta genericamente rientrare nel maschiaccio. Se in un periodo di turbamenti mi avessero messo il dubbio di provare attrazione per le donne, non credo mi avrebbe fatto bene.

Se lasci spazio, le persone pensano a se, al proprio guadagno.
Ti faccio un esempio di una zona di pregio naturalistico, ovviamente io, e qualcuno altro riconosce non solo il pregio, ma il valore naturalistico.
Ho assistito ad una riunione dove altri si esprimevano rispetto a quella zona.
Chi ha figli diceva che voleva il tragitto per i passeggini (il tragitto esiste, un sentiero, ma loro vogliano proprio che venga asfaltato, o un percorso coperto di legno).
Chi fa sport o si occupa di sport, diceva che voleva uno spazio per X sport.
Poi uno che ha un bar, ha detto che ci vorrebbe un bar.
Un altro, ha chiesto che si facesse un parcheggio, perchè ha problemi alle gambe, e quindi gli andrebbe comodo potervi parcheggiare vicino.
E potrei continuare.
La cosa drammatica è che è ho sentito accogliere ogni richiesta, che purtroppo cancella quella a cui sarei più aderente io, e su cui non esiste discussione perchè per moltissimi altri non esiste il valore naturalistico.
“Chi se ne frega di tutto. Basta che sia comodo per me!” In sintesi 😡

Chi lo stabilisce se è un desiderio o una necessità?

Mi sono sentita un maschio fino ai 12 anni.
Odiavo vestitini e gonne, portavo i capelli corti, e se non me li tagliava lei, ci pensavo io da sola, anche male e prendendo dopo gli schiaffi di mia madre. Ero felice quando mi scambiavano per un bambino, con grande sgomento di mia mamma.
Al mare rifiutavo di mettere il costume a due pezzi e avevo il terrore che un giorno mi crescesse il seno. Avrei fatto di tutto per non farmelo crescere. Pisciavo in piedi a cavalcioni della tazza. Volevo avere il pisello.
Però poco tempo fa hai detto che la tua famiglia è molto aperta e non ha battuto ciglio per la rivelazione della tua omosessualità.

Certo, ma appartieni anche ad una generazione a cui si poteva tirare una sganassone senza che arrivassero i Marines. perchè appunto erano pippe mentali di una ragazzina complicata, come possono essere in tante a quell'età, ma che non può proprio per l'età rendersi conto di cosa vuol dire l'identità e con calma e tempo si arriva a capire.

non che si corre a portare una dodicenne da una banda di criminali ad imbottirla di medicinali oncologici per poi mutilarla e renderla sterile a vita
No. Già era un problema.
 

perplesso

Administrator
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lo sganassone? ma proprio no. magari a casa tua. nel mondo reale a nessuno sarebbe mai venuto in mente di dire A
 

perplesso

Administrator
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Però poco tempo fa hai detto che la tua famiglia è molto aperta e non ha battuto ciglio per la rivelazione della tua omosessualità.
c'è una leggerissima differenza tra accettare l'orientamento sessuale di una figlia e la mutilazione e sterilizzazione del suo corpo
 

spleen

utente ?
Guarda un po’ oggi sul Corriere. https://www.corriere.it/sette/cultu...ta-6b177c74-c8a2-11ed-85b6-6207f76c958d.shtml

“Gros ha scritto un bellissimo saggio, appena tradotto per Nottetempo da Raffaele Alberto Ventura, che si intitola La vergogna è un sentimento rivoluzionario.
È un libro di filosofia punteggiato di esempi letterari. Cita, fra gli altri, Boule de Suif di Maupassant: storia del ricatto a cui una prostituta, in fuga con altri profughi da Rouen assediata durante la guerra franco-prussiana, cede per salvare i suoi compagni di viaggio. I quali per tutta risposta raddoppiano il disprezzo nei suoi confronti. Un racconto perfetto, che fa fremere in chi lo legge le corde della vergogna: per Boule de Suif umiliata, per i suoi gretti compagni.
La letteratura può aiutarci a comprendere cos’è la vergogna?
«Decisamente. La filosofia è affascinata dal senso di colpa, che pone al centro della riflessione il problema della responsabilità del male; la vergogna invece costringe a concentrarsi sul peso dello sguardo altrui. La letteratura è molto più attenta a questo aspetto: perché è concreto, e ce lo può mostrare. Io credo che sulla nostra vita l’influsso della vergogna sia molto più forte di quello della colpa. E infatti la vergogna è un affetto (usa la parola nel senso spinoziano, a indicare uno stato d’animo che offre accesso a un percorso di conoscenza, ndr ) vastissimo, con una sua dimensione morale, antropologica, politica. Se li esaminiamo con lucidità, i momenti in cui il senso di colpa ci governa sono legati a precise infrazioni. Magari abbiamo mentito, o non siamo stati leali: si tratta di episodi. La vergogna, invece, ci insegue ogni giorno, dal momento in cui ci alziamo e ci chiediamo come ci vestiremo, cioè come appariremo. Questa pressione esercitata dallo sguardo degli altri, anche se riguarda tutti, rimane più forte sulle donne, come dimostra bene Boule de suif: la sessualità femminile è stata a lungo considerata qualcosa che non aveva il diritto di esistere in autonomia, sottoposta a un controllo maschile che ha fatto leva proprio sull’idea del pudore».”
Infatti, oggi la gente si suicida per la vergogna.... di don essere riuscita a laurearsi, facendo magari credere alla famiglia di aver brillantemente superato gli esami. Riuscire, avere successo, diventa la cosa più importante di tutto.
Comunque per avere una idea dello sdoganamento del disagio e della mediocrità senza vergogna basta guardare dieci minuti il grande porcello vips.
 

Brunetta

Utente di lunga data
c'è una leggerissima differenza tra accettare l'orientamento sessuale di una figlia e la mutilazione e sterilizzazione del suo corpo
Io conosco la differenza. Ma Toy non è stata chiara. Visto quello che ha raccontato per spiegare la disforia, come se lei l’avesse vissuta.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Infatti, oggi la gente si suicida per la vergogna.... di don essere riuscita a laurearsi, facendo magari credere alla famiglia di aver brillantemente superato gli esami. Riuscire, avere successo, diventa la cosa più importante di tutto.
Comunque per avere una idea dello sdoganamento del disagio e della mediocrità senza vergogna basta guardare dieci minuti il grande porcello vips.
Il suicidio è una tragedia di cui non oso parlare e le motivazioni restano misteriose. Chi resta cerca di trovare una motivazione.
Casi saliti all’onore delle cronache li ho sempre sentiti.
Del resto conosciamo Werther e Ortis.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Però poco tempo fa hai detto che la tua famiglia è molto aperta e non ha battuto ciglio per la rivelazione della tua omosessualità.
Beh, ma all'epoca neanche si parlava di disforia di genere. Pensavano fossero capricci.
Erano aperti fino a un certo punto. Su ciò che conoscevano.
Poi non avevano la pazienza di capire cosa mi passasse per la testa.
Mi hanno portato da uno psicologo a fare terapia familiare solo quando hanno visto che gli rompevo troppo i coglioni, perché il piccolo trofeo doveva stare zitta e buona.
Io conosco la differenza. Ma Toy non è stata chiara. Visto quello che ha raccontato per spiegare la disforia, come se lei l’avesse vissuta.
Certo che l'ho vissuta. Perché sostieni il contrario?
Un altro mito contemporaneo è quello che per avere opinione accettabile su qualcosa sia necessario averla vissuta.
Ah per carità.
Giustamente un uomo potrebbe avere un'eccelsa conoscenza e sensazione dell'orgasmo femminile, anche senza avere una figa 😅😅
 
Ultima modifica da un moderatore:

Marjanna

Utente di lunga data
Mi sono sentita un maschio fino ai 12 anni.
Odiavo vestitini e gonne, portavo i capelli corti, e se non me li tagliava lei, ci pensavo io da sola, anche male e prendendo dopo gli schiaffi di mia madre. Ero felice quando mi scambiavano per un bambino, con grande sgomento di mia mamma.
Al mare rifiutavo di mettere il costume a due pezzi e avevo il terrore che un giorno mi crescesse il seno. Avrei fatto di tutto per non farmelo crescere. Pisciavo in piedi a cavalcioni della tazza. Volevo avere il pisello.
Ok, ma questo determina in qualche modo essere lesbica (o come nel tuo caso, bisex) o provare attrazione per persone del proprio stesso sesso?
A me non pare un caso che scrivi 12 anni, l’età in cui in genere ci vengono le mestruazioni o iniziamo a sviluppare il seno. Non è che ogni donna vive questo stile filmetti americani, tutta eccitata all’idea di indossare il primo reggiseno. La mamma di una mia amichetta, aveva confidato a mia madre che le era venuto il ciclo, di "nascosto", perchè la figlia le aveva tassativamente vietato di dirlo in giro. Un’altra, sempre per confidenze riportate tra mamme, si vergognava perchè molto pelosa. Quando si arriva a quell’età in cui si vede il proprio corpo cambiare, è un bel stravolgimento, vuol anche dire entrare a tutti gli effetti nel mondo delle donne, ed è da capire cosa rappresenti per una bambina quel mondo, spesso visione data dal mondo più vicino, a partire dalla madre alle varie figure che si hanno più vicine come donne. Se queste figure vengono interpretate come una repressione, viene voglia di avere il pisello.
 
Ultima modifica:

ToyGirl

Utente di lunga data
E questo mi vieta di avere una opinione in proposito? Ma che cazzo dici.
Tu puoi avere l'opinione che vuoi, siamo in democrazia. Ma se pensi di conoscere la sensazione dell'orgasmo femminile meglio di chi ha una figa, sei solo un coglione ridicolo.
Ok, ma questo determina in qualche modo essere lesbica (o come nel tuo caso, bisex) o provare attrazione per persone del proprio stesso sesso?
Io non sono bisessuale, sono lesbica.
So che molte persone che sperimentano disforia con il loro genere, più in là si scoprono omo o bisessuali.
A me non pare un caso che scrivi 12 anni, l’età in cui in genere ci vengono le mestruazioni o iniziamo a sviluppare il seno. Non è che ogni donna vive questo stile filmetti americani, tutta eccitata all’idea di indossare il primo reggiseno. La mamma di una mia amichetta, aveva confidato a mia madre che le era venuto il ciclo, di "nascosto", perchè la figlia le aveva tassativamente vietato di dirlo in giro.
Io ero a disagio con tutto ciò che riguardava la femminilità, mestruazioni comprese, e soprattutto con il mio corpo che si stava sviluppando. Per fortuna mi è passata. Era angosciante.
 

Marjanna

Utente di lunga data
“Chi se ne frega di tutto. Basta che sia comodo per me!” In sintesi 😡
Non la vedo come te, non è un fregarsene, è un non vedere, o un vedere con limitazione, e non per colpa.
Io potrei fregarmene dei bambini, non avendo figli, invece trovo opportuno che vi siano delle aree gioco pubbliche dove dei bambini possano giocare e relazionarsi tra loro, in un contesto considerato sicuro. Se dovessi sentire altre questioni tra mamme, in cui reputo di avere esperienza limitata, starei zitta, o potrei porre una riflessione, un pensiero, senza per forza voler imporre niente, ma come parte di dialogo.
Lo stesso per questo. Non posso dire esattamente cosa rappresenti la sofferenza di sentirsi in un corpo con un sesso che non si sente proprio, percui rispetto a quando posso dire, mi tengo un passo indietro.

Se guardo alla possibilità di operazioni, però non lo vedo come qualcosa che riguarda le persone, ma come un business.
Non gli frega niente della disforia di genere allo stesso modo a cui la maggiorparte delle persone che si è messa in bocca i bambini ucraini, non gli frega un beato cazzo di niente di quei bambini.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Un altro mito contemporaneo è quello che per avere opinione accettabile su qualcosa sia necessario averla vissuta.
Su questo concordo, certamente si può parlare di Giulio Cesare senza essere vissuti a quei tempi.
Inevitabile direi 😅 .
Però è vero che tra non esperti o studiosi capita che si credano titolati a esprimere pareri persone che non solo non hanno studiato l’argomento, ma neppure possono lontanamente immaginare ciò di cui si parla.

Non la vedo come te, non è un fregarsene, è un non vedere, o un vedere con limitazione, e non per colpa.
Io potrei fregarmene dei bambini, non avendo figli, invece trovo opportuno che vi siano delle aree gioco pubbliche dove dei bambini possano giocare e relazionarsi tra loro, in un contesto considerato sicuro. Se dovessi sentire altre questioni tra mamme, in cui reputo di avere esperienza limitata, starei zitta, o potrei porre una riflessione, un pensiero, senza per forza voler imporre niente, ma come parte di dialogo.
Lo stesso per questo. Non posso dire esattamente cosa rappresenti la sofferenza di sentirsi in un corpo con un sesso che non si sente proprio, percui rispetto a quando posso dire, mi tengo un passo indietro.

Se guardo alla possibilità di operazioni, però non lo vedo come qualcosa che riguarda le persone, ma come un business.
Non gli frega niente della disforia di genere allo stesso modo a cui la maggiorparte delle persone che si è messa in bocca i bambini ucraini, non gli frega un beato cazzo di niente di quei bambini.
Non mi riferivo a te.
Mi riferivo a chi simula di essere tollerante.
Perché tanto non li riguarda.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Non la vedo come te, non è un fregarsene, è un non vedere, o un vedere con limitazione, e non per colpa.
Io potrei fregarmene dei bambini, non avendo figli, invece trovo opportuno che vi siano delle aree gioco pubbliche dove dei bambini possano giocare e relazionarsi tra loro, in un contesto considerato sicuro. Se dovessi sentire altre questioni tra mamme, in cui reputo di avere esperienza limitata, starei zitta, o potrei porre una riflessione, un pensiero, senza per forza voler imporre niente, ma come parte di dialogo.
Lo stesso per questo. Non posso dire esattamente cosa rappresenti la sofferenza di sentirsi in un corpo con un sesso che non si sente proprio, percui rispetto a quando posso dire, mi tengo un passo indietro.

Se guardo alla possibilità di operazioni, però non lo vedo come qualcosa che riguarda le persone, ma come un business.
Non gli frega niente della disforia di genere allo stesso modo a cui la maggiorparte delle persone che si è messa in bocca i bambini ucraini, non gli frega un beato cazzo di niente di quei bambini.
Presente, a me frega un beato cazzo dei bambini e degli adulti ucraini. Nemmeno ne parlo a dire il vero. Sono invece assolutamente favorevole a che ognuno cambi di se stesso ciò che meglio crede, miei figli compresi. Non vi trovo nulla di etico o non etico.
L’etica è una roba che si tira fuori quando fa comodo e niente più.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Io non sono bisessuale, sono lesbica.
So che molte persone che sperimentano disforia con il loro genere, più in là si scoprono omo o bisessuali.

Io ero a disagio con tutto ciò che riguardava la femminilità, mestruazioni comprese, e soprattutto con il mio corpo che si stava sviluppando. Per fortuna mi è passata. Era angosciante.
Non ho seguito tutti i tuoi topic con attenzione. Mi pare che hai avuto molte relazioni con uomini, e solo recentemente hai una compagna donna.
Può essere il percorso sia diverso da persona a persona, ma le persone che ho conosciuto io omosessuali, max fine liceo lo avevano capito.

Guarda anche io per certi versi non ho vissuto serenamente l’essere donna nella fase di crescita, ma questo ti assicuro che non ha nulla a che vedere con il mio orientamento sessuale, è correlato al rapporto con mia madre (il mio approccio ai lavori domestici era di gioco, e funzionale, lei mi ripeteva che la donna doveva servire l’uomo, non ci vuole Einstein per capire che mi ribellavo, con l’esito di non fare più un cazzo), e alla mia voglia di sentirmi libera nel giocare (se giochi in mezzo a campi ed erba alta, stai sicura che è più pratico un pantaloncino corto e una scarpa da ginnastica, che un vestitino e delle ballerine).
Se in quella fase mi avessero parlato di cose a cui manco io pensavo (orientamento sessuale) mi avrebbero solo messo casini in testa.

Purtroppo temo vi siano donne che, in età matura, per delusioni amorose, diventino lesbiche.

Presente, a me frega un beato cazzo dei bambini e degli adulti ucraini. Nemmeno ne parlo a dire il vero. Sono invece assolutamente favorevole a che ognuno cambi di se stesso ciò che meglio crede, miei figli compresi. Non vi trovo nulla di etico o non etico.
L’etica è una roba che si tira fuori quando fa comodo e niente più.
Io no, se valutiamo ipotetici figli. Sospendo il giudizio, vado in libreria universitaria di medicina, e poi se ne riparla.
 

spleen

utente ?
Tu puoi avere l'opinione che vuoi, siamo in democrazia. Ma se pensi di conoscere la sensazione dell'orgasmo femminile meglio di chi ha una figa, sei solo un coglione ridicolo.
Infatti io, qualità di cretina analfabeta, ho scritto solo che ho la mia opinione in proposito.
 

spleen

utente ?
Su questo concordo, certamente si può parlare di Giulio Cesare senza essere vissuti a quei tempi.
Inevitabile direi 😅 .
Però è vero che tra non esperti o studiosi capita che si credano titolati a esprimere pareri persone che non solo non hanno studiato l’argomento, ma neppure possono lontanamente immaginare ciò di cui si parla.
Infatti, sono molteplici le cose che portano alla conoscenza di un fenomeno, di un problema, di una esperienza. Il vissuto, certo, ma non solo, lo studio, il confronto con le esperienze degli altri, l'intuizione, l'elaborazione.
Altrimenti nessuno sarebbe titolato a parlare di nulla se non del proprio vissuto, che detto per inciso, pure quello è parziale.
Qualsiasi forma di conoscenza è una esperienza di elaborazione che fonde queste cose.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Non ho seguito tutti i tuoi topic con attenzione. Mi pare che hai avuto molte relazioni con uomini, e solo recentemente hai una compagna donna.
Può essere il percorso sia diverso da persona a persona, ma le persone che ho conosciuto io omosessuali, max fine liceo lo avevano capito.

Guarda anche io per certi versi non ho vissuto serenamente l’essere donna nella fase di crescita, ma questo ti assicuro che non ha nulla a che vedere con il mio orientamento sessuale, è correlato al rapporto con mia madre (il mio approccio ai lavori domestici era di gioco, e funzionale, lei mi ripeteva che la donna doveva servire l’uomo, non ci vuole Einstein per capire che mi ribellavo, con l’esito di non fare più un cazzo), e alla mia voglia di sentirmi libera nel giocare (se giochi in mezzo a campi ed erba alta, stai sicura che è più pratico un pantaloncino corto e una scarpa da ginnastica, che un vestitino e delle ballerine).
Se in quella fase mi avessero parlato di cose a cui manco io pensavo (orientamento sessuale) mi avrebbero solo messo casini in testa.
Purtroppo temo vi siano donne che, in età matura, per delusioni amorose, diventino lesbiche.
Io no, se valutiamo ipotetici figli. Sospendo il giudizio, vado in libreria universitaria di medicina, e poi se ne riparla.
non ho giudizio a riguardo.
sono adulti.
la vita è loro.
Il mio amore e sostegno non viene meno.
ma la vita resta loro.
non sono mia proprieta‘.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Infatti io, qualità di cretina analfabeta, ho scritto solo che ho la mia opinione in proposito.
Hai scritto ciò, grandissimo deficiente.
Un altro mito contemporaneo è quello che per avere opinione accettabile su qualcosa sia necessario averla vissuta.
E no, se non hai una figa, non puoi avere un'opinione accettabile sulla sensazione che si prova avendo un orgasmo come chi ce l'ha.

Ma secondo me non ti ricordi più nemmeno come sia un orgasmo maschile.

Fattela una sega, magari ti rilassi e ti passa la voglia di flammare a buffo.
 
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